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Lee Nguyen, colonna del boom del New England Revolution
Scritto il 2014-11-28 da SoccerItalia su MLS
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Lee Nguyen ne ha passate tante. Da giovane scintillante promessa del calcio USA ai tempi in cui militava nel PSV Eindhoven, fino a diventare una rockstar nel suo paese d'origine, e poi ancora ultimo arrivato in MLS.

Certamente il momento più folle è stato quando, 40 anni dopo che la sua famiglia aveva lasciato il Vietnam per il Texas, Nguyen nel 2009 si è ritrovato a giocare proprio nella prima divisione locale per rilanciare una carriera che sembrava finita in un vicolo cieco dopo la non eccelsa esperienza coi danesi del Randers.

Dal momento in cui sono atterrato sono stato circondato" - ha raccontato al New York Times Nguyen, oggi stella del centrocampo del New England Revolution impegnato nei playoff della Major League Soccer. Nguyễn Thế Anh, questo il suo nome vietnamita, era stato ingaggiato dal Hoang Anh Gia Lai di Pleiku, nel Vietnam centrale. “Sapevo di essere popolare in Vietnam, eessendo stato il primo giocatore di origini vietnamite a giocare in Europa, ma i tifosi erano semplicemente pazzi”.

E gli stessi tifosi lo adorano ancora, anche se oggi Nguyen è tornato a casa, negli Stati Uniti. E domenica cercherà di trascinare il suo New England Revolution sino alla finale di MLS Cup, cercando prima di superare lostacolo New York Red Bulls al Gillette Stadium, già battuti per 2-1 in trasferta nel match d'andata. I Revs puntano alla loro quinta finale - le quattro precedenti sonos tate tutte sconfitte - contro la vincente tra Los Angeles Galaxy e Seattle Sounders, il prossimo 7 dicembre.

Nguyen è uno dei tre finalisti per il premio MLS Most Valuable Player.
Credit Jonathan Daniel/Getty Images

E se il New England è arrivato quasi fino in fondo è certamente grazie alla forza e alla leadership di Jermaine Jones, ma il team di Jay Heaps deve tutto alla grandissima stagione di Nguyen, che pur giocando centrocampista offensivo è diventato uno degli attaccanti più pericolosi della MLS, come dimostrano i 18 gol e 5 assist di questa'anno.

Una stagione che chiude un cerchio iniziato dieci anni fa, quando lasciò Richardson, Tex., dove era stato nominato National High School Player of the Year, per l'Indiana University, dove vinse subito il premio di N.C.A.A.’s freshman of the year nel 2005.

A 19 anni, dopo una sola stagione in college, vola in Olanda, al PSV Eindhoven, dove però fatica a trovare spazio. Dopo oltre tre anni abbastanza frustranti si trasferisce in Danimarca, al Randers, dove almeno trova un minimo di continuità, prima di finire sulle riviste e i siti di gossip vietnamiti. Un'esperienza quest'ultima durata due anni e mezzo, prima del ritorno in MLS nel 2011 a Vancouver. Un ritorno non facile. La lega USA infatti tende a non "premiare" quei giocatori che hanno deciso di saltare il Draft e volare direttamente in Europa, specie se non hanno avuto grande successo. E Nguyen, per tornare in Nordamerica, dovette fare notevoli rinunce in termini contrattuali.

Dopo un solo anno con i Whitecaps, ecco il trasferimento al New England Revolution nel marzo 2012, aggiungendosi ad una squadra in costruzione che in poco tempo è diventato un gruppo di alto livello con giocatori quali il difensore portoghese Jose Gonçalves (MLS Defender of the Year 2013), gli attaccanti nel giro della Nazionale USA Charlie Davies e Teal Bunbury, e le ottime scelte dal Draft A. J. Soares, Kelyn Rowe e Andrew Farrell. Una squadra poi sbocciata definitivamente a settembre di quest'anno con l'arrivo di Jermaine Jones.

Nguyen e l'attaccante Charlie Davies, la forza dei Revolution in avanti. Credit Winslow Townson/Reuters

“Da quando Jermaine Jones è arrivato ha cambiato la squadra. Punto”, ha spiegato l'attaccante dei Red Bulls Thierry Henry prima del match d'andata. “Ha permesso ai suoi compagni di spingersi in avanti. Lui è l'uomo capace di fermare gli avversari. E' quelo che ti cerca in campo. Non è mica facile arrivare e cambiare una squadra solo perché hai giocato in Europa. Jones è venuto in MLS col giusto approccio, e lo si può vedere ogni volta che giocano.” In altre parole, Jones è il duro del centrocampo del New England.

