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La USL PRO cresce, ma le "Soccer Wars" continuano
Scritto il 2014-12-31 da Dario Torrente su NASL USL PRO
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E’ di pochi giorni fa la notizia che la USL Pro, ora spalleggiata e foraggiata dalla MLS, ha presentato domanda alla U.S.S.F. per poter così guadagnare lo status di seconda divisione nel panorama del soccer Usa strappando così il posto alla Nasl, che se dovesse essere retrocessa a terza divisione americana verrebbe così condannata al fallimento. Le ragioni di questa mossa da parte dei dirigenti della USL hanno radici antiche di odio atavico risalente al 2009, quando l’allora commissioner della lega Francisco Marcos, decise di vendere la lega alla società NuRock senza consultare i proprietari delle squadre, molti delle quali avrebbero invece voluto che la lega fosse venduta ai titolari delle franchigie.

La decisione di Marcos creò una scissione all’interno dei piani bassi della piramide del soccer a stelle e strisce, costringendo così la federcalcio a creare per il 2010 una USSF D2 provvisoria mentre l’allora USL Second Division rimase con appena cinque squadre. I proprietari delle franchigie ribelli decisero così di creare una nuova lega con l’ambizioso nome di Nasl, che seppur non avendo nessun collegamento diretto con la storica lega fallita nel 1984 se ne considera l’erede morale e materiale, tanto da annoverare nei propri ranghi nomi storici di quelle che furono alcune tra le squadre di grido in quegli anni, New York Cosmos in testa ma anche Fort Lauderdale Strikers e Tampa Bay Rowdies.

Nel frattempo la U.S.S.F. ha insignito la Nasl. del titolo di seconda divisione retrocedendo così la storica USL al ruolo di serie C americana. Le due leghe con gli anni si sono rinforzate, la USL ha fuso le due divisioni, e dopo l’insuccesso delle squadre caraibiche di Puerto Rico ed Antigua ma anche altre franchigie fallimentari come l’F.C. New York si è via via ingrandita aumentando ogni anno il numero delle proprie squadre, ma la vera svolta che ha dato nuova linfa alla nuova USL Pro sono stati gli accordi di partnership con la MLS, sfociati in affiliazioni delle franchigie USL con le più titolate squadre di MLS diventando così ufficialmente il vivaio della massima serie a stelle e strisce. Nel 2014 la MLS è passata dalle affiliazioni alle squadre B come avviene in molti campionati europei, come in Germania e Spagna. Questo ha portato ad una crescita smisurata della USL Pro che dopo tanti anni di campionato a girone unico si trova dalla stagione 2015 ad ospitare ventitré squadre divise in due conference.

La Nasl nel frattempo, dopo aver perso Montreal Impact, emigrati nella più prestigiosa MLS e Puerto Rico Islanders, è passata dalle sette franchigie della Spring Season 2013 alle attuali undici squadre includendo nei propri ranghi gli storici New York Cosmos, Indy Eleven, Ottwa Fury e Jacksonville Armada. Sebbene la USL Pro conti al momento più del doppio delle squadre annoverate dalla Nasl la composizione delle due leghe è molto diversa, in quanto essendo diventata ufficialmente o quasi la succursale della MLS dove vengono mandati i giovani interessanti per farsi le ossa, e salari inferiori rispetto alla Nasl, sarebbe giusto visto anche il grande lavoro della lega del commissioner Bill Peterson e dei suoi predecessori senza avere le spalle coperte dalla MLS, (che anzi spalleggia la USL unendo l’atavico odio della lega satellite verso i traditori alla paura di poter avere un giorno una temibile concorrenza e dover così alzare e non di poco il salary cap e magari rinunciare al modello unico al mondo di entità unica) che la federazione lasciasse le cose come stanno.

Non è ancora dato di sapere cosa deciderà la U.S.S.F., ma quel che si spera è che l’ennesima soccer war, stavolta una guerra fredda, almeno per ora, termini senza lasciare morti sul terreno, e che il buon senso stavolta trionfi sull’odio generato dalle fazioni in lotta l’una contro l’altra. Pochi mesi fa il commissioner della Nasl  aveva addirittura affermato che le squadre della Nasl potrebbero tranquillamente ben figurare in Concacaf Champions’ League, ma la realtà è che il parco giocatori della lega è comunque composto in prevalenza di carneadi, ex universitari convocati al superdraft e non selezionati dalle squadre della MLS, giocatori proveniente dalla USL Pro, ragazzi stranieri di nascita ma formatisi nel sistema calcistico della NCAA, atleti che han fatto panchina nella MLS e qualche vecchia conoscenza che aveva discretamente figurato in prima divisione ed alcuni nazionali e non degli stati caraibici e centroamericani, salvo alcune eccezioni.

Oltre i Cosmos, che possono annoverare l’ex nazionale Usa Danny Sztela, Carlos Mendes che non aveva sfigurato nei Metrostars/Red Bulls, l’ex Sporting Gijon Ayoze, il brasiliano Roversio che sebbene non sia un grande nome ha giocato sia in Portogallo che nella liga spagnola in forza a Osasuna e Betis e le stelle internazionali Marcos Senna e  Raul, son poche le squadre che possono annoverare giocatori di classe e fama internazionale. I Carolina Railhaks, una delle squadre più conosciute e competitive della Nasl possono mostrare come pezzi più preziosi del loro parco giocatori l’ex Red Bulls e Philadelphia Union Nick Zimmerman, e il capitano nazionale portoricano Kupono Low, l’ex Washington DC Jordan Graye, l’attaccante Zack Schilawski già dei New England Revolution, il centrocampista Austin Da Luz, riserva in passato di New York Red Bulls e Washington DC, forse buoni giocatori da collettivo per la categoria ma di certo non fuoriclasse. Alzano la media il nippo-americano Jun Marques Davidson con esperienza nella J-League sia in seconda che in prima divisione e lo spagnolo Nacho Novo, che può vantare esperienze in Scozia con Dundee e Rangers ed in Spagna con lo Sporting Gijon ed ha giocato anche in Polonia in forza al Legia Varsavia ma non si tratta certo di calciatori di fama internazionale.

