SPORT
Jermaine Jones al New England. Ma la MLS è stata imbarazzante
Scritto il 2014-08-25 da Franco Spicciariello su Calciomercato
Tweet

La saga relativa al trasferimento in MLS del centrocampista della Nazionale USA Jermaine Jones si è chiusa ieri notte, col giocatore ingaggiato dal New England Revolution di Boston sino al termine della stagione 2015, con un salario complessivo di $4,7 milioni, ma secondo Sports Illustrated il giocatore prenderà un extra per essere andato ai Revs. E proprio da questo particolare si deve comprendere come la questione sia assai più complicata di quanto si possa immaginare.

Come noto infatti, la MLS è ufficialmente una "single entity" (un sistema di successo inventato da Mark Abbott, avvocato inglese e presidente della MLS), una società di investitori cui la MLS stessa dà "in licenza" le franchigie. I giocatori infatti vengono messi sotto contratto dalla MLS stessa, e nel caso si tratti di un cd. "Designated Player", l'extra oltre i $350mila viene pagato dall'investitore titolare della franchigia, anche se il contratto rimane con la MLS. Il sistema poi prevede tutta una serie di limiti sul mercato tesi in realtà a limitare molto la concorrenza ed evitare quindi spese crescenti.

Peccato che quanto è accaduto con Jermaine Jones abbia portato la MLS a mettere in mostra il peggio sia del suo sistema "socialista" che di quello "capitalista" utilizzato nel resto del mondo. Ma ricostruiamo quanto accaduto.

Dell'intrigo Jermaine Jones avevamo già scritto alcuni giorni fa, raccontando dell'offerta al giocatore del Chicago Fire. A seguito però di un mercato fallimentare e di un calo di rendimento della squadra - fino a poche settimane prima lanciatissima verso la testa della Eastern Conference - la dirigenza del New England Revolution ha provato ad inserirsi nella trattativa per il giocatore. Una soituazione strana, visto che in MLS esiste un "allocation order" proprio per evitare situazioni del genere.

C'è un però. Robert Kraft, proprietario oltre che dei Revs anche dei New England Patriots della NFL, è uno degli investitori originali della MLS e fu il principale sponsor dell'arrivo nel ruolo di commissioner della lega di Don Garber, che in precedenza era stato a capo di NFL Europe. E le relazioni contano, non solo in Italia.

E mentre il Jones aveva ormai espresso la sua preferenza per Chicago, rendendosi indisponibile a firmare senza sapere dove sarebbe finito, la MLS ha permesso ai Revs di restare nella trattativa, cui si è aggiunto oltre a Ron Waxman, un secondo agente del giocatore, Richard Motzkin. I due sono i più forti procuratori di calciatori degli USA (Waxman è colui che ha riportato Bradley in MLS), e in una situazione del genere accade quello che accadrebbe in ogni altro sistema calcistico normale: il prezzo sale. Jones infatti ha dato il via libera a New England, ma solo se avrebbe potuto guadagnare di più.

Ma come giustificare questa aperta violazione delle regole (spesso non scritte). Regole peraltro assolutamente non chiare, visto che in passato i DP era stato detto non dovessero passaree per l'allocation e addirittura venivano "offerti" dalla MLS ai singoli club, come nei casi di Clint Dempsey e Michael Bradley?

Ecco che quindi - a quanto pare - la MLS ha convinto i Revs ad aumentare l'offerta, inventandosi poi un sorteggio (!) per assegnare il giocatore. Sorteggio che però secondo molti osservatori è stato una farsa (oltre a non essere stato fatto davanti a telecamere o ad un notaio), visto che la MLS aveva in praticca già deciso orientando il tutto.

La notizia di come fosse finita la saga di Jermaine Jones è stata data da due ex calciatori MLS oggi opinionisti PER L'espn: l'ex padovano Alexi Lalas e Taylor Twellman, ex attaccante per anni ai Revs, cui la MLS ha bloccato la carriera impedendogli un trasferimento in Inghilterra. I due hanno attaccato pesantemente la lega per la mancanza di trasparenza e per la disponibilità a violare le regole che essa stessa si è imposta solo per favorire una parte, per quanto importante come Kraft. Un modo di agire, quello della MLS, che finirà certamente sul tavolo delle trattative del rinnovo del contratto collettivo con MLS Player Union a fine anno, visto che in pratica la lega ha dato il via alla libera concorrenza per l'ingaggio di un giocatore, cercando poi di mettere una pezza con la storia del sorteggio.

