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Prima della MLS: Minnesota
Scritto il 2009-05-10 da Dario Torrente su History
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Forse pochi sanno che lo stato del Minnesota ai tempi della NASL e della prima MISL è stata una delle aree più ricettive per il soccer, tanto da avere medie spettatori che farebbero oggi invidia a qualsiasi squadra dell'attuale MLS e questo senza essere i New York Cosmos o altre compagini di grido dell'epoca, e purtroppo, come tante squadre del passato pur rimaste nella storia, senza mai vincere un trofeo, ma non per questo finite nel dimenticatoio.

Tutto comincia nel Novembre del 1975, quando un gruppo di dieci investitori acquista i derelitti Denver Dynamos e cambia nome e location alla franchigia. Il nome Minnesota Kicks viene deciso da un concorso. La squadra si accasa al Metropolitan Stadium di Bloomington, casa della franchigia MLB Minnesota Twins e dei Minnesota Vikings militanti nella prestigiosa NFL. La panchina è affidata all'inglese Freddy Goodwin, ricordato per aver introdotto lo yoga, i test psicologici ed alcune nuove tecniche di allenamento durante i suoi anni sulla panchina del Birmingham City e già  noto negli Usa per aver allenato durante i loro due anni di vita i New York Generals dal 1967 al 1968, anno del loro fallimento. Un altro dato non trascurabile è che i Kicks sono tra le poche squadre ad avere un contratto televisivo, e la rete che sceglie di trasmettere le loro gesta è la KSTP-TV. La comunità  locale si lascia presto contagiare dalla soccer fever, e grazie a questo supporto i Kicks possono vantare la seconda migliore affluenza della lega con 23121 spettatori, ripagati col primo posto nella Western Division grazie a quindici vittorie e nove sconfitte, avanzando così verso i play-off dove si sbarazza prima dei Seattle Sounders con un rotondo 3-0, e in semifinale dei San Jose Earthquakes per 3-1 accedendo incredibilmente al soccer bowl che viene disputato a Seattle, e che vede però i Toronto Metros-Croatia di Eusebio prevalere per 3 reti a 0 con il primo goal segnato proprio dal portoghese già  stella del Benfica. L'inglese Alan Willey grazie ai suoi 16 centri e 7 assist è quinto in classifica marcatori, bene anche Ron Futcher con 14 marcature e 6 assist. Quell'anno i Kicks disputano anche un'amichevole contro gli scozzesi del Glasgow Rangers terminata 2-2. Altri giocatori importanti nella squadra erano il sudafricano Ace Ntsolengoe , fondamentale per il centrocampo dei Kicks, già  di Miami Toros e Denver Dynamos, che negli anni dopo vestirà  la casacca dei Toronto Blizzard, il portiere Geoff Barnett, e l'attaccante americano Mike Flater, tra i pochi autoctoni in un club a netta prevalenza britannica, come d'altronde era comune al tempo in quasi tutti i team della NASL.

Nel 1977, con gli arrivi del centrocampista Michael Alfred Bailey prelevato dagli inglesi del Wolverhampton Wanderers, del centravanti anche lui inglese Stan Cummings, al tempo appena maggiorenne, e anche dell'americano Tim Twellman (papà  di Taylor dei New England Revolution della MLS) in arrivo dalla Southern Illinois University of Edwarsville, i Kicks sembrano ripetersi conquistando ancora la vetta del loro girone grazie a sedici vittorie e dieci sconfitte e sospinti da un pubblico che quell'anno toccherà  i 32775 spettatori, secondi solo ai Cosmos, il loro massimo storico.
La ragione per cui negli anni a venire il pubblico diminuirà  costantemente è perchè la polizia a cavallo in seguito cominciò a dare un forte giro di vite alle immense grigliate che si tenevano nei parcheggi esterni del Metropolitan Stadium e che avevano reso famosi i tifosi dei Kicks in tutta l'america calcistica.

