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Altidore. Un altro americano a Roma?
Scritto il 2013-06-02 da Arnaldo Selmosson su Calciomercato
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Un americano a Formello? Chissà, potrebbe anche succedere. Claudio Lotito e il ds Igli Tare preparano operazioni a sorpresa, nel solco della tradizione della Lazio. E il suo nome s’inserisce nel ventaglio dei possibili obiettivi per l’attacco.

Una prima punta che sappia alternarsi o giocare accanto a Miroslav Klose. Ecco la candidatura: Jozy Altidore, 24 anni, centravanti statunitense dell’Az Alkmaar. Prometteva bene già da qualche stagione, ma non vedeva molto la porta. In Eredivisie è esploso e ha cominciato a segnare a raffica. Quest’anno 23 gol in 33 partite di campionato, altri 8 in Coppa d’Olanda, 7 assist.

Da New York rimbalza la notizia che lo stiano seguendo Lazio e Schalke 04. Qualche indizio, relativo alla pista biancoceleste, lo abbiamo trovato. Va tenuto in considerazione.

"Su Jozy ci sono molti interessamenti". A parlare è l'agente del giocatore, Lyle Yorks, ai microfoni di MLS Soccer. Da un paio di giorni il nome dell'attaccante di 24 anni sta circolando in orbita Lazio. Di conferme in realtà non c'è ne sono ancora: la punta americana è ricercato da diversi club, questo potrebbe aver fatto scattare l'accostamento ai biancocelesti, a caccia di un attaccante.

Negli States vogliono Lazio e Schalke interessate al giocatore, ma si parla anche delle spagnole Betis e Siviglia, dell'Aston Villa e anche del Catania. Resta il fatto che l'AZ sembra intenzionato a tenere Altidore in squadra, come rivelato dal direttore sportivo del club olandese.

Altidore è un attaccante che esprime grande fisicità e possiede buona tecnica. Scatto e progressione, presenza in area di rigore, capacità di fiondarsi a rete partendo da lontano. Ha già una sufficiente esperienza ed è giovane.

Ha un profilo da Lazio, vanta 13 gol in 55 presenze con la nazionale Usa. Il suo contratto scade nel 2015 e non costa in modo esagerato: si può prendere con 5 milioni di euro.

I frequenti viaggi di lavoro del ds Igli Tare tra Belgio e Olanda potrebbero portare in questa direzione. E’ alto un metro e 85, ha girato mezza Europa: cresciuto nei New York Red Bulls, ha giocato in Turchia (Bursaspor), in Spagna (Villarreal e Xerex) e in Inghilterra (Hull City) prima di finire nel campionato olandese, dove ha segnato 39 gol in due anni.