Con Jones in campo i Revs hanno visto chiudersi una serie di 8 sconfitte consecutive tra il 31 maggio e il 26 luglio, chiudendo la stagione con 9 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 12 partite. Ma ciò che Jones ha dato principalmente ai suoi compagni è un senso di sicurezza in campo e nello spogliatoio.

E' il tipo di giocatore con cui avrei voluto giocare negli ultimi due anni", ha siegato Nguyen. “Ti dà quello che un numero 8 in campoti dovrebbe dare. Sapevamo fosse un duro, ma siamo stati sorpresi dalla sua abilità tecnica, con cui effettua ottimi passaggi capaci di rovesciare il gioco".

Intanto però è Nguyen che con i suoi assist e gol è in lista per il premio di MLS MVP accanto agli exx interisti Robbie Keane (LA Galaxy) e Obafemi Martins (Seattle Sounders).

Nguyen, a sinistra, con DaMarcus Beasley lo scorso 13 novembre in occasione del riscaldamento pre match contro la Colombia al Craven Cottage. Credit Matt Dunham/Associated Press

Una stagione che ha permesso a Nguyen di ritornare in Nazionale, da cui mancava dal giugno 2007, quando entrò in campo dalla panchina in un match contro la Cina. Il CT USA Jurgen Klinsmann lo ha infatti chiamato per il recente match amichevole perso contro la Colombia, dove nei pochi minuti giocati ha messo in mostra flash della tecnica di cui è capace. E a 28 anni è la sua ultima chance di arrivare a giocare un Mondiale.

“E' stato fantastico essere chiamato da Jurgen. Mi ha cambiato la prospettiva. E' stato un rischio tornare a casa, ma quello che volevo era rientrare nel radar della Nazionale".  E a partire dal prossimo ritiro di gennaio dovrà dimostrare al CT tedesco di poter essere un'alternativa valida in vista dei numerosi impegni ei prossimi tre anni: Gold Cup 2015, Copa America Centenario 2016, l'eventuale (in caso di vittoria in Gold Cup) Confederations Cup 2017, e i Mondiali di Russia nel 2018. E portare il New England Revolution alla prima MLS Cup della sua storia sarebbe certamente il segnale più importante

Fonte: Jack Bell - NY Times

I Revolution rimontano due volte i Red Bulls grazie ai gol di "Lazzaro" Charlie Davies, e chiudono 2-2 il match di ritorno della finale di Eastern Conference, che - grazie al 2-1 conquistato alla Red Bull Arena la scorsa settimana - vale la qualificazione alla finale di MLS Cup del 7 dicembre prossimo contro la vincente tra Seattle e Los Angeles, che si affronteranno domani notte al Century Link Field. VIDEO: New England Revolution vs. NY Red Bulls 2-2 (4-3 aggregato) Erano in 32.968 stasera al Gillette Stadium di Foxborough (MA), un record per il New England Revolution, visto che la finale del 2002 con oltre 60.000 spettatori è da considerarsi tecnicamente giocata in campo neutro. Il match inizia senza sorprese. I New York Red Bulls privi del capocannoniere Bradley Wright-Phillips - sostituito dall'australiano Tim Cahill - partono all'arrembaggio, in cerca del risultato per recuperare il 2.1 dell'andata, anche se i Revs di coach Jay Heaps appaiono più ordinati e ben messi in campo. E proprio il capitano dei Socceroos porta avanti i NYRB al 26' su assist di Thierry Henry e topica difensiva del portoghese Jose Gonçalves, con la palla che lemme lemme supera il bravo Bobby Shuttleworth. I Revs pareggiano a quattro minuti dalla fine del primo tempo, con Davies bravo ad intercettare un cross di Chris Tierney nell'area affolltata, con Luis Robles battuto (nonostante il dubbio di un fallo di mano dell'ex centravanti del Sochaux). Nel secondo tempo si riparte come all'inizio, coi NY red Bulls che non mollano e tornano avanti al 52' grazie al francese, ex compagno di Henry nell'Under 21, Peguy Luyindula, che si fionda su una palla vagante per il 2-1, con un secondo errore per Gonçalves, spesso in difficoltà nonosrante l'esperienza. Con un match che pare avviato verso i supplementari New England finalmente si sveglia, con un Jermaine Jones che si mette la squadra sulle spalle, mostrandosi anche pericolo negli inserimenti, e Lee Nguyen che finalmente inizia costruire gioco. E al 70' arriva dalla sinistra il cross tagliato di Chris Tierney, con Davies lasciato saltare da solo dall'imbarazzante difesa Red Bulls che insacca per il 2-2 finale, per poi uscire poco dopo con standing ovation del Gillette Stadium.Una bellissima soddisfazione per un ragazzo la cui carriera era lanciata a livello europeo, per poi bloccarsi - e forse non tornare più lo stesso - a seguito di un terribile incidente d'auto nell'autunno 2009. Ancora qualche minuto e l'unica cosa che succede è una palla alta che sfiora la traversa, mentre Henry dà una splendida palla a Cahill, che però col piattone manda altissima l'ultima occasione del match. Match che è probabilmente da considerarsi anche l'ultimo della lunga e gloriosa carriera di Thierry Henry, campione del mondo e d'Europa (con Nazionale e club), anche se per lui non si esclude un periodo di 6 mesi, fino a giugno, con Arsenal o Monaco. Dovesse solo fornire assist, Titì potrebbe giocare sino a 60 anni. Avversario e luogo di scontro dei Revs per la finalle di MLS Cup si saprannodomani dopo che alle 3 del mattino Fox Sports Italia avrà trasmesso la finale di Western Conference.  