A Tampa Bay la situazione non varia di molto, con l’ex nazionale Under 20 Gale Agbossoumonde con alle spalle qualche presenza nel Toronto FC ed esperienze internazionali non sempre andate a buon fine con Braga ed Estoril Praja in Portogallo, la squadra B dell’Eintract Francoforte e gli svedesi del Djurgardens IF. Il bulgaro Georgi Hristov ha giocato con più squadre nella sua nazione d’origine ma il campionato bulgaro è di modestissima levatura per cui non si può certo definire un calciatore titolato, mentre il portiere Matt Pickens ha difeso la porta dei Colorado Rapids dal 2009 al 2014 prima di essere mandato in quel di Tampa. Il difensore Black Wagner è ex nazionale Usa Under 23 ed ha accumulato un pugno di presenze in MLS tra FC Dallas, Vancouver Whitecaps e Real Salt Lake ma era stato già acquistato dai San Antonio Scorpions nel 2012 mentre Corey Hertzog aveva provato ad affermarsi in MLS con New York Red Bulls e Vancouver Whitecaps ma non può vantare che una dozzina di presenze in tre anni ed ha militato prevalentemente in USL Pro con Wilmington ed Orlando. Juan Guerra è stato acquistato di recente dal nuovo ct Thomas Rongen ed ha militato in più club in Venezuela ma si tratta di un giocatore di categoria mentre il nativo del Malawi ma naturalizzato inglese Tamika Mkandawire ha girovagato nelle serie minori inglesi con West Bromwich Albion, Hereford United, Leyton Orient, Milwall, Southend United e Shewsbury Town, sicuramente la sua esperienza è un bagaglio utile alla squadra ed alla Nasl e c’è da dire che la rosa per la stagione 2015 è in allestimento ma difficilmente vedremo un acquisto che faccia per così dire saltare il banco. Gli attuali campioni in carica, i San Antonio Scorpions, possono annoverare tra le loro fila oltre al francese già nazionale Under 21 Eric Hassli, ex Vancouver Whitecaps e Toronto FC e precedentemente in forza a Servette, Neuchatel Xamax, FC St Gallen, FC Zurigo ed in patria presso il Valenciennes, altri giocatori interessanti quali il difensore Greg Janicki, un pugno di presenze in MLS con Washington DC e Vancouver Whitecaps per lui, mentre il colombiano Rafael Castillo ha girato più club prestigiosi nel suo paese quali Real Cartagena, Indipendiente de Medellin, Milionarios Bogotà, Deportivo Pereira, Nacional de Medellin e Llaneros e vanta anche un’ esperienza negli Emirati con l’Al Ahly, e sebbene arrivato a metà stagione è stato determinante per la conquista del titolo. Ryan Guy, sebbene sia stato utilizzato appena tre volte ha accumulato esperienze professionali in Irlanda nel St Patrick coi quali segnò anche un goal durante le qualificazioni per la Coppa Uefa nel 2007, firmando la prima vittoria in trasferta in campo europeo per il club, e dal 2011 al 2013 il centrocampista nazionale dell’Isola di Guam ha giocato stabilmente in MLS coi New England Revolution. Il difensore Jonathan Borrajo, snobbato dai New York Red Bulls ha militato recentemente sia nell’HamKam che nel Mjondalem in Svezia, mentre il nazionale trinidegno Julius James si è formato in MLS nei ranghi di Toronto FC, Houston Dynamo, Columbus Crew e DC United. Anche l’ex nazionale canadese Adrian Cann alza la media della squadra, già alta per la categoria, e della Nasl grazie ai suoi trascorsi con le maglie di Montreal Impact, Vancouver Whitecaps, gli svedesi dell’ Esbjerg e la MLS con il Toronto FC. La squadra campione del 2014 pur non avendo giocatori di fama internazionale ha più individualità che possono vantare esperienze significative sia in MLS che in campionati esteri, San Antonio rappresenta quello che tutte le squadre della Nasl dovrebbero cercare di essere per poter veramente dire di poter eguagliare il livello della massima serie Usa. Ad Ottawa la situazione si mantiene invece nella media col carneade brasiliano Paulo Junior, già di Fort Lauderdale Strikers e Real Salt Lake ma senza impressionare e la scorsa stagione in forza al Nautico, dove è sceso in campo quindici volte senza mai segnare. I canadesi Carl Hawort e Mario Eustaquio vengono dalla PDL o da esperienze giovanili all’estero nel caso di Eustaquio, mentre invece il connazionale Mason Trafford dopo essersi fatto le ossa in PDL e USL con i Whitecaps e Real Maryland Monarchs ha accumulato esperienze in Svezia con l’HamKam ed addirittura in Cina col Giuzhou Zhicheng. L’attaccante americano Tom Heinemann può vantare presenze nei Columbus Crew e Vancouver Whitecaps ma non è mai stato un attaccante molto prodigo di goal, per alzare il livello di gioco e la classifica degli Ottawa Fury ci vuole altro o che torni ai fasti dei St Louis Lions in PDL, ma il calcio professionistico è un’altra cosa. Il portiere francese Romuald Peiser ha trascorsi nella serie B francese e tedesca, e nella terza divisione portoghese, certamente non un fuoriclasse ma la sua esperienza internazionale può comunque essere utile alla squadra e alla lega in genere, mentre Omar Jarun, a parte il giocare nella nazionale palestinese ha prestato i suoi servigi in Polonia ed in Belgio dove però è sceso in campo solo due volte con lo Charleroi, mentre il centrocampista irlandese Richie Ryan, a parte aver militato in vari club del suo paese tra i quali lo Shamrock Rovers può anche dire di aver accumulato otto presenze in Belgio con la maglia del Royal Antwerp e di aver disputato in scozia con il Dundee United. Il capitano Nicki Paterson, originario della Scozia, ha giocato in passato nella serie B scozzese con Hamilton Academical e Clyde, nel complesso si può dire che il nocciolo duro di Ottawa non è scadente e sicuramente con l’esperienza e qualche innesto il 2015 sarà migliore della prima stagione appena passata comunque la rosa della squadra ricorda un po quelle dei primi anni della MLS, il che per la Nasl è un buon punto di partenza.

I Jacksonville Armada hanno affidato la direzione tecnica all’argentino Jose Luis Villareal, già giocatore titolato in più club europei ed argentini, mentre nella rosa, ancora in allestimento visto lo status di expansion franchise possiamo vedere oltre l’attaccante Jemal Johnson, già dei Cosmos e con esperienze nelle serie minori inglesi anche il difensore Shawn Nicklaw, che prima di passare ai Jakcsonville Armada ha indossato le magliette di HB Koge e Thor in Danimarca ed Islanda. Il centrocampista colombiano Jaime Castrillon, oltre ad aver fatto parte nella passata stagione dei Colorado Rapids in MLS dove ha giocato stabilmente ha in passato disputato campionati in patria con Indipendiente de Medellin e Once Caldas ma ha anche giocato in Cina con il Nanchand Bayi di Shangai. Sicuramente un giocatore di esperienza che darà consistenza al centrocampo della neonata squadra. La situazione cambia ad Edmonton dove il valore della squadra è purtroppo molto più modesto. Di tutti i giocatori canadesi solo Frank Jonke ha un passato di militanza nel campionato finlandese, una lega certamente modesta ma che è pur sempre in Europa, gli altri provengono o da squadre dalla PDL o giovanili dell’Edmonton FC.