Americani due volte in vantaggio, ma era proprio la serata di Nicklas Bendtner, che torna a farsi vedere una settimana dopo la rete del 2-1 a San Siro in Inter-Wolfsburg. Stavolta l'attaccante ex Juve (dove non è che abbia lasciato grandi ricordi) si è scatenato con la maglia della sua Danimarca nell'amichevole di Aarhus contro gli Stati Uniti. Per lui una tripletta che rimontain due occasioni la squadra di Jurgen Klinsmann e, infine, regala la vittoria ai danesi. Statunitensi subito avanti al 19' con un gran sinistro al volo in area di Jozy Altidore, che "uccella" la coppia centrale danese composta da Sviatchenko e dall'ex romanista Kjaer. Bendtner pareggia al 33' appoggiando in rete una palla facile facile e si ripete all'83', dopo che il centravanti dell'AZ Alkmaar Aron Johansson aveva nuovamente portato in vantaggio la nazionale a stelle e strisce su assist di Altidore a seguito di un gran lancio di Michael Bradley.La coppia del Toronto FC si è spesso cercata e trovata in campo. Quando il match sembrava ormai avviato a chiudersi sul pareggio arriva a tempo ormai scaduto il 3-2, ed è una perla: stop a seguire su lancio da centrocampo e girata di destro sul palo lontano, con John Brooks in ritardo e Rimando impossibilitato ad arrivarci dopo aver più volte salvato in precedenza. Serata di errori per la formazione USA. A destra Tim Chandler si è fatto superare facilmente da due avversari per ils econddo gol Bendtner. Il terzino sinistro Greg Garza è apparso copletamente in balia dell'accoppiata Vibe e Vass. Davanti - dove si è sentita l'assenza dell'infortunato Clint Dempsey - Aron Johannsson non ha fatto nulla tranne appoggiare sul gol. Surreale la presenza di Gyasi Zardes nel ruolo di ala destra (sostituito dal redivivo DeAndre Yedlin, ancora in ambientamento al Tottenham), lui che ruota da attaccante puro nei LA Galaxy, e la differenza si è vista. Qualcosa ha provato a fare Alejandro Bedoya accanto a Bradley - alla prima post Mondiali - che almeno qualche bel lancio lo ha regalato, ma i due non sono mai apparsi in grado di reggere i danesi. Da capire chi possa essere il partner di Bradley in genere: quando sta bene JK usa Jermaine Jones in difesa; il Bedoya di oggi preoccupa, mentre Alfredo Morales (Ingolstadt) ha fatto anche peggio. Unica buona notizia, l'esordio di Ventura Alvarado, terzino del Club America (Messico), entrato all'80' al posto del pessimo Michael Orozco, spesso in difficoltà insieme a Brooks (Klinsmann ha preferito lasciare a casa Matt Besler, Geoff Cameron e Omar Gonzalez). Tra le cose che Klinsmann dovrà sistemare nei prossimi mesi è il continuo calo che la Nazionale USA presenta nei secondi tempi. Certo, le sostituzioni hanno avuto il loro peso. ma non basta come spiegazione. Si parla di allenamenti troppo pesanti e di giocatori fuori forma. In ogni caso, il calo degli ultimi 10 minuti è stato evidente, e questo insieme alla qualità di Christian Eriksen e Bendtner ha consentito alla Danimarca di vincere l'amichevole giocata davanti agli oltre 10.000 dello stadio di Aarhus. Dopo quelle con Colombia, Irlanda e Cile a gennaio 2015, quella di stasera è la quarta in sette partite dopo i Mondiali per gli USA, che hanno visto anche due pari con Ecuador e Honduras a ottobre e la vittoria su Panama a febbraio scorso.Prossimo impegno per gli USA il 31 marzo alle 18 contro la Svizzera a Zurigo. ___________________________________________________________________________ 25 marzo, 2015 - NRGi Park; Aarhus, Danimarca Danimarca vs USA 3-2 Marcatori: USA – Jozy Altidore (Timmy Chandler)         19' DAN – Nicklas Bendtner (Lasse Vibe)           33' USA – Aron Johannsson (Jozy Altidore)        66' DAN – Nicklas Bendtner                                83' DAN – Nicklas Bendtner (Christian Eriksen) 90+1' USA: 1-Nick Rimando; 21-Timmy Chandler, 15-Michael Orozco (19-Ventura Alvarado, 80), 6-John Brooks, 3-Greg Garza; 20-Gyasi Zardes (2-DeAndre Yedlin, 67) 11-Alejandro Bedoya (7-Alfredo Morales, 46), 4-Michael Bradley (capt.), 23-Fabian Johnson (13-Brek Shea, 46); 17-Jozy Altidore, 9-Aron Johannsson (18-Rubio Rubin, 67) Non entrati: 5-Tim Ream, 10-Miguel Ibarra, 14-Danny Williams, 16-Julian Green, 22-Williams Yarbrough CT: Jurgen Klinsmann DANIMARCA: 16-Stephan Andersen; 2-Daniel Wass, 3-Simon Kjaer, 4-Erik Sviatchenko, 5-Nicolai Bollesen (17-Simon Busk Poulsen, 53); 7-William Kvist (23-Anders Christiansen, 46), 18-Jakob Poulsen (19-Thomas Delaney, 46), 21-Lasse Vibe (8-Martin Braithwaite, 74), 10-Christian Eriksen (capt.); 9-Michael Krohn-Dehli (14-Lasse Schöne, 78), 11-Nicklas Bendtner Non entrati: 1-Kasper Schmeichel, 6-Las Jacobsen, 12-Mathias Zanka Jorgensen, 13-Kian H. Hansen, 22-Jonas Lössl CT: Morten Olsen  Ammoniti: DEN – William Kvist 25' USA – Jozy Altidore 78' USA – Ventura Alvarado 89' Arbitro:  Mattias Gestranius (FIN) Budweiser Man of the Match: Jozy Altidore