Ma il modo in cui Jones è finito ai Revs è anche un pesante colpo a,la credibilità di Garber e della MLS, costruita con grande fatica in questi anni. Sul web e sui social media è infatti in corso una rivolta da parte dei tifosi di tutte le squadre MLS, in certi casi persino di quelli del New England, che non considerano serio né trasparente il comportamento della MLS, non essendo peraltro la prima volta che qualcosa del genere accade (il riferimento è ai presunti, ma non troppo, favoritisimi ricevuti dai LA Galaxy in passato).

Chi rimane con un pugno di mosche intanto è il Chicago Fire, che con la finestra di mercato chiusa dovrà rivolgersi al mercato degli svincolati per cercare di recuperare una stagione quasi compromessa. Ai Revs arriva invece un rinforso notevole per esperienza internazionale e forza in mezzo al campo, ideale per affiancare pesi leggeri come Lee Nguyen e l'uruguayano Diego Fagundez. Soprende peraltro la mossa di Kraft, considerato un proprietario molto "cheap", visto anche che non ha mai pagato un giocatore più di $500mila (Shalrie Joseph nel 2011) e al momento ha una squadra senza DP (Jerry bengtson è stato spedito in prestito in Argentina).

Per Jones il problema invece potrebbe essere il trovarsi a giocare con continuità sul sintetico del Gillette Stadium (di pochi giorni fa le dichiarazioni di Dempsey su come il sintetico gli stia "togliendo molto"), considerati anche i suoi 32 anni. Ma anche per questo la MLS gli ha fatto un contratto solo fino alla fine del 2015.  E sarà infine da vedere lo stato di forma del giocatore, fermo da oltre un mese, non avendo più giocato dalla fine dei Mondiali.

Chi è Jermaine Jones

Madre tedesca e padre americano, Jones si è formato con l'Eintracht Francoforte, con cui ha esordito nel 2000, scendendo in campo 93 volte in 4 stagioni. Nel 2004 è passato al Bayer Leverkusen, scendendo in campo anche in UEFA Champions League. A gennaio 2005 torna in prestito all'Eintracht, dove poi resta sino al 2007. Nel luglio 2007 arriva l'ingaggio dello Schalke 04, dove diviene un titolare inamovibile in Bundesliga ed in Champions.

Un brutto infortunio alla tibia gli fa saltare la stagione 2009-10, e a gennaio 2011 va in prestito al Blackburn Rovers, per poi tornare a Gelsenkirchen la stagione successiva, arrivando sino ai quarti Champions 2011/12 con lo Schalke, e agli ottavi l'anno dopo. Nel gennaio 2014 rompe con la società e va in prestito al Besikyas , in Turchia, sino alla scadenza del contratto.

A livello di Nazionali, Jones ha giocato con l'Under 21 tedesca ed è anche sceso in campo tre volte con la Nazionale maggiore in match non di qualificazioni (anche a causa degli infortuni), avendo così la possibilità di scegliere gli USA, divenendo protagonista nella Gold Cup 2011 e poi negli ultimi Mondiali con il gruppo guidato dal "connazionale" Jurgen Klinsmann.

Articoli Correlati
Il centrale nato nel 1995 Matt Miazga sarebbe vicinissimo al Chelsea. Lo riporta ESPN FC. Negli scorsi mesi si parlava di interessamenti di squadre come il Leicester City, ma secondo il Daily Mail praticamente tutte le big inglesi erano sul giovane difensore centrale dei New York Red Bulls. L'account Twitter @MLSTransfers ha nominato anche la Roma, squadra che l'americano avrebbe rifiutato per una sua ambizione di giocare in Inghilterra. Il prezzo dovrebbe essere di $5 milioni e il ragazzo non ha bisogno di nessun permesso di lavoro essendo in possesso della cittadinanza polacca. Miazga, nato nel New Jersey, si unì all'Academy dei Red Bulls nel 2009 a livello under-14 e nel 2013 firmò un contratto da pro con i newyorkesi come "Homegrown Player"; debuttò poco dopo a 18 anni contro la Houston Dynamo. Poche le presenze nel 2014 (7), ma il nuovo Coach Jesse Marsch gli ha affidato fin da subito un ruolo da titolare nel 2015, anno nel quale si è affermato come uno dei migliori difensori centrali del campionato con 26 presenze siglando anche una rete nel derby contro il New York City FC. A livello di Nazionale Miazga ha rappresentato, oltre alla Polonia U18, gli USA U18, U20 (ha partecipato agli ultimi Mondiali), U23 e il 13 novembre ha debuttato nella Nazionale maggiore contro Saint Vincent e Grenadine in un match di qualificazione per i Mondiali del 2018. È anche spuntata una foto dell'americano con Pato, neo acquisto dei londinesi. This photo finally makes sense. Miazga and Pato will be playing at Chelsea together. #RBNY pic.twitter.com/DrVYruBIEa — Kyle (@KZONE1988) 27 Gennaio 2016 Un grande step per la carriera di un giocatore che quasi sicuramente sarà una delle colonne portanti degli USA del futuro.  