Un po meglio si può dire dei quattro americani in squadra. Il portiere Matt Van Oekel viene dai Minnesota United, Beto Navarro, alla seconda stagione con gli Eddies, ha in passato prestato i suoi servigi agli Atlanta Silverbacks, mentre Chad Burt era stato preso a stagione in corso dagli svedesi dell’ Myresio IF ma una volta arrivato in Canada sembra aver smarrito il fiuto del goal. Il centrocampista Milton Blanco invece ha alle spalle militanza in varie squadre di PDL, USL Pro, Nasl in forza agli Atlanta Silverback e cinque presenze con i Chivas Usa in MLS, un onesto pedatore ma per alzare il livello ci vuol ben altro. Dei vari stranieri presenti in rosa della squadra quasi nessuno di loro ha esperienza internazionale di alto livello, avendo militato chi in club semiprofessionisti tedeschi, chi in Irlanda del Nord o nelle serie minori inglesi ed in Islanda e Finlandia, per aumentare la qualità del gioco in campo, i risultati e gli spettatori sugli spalti ci vuole di più, molto di più, e forse bisognerebbe anche cambiare nome e blasone, troppo blandi ed incapaci di suscitare passione, perché non chiamarsi come la squadra storica della NASL e altre leghe indoor Edmonton Drillers? I campioni d’inverno Minnesota United, possono invece vantare una rosa qualitativamente molto più altra, cominciando dagli stranieri. Tranne Cristiano Dias, in passato a club minori brasiliani e lo sfortunato Miami F.C., e Pablo Campos che comunque può dire di aver accumulato otto presenze con gli svedesi del GAIS ed una quarantina buona di convocazioni in MLS  tra San Jose Earthquakes e Real Salt Lake, gli altri hanno tutti alle spalle militanze passate in club brasiliani e stranieri. Tiago Calvano ad esempio, l’anno scorso dato per vicino ai Cosmos, ha cominciato la sua carriera col Botafogo, popolare club di Rio de Janeiro per poi finire alla squadra riserve del Barcellona e di lì in Svizzera per gli Young Boys ed accumulare poi successivamente presenze in Germania con MSV Duisburg e prima e seconda squadra del Fortuna Dusseldorf coi quali è sceso in campo nove volte. Prima di finire nella Nasl era stato in forza a Newcastle Jets e Sidney F.C. nella A-League australiana. Daniel Mendes ha prestato i suoi servigi in Svezia nel Kalmar FF e successivamente nel Degerforts IF e GAIS ma anche in Corea con l’Ulsan Hyundai e in Colombia con il Nacional De Medellin ed ancora in Svezia con l’AIK Sollna. Juliano Vicentini invece dopo aver esordito con qualche apparizione nel Palmeiras è poi passato al Curitiba e successivamente al Flamengo ed alla Juventude, per poi approdare nella serie B italiana prima col Pisa e poi col Lecce. L’ultima esperienza prima di approdare negli Usa è stata per lui sempre in Italia col Novara.

Sicuramente non sono nomi che fanno lievitare le presenze allo stadio ma il loro apporto in campo è di sicuro aiuto e la loro esperienza è utile per far crescere tecnicamente gli americani in campo, alcuni già di discreta levatura. Primo su tutti spicca Miguel Ibarra, balzato alle cronache per essere stato convocato dal ct della nazionale Usa Jurgen Klinsmann, il capitano Aaron Pictchkolan che tra il 2005 ed il 2009 ha accumulato un’ottantina di presenze tra FC Dallas e San Jose Earthquakes. Dei Minnesota United si può affermare la stessa cosa già espressa riguardo i San Antonio Scorpions. Ad Indianapolis le cose durante lo scorso campionato avrebbero potuto andare meglio ma l’inesperienza ed il minor tempo di coesione hanno fatto si che nell’anno di esordio la squadra non eccellesse anche se con il pareggio in trasferta all’Hofstra Stadium hanno fatto perdere ai Cosmos il titolo primaverile, e nel parco giocatori sono presenti alcune buone indivualità, primo tra tutti il brasiliano campione del mondo 2002 Kleberson, che oltre la Coppa del Mondo ha potuto alzare al cielo anche la Copa America nel 2004 e la Confederation Cup nel 2009.

Certamente la sua presenza nell’attuale Nasl si può paragonare a quella di Geoff Hurst nella NASL originale, ma le sue otto reti hanno dato un discreto contributo agli Indy Eleven e sicuramente se la media spettatori è stata durante la stagione appena conclusasi di  10465 paganti, la più alta di tutta la lega, il merito è anche suo. L’onduregno Sergio Pena è stato dato in prestito dalla Real Sociedad, e il macedone Dragan Stoikov, fresco d’acquisto dalla squadra riserve dei Los Angeles Galaxy può vantare una coppa di Serbia conquistata nel 2013 quando difendeva i colori dello Jagodina. Il portiere tedesco dell’est Kristian Nicht è stato in passato di Stuttgart Kickers, Alemania Aachen, Viking Stavanger in Svezia e prima di approdare in USL Pro con i Rochester Rhinos era tornato in Germania difendendo la porta del Karlsruher SC. Il difensore Jaime Frias pur avendo passaporto americano è stato dato in prestito dal popolare club messicano dei Chivas di Guadalajara, Brad Ring è sceso in campo trentasette volte in MLS coi San Jose Earthquakes che lo avevano selezionato durante il Superdraft 2009 mentre nel 2013 era stato ceduto ai Portland Timbers coi quali però può vantare solo una presenza, ed ha così deciso di tornare nel suo stato natio. Anche in questo caso l’allestimento della rosa per la stagione 2015 è ancora in alto mare visto il tempo a disposizione ma sicuramente l’esperienza maturata in campo durante il primo anno di esistenza più qualche innesto azzeccato potrebbe far si che la stagione prossima ventura veda gli Indy Eleven nelle posizioni alte della classifica. I Fort Lauderdale Strikers, che pochi mesi fa hanno visto acquistare una quota della società da una cordata capeggiata dal brasiliano Ronaldo, la qualità del parco giocatori e del gioco espresso in campo si alza sensibilmente con il portiere slovacco Kamil Contofalsky, che oltre ad aver difeso la porta dello Slavia Praga prima di arrivare negli Usa ha passato i suoi anni migliori in Russia con lo Zenit di San Pietroburgo coi quali ha vinto oltre il campionato 2006/2007 una Coppa Uefa ed una Supercoppa Europea nel 2008 alle quali si aggiunge la Supercoppa di lega conquistata nello stesso anno ed una Coppa di Russia conquistata nel 2010. Il centrocampista della Guyana Chris Nurse invece sebbene non può vantare un palmares di rilevanza internazionale della stessa portata ha militato in più squadre nelle divisioni minori inglesi come Kingstonian F.C., Sutton United, ed Hinkley United tralasciandone molte altre, ed è stato campione della USSF D2 nel 2010 coi Puerto Rico Islanders, ora defunti,coi quali si è aggiudicato anche il CFU Championship nello stesso anno, valido per la qualificazione in Concacaf Champions’ League. Coi Carolina Railhawks è ha vinto invece la regual season nel 2011, tralasciando la finale persa contro i San Antonio Scorpions durante l’ultimo Soccer Bowl. L’haitiano Fafa Picault è invece il capocannoniere sociale della squadra ed è andato a segno dodici volte su ventiquattro presenze. Il difensore originario dell’Honduras Ivan Guerrero è stato per molti anni titolare nel Motagua, uno dei club più prestigiosi della sua nazione ed è stato acquistato anche dagli inglesi del Coventry coi quali però ha collezionato appena sette presenze in due anni. Tornato poi in patria è stato successivamente acquistato dagli uruguagi del prestigioso club Penarol ed è finito poi in MLS rinforzando i ranghi dei Chicago Fire, coi quali ha potuto giocare stabilmente. Le sue esperienze successive con DC Unite e San Jose Earthquakes sono state meno fortunato e nel 2009 seppur acquistato dai Colorado Rapids non è mai sceso in campo. Tornato ancora nel Motagua è stato poi acquistato dagli Strikers e da allora ne è un perno inamovibile. I Fort Lauderale Strikers sono arrivati quest’anno in finale dopo un campionato altalenante. Il telaio della squadra è buono, forse un paio di acquisti non per forza di calciatori stranieri ma di qualche giocatore titolare in MLS basterebbe per fare il salto di qualità, peccato per il numero esiguo di spettatori, appena 3825 presenze in uno stadio che può contenerne circa ventimila, cosa si potrebbe fare per aumentare i paganti almeno fino a cinquemila unità a partita? Ad Atlanta la situazione è tutta da decifrare con la squadra che per ora ha confermato solo gli americani Edgar Espinoza, Pablo Cruz e Jaime Chavez, e gli stranieri Ferrety Souza, originario del Congo, il togolese Alex Harlley, ed il ganese Kwadwo Poku. Aspettando le prossime riconferme ed eventuali nuovi acquisti c’è però da fare alcune considerazioni, ovvero che i dirigenti dei Silverbacks non hanno mai veramente speso molti soldi per la squadra, e non si parla di tirare fuori milioni di dollari per comprare la stella internazionale al tramonto di turno ma nemmeno per giocatori che comunemente si trovano nelle rose delle altre squadre della Nasl. A parte il titolo di campioni della Spring Season nel 2013 e la finale del Soccer Bowl persa in casa di misura coi Cosmos, gli Atlanta Silverbacks non sono mai stati competitivi, ma tralasciando queste considerazioni bisogna tenere conto che nel 2017 la MLS arriverà in città spalleggiata dai giganti del football americano, e una squadra di seconda divisione che durante la scorsa stagione ha portato allo stadio poco più di 4000 spettatori difficilmente può sopravvivere in una situazione di concorrenza spietata e senza mezzi per poter competere. Forse per i Silverbacks sarebbe il caso di trasferirsi altrove, magari in California  per fare compagnia all’imminente nuova franchigia sita in quel di Los Angeles o nell’Iowa dove i Des Moines Menace hanno ottenuto una buona affluenza in PDL o perché no a Detroit facendo così tornare in vita i Detroit Express. Al di là della situazione di Atlanta bisogna riconoscere che l’attuale Nasl, sebbene in crescita è e rimane una seconda divisione, che se vuole sopravvivere ed espandersi deve lasciar perdere le velleità e lavorare sodo su tutti i fronti. Acquistando giocatori titolati approfittando del fatto di non avere un salary cap magari ingolosendo così alcuni giocatori titolari in MLS, lavorando molto nel settore giovanile per poter così radicarsi nelle comunità locali ed avere in pochi anni alcuni giovani fuoriclasse nei propri ranghi a costo zero, richiamare in patria tutti quegli americani che giocano prevalentemente in nord Europa, potenziare i rispettivi uffici marketing per poter così tra le altre cose attirare anche prestigiose sponsorizzazioni in modo da aumentare la visibilità della lega ed anche contratti televisivi sempre migliori e le presenze allo stadio, scovare in Centro America ma non solo giovani e sconosciuti stranieri che potrebbero fare la differenza e diventare così pezzi pregiati, cercare di strappare alla MLS le scelte dei vari draft, specie del Superdraft che per via della nascita dei settori giovanili e della partnership con la USL sembra perdere via via importanza, migliorare quantitativamente e qualitativamente l’offerta televisiva e, dulcis in fundo, cercare, come per ora hanno fatto solo Cosmos ed Indy Eleven, di attirare calciatori di fama mondiale dimostrando così coi fatti che la Nasl non è una serie B americana ma semplicemente un’altra lega pro soccer che può far concorrenza alla MLS.