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Quando si tratta di annunci, il Toronto FC sembra aver imparato la lezione. Si spera sia l'indicazione di un cambio di filosofia al TFC, più indirizzata al calcio innanzitutto, al marketing e infine al branding. Un anno dopo aver presentato Jermain Defoe in grande stile, accompagnato dallo sfortunato slogal “Bloody Big Deal”, il TFC ha invece mostrato alla stampa quello che è il suo sostituto, l'attaccante americano Jozy Altidore, nuovo designated player del club. La presentazione di Altidore è stata molto più modesta rispetto allo spettacolo messo in piedi per Defoe (e Michael Bradley) dal TFC lo scorso gennaio. Stavolta ci sono stati meno fuochi d'articficio e niente bus a due piani parcheggiato fuori dal locale con la scritta “Bloody Big Deal”. Il GM del club canadese, Tim Bezbatchenko, ha evitato di entrare nei dettagli dello scambio che ha visto Defoe tornare in Premier League al Sunderland per Altidore. C'è stato movimento di denaro? Il TFC ci ha guadagnato qualcosa? Bezbatchenko non ha risposto, ma una fonte nella MLSE ha spiegato a Sportsnet che lo scambio è stato alla pari, e che Michael Bradley ha ristrutturato il suo contratto sì da aiutare il TFC ad ingaggiare Altidore. Questo è quello che sappiamo. E sappiamo anche che Defoe è andato, e che probabilmente non tornerà mai da queste parti, e per alcuni fans del TFC sarebbe comunque troppo presto. Ora il Toronto FC guarda avanti con Altidore, l'americano che ritorna in Major League Soccer per cercare di recuperare una reputazione danneggiata, e per cercare di aiutare i Reds a interrompere una serie negativa che li vede da otto anni - dalla loro fondazione - fuori dai playoff. Se state cercando qualche segnale di progresso e maturità, sarà bene sapere che la conferenza stampa di venerdì ha evitato di essere troppo di "marketing", evitando di fornire aspettative eccessive che in passato sono risultate comiche. Nessuno ha tirato fuori le parole "Bloody Big Deal”. Nessuno ha provato a dire che Altidore sarà il salvatore del team (a differenza di Defoe l'anno scorso). E non c'è stato alcun appello fuori luogo di Tim Leiweke ai fans presenti. Non c'è stato nulla di tutto ciò. Venerdì si è parlato di calcio, di campo. Ed anche se è difficile credere pienamente a questo management - ci siamo bruciato abbastanza in passato - c'è la sensazione che il Toronto FC abbia imparato la lezione dalla debacle subita con Defoe, e che ora tutti siano focalizzati sulle cose importanti. “Per me tutto è relativo alle vittorie. Possiamo parlare degli ingaggi, della nostra visione, di cosa stiamo provando a fare sul campo, il nostro stile di gioco. Ma alla fine dobbiamo regalare ai tifosi un team vincente", ha detto Bezbatchenko. “Quella di oggi è una cosa grossa, ma alla fine ciò che conta è vincere”. Sulla carta Toronto sembra averci rimesso da questo scambio alla pari col Sunderland. I Black Cats hanno riportato in Inghilterra un cannoneire veterano come Defoe, che ha sempre fatto gol in Premier League. Toronto invece prende Altidore, che dopo i lampi in Eredivisie con l'AZ Alkmaar (51 gol in 93 partite), è andato in gol una sola volta in 42 match di Premier League dal 2013. Qual'è il vantaggio per il TFC? Essere stato in gradi di liberarsi di un giocatore come Defoe che non credeva nella causa. A 25 anni, Altidore ha certamente maggiore spazio di crescita del 32enne Defoe. Inoltre ha voglia di smetire i suoi detrattori, inclusi i tifosi del Sunderland che hanno celebrato la sua partenza, e i critici locali che non credono meriti il contrattone concessogli dal Toronto. Ma , più di ogni cosa, Defoe non voleva restare a Toronto, mentre Altiodre vuole. E questo conta. E' una scommessa per il TFC? Assolutamente lo è. Non c'è alcuna garanzia che Altidore ritorni alla forma messa in mostra in Olanda. E i tifosi del Toronto FC sarebbero più sereni se Bezbatchenko avesse ingaggiato un cannoniere più continuo di Altidore. Ma la decisione di prendere Altidore, a differenza di Defoe, è basata interamente su motivi calcistici, e non da qualche piano marketing e dall'ossessione di costruire un brand globale. Ed è un grande passo nella giusta direzione per questo club. Ora il Toronto FC deve capire come mettere insieme i pezzi sul campo. Altiore può essere d'aiuto? Lo scopriremo presto. Fonte: John F. Molinaro - Sportsnet

