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MLS SuperDraft 2015, il canadese Larin prima scelta per Orlando
Scritto il 2015-01-16 da Franco Spicciariello su MLS
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Con la nascita del sistema degli Homegrown Players, che permette alle società MLS di contrattualizzare i giocatori cresciuti nelle academy o passati per essi pur andando al college, l'MLS Super Draft sta perdendo negli anni l'importanza che aveva quando gli unici ricambi per le franchigie arrivavano solo dalle università. Ogni anno però qualche ottimo prospect continua ad usicre dal sistema college, che però continua a necessitare di una riforma che permetta ai giovani calciatori di giocare più partite e per più mesi, possibilmente senza - ad esempio - regole come quella delle sostituzioni libere. Sul tema stanno lavorando insieme la US Soccer Federation, supportata dal CT Jurgen Klinsmann che crede molto nei college, e la NCAA.

Per quanto riguarda la scelte dei team MLS, il prospect numero uno, Jordan Morris - centrocampista della Stanford che ha già esordito con la Nazionale USA ha deciso di rimanere un'altro anno all'università, e il suo destino e comunque legato ai Seattle Sounders, dove probabilmente andrà nel 2016.

Era dell'Orlando City SC la prima scelta nel MLS SuperDraft 2015, che l'ex Everton il coach Adrian Heath ha deciso di usare per puntare su Cyle Larin (University of Connecticut). Larin, il primo canadese ad essere chiamato da numero uno (Kyle Bekker fu numero 3 nel 2013), era il giocatore più ricercato della lista, e per lui l'OCSC ha dovuto resistere a molte offerte. 19 anni, già chiamato tre volte dal CT della Nazionale, in due stagioni a UConn è stato nominato American Athletic Conference Offensive Player of the Year nel 2014 e Rookie of the Year nel 2013, chiudendo la sua carriera di college con 23 reti in 39 partite.

"La ragione per la quale i cannonieri gudagnano di più è perché hanno più valore. Se si osserva ciò che può dare, pensiamo sia molto promettente", ha dichiarato Heath.

Cyle Larin, nazionale canadese, chiamato dall'Orlando City SC

La seconda scelta è andata al New York City FC, altro expansion team 2015, che ha puntato sull'attaccante di Oregon State Khiry Shelton, giocatore grande e grosso ma molto veloce, il tipo che piace a coach Jason Kreis. Per lui 10 gol e 12 assist nell'ultima stagione coi Beavers.

Un attaccante anche per l'ultima in classifica del 2014, il Montreal Impact, che - persa la possibilità di prendere Larin - ha chiamato Romario Williams dalla University of Central Florida (18 gol e 5 assist in 51 match).

Dopo tre attaccanti, un paio di centrocampisti: i San Jose Earthquakes (che avrebbero voluto uno tra Khiry Shelton eRomario Williams) hanno selezionato il mediano Fatai Alashe da Michigan State, mentre i Portland Timbers hanno chiamato dal Notre Dame Nick Besler, fratello del difensore dello Sporting Kansas City e della Nazionale USA Matt Besler.

Ben tre le scelte al primo giro per il Toronto FC. La prima è il portiere Alex Bono, attualmente in ritiro con gli USA chiamato da Jurgen Klinsmann, seguito dai difensori Clement Simonin e Skylar Thomas (anche lui come Bono in arrivo da Syracuse). Al secondo in giro invece strana la scelta di Greg Vanney, che ha chiamato l'attaccante Edwin Rivas, uno che segnava poco anche al college con California State.

Tre scelte anche per lo Sporting Kansas City, che ha puntato sull'ala sinistra della California University Berkley Connor Hallisey e sui difensori quali il terzino destro della Akron University Saad Abdul-Salaam e il centrale Amadou Dia (Clemson).

Ottime le scelte di Seattle Sounders FC e NY Red Bulls. Con la scelta numero 16 Seattle ha preso il centrocampista Cristian Roldan, giocatore dato da molti nella top 5 e che potrebbe diventare un'ottima alternativa ad Osvaldo Alonso. Col numero 18 invece NY ha preso il vincitore del MAC Hermann Trophy il tedesco Leo Stolz di UCLA. Per Stolz la scelta è arrivata in basso in quanto il giocatore starebbe pensando di provare in Germania, ma ha dato indicazione che nel caso dovesse accettare la MLS andrebbe solo a NY.

L'attaccante Khiry Shelton, chiamato dal New York City FC

Solida scelta per i Los Angeles Galaxy, che pur non avendo certo bisogno di un attaccante hanno deciso di chiamare il promettente Ignacio Magnato dello Iona College, che almeno nel 2015 dovrebbe trovare spazio principalmente coi Los Dos (LA Galaxy II della USL Pro).