Non molte cose vanno come previsto nello sport.  Il Cosmos, tuttavia, hanno scritto una sceneggiatura perfetta per l'addio al calcio di due icone di questo sport, giunte all'ultima stagione di una splendida carriera. Parliamo di Raul , leggenda del Real Madrid, e Marcos Senna, due ex membri della squadra nazionale spagnola, che lasciano quindi il calcio come solo i campioni fanno: da vincitori. Risultato: la vittoria dei NY Cosmos nel NASL Soccer Bowl è stata nominata quale top story dell'anno da BigAppleSoccer. Inutile dire che Raul ha vissuto emozioni contrastanti nel dover lasciare il campo, chiudendo una carriera lunga quasi due decenni, passati a terrorizzare portieri e difensori avversari. "Questo è come un sogno, finire vincendo una finale", ha detto Raul, autore dell'assist per il terzo gol di Gaston Cellerino all'85', valso il 3-2 contro l'Ottawa Fury FC allo stadio Shuart lo scorso 15 novembre. "Sono molto felice e sono molto triste. Ho una parte del mio cuore è ormai dei Cosmos". Senna, autore del gol vittoria nel NASL Soccer Bowl vinto per 1-0 due anni fa contro gli Atlanta Silverbacks, valso ai Cosmos il primo titolo dopo 31 anni, era felice, e lo era ancor di più per aver chiuso insieme a Raul. "Vincere accanto a Raul era una situazione ideale", ha detto. "Gli sono grato di essere stato qui, di aver la differenza molte volte, segnando anche molti gol. Gol che oggi non ha segnato, ma ha piazzato l'assist della vittoria. E' sempre un game-changer". Entrambi i giocatori dovranno ora affrontare nuove sfide fuori dal campo. Senna non ha dettagliato i suoi piani, mentre Raul sarà parte del settore giovanile dei Cosmos, che lo hanno voluto fortemente. Le finali sono spesso noiose, ma il Soccer Bowl è stato pirotecnico, con cinque gol in 22 minuti e un cartellino rosso. Eroe della serata è stato l'attaccante argentino (passato anche a più riprese per Livorno tra il 2009 e il 2013), che in regular season aveva segnato solo una volta in 8 match, per poi diventare fondamentale con prima un gol nella semifinale vinta per 2-1 sui Fort Lauderdale Strikers. La stagione dei Cosmos ha visto il club di maggior successo della storia del calcio USA volare a Cuba per uno storico incontro con la nazionale cubana, con vittoria per 4-1, ma il punteggio finale non aveva importanza. Piuttosto, la diplomazia e la sportività legati al match sono parte del eprcorso di abbattimento delle barriere tra i due paesi. In "Lamar Hunt" US Open Cup i NY Cosmos hanno giocato il primo storico derby contro il New York City FC, battuti per 4-3 ai rigori - fondamentali le parate di un Jim Maurer tra i migliori dell'anno - dopo aver recuperato un deficit di due reti. Meno bene è andato il turno successivo, che ha visto i biancoverdi uscire sconfitti per 4-1 alla Red Bull Arena contro una delle squadre top della MLS 2015. Tra i successi dell'anno anche la full regular season (15-4-11), ottenendo così giocare in casa-campo durante i playoff. Tra i singoli, in evidenza - oltre agli spagnoli - il centrocampista Leo Fernandes, in prestito dalla Philadelphia Union, vera e propria rivelazione dell'anno: otto gol, come Raul, e tre assist nella regular season. In difesa invece la roccia rimane Carlos Mendes - primo giocatore ingaggiato dai Cosmos al loro ritorno in campo - nominato nei NASL Best XI. Lo sguardo però ora è rivolto al 2016, primo anno senza Senna e Raul, e coach Giovanni Savarese è già alla ricerca di sostituti adeguati ad una maglia storica indossata negli anni d'oro da campioni quali Pelé, Franz Beckenbauer, Giorgio Chinaglia e Carlos Alberto.  