I play-off però non vanno bene come l'annata precedente, in quanto saranno i Seattle Sounders ad avere ragione dei Kicks in una duplice sfida terminata 2-1 ai supplementari e 1-0 per la squadra dello stato di Washington. Con 14 reti ed 1 assist Alan Willey compare ancora nei piani alti della classifica cannonieri, bene anche Ron Futcher, a segno 11 volte e con 4 assist. Il centrocampista Alan West è nella formazione All Stars. Con l'espansione della lega a 24 squadre del 1978 i Kicks finiscono nella Central Division dove terminano ancora una volta al primo posto con diciassette vittorie e tredici sconfitte, saltando così il primo round dei play-off e accedendo direttamente alle semifinale di conference dove incontreranno i campioni uscenti New York Cosmos, che vengono sbaragliati in Minnesota per 9-2, la più grave sconfitta nella storia dei Cosmos. Dopo una storica sfuriata del mecenate del soccer nonchè patron dei Cosmos Steve Ross “Siamo i migliori di tutti, paghiamo meglio di tutti, per cui chi non se la sente venga di là  e firmi le dimissioni!” i newyorkesi vincono per 4-0 tra le mura amiche del Giant Stadium, rendendo così necessario un mini-game (al tempo non contava la differenza reti) che New York vincerà  ancora di misura spianando così la strada per il secondo soccer bowl consecutivo. Alan Willey è ancora in classifica marcatori con 21 centri e 3 assist. Nel 1979 la panchina passa a Roy McCrohan, e Minnesota conclude ancora in vetta facendo il vuoto nel girone, ventuno vittorie ed appena nove sconfitte, lasciando così presagire una post season di vertice, ma così non sarà  perchè i Tulsa Roughnecks li estromettono dalla corsa al titolo sconfiggendoli sia in casa che in trasferta col risultato finale di 2 reti a 1, ed entrambe le volte ai tempi supplementari. Ancora una volta sono gli inglesi Alan Willey e Ron Futcher a figurare nei piani alti della classifica marcatori, mentre il sudafricano Ace Nstolengoe figura nella formazione All Stars.

Tra la stagione NASL 1979 appena conclusasi e l'imminente stagione 1980 i Kicks prendono parte al campionato indoor, dove con otto vittorie e quattro sconfitte concludono la competizione al secondo posto dietro ai Memphis Rogues nella Western Division. Nel primo turno dei play-off i Kicks eliminano Tulsa per 3-2 ma successivamente i Memphis Rogues riportano la franchigia del Minnesota sulla terra nonostante i Kicks si fossero agguidicati la prima partita per 6-3, ma il successivo 4-3 per Memphis rende necessario un mini-game che i Rogues vinceranno di misura. Alan Willey è il capocannoniere sociale con 15 reti e 6 assist. Nella stagione NASL vera e propria i Kicks stentano un pò nonostante i nuovi arrivi tra cui i difensori Stewart Jump di provenienza inglese, e il canadese Tony Pesznecker, nonchè dell'attaccante argentino Ricardo Alonso, questo porta anche un cambio in panchina a campionato in corso, via McCrohan per il cavallo di ritorno Freddie Goodwin, ciononostante riescono lo stesso a qualificarsi per i play-off in virtù del secondo posto, ma saranno i Dallas Tornado ad eliminarli al primo turno vincendo entrambe le sfide coi risultati finali di 1-0 e 2-0. Stavolta a figurare nei piani anni della classifica marcatori sono Ace Nstolengoe, 13 centri e 17 assist per lui, e Ricardo Alonso che mette assieme 17 reti e 5 assist. La stagione indoor 1980-81 vede i Kicks nella Central Division dietro i Chicago Sting e nei play-off vengono subito spazzati via da Atlanta che si aggiudica entrambe le sfide per 10-8 e 5-4 (dts). L'italo-canadese Tino Lettieri (che nel 1986 parteciperà  ai Mondiali con la Nazionale canadese) è primo nella classifica riservata ai portieri.
