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Gedion Zelalem è ora un cittadino statunitense
Scritto il 2014-12-30 da Giacomo Costa su Nazionale USA
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Steven Goff del Washington Post sta seguendo gli sviluppi per quanto riguarda l'acquisizione della cittadinanza americana da parte di Gedion Zelalem, il giovane talento dell'Arsenal nato nel 1997 in Germania, da genitori etiopi, ma negli Stati Uniti dall'età di 9 anni. Zelalem non ha mai negato il suo legame con il paese del Nord America.

Secondo Goff ora il ragazzo sarebbe finalmente cittadino degli Stati Uniti d'America. Lunedì era a Washington per completare il processo aprendo la strada a una possibile convocazione per gli USA di Klinsmann.

Zelalem ha ora bisogno dell'okay della FIFA per poter rappresentare la nazionale degli Stati Uniti dato che attualmente risulta come nazionale tedesco. Secondo diverse fonti del Washington Post il ragazzo avrebbe detto a diversi amici e ufficiali degli USA che intende affidare il suo futuro alla nazionale a stelle e strisce.

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Con l'Arsenal già qualificato, per il match di ieri sera con il Galatasaray Arséne Wenger ha portato in panchina sei ragazzini che normalmente militano nell'Under 19. Tra questi c'era il centrocampista Gedion Zelalem, nato in Germania e di origini etiopi, ma con passaporto americano in arrivo, e da più parti considerato il nuovo Fabregas per caratteristiche e tecnica. Leggi: Futuro americano per Zelalem, talento dell'Arsenal All'inizio del secondo tempo Wenger lo ha spedito in campo per il suo primo match con la prima squadra da quando lo scorso gennaio lo ha fatto giocare in FA Cup contro il Coventry City. Zelalem è apparso a suo agio al centro del campo, pienamente integrato nel sistema di gioco dei Gunners nel corso di un secondo tempo tranquillo di un match vinto dall'Arsenal per 4-1, risultato che ha messo gli inglesi alla pari col Borussia Dortmund ma secondo per differenza reti. Con l'Arsenal sesto in Premier League a 13 punti dal Chelsea e a 5 dal terzo posto, per Zelalem e alcuni dei suoi giovani compagni dovrebbe esserci sempre più spazio in questa stagione. Per quanto riguarda il futuro del giocatore con la Nazionale USA - e Jurgen Klinsmann lo segue con coninuità - il suo passaporto dovrebbe essere in arrivo, mentre la scelta - secondo quanto reso noto a suo tempo dal padre - sarebbe già stata fatta, con preferenza per gli Stati Uniti, dove ha vissuto per anni, rispetto alla Germania con cui ha giocato a livello giovanile.

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Arséne Wenger, da 18 anni allenatore dell'Arsenal, è uno noto per non mandarla a dire, ma avolte parla senza avere piena coscienza dell'argomento, come accaduto ieri rispetto alla MLS, definita "lega per pensionati" e paragonata addirittura alla Indian League. Un commento stupido e, in ogni caso, sbagliato. “Ci sono due momenti nella carriera di un calciatore. Essere completamente al top termina quando hai al massimo 34 anni. Dopo ci sono altri campionati, come la MLS e l'Indian league. E io incoraggio i giocatori ad andare avanti il più possibili se davvero amano questo gioco". Queste le parole di Wenger al sito dell'Arsenal. Parole ingiuste, perché mentre la Major League Soccer poteva forse essere considerata una “retirement league” al momento del suo lancio, quando attraeva giocatori come Carlos Valderrama, Roberto Donadoni e Lothar Matthaeus non certo più il top, in 20 anni la storia è cambiata e non poco. Da David Beckham, sbarcato in America in piena forma, a Thierry Henry, che ha mostrato il proprio valore tornando in prestito due volte proprio all'Arsenal, sino agli americani Michael Bradley e Clint Dempsey, rientrati negli USA al picco della carriera, o le giovani stelle Graham Zusi e Matt Besler, che hanno invece scelto di rimanere: oggi la MLS è un'altra cosa. E' infatti un campionato capace di attirare giovani giocatori da centro e sudamerica, che scelgono gli USA sia per vivere meglio che per usa re la MLS quale trampolino per l'Europa, come dimostrano i casi del colombiano Fredy Montero ex Seattle Sounders e oggi allo Sporting Lisbona, o del centrale costaricano Giancarlo Gonzales, passato in estate dal Columbus Crew al Palermo. Wenger ha ragione quando dice che giocatorì più in la con l'età possono trovare spazio in MLS, ma questo non vuol dire che gli stessi non siamo ancora competitivi in Premier League o altrove. A tal riguardo l'attuale situazione del 36enne Frank Lampard, di proprietà del New York City FC e in prestito con successo al Manchester City, ne è un perfetto esempio. Paragonare poi la MLS all'ISL è un assurdo. Nella neonata ISL sono sbarcati giocatori quarantenni già ritiratisi dal calcio giocato, come Robert Pires e lo stesso Alex Del Piero, che era fermo da quasi un anno. In India poi non esiste un movimento calcistico né una Nazionale capace di affermarsi decentemente nemmeno a livello locale. La stella della Nazionale indiana, Sunil Chettri, non ha retto il livello della MLS, trovando trovato spazio per un solo match quando militava con lo Sporting KC. Ad ulteriore conferma di quanto i commenti di Wenger oltre che sbagliati siano assolutamente disinformati. Ma certo negli uffici della MLS non avrà fatto piacere leggere certi commenti, che fanno seguito a quelli di Jurgen Klinsmann, scontratosi recentemente col commissioner Don Garber per aver invitato i giovani USA a lasciare la MLS per andare a giocare in Europa.  