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Sono serviti sette lunghi anni al New England Revolution per tornare alle soglie della finale di MLS Cup. Sette anni difficili, fatti di umiliazioni e di playoff guardati solo in TV. Ma stasera tutto questo potra finire, visto che ai Revs basterà solo non perdere con due gol di scarto per andare in finale contro una tra Los Angeles Galaxy e Seattle Sounders. Al Gillette Stadium (h 21, diretta Fox Sport HD, canale 206 Sky) l'ultimo ostacolo per i Revs è rappresentato dai New York Red Bulls, battuti per 2-1 - con gol vittoria del "tedesco" Jermaine Jones - nell'andata della finale di Eastern Conference, in un match che potrebbe rappresentare l'ultimo da professionista per l'attaccante francese Thierry Henry. “Per noi è una grande partita, una grande opportunità per andare avanti", ha dichiarato il coach Jay Heaps. “Penso che l'approccio sarà lo stesso [dell'andata] ma cercheremo di aprire di più gli spazi per gli inserimenti”. Risultato da rimontare a parte, sarà una serata difficile per New York, priva del capocannoniere Bradley Wright-Phillips, squalificato per il doppio giallo rimediato in questi playoff, situazione per la quale coach Mike Petke si è assunto la responsabilità per non aver informato i suoi del rischio. Al suo posto ci sarà il veterano australiano Tim Cahill, caduto un po' in disgrazia dopo i Mondiali a causa di disaccordi con la società, con al suo fianco - per una "prima" al Gillette Stadium - Thierry Henry, che vedremo per la prima volta sul sintetico, terreno che ha sempre evitato a causa di alcuni problemi cronici al tendine d'Achille, peraltro normali a 37 anni. Ma in un match che vale una stagione, e che potrebbe essere l'ultima di una gloriosa carriera, un campione come lui non può tirarsi indietro. “Se questa partita si giocasse a giugno probabilmente non sarebbe in camo, non ne varrebbe la pensa, Ovviamente oggi sì, invece", spiega Petke, che spera che Henry riesca a ripetere l'impresa dei quarti di Champions League 2007/08, quando col Barcellona eliminò la Schalke 04 di Jermaine Jones. E se il canto del cigno di Henry dovesse arrivare a Foxborough, sarebbe almeno in compagnia, visto che anche l'ultimo match internazionale di Diego Maradona fu lì, in occasione dei Mondiali 1994, quando poi venne squalificato. Inevitabile aspettarsi dei Red Bulls arrembanti, in cerca di replica della vittoria per 2-0 ottenuta a Foxboro lo scorso 8 giugno (ed Henry non c'era), anche se da allora le due squadre sono molto cambiate, specie i Revs. “Certamente NY verrà qui per attaccare, devono segnare", ha detto il difensore dei Revs Jose Gonçalves. “Per noi è questione di difendere, bene, restare compatti come abbiamo fatto nella scorsa partita, e approfittare dei loro errori". Una formula che ha funzionato fino a portare il new England alla soglia della finale di MLS Cup.  