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Il giro del mondo, al tramonto della carriera, si sta completando dopo aver già iniziato a prendere confidenza con un ruolo futuro. Un anno senza giocare è stato anche troppo, per Alessandro Nesta, passato due mesi fa dal Canada all’India – con la maglia del Chennaiyin, la squadra guidata da Marco Materazzi – e ora impegnato a pensare a sé stesso come allenatore. Nove anni alla Lazio, di cui è una bandiera nel vero senso della parola, adorato dai tifosi biancocelest, come si è visto lo scorso 12 maggio quando ha giocato nel match di vecchi glorie nel quadro della manifestazione "Di Padre in Figlio" per i 40 anni del primo Scudetto della SS Lazio. Ora il ritorno in Italia di Alessandro Nesta si è reso necessario per partecipare al corso di allenatori professionisti di prima categoria. A marzo Nesta compirà 39 anni, e nel Montreal Impact – destinazione scelta, a suo tempo, anche da Corradi, Ferrari e Di Vaio – una volta annunciato l’addio al calcio (per poi tornare sulla propria decisione) si è preso carico del ruolo di analista video prima di ogni partita della sua squadra. «Cerco di vivere il calcio in modo non troppo appariscente, senza perdere il sonno. Anche se nello spogliatoio vorrei essere presente con personalità, come facevo quando ero calciatore. Voglio provare a fare questo mestiere: bisogna passare da qui e poi vediamo…», ha detto il difensore, campione del mondo con l’Italia nel 2006, dopo la due-giorni di lezione a Veronello, presso il centro sportivo del Chievo. Nesta era stato annunciato nel suo nuovo ruolo di match analyst del Montreal Impact già nel febbraio 2014: “Alessandro conosce bene i giocatori, lo staff tecnico e il nostro club", dichiarò al momento l'allora direttore sportivo Nick de Santis, oggi coinvolto anche nel Bologna dopo l'ingresso nella proprietà di Joe Saputo. “Aiuterà lo staff tecnico principalmente nel ruolo di video analyst, fornendo degli scouting reports sulle nostre partite e su quelle dei nostri avversari. Speriamo che questa esperienza possa essere di beneficio per lui, sapendo che vuole diventare allenatore". Nesta aveva chiuso la carriera il 24 ottobre 2013 dopo 19 stagioni da pro e al termine di due stagioni in MLS. Di lì il ritiro e poi a fine 2014 il momentaneo rientro in India. Adesso l'obiettivo per lui è una panchina.

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