Lee Nguyen ne ha passate tante. Da giovane scintillante promessa del calcio USA ai tempi in cui militava nel PSV Eindhoven, fino a diventare una rockstar nel suo paese d'origine, e poi ancora ultimo arrivato in MLS.
Certamente il momento più folle è stato quando, 40 anni dopo che la sua famiglia aveva lasciato il Vietnam per il Texas, Nguyen nel 2009 si è ritrovato a giocare proprio nella prima divisione locale per rilanciare una carriera che sembrava finita in un vicolo cieco dopo la non eccelsa esperienza coi danesi del Randers.
“Dal momento in cui sono atterrato sono stato circondato" - ha raccontato al New York Times Nguyen, oggi stella del centrocampo del New England Revolution impegnato nei playoff della Major League Soccer. Nguyễn Thế Anh, questo il suo nome vietnamita, era stato ingaggiato dal Hoang Anh Gia Lai di Pleiku, nel Vietnam centrale. “Sapevo di essere popolare in Vietnam, eessendo stato il primo giocatore di origini vietnamite a giocare in Europa, ma i tifosi erano semplicemente pazzi”.
E gli stessi tifosi lo adorano ancora, anche se oggi Nguyen è tornato a casa, negli Stati Uniti. E domenica cercherà di trascinare il suo New England Revolution sino alla finale di MLS Cup, cercando prima di superare lostacolo New York Red Bulls al Gillette Stadium, già battuti per 2-1 in trasferta nel match d'andata. I Revs puntano alla loro quinta finale - le quattro precedenti sonos tate tutte sconfitte - contro la vincente tra Los Angeles Galaxy e Seattle Sounders, il prossimo 7 dicembre.

E se il New England è arrivato quasi fino in fondo è certamente grazie alla forza e alla leadership di Jermaine Jones, ma il team di Jay Heaps deve tutto alla grandissima stagione di Nguyen, che pur giocando centrocampista offensivo è diventato uno degli attaccanti più pericolosi della MLS, come dimostrano i 18 gol e 5 assist di questa'anno.
Una stagione che chiude un cerchio iniziato dieci anni fa, quando lasciò Richardson, Tex., dove era stato nominato National High School Player of the Year, per l'Indiana University, dove vinse subito il premio di N.C.A.A.’s freshman of the year nel 2005.
A 19 anni, dopo una sola stagione in college, vola in Olanda, al PSV Eindhoven, dove però fatica a trovare spazio. Dopo oltre tre anni abbastanza frustranti si trasferisce in Danimarca, al Randers, dove almeno trova un minimo di continuità, prima di finire sulle riviste e i siti di gossip vietnamiti. Un'esperienza quest'ultima durata due anni e mezzo, prima del ritorno in MLS nel 2011 a Vancouver. Un ritorno non facile. La lega USA infatti tende a non "premiare" quei giocatori che hanno deciso di saltare il Draft e volare direttamente in Europa, specie se non hanno avuto grande successo. E Nguyen, per tornare in Nordamerica, dovette fare notevoli rinunce in termini contrattuali.
Dopo un solo anno con i Whitecaps, ecco il trasferimento al New England Revolution nel marzo 2012, aggiungendosi ad una squadra in costruzione che in poco tempo è diventato un gruppo di alto livello con giocatori quali il difensore portoghese Jose Gonçalves (MLS Defender of the Year 2013), gli attaccanti nel giro della Nazionale USA Charlie Davies e Teal Bunbury, e le ottime scelte dal Draft A. J. Soares, Kelyn Rowe e Andrew Farrell. Una squadra poi sbocciata definitivamente a settembre di quest'anno con l'arrivo di Jermaine Jones.

“Da quando Jermaine Jones è arrivato ha cambiato la squadra. Punto”, ha spiegato l'attaccante dei Red Bulls Thierry Henry prima del match d'andata. “Ha permesso ai suoi compagni di spingersi in avanti. Lui è l'uomo capace di fermare gli avversari. E' quelo che ti cerca in campo. Non è mica facile arrivare e cambiare una squadra solo perché hai giocato in Europa. Jones è venuto in MLS col giusto approccio, e lo si può vedere ogni volta che giocano.” In altre parole, Jones è il duro del centrocampo del New England.
Con Jones in campo i Revs hanno visto chiudersi una serie di 8 sconfitte consecutive tra il 31 maggio e il 26 luglio, chiudendo la stagione con 9 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 12 partite. Ma ciò che Jones ha dato principalmente ai suoi compagni è un senso di sicurezza in campo e nello spogliatoio.
“E' il tipo di giocatore con cui avrei voluto giocare negli ultimi due anni", ha siegato Nguyen. “Ti dà quello che un numero 8 in campoti dovrebbe dare. Sapevamo fosse un duro, ma siamo stati sorpresi dalla sua abilità tecnica, con cui effettua ottimi passaggi capaci di rovesciare il gioco".
Intanto però è Nguyen che con i suoi assist e gol è in lista per il premio di MLS MVP accanto agli exx interisti Robbie Keane (LA Galaxy) e Obafemi Martins (Seattle Sounders).

Una stagione che ha permesso a Nguyen di ritornare in Nazionale, da cui mancava dal giugno 2007, quando entrò in campo dalla panchina in un match contro la Cina. Il CT USA Jurgen Klinsmann lo ha infatti chiamato per il recente match amichevole perso contro la Colombia, dove nei pochi minuti giocati ha messo in mostra flash della tecnica di cui è capace. E a 28 anni è la sua ultima chance di arrivare a giocare un Mondiale.
“E' stato fantastico essere chiamato da Jurgen. Mi ha cambiato la prospettiva. E' stato un rischio tornare a casa, ma quello che volevo era rientrare nel radar della Nazionale". E a partire dal prossimo ritiro di gennaio dovrà dimostrare al CT tedesco di poter essere un'alternativa valida in vista dei numerosi impegni ei prossimi tre anni: Gold Cup 2015, Copa America Centenario 2016, l'eventuale (in caso di vittoria in Gold Cup) Confederations Cup 2017, e i Mondiali di Russia nel 2018. E portare il New England Revolution alla prima MLS Cup della sua storia sarebbe certamente il segnale più importante
Fonte: Jack Bell - NY Times








































