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Caso Lampard, Garber tenta la difesa. Ma sulla MLS si addensano nuvoloni neri
Scritto il 2015-01-04 da Franco Spicciariello su MLS
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Dopo quattro giorni di (imbarazzato) silenzio, la MLS prende la parola attraverso il suo commissioner, Don Garber, intervistato da Grant Wahl di Sports Illustrated, top media sportivo americano USA che a cavallo di Capodanno aveva letteralmente bastonato la lega e il New York City FC sul caso Lampard.

Nell'intervista Garber ha affrontato sia la questione relativa all'estensione del "soggiorno" al Manchester City di Frank Lampard che dell'atteso trasferimento ai LA Galaxy del capitano del Liverpool, Steven Gerrard. Su quest'ultimo Garber ha detto che “non c'è nulla di firmato".

Il commissioner ha cercato - non riuscendo - di trovare appigli e giustificazioni sul caso Lampard, provando anche a spargere ottimismo rispetto al rapporto tra NYCFC e Manchester City, entrambi di proprietà del City Football Group.

In questi giorni Garber ha dovuto affrontare la rabbia e anche lo scherno di migliaia di tifosi di NY delusi per quanto accaduto, vista anche la campagna pubblicitaria del NYCFC che ha sfruttato l'immagine di Lampard assicurando la sua presenza dal primo giorno del campionato 2015. Cosa che invece non accadrà, visto l0'annuncio dato dal Manchester City, che reatterrà il giocatore almeno sino a giugno. Almeno, in quanto il manager Manuel Pellegrini ha fatto capire che potrebbe rimanere persino nella prossima stagione.

Posso comprendere perché i tifosi sono scontenti, e credo che [il NYCFC] lavorerà duro per ricostruire il rapporto fiduciario", ha dichiarato Garber a SI.com. “Hanno già cominciato. Sapevo sarebbe successo, e non sono rimasto sorpreso della decisione. Stiamo gestendo una serie di circostanze inaspettate, Frank è diventato uno dei giocatori più importanti del Man City in questa stagione, segnando gol essenziali per il primo posto in Premier League. L'errore è stato di non annunciare subito che sarebbe arrivato a luglio, come già accaduto per Robbie Keane, Thierry Henry o David Beckham.”.

Lascia perplessi leggere che Garber avesse "la sensazione" che Lampard sarebbe rimasto a Manchester, visto che l'agente del giocatore aveva smentito potesse accadere solo a novembre, e visto che il direttore sportivo del NYCFC - Claudio Reyna - era volato in Inghilterra a dicembre proprio per discutere della data di rientro dell'ex capitano del Chelsea. Evidentemente Garber ne sapeva più di loro.

La MLS ha anche reso noto la versione ufficiale sul contratto di Lampard: prima del suo annuncio la scorsa estate, il giocatore aveva firmato col City Football Group un contratto per giocare in MLS nel 2015 e nel 2016, impegnandosi a rimanere al Manchester City sino a fine 2014, Ora che il suo contratto Man City è stato esteso sino a fine stagione, Lampard raggiungerà il NYCFC a luglio e avrà allora un contratto con la MLS.

Un'altra accusa piovuta sul City e sulla MLS è che il NYCFC non sarebbe altro che una squadra satellite della consorella inglese, o peggio, solo un metodo per aggirare le regole del Financial Fair Play dell'UEFA.

Non penso cje [il NYCFC] sia un 'farm team' per il Man City. Il livello di investimento che la proprietà del club sta realizzando è enorme, rivaleggiando quello di altri club in giro per il mondo. Dai rapporti con loro nulla dà da pensare che possa essere così”.

Mentre sul caso Lampard l'imbarazzo di Garber è evidente ma la risposta è quantomeno sensata, su questo secondo aspetto l'argomento utilizzato è prossimo all'imbarazzante. Per entrare in MLS il City Football Group ha investito $100 milioni (€83 milioni) in partnership con i NY Yankees, con ulteriore vera spesa oltre al management al momento il solo ingaggio di David Villa (quello di Lampard, a questo punto forse, partirà da luglio). Una cifra che potrebbe sembrare notevole a prima vista, ma in realtà assolutamente limitata, tanto più per un gruppo con alle spalle l'emirato di Abu Dhabi.

Ma mentre Garber aveva parlato di un progetto - come garantitogli da Ferran Soriano, CEO del City - completamente indipendente dal club inglese, ciò che si è visto sino a questo mento è: un nome senza originalità (e passi); una maglia ridicolmente identica (unica differenza i loghi adidas e NYCFC, nemmeno quella del defunto Chivas USA era uguale a quella del Guadalajara); nessun investimento sul centro d'allenamento; almeno tre anni allo Yankees Stadium, al momento il peggior stadio in cui si giocheranno partite MLS, e nessun progetto di un soccer specific stadium. E ora la ciliegina sulla torta del caso Lampard, che ha dato il quadro di come il NYCFC sia al momento assolutamente secondario.

