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Las Vegas: approvato lo stadio, la MLS si avvicina?
Scritto il 2014-12-18 da Giacomo Costa su MLS
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Ieri il "Las Vegas City Council" ha approvato la costruzione di uno stadio a Las Vegas, ma solo nel caso in cui la città dovesse riuscire a ottenere l'ingresso nella Major League Soccer.

Il piano riguarda una spesa di 200 milioni per uno stadio specifico da calcio di 20,000 o 25,000 posti a Symphony Park. Insomma, comunque vada un'altra vittoria per la MLS.

Las Vegas sta combattendo contro Sacramento, Minneapolis (Minnesota) e la più staccata San Antonio per entrare nella Lega. Gli esponenti delle tre squadre si sono incontrati con le alte cariche della MLS a Novembre.

Da una parte Minneapolis conta sull'appoggio dei Vikings della NFL e la possibile squadra della MLS dovrebbe giocare proprio nel loro nuovo stadio. Las Vegas ha già un accordo per uno stadio da calcio, come abbiamo detto, ma potrebbe essere un salto nel vuoto dato che la città non ha mai avuto modo di provare il suo amore per il calcio.

Sacramento è invece passata nelle mani del proprietario dei Sacramento Kings della NBA. La squadra ha già trovato la località del nuovo stadio, ma sotto questo punto di vista le altre due città sono più avanti. Quello che potrebbe fare la differenza è la passione calcistica della città, che ha portato picchi di 20,000 tifosi a vedere il Republic in USL Pro.

La MLS vorrebbe arrivare a 24 squadre per il 2020. Nel 2015 saranno 20, con l'ingresso di Los Angeles FC, Atlanta e Miami nei prossimi anni siamo già a 23. Rimane quindi un posto, anche se Beckham potrebbe dover abbandonare l'idea di avere una squadra di calcio in Florida per problemi ad avere uno stadio. Il Commissioner Garber ha confidato che vorrebbe annunciare la prossima franchigia nei prossimi 6 mesi.

Il gruppo di investitori guidato da David Beckham ha finalmente raggiunto un accordo con la città di Miami per la costruzione di uno stadio per il calcio, che sorgerà (vedi la mappa) a fianco del Marlins Park, secondo quanto riporta il Miami Herald. L'accordo spiana così la strada all'ingresso della franchigia di Miami in MLS, che aveva dato il via libera lo scorso anno, condizionando però il tutto alla realizzazione di uno stadio in città. La storia di Beckham in MLS parte nel lontano 2007, quando l'inglese firmò con i LA Galaxy, includendo nel contratto una clausola che gli consentiva l'avvio di una franchigia al prezzo di $25 milioni (escluse NY e LA). Ma l'impossibilità di avviare un progetto per lo stadio ha messo a serio rischio il lancio del team in Florida, al punto che altri gruppi stavano facendo lobbying sulla MLS per subentrare. LEGGI: Garber avverte Beckham: “Senza stadio, niente MLS per Miami" L'expansion team era stato annunciato lo scorso febbraio, ma il progetto proposto da Beckham per uno stadio da costruire nel suggestivo scenario di Port Miami ha trovato forti opposizioni, con addirittura una coalizione contro lo stadio guidata dalla società di crociere Royal Caribbean, che ha sponsorizzato degli sponsor televisivi sul tema. Successivamente,  la città di Miami ha respinto un piano per uno stadio da 25.000 posti vicino alla American Airlines Arena, casa dei Miami Heat della NBA.   Solo a seguito di questi rifiuti il gruppo Beckham ha iniziato a prendere in considerazione l'area del Marlins Park, su cui sono a poco tempo fa erano perplessi a causa delle molte polemiche che avevano circondato la costruzione dello stesso e lo spreco di fondi pubblici. Oggi invece il principale partner di Becks, Marcelo Claure (proprietario del Bolivar FC in Venezuela) vede lo stadio lì come un possibile fattore di sviluppo. Chi non farà parte del progetto è la University of Miami, la cui partecipazione costringerebbe il gruppo a costruire uno stadio da 40mila posti invece che 25mila, anche se Claure e l'università rimangono in trattativa, ed è possibile che lo stadio venga disegnato in modo da poter essere eventualmente espanso. LEGGI: Ufficiale. Beckham avrà Miami dal 2017 Il sindaco di Miami Tomas Regalado ha confermato l'accordo e l'avvio delle negoziazioni, con via finale atteso a breve dalla Giunta, con la città che però non dovrà spendere, visto che a differenza di altri stadi MLS e della quasi totalità di quelli delle altre leghe, il gruppo di Beckham ci metterà i propri soldi, avendo peraltro pagato meno la franchigia (il cui prezzo per NYCFC e Orlando è stato di $100 milioni). “Il tempo è questo. E' il momento della verità", ha detto Claure. Obiettivo: l'ingresso in MLS nel 2018. Il calcio a Miami Miami è in attesa di una squadra top da quando nel 2002 la lega decise di chiudere il Miami Fusion, mentre durò solo due stagioni (fino al 2010) il Miami FC (USL Soccer, Div. II) dei brasiliani campioni del mondo 1994 Romario e Zinho, club poi trasferitosi a Ft. Lauderdale. Recentemente sono state lanciati in città due club: nella NASL il Miami FC, che vede tra i proprietari anche Paolo Maldini e Riccardo Silva, e in NPSL il Miami Fusion (solo omonimo di quello chiuso nel 2002), guidato dall'ex giocatore dei NY Cosmos Ferdinando DeMatthaeis.