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Fuoco e fiamme tra il Commissioner della MLS, e membro della US Soccer Federation, Don Garber, e l'allenatore (nonché direttore tecnico) della Nazionale USA Jurgen Klinsmann. Qualche giorno fa l'allenatore tedesco ha dichiarato che per Bradley e Dempsey sarebbe stato difficile mantenere le stesse prestazioni e lo stesso livello agonistico di quando erano alla Roma e al Tottenham nella MLS. I due giocatori dovranno rispondere sul campo, anche se Dempsey lo ha già fatto ampiamente al Mondiale quando ha dovuto tenere da solo l'attacco degli americani siglando goal importanti. Don Garber, non contento dei commenti, ha indetto una conference call alle 22 italiane di ieri per difendere, come ha detto lui, giocatori, MLS stessa e proprietari. Con toni molto decisi ha ribadito il suo pensiero: "I commenti di Jurgen sono molto, molto dannosi per la nostra lega, per il calcio in America e  per tutto quello che stiamo cercando di fare a nord della frontiera", ha detto Garber, che ha proseguito: "Non credo che siano solo dannosi per la MLS, credo che siano anche sbagliati". "Mandare un messaggio negativo a tutti i giocatori che firmano per la MLS dicendo che è una mossa negativa per la loro carriera è un commento molto dannoso per noi", ha detto Garber. "Avere un allenatore della Nazionale che, in sostanza, dice ai suoi giocatori, quando stanno firmando, che non sarà un bene per la sua carriera, e che non sarà percepito bene da lui, è incredibilmente dannoso per la Major League Soccer". Don Garber ha confermato di aver sentito il bisogno di questa conferenza dopo averne parlato per 24 ore con la MLS ownership board. Ha inoltre mandato una lettera a Sunil Gulati, presidente della federazione, e suo grande amico. I due hanno anche parlato prima della conferenza, tenendo presente che lo stesso Garber fa parte del board della US Soccer Federation. Una lettera è stata inviata anche allo stesso Klinsmann." "Ero favorevole sul primo contratto di Klinsmann e sul rinnovo e sono rimasto basito quando ha attaccato così Clint e Michael. Ha fatto un ottimo lavoro con la Nazionale, ma deve pensare molto, molto bene a come gestisce la sua figura pubblicamente, e su come deve motivare i giocatori che giocano nella nostra lega". Il Commissioner si è poi spostato più sullo specifico: "Mi dispiace non averlo detto quest'estate, ma Donovan doveva essere al Mondiale. Non perché lo ha guadagnato o meritato, perché le sue prestazioni lo dicevano. Ho paura sul fatto che le critiche riservate a Bradley, in particolare, stiano seguendo lo stesso modello. Se Jurgen vuole parlare con Bradley e dirgli quello che pensa essere meglio per lui che lo faccia. Ma non usando i media". Prima di tutto bisogna dire che, entrambi, stanno facendo il loro lavoro e quello che pensano essere giusto. Probabilmente Garber ha esagerato creando un polverone su una questione che potevano risolvere in privato. Detto questo la stampa sembra essere dalla parte di Jurgen Klinsmann, mentre molti tifosi da quella di Garber. Probabilmente Garber, e la Lega, si sono sentiti sotto attacco già da prima il Mondiale, quando erano già arrivate critiche dallo stesso tecnico tedesco. A partire da Donovan, e la MLS, fino al College Soccer (dove gioca il figlio del tedesco). Poi, viste le scelte di Zusi e Besler di rimanere in MLS e non andare in Premier League, l'allenatore tedesco ha voluto, probabilmente, dare un segno agli altri giocatori. Per finire i commenti su Dempsey e Bradley, ma anche quelli sulle promozioni e retrocessioni. Commenti che possono essere veritieri, ma anche discutibili: i giocatori della MLS hanno fatto decisamente il loro dovere al Mondiale, a partire da Dempsey, il quale ha siglato un goal da solo dopo pochi secondi. Inoltre Klinsmann non ha mostrato le stesse preoccupazioni su Mix Diskerud, che gioca in Norvegia, quando gli hanno fatto notare che disputa in un campionato di basso livello. Nel frattempo sono stati convocati giocatori del College (Morris) e della NASL (Ibarra). Che cosa ha in mente Klinsmann? Vedremo se nelle prossime occasioni utili verranno convocati giocatori della MLS decisamente meritevoli come, su tutti, Nguyen. I tifosi, intanto, dicono la loro. Molti pensano che Klinsmann stia esagerando, altri che Garber lo stia facendo. Quasi tutti d'accordo con Garber per quanto riguarda Donovan. Quel che è certo è che c'è una bella gatta da pelare.  

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