1980 – Seattle Sounders vs. Minnesota Kicks

La stagione NASL 1981 vede invece i Kicks finire al secondo posto con diciannove vittorie e tredici sconfitte ed un altro cambio di allenatore a campionato in corso, a subentrare a Freddie Goodwin è l'ex portiere Geoff Barnett. Nel primo turno dei play-off Minnesota ha facile gioco di Tulsa, che viene archiviata per 3-1 e 1-0. E' destino però che i Kicks non ripetano più l'exploit del 1976, in quanto successivamente saranno i Fort Lauderdale Strikers ad asfaltare i Kicks per 3-1 e 3-0. In classifica marcatori vediamo ancora l'inglese Ron Futcher con 14 reti e 9 assist. Al termine della stagione 1981, sia per le difficoltà  economiche della lega che la porteranno al fallimento sia per il vertiginoso calo di spettatori dimezzatisi in pochi anni i Minnesota Kicks cessano le operazioni. Il soccer ritorna però durante l'ultimo anno della NASL, quando i Fort Lauderdale Strikers lasciano la Florida per diventare i Minnesota Strikers. La neo ricollata franchigia prende casa al Metrodome di Minneapolis, imponente complesso indoor da 62.000 posti, e tra loro c'è una vecchia conoscenza, vale a dire l'inglese Alan Willey che ancora una volta poterà  alto il nome del Minnesota con le sue 15 marcature e 4 assist. Con quattordici vittorie e dieci sconfitte i Minnesota Strikers non raggiungono i play-off, e verranno seguiti mediamente da 14263 spettatori, la media più alta di quell'ultima mesta stagione NASL.

Gli Strikers però non falliscono con la NASL ma decidono di evolversi in franchigia indoor unendosi così alla MISL. Come nuova casa viene scelto il Met Center, mentre l'allenatore resta Alan Merrick, e il girone a cui sono assegnati è la Eastern Division assieme ai team redivivi della NASL Chicago Sting e New York Cosmos, che purtroppo falliranno mestamente durante la stagione. Durante la loro prima stagione MISL gli Strikers non brillano, collezionando ventiquattro vittorie ed altrettante sconfitte mancando così i play-off. Gli attaccanti più prolifici sono l'olandese Jan Goossens con 49 marcature e 24 assist, e il nigeriano Thompson Usiyan, 36 centri e 26 assist per lui. L'annata successiva però vede gli Strikers vogliosi di riscatto, e questo loro impegno sul campo si traduce nel secondo posto della Eastern Divisioncon ventisei vittorie e ventidue sconfitte, e consequenziale raggiungimento dei play-off dove incontrano ed asfaltano i Dallas Sidekicks con questa sequenza: 5-3, 7-2, 1-4, 7-4. Tocca poi ai Cleveland Force pagare pegno alla furia degli Strikers. A dire il vero Cleveland vince la gara di andata per 5-2, ma il seguito non avrà  storia e gli Strikers ne escono vincenti per 6-2, 5-4(dts)e 7-3. La finale è contro gli agguerritissimi San Diego Sockers che nella prima partita sconfiggono Minnesota per 7-2. Gli Strikers non si danno per vinti e sembrano ribaltare gli equilibri aggiudicandosi i match successivi per 6-1, 7-2 e 4-3. Le successive vittorie dei Sockers per 7-4 e 6-3 rendono necessaria un'ultima sfida che verrà  vinta da San Diego per 5-3 con tanta amarezza per Minnesota. Il nigeriano Thompson Usyan è ancora una volta capocannoniere sociale con 30 reti e 30 assist.

Nel campionato 1986/87 gli Strikers sono ancora in affanno, ma il quarto posto da comunque diritto a disputare i play-off, che purtroppo per loro finiscono al primo turno ad opera dei Cleveland Force, che nonostante perde la prima gara per 5-4 (dts) successivamente sbaraglia gli Strikers 7-6 e 6-5 (dts). La successiva gara vinta dagli Strikers per 5-4 rende necessario un ulteriore spareggio che Cleveland si aggiudica per 7-3. L'italo-canadese Tino Lettieri è primo in classifica portieri e viene premiato come “Goalkeeper of the year”, così come Steve Kinsey insignito del premio di “Newcomer of the year”.