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La MLS ha annunciato ufficialmente che a partire dal 2018 il Minnesota United, campione NASL 2014, la seconda divisione, entrerà nella lega a partire dal 2018. La nuova franchigia fara' capo a un gruppo guidato da Bill McGuire (titolare di un gruppo nel settore sanitario) insieme ai proprietari di Minnesota Timberwolves e Minnesota Twins (baseball) e la squadra giocherà a downtown Minneapolis. La Major League Soccer vede attualmente la presenza di 20 squadre, che saliranno a 21 nel 2017 con Atlanta, e a 23 con Minneapolis e LAFC (sempre che non scali al 2019 in attesa dello stadio), mentre la numero 24 dovrebbe essere Miami, ma senza stadio la franchigia di David Beckham non potrà entrare. In ogni caso il commissioner Don Garber ha affermato che l'expansion non terminerà qui, e già Sacramento è in linea per la prossima chiamata.  “La proprietà, il suo impegno nel calcio, la comunità e popolazione, la sua ricca tradizione di supporto al calcio a tutti i livelli, sono stati indicatori chiave nella scelta di Minneapolis. Gli appassionati del Minnesota avranno presto uno stadio di livello mondiale in centro che servirà quale casa del team MLS e per eventi sportivi internazionali", ha dichiarato Garber. McGuire, proprietario del Minnesota United FC (acquistò i Minnesota Stars nel novembre 2012) della North American Soccer League, sarà accompagnato nella proprietà da un gruppo di investotiri che include Robert Pohlad e Jim Pohlad dei Minnesota Twins (MLB) , Wendy Carlson Nelson e Glen Taylor, proprietario dei club di NBA Minnesota Timberwolves. Lo United riporta quindi a Minneapolis e St. Paul (le Twin Cities) riprendendo una tradizione che risale ai tempi della vecchia NASL che ebbe grande successo con i Minnesota Kicks.  Già negli anni '70 infatti, ai tempi della NASL, gli allora Minnesota Kicks del sudafricano Ace Ntsolengoe e del portiere americano Tim Twellman (papà  di Taylor Twellman, ex attaccante della Nazionale USA e dei New England Revolution) furono capaci di attirare una media di 32.775 spettatori a partita nel 1977, secondi solo ai Cosmos, mentre l'anno prima vennero sconfitti nella finale del Soccer Bowl dai Toronto Metros-Croatia di Eusebio. E successo ha avuto anche il Minnesota United FC della nuova NASL, grazie ad una proprietà che ha saputo appassionare i tifosi locali coniugando progetto tecnico ed economico. Elemento chiave del nuovo team sarà la costruzione di un soccer specific stadium nell'area centrale di Minneapolis, non lontano dal Target Field, lo stadio di baseball dei Minnesota Twins, per il quale il piano dovrebbe essere pronto per l'1 luglio, anche se è emerso che la "concorrenza" stia facendo lobbying contro lo stadio. Lo United FC ha infatti battuto nella corsa alla MLS la proposta dell'altro - potente - gruppo, guidato da Zigy Wilf, proprietario dei Minnesota Vikings della NFL. I Vikings stanno infatti costruendo uno stadio da 64.000 posti, pagato quasi tutto con fondi pubblici, e avrebbero voluto lanciare un club MLS da far giocare lì ("coprendo" 40mila dei 64.000 posti), sì da recuperare 384mila dollari l'anno di affitto. Una scelta osteggiata dai tifosi del Minnesota United FC, che oltre a vedere scomparire il proprio club, si si sraebbero trovati un team costretto a giocare indoor (che in Minnesota magari andrebbe anche bene, dato il clima), su campo sintetico e non largo in maniera adeguata, come accade per altri stadi da football. Inoltre l'opposizione deriva anche dal rifiuto di Wilf di salvare il club della NASL quando due anni fa stava andando in fallimento, e l'idea che comunque il club MLS sarebbe soltanto una seconda scelta per lui, come accade per la famiglia Kraft a Boston con i New England Revolution. Appuntamento nel 2018, anche se Garber non ha escluso un'anticipazione di un anno al 2017, con slittamento del LAFC al 2018.  

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