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New England, ingaggiato il centravanti olandese Castillion
Scritto il 2014-08-26 da Amerindo Gazzini su Calciomercato
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Non solo Jermaine Jones. Al New England Revolution arriva infatti un altro rinforzo, stavolta dall'Olanda. Arriva infatti dal NEC Nijmegen il 23enne attaccante Geoffrey Castillion.

Geoffrey è un gentravanti grande e grosso, con anni di esperienza in Eredivisie", ha spiegato il general manager dei Revs Michael Burns. “Con lui avremo più opzioni in attacco", dove in pratica andrà a sostituire il francese Saër Sène, in rotta con coach Jay Heaps e passato ai NY Red Bulls la scorsa settimana.

Nato ad Amsterdam, Castillion è un prodotto dell'Academy dell'Ajax, con cui ha debuttato nel 2011 sotto la guida di Frank De Boer. Nel 2011/12 è andato in prestito al RKC Waalwijk, segnando 7 reti in 33 match nelle varie competizioni, aiutando il club neopromosso  a chiudere al nono posto. Altro prestito l'anno successivo, stavolta al Heracles Almelo, con soli 4 gol in 33 partite, andando meglio con le riserve (13 gol in 12 presenze).

  • VIDEO: Geoffrey Castillion

Castillion ha passato la scorsa stagione con le riserve dell'Ajax, in seconda divisione, trasferendosi poi NEC  a gennaio, con cui è sceso in campo solo 7 volte (due gol segnati), entrando dalla panchina nei quarti e nelle semifinali della Coppa d'Olanda.

A livello internazionale il neo centravanti dei Revs ha fatto tutta la trafila delle Nazionali giovanili Orange: U-17 (con cui ha raggiunto le semifinali degli Europei 2008, segnando anche due gol sui quattro totali), U-18 e U-19.

Il New England, con una mediana composta da Kelyn Rowe, Jones e Lee Nguyen, con l'uruguayano Fagundez e ora Castrillon in attacco, punta direttamente ad un posto nei playoff.

Forse è la volta buona per rivedere Freddy Adu negli Stati Uniti. Dopo un tour che lo ha portato in Portogallo, Francia, Grecia, Turchia e poi, dopo un breve passaggio alla Philadelphia Union, Brasile, Serbia (allo Jagodina, dove in 6 mesi gioca 14 minuti) e Finlandia, l'ex centrocampista della Nazionale USA ha trovato un accordo coi Tampa Bay Rowdies della NASL (North American Soccer League), la Division II, secondo quanto riporta Ives Galarcep su Goal.com. Adu attualmente milita col KuPS, club della prima divisione finlandese, dove da marzo è sceso in campo solo 5 volte, venendo anche spesso schierato nella squadra riserve. Di lui si è parlato poco tempo fa per uno splendido calcio di punizione, ma certo il salto da giocatore del futuro degli USA a un club finlandese di secondo piano è notevole. Esploso all'attenzione dei media di tutto il mondo con l'esordio a 14 anni in MLS con la maglia del DC United, Adu divenne una celebrità in tutti gli Stati Uniti, contribuendo anche con 5 reti nella sua prima stagione da pro e vincendo la MLS Cup 2005. Nel 2007 poi, alcune grandi prestazioni ai Mondiali U20 sembrarono il suo lancio definitivo nel grande calcio. Ma le aspettative non si sono mai realizzate, facendo di lui un secondo Niil Lamptey (un'ipotesi fatta dal Guardian addirittura all'esordio di Adu). Colpa forse anche della sfortuna (fu ad esempio Camacho a volerlo al Benfica, ma fu esonerato immediatamente) ma molto anche del giocatore, su cui da più parti si sono addensate nubi di critiche relative ad una certa supponenza e poca voglia di allenarsi. Dopo il suo trasferimento in Europa, nel 2012 la sua carriera sembrava essersi ripresa a Philadelphia (24 match e 5 gol), ma a fine stagione la rottura col club e il passaggio al Bahia (una sola presenza in campionato) hanno riavviato il percorso discendente. A soli 26 anni però Adu ha ancora molto da dare al calcio, e a Tampa Bay troverà un suo mentore, l'ex CT dell'Under 20 Thomas Rongen, uno dei migliori allenatori di sempre nella storia del calcio statunitense, che ha recentemente anche guidato le Samoa Americane alla loro prima vittoria in un match di qualificazione mondiale. E la NASL sembra il trampolino ideale per rilanciarsi. Reduce da un ottima Spring Season 2015 chiusa al secondo posto, Tampa punta sul fantasista di origini ghanesi per aggiungere quel pizzico di fantasia ai gol di Stefano Pinho e Jose Angulo, puntando a sfidare i NY Cosmos.  Le attese ci sono, ma stavolta su di lui non c'è certo il peso di dover diventare il salvatore del soccer USA. Ma certo se riuscisse a portare Tampa a battere i Cosmos per il titolo NASL, vendicando la sconfitta nel Soccer Bowl 1978, ai tempi delle sfide acerrime tra Rodney Marsh e Giorgio Chinaglia, potrebbe finalmente riprendere la via per comunque diventare un giocatore a tutti gli effetti. AGGIORNAMENTO 15/7 OFFICIAL: The Rowdies have signed MF/F @FreddyAdu! Welcome to Tampa Bay, Freddy! READ MORE --> http://t.co/iiTDLQrT0P pic.twitter.com/QELTEm7raT— Tampa Bay Rowdies (@TampaBayRowdies) July 14, 2015