La stagione 1987/88 vede invece Minnesota ancora una volta al comando del proprio girone, trentuno vittorie e venticinque sconfitte, e la loro furia si manifesta anche durante il primo turno dei play-off, quando si aggiudicano tre delle quattro gare contro i Baltimore Blast 5-3, 4-2 e 9-4, mentre Baltimora vince solo la terza gara per 5-1. Ci penseranno però ancora i Cleveland Force a calmare i bollenti spiriti degli Strikers sbaragliandoli 7-3. Successivamente sono gli Strikers ad asfaltare i Force per 7-0. Ma infine è Cleveland a passare il turno aggiudicandosi le successive sfide 5-4, 5-2 e 7-2.
Hector Marinaro è la stella della squadra con 58 goal e 23 assist, ma al termine della stagione i Minnesota Strikers falliscono.

Dal 1990 ad oggi il soccer è rappresentato dai Minnesota Thunder, nato all'inizio come squadra amatoriale ma entrato poi a far parte dell'allora U.S.I.S.L. La squadra gioca le proprie partite casalinghe al Nation Sports Center,soccer specific stadium sito in Blaine che può contenere fino a 12.000 spettatori. La struttura è stata acquistata dalla società  tramite un leasing che si estinguerà  nel 2011. In passato i Thunder han giocato al Metrodome, al James Griffin Stadium, e al Macalester Stadium di proprietà  dell'omonino college. Il palmares della squadra vanta un unico titolo nell'allora A-League vinto nel 1999 a spese dei Rochester Rhinos col risultato di 2-1. Altre finali purtroppo perse sono state quella del 1994 contro i Greensboro Dynamo col risultato di 2-1, quella dell'anno successivo per 2-1 contro i Long Island Rough Riders, e altre due sconfitte ancora ad opera di Rochester, che sembra essere la bestia nera dei Thunder, nel 1998 e nel 2000 entrambe col risultato di 2-1. Ultima finale persa in ordine di tempo è quella contro i Charleston Battery per 3-0 nel 2003. Tra gli ex giocatori più famosi troviamo, oltre alle due bandiere locali Don Gramenz e John Swallen, presenti agli albori del club fino agli anni del professionismo, troviamo molti giocatori che si sono fatti strada nel soccer Usa e addirittura in altri casi all'estero ed anche un paio di stelle internazionali, come l'ex nazionale sovietico Sergey Anatolyevich Gotsmanov, che terminò la carriera in Minnesota dopo aver collezionato anche esperienze internazionali in Germania e Inghilterra e il bulgaro Kalin Bankov, difensore già  di Slavia Sofia e CSKA Sofia. Anche il francese Pierre Morice centrocampista del Nantes,del Saint Etienne e del Nizza ha scelto il Minnesota come conclusione della sua carriera. Tra gli americani spiccano i nomi di Marco Ferruzzi, attuale allenatore in seconda dei Dallas FC, il centrocampista Manny Lagos, che dopo aver giocato nei Thunder agli albori della società  ha accumulato qualche esperienza nelle serie minori francesi e spagnole prima di intraprendere una fruttosa carriera nella MLS al servizio di più squadre, l'attaccante statunitense-brasiliano Thiago Martins, ora in forza ai norvegesi dell'FK Bodo Glimt, e il difensore ex nazionale Usa Tony Sanneh, con esperienze internazionali in Bundesliga ritornato a quasi 38 anni nel calcio giocato con la maglia dei Los Angeles Galaxy. A completare questa lista di nomi più o meno illustri c'è il canadese Tony Pesznecker,difensore non nuovo da queste parti a dire il vero, visto che aveva indossato la maglia dei Kicks negli anni d'oro della NASL.

