Sono serviti sette lunghi anni al New England Revolution per tornare alle soglie della finale di MLS Cup. Sette anni difficili, fatti di umiliazioni e di playoff guardati solo in TV. Ma stasera tutto questo potra finire, visto che ai Revs basterà solo non perdere con due gol di scarto per andare in finale contro una tra Los Angeles Galaxy e Seattle Sounders.
Al Gillette Stadium (h 21, diretta Fox Sport HD, canale 206 Sky) l'ultimo ostacolo per i Revs è rappresentato dai New York Red Bulls, battuti per 2-1 - con gol vittoria del "tedesco" Jermaine Jones - nell'andata della finale di Eastern Conference, in un match che potrebbe rappresentare l'ultimo da professionista per l'attaccante francese Thierry Henry.
“Per noi è una grande partita, una grande opportunità per andare avanti", ha dichiarato il coach Jay Heaps. “Penso che l'approccio sarà lo stesso [dell'andata] ma cercheremo di aprire di più gli spazi per gli inserimenti”.
Risultato da rimontare a parte, sarà una serata difficile per New York, priva del capocannoniere Bradley Wright-Phillips, squalificato per il doppio giallo rimediato in questi playoff, situazione per la quale coach Mike Petke si è assunto la responsabilità per non aver informato i suoi del rischio. Al suo posto ci sarà il veterano australiano Tim Cahill, caduto un po' in disgrazia dopo i Mondiali a causa di disaccordi con la società, con al suo fianco - per una "prima" al Gillette Stadium - Thierry Henry, che vedremo per la prima volta sul sintetico, terreno che ha sempre evitato a causa di alcuni problemi cronici al tendine d'Achille, peraltro normali a 37 anni. Ma in un match che vale una stagione, e che potrebbe essere l'ultima di una gloriosa carriera, un campione come lui non può tirarsi indietro.
“Se questa partita si giocasse a giugno probabilmente non sarebbe in camo, non ne varrebbe la pensa, Ovviamente oggi sì, invece", spiega Petke, che spera che Henry riesca a ripetere l'impresa dei quarti di Champions League 2007/08, quando col Barcellona eliminò la Schalke 04 di Jermaine Jones.
E se il canto del cigno di Henry dovesse arrivare a Foxborough, sarebbe almeno in compagnia, visto che anche l'ultimo match internazionale di Diego Maradona fu lì, in occasione dei Mondiali 1994, quando poi venne squalificato.
Inevitabile aspettarsi dei Red Bulls arrembanti, in cerca di replica della vittoria per 2-0 ottenuta a Foxboro lo scorso 8 giugno (ed Henry non c'era), anche se da allora le due squadre sono molto cambiate, specie i Revs.
“Certamente NY verrà qui per attaccare, devono segnare", ha detto il difensore dei Revs Jose Gonçalves. “Per noi è questione di difendere, bene, restare compatti come abbiamo fatto nella scorsa partita, e approfittare dei loro errori". Una formula che ha funzionato fino a portare il new England alla soglia della finale di MLS Cup.










