Calcio - Socceritalia

Il periodo difficile dei New York Cosmos sembra essere finito, esorcizzato da due vittorie casalinghe contro gli storici rivali dei Fort Lauderdale Strikers  ed i Minnesota United, una delle compagini più competitive della lega. Riguardo agli Strikers bisogna anche ricordare che sono la squadra che recentemente è stata comprata da una cordata brasiliana che può annoverare tra i propri investitori l'ex stella di Barcellona, Inter e Real Madrid Ronaldo, segno che la Nasl cresce quotidinamente in termini di redditività e credibilità, senza contare il livello di competitività e spettacolo in campo, tanto più che oltre il contratto televisivo con la celebre rete ESPN ora tutti i club della lega hanno un contratto con un'emittente locale, e dopo la dipartita della multinazionale brasiliana Traffic Sport dovuto al coinvolgimento della compagnia negli scandali FIFA che hanno portato alle dimissioni dell'apparentemente inamovibile Joseph Blatter, la celebre ONE, network sportivo che trasmette tra le altre cose le partite dei New York Cosmos ne ha preso il posto come investitore, dimostrando così ancora una volta che il progetto è solido e che la Nasl venderà cara la pelle, gli stati maggiori di MLS e USL sono avvertiti. Il Minnesota United invece nel 2018 lascerà la Nasl per la MLS prima di allora dovranno disputare oltre la stagione in corso altri due campionati in questa lega comunque molto competitiva, vedremo se prima di migrare verso più verdi pascoli riusciranno a mietere trofei magari strappandoli proprio ai Cosmos come già accadde lo scorso anno con il titolo primaverile. Tornando a parlare della partita i Cosmos hanno quasi sempre dominato in campo sebbene fino al goal di Hunter Freeman, talmente bello da sembrare casuale e fortunoso, Flores Meija, Freitas e Sanfilippo avevano cercato di andare a segno ma solamente Sanfilippo era riuscito a rendersi pericoloso al 24', ma dopo tre minuti è arrivato il goal di Freeman, che ha recentemente rinnovato il contratto con la squadra diretta da Savarese, a schiodare il risultato. Dopo il goal di New York Ayoze cerca il raddoppio ma fino alla fine del primo tempo sono gli Strikers che cercano di rendersi pericolosi coi tiri di PC, Gabriel, Stefano Pinho e James Marcelin, ma la dura legge del goal si palesa al 43' con il raddoppio del brasiliano Leo Fernandes, una delle piacevoli sorprese del mercato dei Cosmos per la stagione in corso,arrivato in prestito dai Philadelphia Union. Nel secondo tempo le squadre effettuano alcune sostituzioni ma la solfa non cambia anzi i tentativi degli Strikers di andare a segno si fanno più velleitari e dopo qualche cartellino giallo la partita finisce col risultato di 2-0 per la squadra di casa, che si stacca dall'immeritato ultimo posto della classifica Nasl della Fall Season  Mercoledì sera invece sempre tra le mura dell’Hofstra Stadium è andata in scena la singolar tenzone tra Cosmos e Minnesota, che  passa in vantaggio all’ 8’ del primo tempo grazie a un goal di Christian Ramirez. New York non si perde d’animo e al 13’ l’ex San Antonio Walter Restrepo riporta il risultato in parità. Da quel momento la partita è quasi a senso unico per i Cosmos  con Jimmy Maurer impegnato solo una volta al 36’. Il secondo tempo vede continui cambi di fronte ed una partita combattuta e spettacolare fino al goal spettacolare di Hunter Freeman dalla distanza. Freeman è stato giudicato dallo sponsor Fly Emirates man of the match. Unica nota stonata a parte la mancanza in campo di Marcos Senna, al momento bloccato per via di problemi col visto, è stata ancora una volta la scarsa presenza di spettatori sugli spalti, appena 4503 presenze per una partita di cartello,e 3607 paganti durante uno scontro di vertice sebbene di mercoledì sera. Forse sarebbe realmente il caso che i Cosmos abbandonino Long Island e si dirigano verso aree più ricettive. E' da dire che la brutta sconfitta in Us Open Cup con i Red Bulls aveva dato un brutto colpo al morale dei tifosi e la Fall Season non era cominciata nel migliore dei modi, doppio pareggio in casa e trasferta contro gli Indy Eleven - squadra che sembra essere diventata la bestia nera dei Cosmos visto che in due anni la squadra di Savarese non è riuscita mai ad andare oltre il pareggio contro la squadra di Indianapolis – ed una brutta sconfitta in Florida ad opera degli esordienti Jacksonville Armada, con risultato finale dal sapore amaro e beffardo visto che New York aveva dominato la partita e Jacksonville ha vinto grazie all'unico tiro in porta con marcatura messa a segno da Tommy Krizanovic al 54'...come si era detto in precedenza citando gli 883, è la dura legge del goal…..in ogni caso il campionato è ancora lungo e dopo un momento di sbandamento la squadra di Savarese sembra essersi rimessa in corsa – al momento occupa il primo posto nella classifica combinata -  e senza sconvolgimenti nell'organico come era invece accaduto nella scorsa stagione funestata da infortuni, squalifiche e defezioni. L'allenatore si è detto soddisfatto della rosa anche se la società si è messa in moto per reperire altri pezzi pregiati sul mercato, non si sa se si tratterebbe di innesti nel parco giocatori a campionato in corso o se gli atleti nel mirino dei Cosmos arriverebbero a New York per la prossima stagione. In passato la squadra di Savarese aveva cercato di aggiungere ai propri ranghi Di Natale ed Hercules Gomez ma le trattative, che sembravano a un buon punto, si sono ad un certo punto improvvisamente ed inesorabilmente interrotte. Attualmente i dirigenti e gli addetti ai lavori ne avrebbero intavolate altre con il centrocampista difensivo Daniele Conti e l'ex under 21 attualmente in forza al Palermo Enzo Maresca, già di Juventus e Siviglia. Altri nomi che stanno circolando sono quelli dell'italo-argentino Ledesma, già della Lazio e dell'attaccante greco Georgios Samaras, già di West Bromwich Albion. L'urgenza di trovare un nuovo attaccante è stata accellerata dalla recente intervista rilasciata da Raul dove l'ex stella del Real Madrid ha annunciato che, complice anche il turf dell'Hofstra Stadium, a fine stagione potrebbe ritirarsi dal calcio giocato, il che, assieme alla già annunciata dipartita dell'ibero-brasiliano Marcos Senna – che rimarrebbe comunque in seno alla società come direttore sportivo – e il pressante corteggiamento di molti club della MLS alla scommessa vinta contro tutti i pronostici Dennis Sztela, farebbe si che i Cosmos debbano ancora una volta rivoluzionare gli organici. Guardando i giocatori che la società avrebbe preso di mira per il futuro prossimo  emerge ancora la tendenza, forse dovuta anche al nome della lega Nasl, di essere una retirement league, un cimitero degli elefanti dove strappare gli ultimi ingaggi milionari prima di smettere col calcio giocato. Maresca e Ledesma sicuramente potrebbero deliziare i tifosi e gli appassionati del soccer in generale con quello che è rimasto in loro della loro classe internazionale indiscussa e cristallina ma forse l'attaccante Samaras sarebbe, per via della sua età, più utile alla squadra vista la maggior