Unico tasto dolente di questo sodalizio, a parte le troppe finali perse, è il pubblico. La media spettatori dei Thunder è di appena 4500 spettatori a partita. L''incantesimo della soccer fever sembra insipiegabilmente e irrimediabilmente evaporato, e per questa ragione la MLS non ha mai preso in considerazione il Minnesota per eventuali prossime espansioni, anche se in realtà  si è visto come solo il calcio di livello top sia in grado di portare il pubblico là  dove sembra non esserci seguito (vedi ad esempio Toronto e Seattle).

Sono passati oltre 40 anni dall'ultima volta che i tifosi di calcio del Minnesota hanno potuto assistere allo stadio ad un match di prima divisione. Ma lo spirito e la passione non sono cambiati. “Anche quando perdevamo i tifosi ci divevano ' Sai che c'è Tino? E' tutto a posto, domani è un altro giorno", racconta allo Star-Tribune l'ex portiere dei Minnesota Kicks e titolare ai Mondiali 1986 col Canada, Tino Lettieri. “Wow, mi dicevo, e questi non sono nemmeno arrabbiati per i due gol che ho concesso". Erano i tempi della NASL di Pelé, Johann Cruyff e Giorgio Chinaglia, e i Minnesota Kicks portavano oltre 46mila al Metropolitan Stadium. Lo United riporta quindi a Minneapolis e St. Paul (le Twin Cities) riprendendo una tradizione che risale ai tempi della vecchia NASL che ebbe grande successo con i Minnesota Kicks.  Già negli anni '70 infatti, ai tempi della NASL, gli allora Minnesota Kicks del sudafricano Ace Ntsolengoe e del portiere americano Tim Twellman (papà  di Taylor Twellman, ex attaccante della Nazionale USA e dei New England Revolution) furono capaci di attirare una media di 32.775 spettatori a partita nel 1977, secondi solo ai Cosmos, mentre l'anno prima vennero sconfitti nella finale del Soccer Bowl dai Toronto Metros-Croatia di Eusebio. E successo ha avuto anche il Minnesota United FC della nuova NASL, grazie ad una proprietà che ha saputo appassionare i tifosi locali coniugando progetto tecnico ed economico. New York Cosmos player Pele tangles with Minnesota Kicks player Alan Merrick at Metropolitan Stadium (1976) #MATCHDAY via @MNHS pic.twitter.com/lpb5vNQasf— Goldy's Rosedale (@GoldysRosedale) March 3, 2017 Il nuovo team all'esordio in MLS stasera alle 22 (diretta Eurosport 2, canale 211 di Sky) il Minnesota United FC, vedrà invece almeno 35mila spettatori sugli spalti del TCF Bank Stadium della University of Minnesota, con i Loons (0-1-0) che affronteranno l'altro expansion team del 2017, l'Atlanta United FC (0-1-0). Come ha dimostrato la reazione dei tifosi alla sconfitta per 5-1 all'esordio in casa dei Portland Timbers, lo spirito dei Minnesotans non è cambiato. "Ho visto le loro facce. Ci hanno continuato a sostenere, e il clima in città è stato incredibile", ha spiegato il capitano dello United, Vadim Demidov. "Non ci sono abituato. Se perdo 5-1 di solito vengo fischiato. Invece il pubblico è stato fantastico. Sono con la squadra comunque vada, e i giocatori lo sentono. Dobbiamo loro un'ottima partita stasera”. Eric Adamson, 48 anni, si ricorda di quando andava al Metropolitan Stadium, era il 4 luglio 1977, per un match contro i Connecticut Bicentennials. In seguito si è