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New York ha arriva alle finali di Conference con tra le sue file, oltre a Thierry Henry, il capocannoniere della stagione. Ma nessuna squadra ha segnato quanto il New England Revolution in questi playoff, e ai NYRB mancerà Roy Miller, il loro difensore più forte. Vero però che i Revs non vincono fuori casa da 11 partite. E allora le premesse di un doppio confronto con tanti gol ci sono tutte. Le stelle più attese sono certamente Lee Nguyen, ex promessa del PSV Eindhoven e della Nazionale USA, risorto sino al punto di essere richiamato da Jurgen Klinsmann dopo anni di assenza, mentre dall'altra parte Bradley Wright-Phillips vorrà aggiungere altri gol ai 27 segnati in regular season, anche per far pentire qualcuno di non averlo inserito tra i finalisti per il premio MLS MVP. La pressione è tanta. I Revs - trasformati dall'arrivo a settembre del centrocampista ex Schalke 04 e nazionale USA Jermaine Jones , oltre che ben messi in campo da coach Jay Heaps - mancano dalle alte sfere da anni, e nella loro storia hanno perso ben 4 finali di MLS Cup senza mai vincerne una. "La pressione dobbiamo porla noi agli avversari", ha detto l'attaccante del New England Teal Bunbury al sito della MLS. "Se li pressiamo in difesa potremmo spingerli all'errore". L'assenza di Miller, squalificato dopo la doppia ammonizione subita contro il DC United, si farà sentire infatti per NY. Per i Red Bulls anche non sarà facile, con tanti fattori in gioco. Il team di Mike Petke, a parte il Supporters Shield 2013, è arrivato solo una volta in finale di MLS Cup, perdendo malamente contro Columbus. Quella di stasera (diretta h 19 su Fox Sports Italia) sarà inoltre una delle ultime per il campione del mondo 1998 Thierry Henry (il più presente insieme a Miller quest'anno) con la maglia dei Red Bulls. per lui infatti è pronto un posto nei ranghi dell'Arsenal. "E' un problema grosso", spiega Henry. "[Miller] non è il tipo di giocatore che vuoi perdere per un match così. Quest'anno è stato grande per noi". Petke dovrebbe sostituire l'esperto Miller col 23enne camerunense Ambroise Oyongo, in campo 16 volte quest'anno (11 da titolare) e non sempre in maniera brillante (si ricordi la debacle in US Open Cup contro i NY Cosmos). ma Petke non è d'accordo. "Abbiamo un giovane come Oyongo che ha provato di essere pronto e capace di giocare in quella posizione. Quindi siamo a posto". Pretattica. Ma l'assenza di Miller è certamente tra i fattori che possino consentire a New England di tornare a vincere a NY, dove non escono vittoriosi da 14 luglio 2007, quando all'epoca i Red Bulls ancora gicavano al vecchio Giants Stadium. "[La Red Bull Arena] non è un posto facile da cui uscire con un buon risultato, ma è un confronto andata e ritorno, e se andiamo a New York dobbiamo tornare con qualcosa. Vittoria o pareggio, sapendo che ci sarà un altro match", spiega l'attaccante ex Sochaux e Nazionale USA Charlie Davies, anche lui risorto tecnicamente dopo un terribile incidente d'auto nel 2009 che ha posto a rischio la sua vita e ne ha comunque compromesso la carriera quando sembrava pronto al salto verso grandi mete. Davies ha già segnato due gol in questi playoff, ha anche insaccato l'unico gol dei Revs contro NY quest'anno, contro i quattro dei Red Bulls (tre di Wright-Phillips). Le due squadre si scontrano per la prima volta dal 2007 nei playoff (da dove i Revs mancavano da sei stagioni), e New England ha sempre superato New York nei tre scontri precedenti. Il ritorno si giocherà al Gillette Stadium di foxboro (NE) il prossimo sabato 29 novembre.

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