Al momento quello che sarebbe dovuto il punto di svolta per la MLS, lo sbarco del City Football Group - ed è un problema anche la situazione del gruppo di David Beckham, dove senza stadio non ci sarà alcun club nonostante l'annuncio -  sta invece facendo addensare nuovoloni neri sulla lega, scuotendola dalle fondamenta e mettendone a rischio la credibilità conquistata con fatica in questi anni. L'obiettivo stabilito da Garber di diventare una delle leghe top al mondo entro il prossimo decennio sembra oggi lontanissimo.

A pochi giorni dall’inizio della stagione della Major League Soccer, l’ex leggenda del Chelsea, ora al New York City FC, Frank Lampard, in un’intervista esclusiva rilasciata ad Eurosport, che andrà in onda sabato 5 marzo alle 20:30 su Eurosport 1, loda il fantasista italiano Sebastian Giovinco: “E’ un fuoriclasse. Ha portato qui (negli States ndr) le sue qualità, di cui ero già a conoscenza avendolo incontrato in Champions League.” Giovinco, nominato Most Valuable Player (MVP) della scorsa stagione regolare della MLS, oltre che capocannoniere delle Lega con 22 gol e 16 assist, incassa anche i complimenti del suo ex compagno di squadra alla Juventus e in Nazionale, Andrea Pirlo: “Sono stato fortunato a giocare con lui in Italia. Conoscevo le sue potenzialità, aveva bisogno solamente di spazio e di fiducia in sé stesso, elementi che ha trovato qui, e ora sta dimostrando tutto il suo valore.” Coinvolto in prima persona, Giovinco ritorna a parlare della decisione di trasferirsi a Toronto: “Stavo già pensando di lasciare l’Italia; Toronto è stata la prima squadra a farmi una grande offerta e ho deciso di cogliere questa opportunità”. Ancora il fantasista di scuola Juventus ripercorre il finale della scorsa stagione, che ha visto il Toronto FC eliminato dai rivali di Montreal dopo aver dominato il match ad eliminazione diretta: “Quella partita è uno dei ricordi più brutti; dopo un gran primo tempo siamo andati sotto per 3-0. È il mio più grande rammarico. Il nostro obiettivo è fare meglio di quanto fatto nella scorsa stagione.” Per l’avvio della stagione della MLS, i canali Eurosport propongono, a partire da giovedì 3 marzo, una serie di speciali dedicati al meglio della scorsa stagione, alla presentazione della nuova annata e ad interviste esclusive con campioni del calibro di Lampard e Giovinco, e col nuovo allenatore del New York City FC Patrick Vieira. Domenica 6 marzo a partire dalle 19:30, invece, spazio alla prima giornata di regular season. Su Eurosport subito in campo il Toronto FC di Giovinco e il New York City FC di Pirlo, Lampard e Villa, oltre a Portland Timbers - Columbus Crew, rivincita della finale dello scorso anno. Poco prima di questo match gli spettatori potranno rivedere gli highlights delle MLS Finals e gustarsi uno speciale dedicato ai campioni in carica. Di seguito il dettaglio della programmazione dei canali Eurosport per la prima settimana della Major League Soccer: Giovedì 3 marzo 21:30 su Eurosport 1: Speciale - Il meglio della stagione 2015 Venerdì 4 marzo 19:00 su Eurosport 1: Speciale - Presentazione della stagione 2016 Sabato 5 marzo 20:30 su Eurosport 1: Interviste esclusive con Patrick Vieira (coach dei New York City FC), Frank Lampard (New York City FC) e Sebastian Giovinco (Toronto FC) Domenica 6 marzo 19:30 in diretta su Eurosport 1: New York Red Bulls - Toronto FC 19:45 in diretta su Eurosport 2: Chicago - New York City FC 22:00 su Eurosport 1: Speciale - MLS Finals 2015 22:15 su Eurosport 1: Speciale - Portland Timbers, Campioni MLS 2015 22:45 in diretta su Eurosport 2: Portland Timbers - Columbus Crew I canali Eurosport 1 ed Eurosport 2, per il secondo anno consecutivo, trasmetteranno in esclusiva fino a quattro partite della MLS in diretta ogni weekend. I canali Eurosport 1 ed Eurosport 2 sono disponibili su Sky, canali 210 e 211, e su Mediaset Premium, canali 372 e 373 Fino alla stagione 2018 compresa, Eurosport detiene i diritti televisivi e digitali per i match di regular season, per l'AT&T MLS All-Star Game, per i Playoff MLS e per la MLS Cup.