trasferito in Europa, e oggi, racconta ai media locali, è un abbonato insieme alla sua famiglia. "E' stato un sogno tonrare in Minnesota nel 2003 [dall'Oklahoma], e da allora speravo nella MLS". E tanti altri come lui, anche se rispetto ad Atlanta gli investimenti del Minnesota United sono stati decisamente limitati. Atlanta ha esordito nella sua casa temporanea, il Bobby Dodd Stadium della Georgia Tech, davanti ad un tutto eaurito da 55,297 fans, di cui 30mila abbonati. La vera casa di Atlanta - il Mercedes-Benz Stadium, condiviso con gli Atlanta Falcons — aprirà in estate. I Loons hanno venduto ben 33mila biglietti, e si aspettano di superare quota 35mila stasera. Sono invece 11mila gli abbonati (con limite fissato dalla società a quota 11,842). Ma Atlanta ha avuto più tempo per organizzare le vendite rispetto allo United, che si è potuta preparare solo a partire dall'agosto scorso. Originariamente infatti, l'ingresso del team di proprietà di Bob McGuire (acquistò i Minnesota Stars nel novembre 2012) accompagnato nella proprietà da un gruppo di investori che include Robert Pohlad e Jim Pohlad dei Minnesota Twins (MLB) , Wendy Carlson Nelson e Glen Taylor, proprietario dei club di NBA Minnesota Timberwolves, doveva entrare in MLS nel 2018. In ogni caso i 35mila di oggi sono un'enormità rispetto ai 5/10,000 che lo United attirava giocando nella NASL, e supererà il record realizzato proprio al TCF Bank Stadium nell'estate 2004 in occasione del match contro Ottawa vinto per 2-1 con doppietta di Christian Ramirez, ma quel giorno i Loons giocarono dopo un match tra Manchester City e Olympiakos, su un campo a pezzi. “C'era erba stesa sopra il sintetico, e non era un granché", ricorda il terzino sinistro Justin Davis. "Ma l'atmosfera era ottima. Non tutti rimasero fino alla fine, ma in tanti sì. E saranno ancor di più oggi”. Ironia della sorte, come fu la pioggia nell'agosto 2014 a far andar via tanti dallo stadio, stasera i tifosi dovranno affrontare gelo e probabilmente neve, per la quale la MLS ha già preparato il pallone arancione. Ma almeno il terreno, sintetico, è di ottimo livello. E il campo, nonostante qualche segno oro e marrone della University of Minnesota padrona di casa, si presenterà pieno dei simboli dei Loons da presentare in diretta TV. 33,000 and counting...#MNUFC has sold over 33,000 tickets to Sunday's inaugural @MLS match.More » https://t.co/uPkVxg9qA2 pic.twitter.com/brVTwDTirn— Minnesota United FC (@MNUFC) March 10, 2017 Il nuovo stadio del Minnesota United da 21.500 posti sarà pronto nel 2018, ma chi è felice del TCF Bank Stadium è l'attaccante Ramirez, cui piace l'idea di avere trenatmila tifosi sugli spalti ataccati al campo, facendo così sentire la pressione agli avversari. A guidare Minnesota in panchina ci sarà un veterano dei campi d'Europa, quell'Adrian Heath artefice della salità di Orlando dalla USL (vinta due volte) fino alla MLS, e da giocatore vinciroe anche di una Coppa delle Coppe con l'Everton. E Heath è consapevole del momento storico: "I giocatori sono molto eccitati Tutti comprendono l'importanza del momento, la responsabilità. Dovranno mettere in campo un show che sia bello per tutti".

