Dopo quattro giorni di (imbarazzato) silenzio, la MLS prende la parola attraverso il suo commissioner, Don Garber, intervistato da Grant Wahl di Sports Illustrated, top media sportivo americano USA che a cavallo di Capodanno aveva letteralmente bastonato la lega e il New York City FC sul caso Lampard.
Nell'intervista Garber ha affrontato sia la questione relativa all'estensione del "soggiorno" al Manchester City di Frank Lampard che dell'atteso trasferimento ai LA Galaxy del capitano del Liverpool, Steven Gerrard. Su quest'ultimo Garber ha detto che “non c'è nulla di firmato".
Il commissioner ha cercato - non riuscendo - di trovare appigli e giustificazioni sul caso Lampard, provando anche a spargere ottimismo rispetto al rapporto tra NYCFC e Manchester City, entrambi di proprietà del City Football Group.
In questi giorni Garber ha dovuto affrontare la rabbia e anche lo scherno di migliaia di tifosi di NY delusi per quanto accaduto, vista anche la campagna pubblicitaria del NYCFC che ha sfruttato l'immagine di Lampard assicurando la sua presenza dal primo giorno del campionato 2015. Cosa che invece non accadrà, visto l0'annuncio dato dal Manchester City, che reatterrà il giocatore almeno sino a giugno. Almeno, in quanto il manager Manuel Pellegrini ha fatto capire che potrebbe rimanere persino nella prossima stagione.
“Posso comprendere perché i tifosi sono scontenti, e credo che [il NYCFC] lavorerà duro per ricostruire il rapporto fiduciario", ha dichiarato Garber a SI.com. “Hanno già cominciato. Sapevo sarebbe successo, e non sono rimasto sorpreso della decisione. Stiamo gestendo una serie di circostanze inaspettate, Frank è diventato uno dei giocatori più importanti del Man City in questa stagione, segnando gol essenziali per il primo posto in Premier League. L'errore è stato di non annunciare subito che sarebbe arrivato a luglio, come già accaduto per Robbie Keane, Thierry Henry o David Beckham.”.
Lascia perplessi leggere che Garber avesse "la sensazione" che Lampard sarebbe rimasto a Manchester, visto che l'agente del giocatore aveva smentito potesse accadere solo a novembre, e visto che il direttore sportivo del NYCFC - Claudio Reyna - era volato in Inghilterra a dicembre proprio per discutere della data di rientro dell'ex capitano del Chelsea. Evidentemente Garber ne sapeva più di loro.
La MLS ha anche reso noto la versione ufficiale sul contratto di Lampard: prima del suo annuncio la scorsa estate, il giocatore aveva firmato col City Football Group un contratto per giocare in MLS nel 2015 e nel 2016, impegnandosi a rimanere al Manchester City sino a fine 2014, Ora che il suo contratto Man City è stato esteso sino a fine stagione, Lampard raggiungerà il NYCFC a luglio e avrà allora un contratto con la MLS.
Un'altra accusa piovuta sul City e sulla MLS è che il NYCFC non sarebbe altro che una squadra satellite della consorella inglese, o peggio, solo un metodo per aggirare le regole del Financial Fair Play dell'UEFA.
“Non penso cje [il NYCFC] sia un 'farm team' per il Man City. Il livello di investimento che la proprietà del club sta realizzando è enorme, rivaleggiando quello di altri club in giro per il mondo. Dai rapporti con loro nulla dà da pensare che possa essere così”.
Mentre sul caso Lampard l'imbarazzo di Garber è evidente ma la risposta è quantomeno sensata, su questo secondo aspetto l'argomento utilizzato è prossimo all'imbarazzante. Per entrare in MLS il City Football Group ha investito $100 milioni (€83 milioni) in partnership con i NY Yankees, con ulteriore vera spesa oltre al management al momento il solo ingaggio di David Villa (quello di Lampard, a questo punto forse, partirà da luglio). Una cifra che potrebbe sembrare notevole a prima vista, ma in realtà assolutamente limitata, tanto più per un gruppo con alle spalle l'emirato di Abu Dhabi.
Ma mentre Garber aveva parlato di un progetto - come garantitogli da Ferran Soriano, CEO del City - completamente indipendente dal club inglese, ciò che si è visto sino a questo mento è: un nome senza originalità (e passi); una maglia ridicolmente identica (unica differenza i loghi adidas e NYCFC, nemmeno quella del defunto Chivas USA era uguale a quella del Guadalajara); nessun investimento sul centro d'allenamento; almeno tre anni allo Yankees Stadium, al momento il peggior stadio in cui si giocheranno partite MLS, e nessun progetto di un soccer specific stadium. E ora la ciliegina sulla torta del caso Lampard, che ha dato il quadro di come il NYCFC sia al momento assolutamente secondario.
Al momento quello che sarebbe dovuto il punto di svolta per la MLS, lo sbarco del City Football Group - ed è un problema anche la situazione del gruppo di David Beckham, dove senza stadio non ci sarà alcun club nonostante l'annuncio - sta invece facendo addensare nuovoloni neri sulla lega, scuotendola dalle fondamenta e mettendone a rischio la credibilità conquistata con fatica in questi anni. L'obiettivo stabilito da Garber di diventare una delle leghe top al mondo entro il prossimo decennio sembra oggi lontanissimo.










