energia fisica considerando che a 30 anni un calciatore arriva alla maturazione, un investimento più a lungo termine ed un beniamino per i tifosi al quale affezionarsi più che ad una fugace meteora, senza contare che la comunità greca a New York è molto numerosa, ed essendo pochi i calciatori ellenici con una classe tale da essere chiamati nei più prestigiosi campionati internazionali, la presenza di Samaras potrebbe essere un magnete per far si che la comunità greco-americana si senta rappresentata dai Cosmos. L'arrivo di fuoriclasse internazionali è fondamentale per il blasone ma anche per la sopravvivenza del club stesso vista anche la spietata concorrenza del New York City F.C. che schiera al momento Lampard,Villa e Pirlo e nonostante il pessimo andamento in campionato pur vantando un organico di valore e l'allenatore di esperienza – ma Jason Kreis avrà imparato sulla sua pelle che un conto è gestire e amalgamare una squadra di giovani, gregari, ed onesti pedatori come poteva essere il suo Real Salt Lake, un conto è dover gestire un organico con giocatori d'età e ben tre prime donne – può già vantare una media di 16000 spettatori a partita, numero che presto potrebbe crescere se la squadra diventasse competitiva nel breve periodo. I Cosmos nonostante la storia e il blasone a parte l'euforia della novità e il campionato vinto al primo colpo nel 2013 stanno incontrando difficoltà a totalizzare una media di 5000 presenti, il numero minimo per una buona franchigia Nasl nonostante la presenza in campo di Senna, Raul e l'ex nazionale Szetela. Certamente l'affiliazione dei Cosmos a varie squadre giovanili e amatoriali ben radicate nelle varie comunità della grande mela potrebbe portare nei prossimi anni un sensibile aumento di spettatori ma ancora una volta ci si chiede quanto possa valere la pena di restare a Long Island quando pare sempre più chiaro che la comunità locale non ha interesse nel soccer, e il lungo silenzio sulla costruzione dello stadio nella contea di Belmont la dice lunga. Meno di 4000 spettatori per l'esordio casalingo in Fall Season sono una media anemica che una squadra che vuole rivivere il blasone di quello che fu il circo itinerante della Warner Bros non può accettare per nessuna ragione. E' un insulto sia alla storia della squadra che all'attuale valore espresso in campo e gli investimenti  della Sela Sport. Sicuramente gli arabi proprietari della società non hanno problemi di soldi e probabilmente con la vendita del merchandising sia attuale che vintage, le sponsorizzazioni e i contratti televisivi riescono a non perderci e forse a guadagnare qualcosa, ma la svolta sarebbe lo stadio di proprietà senza dover pagare affitti ingenti a università che nemmeno hanno piacere di ospitare una squadra pro sport, con il campo in turf che scoraggia anche molti fuoriclasse stranieri dal firmare contratti coi Cosmos, così difficile da raggiungere e con quelle orrende righe per il lacrosse in campo che danno un po' quell'aria di arrangiato, raffazzonato, quasi dilettantistico. Allo scoraggiante e innaturale silenzio delle autorità locali di Long Island nonostante le spinte politiche bipartisan da parte di deputati e senatori sia del partito dell'asinello che del grand old party si contrappone la seconda dichiarazione pro soccer specific stadium del presidente del borough di Brooklin Eric Adams il quale in una recente intervista ha reso pubblico ancora una volta il suo pensiero con le seguenti parole: “Se siete stati al Barclays Center potete vedere che è uno dei complessi sportivi migliori del paese, tra basket, pugilato e altre attività sportive così come di intrattenimento, per questa ragione siamo quasi obbligati ad avere uno stadio per il soccer. E farò tutto ciò che è in mio potere per portare il soccer a Brooklin”. Nelle precedenti dichiarazioni Eric Adams aveva parlato di Coney Island ma più recentemente ha affermato che le aree sulle quali l'agognato stadio dei Cosmos potrebbe sorgere sono svariate, qualcosa nel frattempo sembra muoversi perché è stata ufficializzata la notizia per bocca dell'alto dirigente Erik Stover che la semifinale dei play-off per il titolo Nasl 2015, che i Cosmos hanno diritto a giocare in casa avendo vinto lo Spring Championship, non verranno disputati all'Hofstra Stadium bensì all'MCU Park di Brooklin, campo da baseball di proprietà dei Cyclones, squadra di baseball locale. Durante la Spring Season i Cosmos hanno affrontato e battuto su quel diamante gli Ottawa Fury di misura salutati con entusiasmo da una folla di 5000 persone, e sicuramente il 7 Novembre, trattandosi di una finale dei play-off e sicuramente una delle ultime occasioni per vedere giocare dal vivo Marcos Senna e forse anche Raul, è facile che i 7500 posti dello stadio dei Cyclones vengano riempiti velocemente,  i biglietti sono già in vendita. In più bisogna aggiungere che Brooklin è una delle aree più antiche della città, l'antica Breukeleen quando New York si chiamava ancora Nieuwe Amsterdam, è stata una delle mete storiche degli immigrati italiani che lo chiamavano Broccolino, ed oltre agli italo-americani ha visto nei decenni successivi agli anni '60 del XX secolo popolarsi anche di russi, ucraini, polacchi, cinesi e portoricani, tutte comunità che stravedono per il soccer e lo vedono come un forte legame con le rispettive patrie d'origine e l'arrivo di un club pro soccer sarebbe accolto con entusiasmo dagli abitanti di questo borgo che sebbene faccia geograficamente parte di Long Island tende a sottolineare la sua identità e diversità dal resto dell'isola. Se aggiungiamo poi che la squadra in questione altro non è che la squadra più blasonata d'America la risposta delle comunità non può che essere positiva, anche perché come già detto lo stadio e l'indotto non graverebbero sulle tasche dei contribuenti locali di nemmeno un centesimo visto che la Sela Sport costruirebbe tutto a proprie spese  comprese alcune infrastrutture che sarebbero utili agli abitanti della contea e creando anche duemila posti di lavoro stabili. Tutto fa pensare che Belmont verrà lasciata da parte e che i Cosmos potranno finalmente costruire il proprio stadio a Brooklin ma il CEO Erik Stover ha comunque pubblicamente affermato che la società si riserverà di decidere se insistere ancora per la contea di Belmont o guardare altrove a fine anno. Tornando a parlare ancora una volta di calcio giocato la squadra di New York è tornata a vincere anche se a parte la brutta sconfitta nel New Jersey la squadra non era sembrata particolarmente in calo, risultati a parte i ragazzi in maglia verde sembravano comunque in forma sia come rendimento fisico che come gioco espresso. Certamente ora ci sarà da recuperare e le prossime sfide non saranno facili come il rocambolesco 3-3 ottenuto la scorsa settimana in Florida contro gli Strikers assetati di rivincita e sopra di tre reti fino a venti minuti dalla fine, ma i Cosmos han dimostrato carattere e ora si vedrà se sono tornati la squadra schiacciasassi della Spring Season, aspettando le prossime sfide e notizie su stadio e nuovi acquisti qui da New York ora è tutto