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Il Draft, tradizione dello sport professionistico americano, ha visto ancora una volta la sua celebrazione ieri a Los Angeles in occasione del MLS SuperDraft 2017, anche se la sua rilevanza rispetto al calcio USA risulta sempre minore a seguito dello sviluppo dei settori giovanili. Ma, va detto, i team MLS qualche talento riescono ancora a trovarlo nei college, provvedendo anche a rimpolpare le rispettive rose con sangue giovane. Del resto dal Draft sono usciti ottimi giocatori negli anni quali Maurice Edu (ex Rangers Glasgow), Jozy Altidore (2006, NY Red Bulls), Graham Zusi (2009, Sporting KC), andando poi indietro fino al 2002 con Taylor Twellman (New England) e 1996 con Steve Ralston (Tampa Bay Mutiny). L'edizione di quest'anno vedeva quattro giocatori sopra una media non altissima. L'ordine delle chiamate ha sorpreso molti, con l'expansion team Minnesota United che ha deciso di puntare sull'attaccante Abu Danladi (18 gol in 42 match con UCLA), fortemente voluto dal coach, ex Everton e Orlando City, Adrian Heath, convinto dalle qualità e dal fisico del ragazzo, seppur un po' troppo spesso infortunato. Atlanta ha invece puntato sul difensore centrale, capitano degli USA U20 e della Syracuse University, Miles Robinson, che molti osservatori vedono già pronto per il campo in MLS, e che certamente crescerà sotto la guida di un veterano come Michael Parkhurst. Sempre l' United della Georgia ha ingaggiato anche il centrocampista della Providence University Julian Gressel, ragazzo di buona visione e tocco. Il NYCFC ha messo sul tavolo ben $250,000 ($50,000 di quanto il Chicago Fire abbia preso per i diritti su Didier Drogba) per anticipare il proprio diritto di scelta e chiamare il talentuoso playmaker Jonathan Lewis (Akron University), che molto ha impressionato in occasione della MLS Combine e che le nazionali U20 di USA e Giamaica si stanno contendendo. Altro bel colpo infine per Timbers, il cui coach Caleb Porter è un grande conoscitore del soccer universitario avendo allenato e vinto molto con Akron. Portland ha quindi chiamato il fracese della Duke University Jeremy Eboisse, che andrà a rinforzare l'attacco facendosi le ossa a fianco dell'esperto Fanendo Adi. Con lui arriva anche un difensore sinistro dall'ottimo potenziale quale Michael Amick, da UCLA. Al DC United sbarca invece un ragazzo locale, il terzino destro Chris Odoi-Atsem, chiamato dal GM Dave Kasper ("Grande lavoratore, molto atletico, bravo sia a spingere che a difendere") nell'ottica di diventare il futuro sostituto di Sean Franklin. Strano che il suo nome non si sia fermato invece prima sulla lista di Chicago che ha un disperato bisogno sulla fascia destra in difesa. Il coach serbo Veljko Paunović ha invece scelto il centrocampista della Lousiville Daniel Johnson, l'attaccante di Delaware Guillermo Delgadoas e un terzo portiere in Stefan Cleveland. Molto forte sui giovani è da anni FC Dallas, che però preferisce crescerseli in casa. Essendo però il Draft un'occasione a costo (quasi) zero, e ecco la chiamata per Jacori Hayes, centrocampista/ala di Wake Forest. Crescerà bene sotto la guda del colombiano Oscar Pareja. Round 1 Scelta Team Player Pos College 1 Minnesota United Abu Danladi A UCLA 2 Atlanta United Miles Robinson D Syracuse 3 NYCFC (pick acquired from Chicago) Jonathan Lewis C Akron 4 Portland Timbers (pick acquired from Houston) Jeremy Ebobisse A Duke 5 Columbus Crew SC Lalas Abubakar D Dayton 6 San Jose Earthquakes Jackson Yueill C UCLA 7 Vancouver Whitecaps Jakob Nerwinski D UConn 8 Atlanta United Julian Gressel C Providence 9 Columbus Crew SC Niko Hansen A New Mexico 10 Houston Dynamo Joe Holland C Hofstra 11 Chicago Fire Daniel Johnson C Louisville 12 D.C. United Chris Odoi-Atsem D Maryland 13 Real Salt Lake Reagan Dunk D Denver 14 Sporting Kansas City Colton Storm D North Carolina 15 Colorado Rapids Sam Hamilton C Denver 16 NYCFC (scelta di Seattle) Kwame Awuah C UConn 17 New York Red Bulls Zeiko Lewis C