Calciomercato - Socceritalia

"Qua non parla, vedo che quando va là parla sempre. Bisogna parlare con lui perchè sono interviste delicate anche per la traduzione. Sarebbe meglio chiamare Honda se riuscite a farvi capire. Fa il napoletano, capisce quello che vuole capire". Un paio di settimane fa Sinisa Mihajlovic è stato chiaro sulle interviste di Keisuke Honda, che tende a parlare solo quando è all'estero, e stavolta lo ha fatto di nuovo, seppur in America e non in Giappone. Durante le vacanze di Natale infatti Honda è volato in California per un 'clinic' con 100 ragazzi allo StubHub Center di carson (CA), la casa dei Los Angeles Galaxy, dove intende lanciare una sua scuola calcio basata sugli stessi metodi che già applica nelle sue 50 scuole in giro per il Giappone. Il 29enne nazionale giapponese è convinto che gran parte del suo successo, delle sue capacità tecniche - passaggi, tiri, punizioni - siano dovuti non ad un talento naturale, ma al duro lavoro fatto di allenamenti e ripetizioni continue. Un impegno che gli ha consentito di crescere nell'Osaka ed esordire nel Nagoya Grampus e poi in Nazionale, rima di trasferirsi al CSKA di Mosca. “Non ero un talento", ha raccontato Honda a Fox Sports negli USA. “C'erano molti buoni giocatori intorno a me quando ero giovane, e ho pensato di aver bisogno di allenarmi da solo, e questo mi ha aiutato”. Honda è infatti un esterno pratico e concreto, avvezzo al sacrificio. “Keisuke magari non riesce a farsi amare dal nostro pubblico – ha detto di lui Riccardo Montolivo – ma sotto l’aspetto tattico è un giocatore incredibile“. Dunque, un lavoratore, un operaio della fascia al servizio della squadra. Non solo campo però, perché Honda ha anche fondato una società, la Honda Estilo Ltd., attraverso cui ha fondato e sviluppato tre diverse academies in Giappone, arrivando lo scorso mese ad inaugurare un complesso sportivo da $4 milioni alla periferia di Tokyo. La sua società ha persino acquistato lo scorso giugno un club austriaco di terza divisione, l'SV Horn, per costruire una piattaforma europea per i giocatori asiatici, ed ha già ingaggiato un paio di giapponesi. Ma il prossimo passo è inevitabilmente verso gli Stati uniti, la vera nuova frontiera del calcio mondiale, passando prima per la creazione di un'academy, sfruttando la sua immagine sulla West Coast, dove c'è un notevole pubblico potenziale di origine asiatica. "Negli Stati Uniti c'è un grande potenziale di talento. Non avevo talento, ma da giovane sognavo di giocare per il Milan ed altri grandi squadre. Sono convinto che coi nostri metodi d'allenamento molti di questi ragazzi possano raggiungere i loro obiettivi". Ma il prossimo step potrebbe essere un suo trasferimento negli States. Il suo contratto col Milan, dove finisce in panchina abbastanza spesso e ha più volte espresso il suo scontento, è in scadenza a giugno 2017, ma i rossoneri non avrebbero problemi probabilmente a lasciarlo libero a gennaio dello stesso anno. E per lui potrebbe schiudersi le porte dei Los Angeles Galaxy, pronti ad accoglierlo a braccia aperte, visto anche che questa è l'ultima stagione da calciatore di Steven Gerrard, Inoltre, nel 2017 sbarcherà in MLS il nuovo rivale cittadino, l'LAFC, e i Galaxy avranno bisogno di almeno un nome di livello per non farsi oscurare.     E Honda non si tira indietro, lasciando presagire persino qualcosa di più. “Sono molto interessato alla MLS, ma non so se vi giocherò. E' una lega in grande crescita, con tanti giocatori famosi. Diciamo però che ho grandi sogni per gli Stati Uniti in futuro. Abbiamo un grande team [riferendosi alla sua società, Ndr], ma ancora non posso dire chi vi sia coinvolto. Ma vi sorprenderemo in futuro, tenete gli occhi aperti". Per lui un futuro da proprietario alla Beckham in MLS?

Calciomercato - Socceritalia

Login
SOCCERITALIA
SPORT
Tweet di @MLSsocceritalia
Serie A: Calendario e Classifica del Campionato 2014-2015

 
La vostra guida al risparmio sulle assicurazioni on line


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2016 Nanalab S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 09996640018