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Con lo sbarco a New York di Andrea Pirlo, continua la tradizione dei giocatori italiani in America, tornata negli ultimi anni ad importare nomi di livello top dopo che fino a cinque anni fa il top era rappresentato da gente quale Simone Bracalello per i NSC Minnesota Stars (USSF Div. 2), Christian Arrieta, terzino del Philadelphia Union più noto in Italia per la partecipazione al reality"Campioni" col Cervia, e Stefano Pesoli (cresciuto nella AS Roma, ex Rieti e Viterbese tra le altre) al Montreal Impact (USSF Div. 2) . Da allora le cose sono molto cambiate, e a portare il tricolore negli anni in MLS sono stati un campione del mondo come l'ex capitano della SS Lazio Alessandro Nesta insieme al concittadino Marco Di Vaio, all'ex romanista Matteo Ferrari, a Bernardo Corradi, Marco Donadel e Andrea Pisanu in quella colonia chiamata Montreal. Gli italiani del passato Molti sono stati infatti i giocatori italiani emigrati oltreoceano già agli albori del calcio USA. Il primo a venire in mente è inevitabilmente il grande Giorgio Chinaglia, che lasciò la Lazio nel pieno della carriera per seguire la moglie americana Connie Eruzione (cugina di quel Mike Eruzione eroe della medaglia d'oro olimpica nella finale vinta dagli USA contro l'URSS nella finale di Lake Placid nel 1980) e andare a giocare nei Cosmos di New York con Pelé, e dove fu raggiunto da gente come Franz Beckenbauer e Carlos Alberto. Con la maglia dei Cosmos Chinaglia vinse 4 Soccer Bowl, mettendo a segno la bellezza di 193 gol in 213 match, cifra che a tutt'oggi lo rende il calciatore che con più gol all'attivo negli USA. Prima di Chinaglia però, sono molti i nomi noti e assai meno a trasferirsi nella NASL, da cui però vanno esclusi tutti quelli che nel 1967 giocavano nel Cagliari che scese in capo con la maglia dei Chicago Stallions (ad es. Roberto Boninsegna, Giuseppe Longoni e altri) o delle Houston Stars. A seguito di varie ricerche, il primo giocatore italiano a trasferirsi negli in assoluto fu un certo Gino Gardassanich, noto come Gino Gard. Nato a Fiume ancora italiana, Gardassanich iniziò a giocare nel Građanski Zagabria nel 1940, e dopo un passaggio per alcune squadre minori fiumane, nel 1946 si trasferì al Quarnero Fiume, inserito d'ufficio nella massima serie jugoslava, in cui debuttò l'11 agosto 1946 contro l'Operaia Pola. Nel novembre dello stesso anno passò alla Fiorentina, nella Serie A italiana, in cui tuttavia non riuscì a esordire disputando solo alcune partite amichevoli. Successivamente giocò in Serie C con Marsala e Reggina, per poi nel 1949 emigrare negli Stati Uniti, dove giocò per 10 anni con il Chicago Slovak della National Soccer League of Chicago, vincendo il campionato di Chicago nel 1951, 1952 e 1954] e la Peel Cup nel 1953, oltre al Montgomery Trophy come di miglior portiere del campionato di Chicago nel 1950. Senza nemmeno avere la cittadinanza USA, (come peraltro altri compagni, all'epoca bastava averla chiesta) Gardassanich partecipò con la Nazionale statunitense ai Mondiali 1950 in Brasile, durante il quale tuttavia non scese mai in campo, assistendo dagli spalti dello stadio di belo Horizonte alla vittoria per 1-0 sui "maestri inglesi". Per lui l'unica soddisfazione fu quella di difendere la porta USA o in un'amichevole premondiale proprio contro una selezione inglese con incluso Sir Stanley Matthews. Gino Gard ha vissuto a lungo a Chicago - dove è morto nel 2010 -venendo nominato nel 1992 nell'Illinois Hall of Fame e nel 2002 nella National Soccer Hall of Fame. Nel 1967 toccò invece a Bruno Siciliano, italiano nato però a Rio de Janeiro, compagno di squadra nei New York Generals della NPSL di un certo Cesar Luis Menotti, che poco più di 10 anni dopo avrebbe vinto il Mondiale da CT con la Nazionale argentina. Luigi De Robertis, classe 1936, che aveva esordito in Serie A con la maglia del Bari nel 1958 giocando poi anche con Palermo e Modena, e finito nel 1968 ai Kansas City Spurs della neonata NASL. Nello stesso anno ai Toronto Falcons c'era in rosa un Mario Barone, di cui però non si sa nulla, e con lui l'italo-canadese, nato a Roma nel 1945, il difensore Tony Lecce (poi ai Metros dal 1971 al 1973). Gli almanacchi listano poi come italiano anche un certo Miklos Mike-Mayer, attaccante dei Washington Whips nel 1969. Infine, nei Philadelhia Spartans il portiere di riserva era un certo Franco Altieri, anche lui indicato come italiano, ma di cui non è dato sapere altro. Nel 1971 invece, al Montreal Olympique c'è il centrocampista Renzo Selmo (20 partite e un gol il primo anno, 14 e 2 nel 1972), ex Hellas Verona, e Francesco Gallina, attaccante napoletano nato nel 1945 e cresciuto nella Casertana, approdato in Serie A con il Genoa nella stagione 1963-1964. Successivamente ha disputato campionati minori tra le file di Entella e Cesena, prima di fare ritorno al Genoa passando poi per il Lanerossi Vicenza, in Serie A, prima di chiudere la carriera in Canada (20 presenze e 10 gol per lui, capocannoniere della squadra). Con loro la colonia italiana quell'anno a Montreal era completata dall'attaccante Luigi Marcon e da Sergio Settin, italiano anche lui ma cresciuto in Quebeà§. Nel 1972 a Montreal Selmo è poi raggiunto da un altro ex veronese, il difensore Luigi Mascalaito, cresciuto nell'Inter e passato anche per Catanzaro, Cesena, Livorno e Pisa, e a lungo allenatore anche dello stesso Verona. Furono molti gli italiani che negli anni della NASL volarono in Canada per allietare le masse di emigrati italiani concentrate in gran numero, oltre che a Montreal, a Toronto e dintorni. Ad esempio il povero Paolo Barison, ala di talento e di lungo corso con le maglie di Venezia, Genoa, Milan, Sampdora, Roma, Napoli, Ternana e Bellaria, finito a Toronto nel 1972,e poi tristemente morto nel 1979 in un incidente in cui rimase coinvolto anche l'allenatore del Toro Gigi Radice, che pur gravemente ferito si salvò. Come Barison sempre al Toronto Metros Croatia - nel 1974 e 1975 - volò Marino Perani, ex Bologna, che fu raggiunto da Roberto "Bob" Vieri (padre di Christian) nel '75, mentre nel 1976 toccò a Paolo Cimpiel, portiere con alle spalle - tra le altre - esperienze con le maglie di Bologna, Verona e Cesena. Sempre a metà  anni '70, un episodio curioso fu quello relativo a Eddie Firmani – ex attaccante italiano di origine sudafricana – una carriera spesa fra Inghilterra (Charlton e Southend Utd) e Italia (Sampdoria, Inter e Genoa) e 3 volte nazionale