BC 18 FC Dallas Jacori Hayes C Wake Forest 19 Montreal Impact Nick Depuy A UCSB 20 New England Revolution Brian Wright A Vermont 21 Toronto FC Brandon Aubrey D Notre Dame 22 Seattle Sounders Brian Nana-Sinkam D Stanford Round 2 Scelta Team Player Pos College 1 Minnesota United Alec Ferrell P Wake Forest 2 Colorado Rapids Liam Callahan D Syracuse 3 Philadelphia Union (scelta Minnesota) Marcus Epps C South Florida 4 Chicago Fire (scelta Toronto FC) Stefan Cleveland P Louisville 5 Chicago Fire (scelta Toronto FC) Guillermo Delgado A Delaware 6 San Jose Earthquakes Lindo Mfeka C South Florida 7 Vancouver Whitecaps Francis de Vries C St. Francis 8 Houston Dynamo Jake McGuire P Tulsa 9 New England Revolution Napo Matsoso C Kentucky 10 Portland Timbers Michael Amick D UCLA 11 Philadelphia Union Aaron Jones D Clemson 12 D.C. United Eric Klenofsky P Monmouth 13 Real Salt Lake Justin Schmidt D Washington 14 Houston Dynamo Danilo Radjen D Akron 15 FC Dallas Walker Hume D North Carolina 16 New York City FC Jalen Brown A Xavier 17 New York Red Bulls Ethan Kutler C Colgate 18 FC Dallas Adonijah Reid C Canada Soccer 19 Montreal Impact Shamit Shome C FC Edmonton 20 Minnesota United (scelta  Philadelphia) Thomas de Villardi C Delaware 21 D.C. United Jo Vetle Rimstad D Radford 22 Seattle Sounders Dom Oduro C I Rounds 3 e 4 si terranno martedì prossimo via conference call.

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Ancora una volta Sebastian Giovinco regala spettacolo in MLS. L'ex giocatore della Juventus, con una straordinaria tripletta (il primo su rigore), trascina il Toronto FC al successo casalingo per 4-1 sull'Orlando City (highlights), orfano di Kakà, out per un leggero infortunio. Grazie a questa larga vittoria, la franchigia canadese si arrampica al terzo posto in classifica nella Eastern Conference con 31 punti in 21 giornate, al pari di Columbus Crew e New England Revolution, che hanno però rispettivamente due e tre partite in più. La seconda piazza, occupata dai New York Red Bulls (fermati sull’1-1 da Montreal, con gli Impact che sono ancora privi di Didier Drogba, senza permesso di lavoro), è distante soltanto due lunghezze. Passano appena 12 minuti e la squadra canadese è già in vantaggio con Giovinco freddo a trasformare il rigore che lui stesso si è procurato. L'Orlando trova il pari al 17' con un sinistro a giro di Boden che sorprende Bendik. Nella ripresa si scatena la Formica Atomica e al 56' piazza la sfera nel sette con una splendida punizione dai 22 metri. Il 3-1 porta invece la firma di Warner che insacca da due passi di testa il cross di Osorio. Il punto esclamativo sul match, però, non poteva che essere messo da Giovinco che riceve palla da Cheyrou, entra in area e col sinistro infila Hall sul secondo palo. Per l'ex juventino, in vetta nella classifica marcatori, si tratta della seconda tripletta in meno di un mese. La classifica marcatori - Il numero 10 di Toronto tocca così quota 16 reti e scavalca Kei Kamara (Columbus Crew) al comando della classifica dei marcatori. "Non c'è molto altro da dire, ogni volta che lo vedi giocare è speciale", ha detto il coach Greg Vanney commentando l'ultimo show di Giovinco. Toronto sale così al terzo posto della Eastern Conference con 31 punti, a -2 dai New York Red Bulls. Solskjaer al posto di Vanney? Ole-Gunnar Solskjaer, ex attaccante del Manchester United, sarebbe in trattative proprio con il Toronto per sostituire Greg Vanney. A rivelare i contatti tra Solskjaer e Toronto è Jim Solbakken, l’agente del tecnico norvegese, senza squadra da un anno dopo l’addio al Cardiff. Le parole di Solbakken, riportate dal quotidiano norvegese ‘Dagbladet’, vengono però smentite da una fonte vicina al Toronto FC a ‘MLSsoccer.com': “Sono al 100% non vere”. Vanney ha preso il posto di Ryan Nelsen lo scorso anno, ma la sua posizione è stata messa in discussione dopo la sconfitta di sabato per 3-1 contro il New England Revolution della scorsa settimana.

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