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A guarde Steven Gerrard, non sembra proprio essere un atleta pronto ad entrare nel suo ultimo anno di carriera. Ma l'ex capitano del Liverpool e della Nazionale inglese tornerà a Los Angeles a gennaio, e sembra ormai chiaro che questa sarà la stagione finale. “Non sono sicuro al 100% - ha dichiarato al Daily Telegraph in un intervista rilasciata presso il suo ristorante "Vincents", al centro di Liverpool - ma credo che questo sarà il mio ultimo anno da giocatore”. Il saluto di Steven Gerrard ad Anfield lo scorso maggio Ciò che però sembra preoccupare di più Gerrard è il dopo. Al momento non sembra avere in mano nulla, se non una vaga promessa del Liverpool che ci sarà qualcosa per lui. Una situazione simile a quella di altri giocatori della cosiddetta "golden generation" (che però con la Nazionale nulla ha vinto), tipo Frank Lampard, pieni di entusiasmo e idee ma ormai disincantati. “Dovrebbero ricevere offerte che non si possono rifiutare", spiega Gerrard. "Se uno ha giocato 100 volte in Nazionale e 700 match a livello di club, come può la FA lasciarlo andare? Hanno troppo da offrire. In molti club non succede. Guarda il Manchester United con Ryan Giggs o il Barcellona con Pep Guardiola, che hanno detto loro 'quando avrete finito succederà questo'. “Mi spiace non aver iniziato a prendere i patentini quando avevo 21/22 anni. All'epoca ho sprecato un sacco di tempo negli hotel a guardare 'The Office' e 'I Soprano'. Avrei dovuto prendere il patentino CBA all'epoca per poi poter diventare allenatore ora. Ho avuto recentemente un meeting con la FA e mi hanno detto che ora intendono trovare il modo di coinvolgere di più chi ha giocato in Nazionale un certo numero di partite. Gente quale Jamie Carragher e like Robbie (Fowler) ha troppo da dare per essere lasciata andare". “Ammiro Gary Neville e il suo aver fatto il salto così prest, specialmente in un grande club come il Valencia. Sapevo che Gary era uno che avrebbe potuto avere un ruolo. Bisogna togliersi il cappello”. Gerrard ha recentemente scritto nella sua biografia che avrebbe voluto che il Liverpool facesse di più per tenerlo, in campo o come membro dello staff. “Sarei potuto rimanere nel gruppo, magari con un piano a più fasi". Nelle ultime settimane si è allenato a Melwood sotto la guida del tedesco Jurgen Klopp, sì da arrivare preparato a fine gennaio per il ritiro coi LA Galaxy in vista della stagione 2016 della MLS. “Ho parlato con Klopp. Non ho ricevuto offerte, ma il club si è dichiarato disponibile, seppur senza entrare nei dettagli". Gerrard in allenamento a Melwood “Mi hanno accolto bene. Avrò sempre un debole per il Liverpool e per la FA, ma quando sono a casa intendo lavorare e girare tra i vari club per osservare gli altri allenatori e acquisire esperienza. Di base sarà disponibile da novembre, dicembre, 2016. Tutto il mondo saprà che sono disponibile, e a quel punto sarò al 75% del mio eprcorso da allenatore. Ho il sogno e l'aspirazione di diventare allenatore e dirigente, ma al momento non sono pronto a dirigere. Quando inizi a preparati capisci che è tutt'altro dallo giocare. Devi controllare 25 uomini con personalità molto diversi”. Nel frattempo Gerrard sta imparando da Klopp. “Mi sono allenato con lui un paio di settimane. Ero un suo grande fam già da prima che arrivasse al Liverpool, ma vederlo lavorare coi singoli giocatori è davvero eccitante". Che quello di allenatore fosse il destino prossimo di Gerrard lo sa anche Bruce Arena, coach e GM dei LA Galaxy, - ed ex CT della Nazionale USA - che già lo scorso agosto spiegava come "il prossimo passo di Gerrard è quello di diventare allenatore, non ho dubbi. Sta studiando molto tutto quello che succede qui. Parliamo spesso di ciò che ha fatto al Liverpool e compariamo i nostri appunti". E tra meno di un mese proprio da un uomo di grande esperienza come Arena Gerrard tornerà ad imparare, anche se prima dovrà pensare a guidare i Galaxy sul campo alla sesta MLS Cup della loro storia.

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Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

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