azzurro - che all'età  di 42 anni, nel 1975, scese in campo per 18 minuti con la maglia dei Tampa Bay Rowdies, di cui era l'allenatore. E ancora. Il grande Giacomo Bulgarelli, bandiera del Bologna per una vita, di cui pochi ricordano le poche (cinque) partite giocate con la maglia di un altro club, gli Hartford Bicentennial della NASL nel 1975. Pierino Prati, ex bandiera milanista, a fine carriera scese in campo per pochi mesi con la maglia dei Rochester Lancers (anno 1979, 6 partite e 3 gol per lui), in una città  operaia piena di italiani, per poi tornare in Italia e chiudere la carriera in serie C2, giocando per tre anni nel Savona. L'anno prima,invece, nei New York Cosmos aveva giocato Giuseppe Wilson, capitano colonna della Lazio dello Scudetto 1974, chiamato in America dal suo amico ed ex compagno Chinaglia. E con la maglia dei Cosmos Wilson non smentisce il suo valore, vincendo il Super Bowl 1978 e venendo nominato MVP della finale contro i Tampa Bay Rowdies di Rodney Marsh. Ma l'esperienza americana per Wilson durò un solo anno, e a settembre tornò alla Lazio. Sempre di quella Lazio tutta "pistole e palloni" (cit. dal bellissimo libro del giornalista Guy Chiappaventi) andò a giocare per un breve periodo negli il terzino sinistro Luigi Martini, sceso in campo per sole 7 partite nel 1979 coi Chicago Sting e poi 14 con i Toronto Blizzard nel 1981, con cui chiuse la carriera prima di diventare pilota Alitalia e poi anche deputato. Anche Roberto Bettega, si trasferì nella NASL a fine carriera, indossando nel 1983 e 1984 (39 partite e 10 gol) la maglia del Toronto Blizzard, la stessa squadra in cui poco prima, nel 1980, era andato un altro bianconero, il difensore Francesco Morini e l'anno dopo il 20enne Giampaolo Boniperti, figlio del presidente Giampiero e cresciuto nella Primavera juventina senza mai esordire in Serie A. Per lui a Toronto 18 partite e un gol. Prima di loro, nel 1979, era invece toccato (ma giocò solo 3 partite) ad Alessandro Abbondanza, detto Sivorino, ex attaccante di Lazio e Napoli, a conferma di Toronto come meta preferita dei giocatori italiani di quegli anni. Nel 1983, ai Cosmos sbarcò invece un vecchio "nemico" calcistico di Chinaglia,Giuseppe "Flipper" Damiani, reduce da un'esperienza fallimentare col Milan e ormai agli sgoccioli di una carriera chiusa con la maglia della Lazio (dove lo volle ancora Chinaglia, allora presidente) nel 1985. Italiano è anche Ferdinando DeMatthais, classe 1961, ex calciatore di Lucera (che ha anche allenato), Foggia in campo una sola partita coi Cosmos nella loro ultima stagione (1984) e oggi coach giovanile con la IMG Academy. Italoamericani a parte, molti gli sconosciuti con passaporto italiano che in quegli anni scesero in campo nella NASL listati unicamente come italiani. Da Enzo Giani, centrocampista dei Toronto Metros nel 1971, a Paolo Baldin (difensore in campo una sola volta con Toronto nel 1972) e a Peter Greco, portiere dei Vancouver Whitecaps nel 1975, passando per l'attaccante Gino Pennachia, che nel 1977 giocava (anzi, stava in panchina o in tribuna) a Dallas, fino ad Antonio Cestarollo, attaccante dei San Jose Earthquakes nel 1979 e persino citato in un libro sull'emigrazione nel pallone, "Moving with the Ball: The Migration of Professional Footballers" di P. Lanfranchi. Inoltre c'è chi, pur essendo italiano è diventato poi una colonna della nazionale canadese, come è accaduto a Tino Lettieri. Nato a Bari nel 1957, inizia la propria carriera nel 1977 tra le file del Minnesota Kicks della NASL, dove gioca fino al 1981. Trasferitosi nel 1982 al Vancouver Whitecaps, durante la sua militanza con il club canadese vince il premio di miglior calciatore nordamericano dell'anno 1982, venendo inserito nella squadra All-Stars della NASL nel 1982 e nel 1983. Nel 1984, ultima stagione della NASL, milita neiMinnesota Strikers, e dopo fallimento della Lega rimane a Minneapolis disputando i tornei indoor organizzati dalla MISL. Nel 1986 è lui il portiere della nazionale canadese nella unica partecipazione ai Mondiali. L'anno dopo si ritira dopo aver disputato una stagione con gli Hamilton Steelers della Canadian Soccer League (CSL). A onorare la sua carriera arriva nel 2001 l'elezione nella Soccer Hall of Fame canadese. Come lui Silvano "Sam" Lenarduzzi, nato a Udine nel dicembre del 1949 ma cresciuto a Vancouver, difensore diventato una bandiera dei Whitecaps insieme al fratello più giovane, Bob Lenarduzzi(nato invece in Canada). L'arrivo della Major League Soccer Con la scomparsa del calcio professionistico nel 1984, a seguito del fallimento della NASL, l'emigrazione si interruppe, ma riprese nel 1996, quando venne lanciata la MLS. I primi a partire furono l'ex portiere della Nazionale, di Inter e Samp Walter Zenga (New England Revolution come anche come giocatore/allenatore) seguito a Boston da Giuseppe Nanu' Galderisi (passato poi anche per Tampa Bay) e, ai New York Metrostars, il difensore Nicola Caricola (Bari, Juventus e poi Genoa) e Roberto Donadoni, che fece la spola col Milan. New York dove nel 2002 stava per finire anche Billy Costacurta, richiamato poi in tutta fretta a Milano da Ancelotti e Galliani. Meno famoso, ma da ricordare, anche Giovanni Savarese, attaccante classe '70 nato in Venezuela e quindi con doppio passaporto, sbarcato in MLS alla sua fondazione e diventato bandiera dei New York MetroStars passato per New England e poi e San Jose Clash (oggi Earthquakes) con in mezzo esperienze in Italia a Perugia e Viterbese (entrambe all'epoca della gestione Gaucci), e Torres, passando anche per il Regno Unito (Swansea City e Millwall). Oggi è l'allenatore dei nuovi New York Cosmos della NASL. Solo 3 partite invece in MLS nel 2008, con la maglia dei San Jose Earthquakes (che lo hanno poi tagliato nel maggio 2009), per Davide Somma, attaccante italo-sudafricano cresciuto nel Perugia e che ha militato con Pro Vasto e Olbia, per poi volare in Inghilterra (Leeds, dove ancora gioca dopo essere andato in prestito a Chesterfield e Lincoln City) dopo l'esperienza americana. In sintesi una storia, quella che vede i giocatori italiani sulla rotta transoceanica, che dura ormai da 60 anni, e che ha visto periodi di up & down, con grandi campioni e carneadi scendere in campo sul turf o sull'erba americana di fronte a milioni di appassionati di ogni nazionalità . Una storia che con l'arrivo del campione del mondo Andrea Pirlo riparte dai massimi livelli.

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