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La carriera di un calciatore passa spesso per misteriosi meandri. Ma certo quando un calciatore brasiliano cresciuto nel Cruzeiro e finito all'Inter, si ritrova a giocare prima nella terza serie giapponese e poi nella quarta americana, all'età di 27 anni, allora qualcosa di strano c'è. Il giocatore in questione è Kerlon, in arte "Foquinha" (derivato dal suo fare la "foca" col pallone in campo, comportamento che gli è valso spesso falli durissimi), presentato ieri ufficialmente dal Miami Dade FC, squadra che disputa la National Adult League (NAL) - di cui è campione in carica - quarta divisione del calcio statunitense al pari della USL Premier Development League, e come essa partecipante alla US Open Cup. Very excited to join @MiamiDadeFC in 2015. Tks everybody for the warm welcome! #apsl #Miami #soccerislife #ESPN #BAND pic.twitter.com/G1bT771CvJ— kerlon moura souza (@Kerlon_Seal20) March 13, 2015 Vera e propria “meteora” sbarcata in Italia nel 2008  all'Inter, preso da Marco Branca su indicazione di Mino Raiola. Kerlon il soprannome "Foquinha" se lo era guadagnato qualche anno prima, ai Mondiali Under 17 in Venezuela, quando con la maglia del Brasile, si incollò spesso la palla sulla testa scappando via agli avversari. In quella competizione Kerlon, trquartista, segnò 8 reti, attirando l'attenzione degli scout di Manchester United e Lione. Qualche infortunio ne frena subito la carriera al Cruzeiro, ma Raiola è il numero uno degli agenti e lo vende bene all'Inter che decide di investirci, nonostante un lungo stop per la ricostruzione dei legamenti crociati. A causa del limite agli extracomunitari viene tesserato momentaneamente dal Chievo, dove Iachini e Di Carlo lo mandano in campo solo 4 volte. L'anno successivo i nerazzurri lo spediscono all'Ajax, ma s'infortuna di nuovo al ginocchio sinistro. Nel 2010 il ritorno ad Appiano Gentile e un altro brutto infortunio lo costringe all'ennesimo intervento chirurgico. Nel gennaio 2011 torna in Brasile, al Paranà e poi al Nacional di Minas Gerais, mentre in estate termina il suo contratto con l'Inter. Anche in patria non torna ad essere profeta, ed allora ci prova in Giappone, al Fujieda, terza divisione, dove almeno rivede un po' il campo (14 match in 18 mesi), segna (6 gol) e fa segnare, con qualche flash del passato, seppur certo in un campionato di basso livello. Lascia il Giappone a gennaio 2014, e dopo un periodo di stop eccolo alle Barbados, col Weymouth Wales, nemmeno club top di quella Premier Division. L'estate scorsa si era allenato con gli Atlanta Silverbacks della North American Soccer League (Division II): "Ho sempre avuto il sogno di giocare negli Stati Uniti, in MLS o nella NASL", e ora quel sogno si realizza, anche se in Division IV. Ma magari a colpi di Foquinha - e insieme al 26enne romano Riccardo Pierantonio, difensore centrale - trascinerà il Miami Dade fino alla finale di US Open Cup e poi David Beckham lo chiamera per il suo Miami in MLS (se e mai ci arriverà).

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