Ieri sera si sono chiusi i primi due giri di scelte, per il il terzo e il quarto round del MLS SuperDraft si terranno martedì 20 gennaio. Di seguito la lista completa delle scelte:

ROUND 1:

1. Orlando City SC - Cyle Larin (F, Connecticut) 2. New York City FC - Khiry Shelton (F, Oregon State) 3. Montreal - Romario Williams (F, Central Florida) 4. San Jose - Fatai Alashe (M, Michigan State) 5. Portland (from COL) - Nick Besler (M, Notre Dame) 6. Toronto FC (from CHIV) - Alex Bono (GK, Syracuse) 7. Chicago - Matt Polster (D, SIU Edwardsville) 8. Houston - Zach Steinberger (M, Butler) 9. Toronto FC - Clement Simonin (D, NC State) 10. Sporting KC (from PHI) - Connor Hallisey (M, California) 11. Toronto FC (from POR) - Skylar Thomas (D, Syracuse) 12. Sporting KC - Saad Abdul-Salaam (D, Akron) 13. Vancouver - Tim Parker (D, St. John's) 14. Colorado (from CLB) - Axel Sjoberg (D, Marquette) 15. Dallas - Otis Earle (D, UC Riverside) 16. Seattle (from RSL) - Cristian Roldan (M, Washington) 17. D.C. United - Miguel Aguilar (F, San Francisco) 18. New York Red Bulls - Leo Stolz (M, UCLA) 19. Columbus (from CLB and DAL) - Sergio Campbell (D, Connecticut) 20. Sporting KC (from NE) - Amadou Dia (D, Clemson) 21. Los Angeles - Ignacio Maganto (F, Iona)

ROUND 2:

22. Orlando City FC - Conor Donovan (D, NC State) 23. New York City FC - Connor Brandt (M, San Diego) 24. Portland (from MON) - Andy Thoma (D, Washington) 25. Orlando City FC (SJ) - Akeil Barrett (F, Tulsa) 26. Colorado - Joseph Greenspan (D, Navy) 27. Real Salt Lake (from SEA & CHIV) - Boyd Okwuonu (D, North Carolina) 28. Chicago - Kingsley Bryce (F, St. Louis) 29. Toronto FC (from HOU) - Wesley Charpie (D, South Florida) 30. Houston (from KC & TOR) - Oumar Ballo (D, Maryland - Baltimore County) 31. Philadelphia - Dzenan Catic (F, Davenport) 32. Portland - Christian Volesky (F, SIU Edwardsville) 33. Seattle (from NE & KC) - Tyler Miller (GK, Northwestern) 34. Portland (from VAN) - Kharlton Belmar (F, VCU) 35. Columbus SC - Sagi Lev-Ari (F, CS Northridge) 36. Houston (from DAL) - Rob Lovejoy (M, North Carolina) 37. Toronto FC (from RSL) - Edwin Rivas (F, CS Northridge) 38. Vancouver (from DC) - Kay Banjo (F, UMBC) 39. New York Red Bulls - Stefano Bonomo (F, California) 40. Seattle - Oniel Fisher (M, New Mexico) 41. Philadelphia (from COL) - Eric Bird (M, Virginia) 42. D.C. United (from LA) - Dan Metzger (M, Maryland)

Nell'annuale NSCAA Convention è andata in onda la Lectio Magistralis di Eric Wynalda, ex centravanti della Nazionale USA ai Mondiali 1990 e 1994, passato anche per Saarbrucken e Bochum prima di esordire coi San Jose Clash nella MLS segnando il primo gol di sempre della storia della lega. Chiusa la carriera nel 2008, è diventato allenatore - sedendo anche sulla panchina degli Atlanta Silverbacks della NASL - e principalemte uno dei più apprezzati commentatori televisivi, grazie alla sua competenza ed alla capacità di essere sempre molto diretto, specie nelle critiche. Tutte caratteristiche emerse nella convention riservata agli allenatori universitari, in cui ha messo nel mirino l'intero sistema calcistico americano: dalla US Soccer Federation a Klinsmann, passando per il ruolo della MLS e quello dei calciatori e dell'ambiente. Ecco gli estratti più interessanti: "Disfunzionale è la parola perfetta per descrivere la relazione tra la U.S. Soccer Federation e la MLS". Sulla stagione MLS che parte a marzo. "L'unica ragione per cui iniziamo a marzo e finiamo a dicembre è perché Bob Kraft [proprietario dei New England Revolution e dei New England Patriots della NFL] dice 'noi finiamo a febbraio, voi quando potete iniziare? Purtroppo siamo manipolati, ci sono dei poteri che non vogliono che il calcio abbia successo. A causa di queste date la MLS non riesce ad entrare nei grandi giri del mercato dei calciatori". Sull'organizzazione della lega. "Inoltre, siamo in piena stagnazione, mentre invece ci dicono che va tutto bene. la realtà è che la MLS perde $100 milioni all'anno. E ciò nonostante lo schema Ponzi [affermazione poi ritrattata, Ndr] creato da Don Garber, che costringe ogni club a pagare $100 milioni per entrare, e punta quota 32 club. Meglio questo sistema o uno di promozioni/retrocessioni? Pensiamo a ciò che è realistico, non siamo pronti per questo. In futuro sì, è il passo verso il livello successivo. Ma ricordate che senza le promozioni e le retrocessioni il Manchester United sarebbe il Chattanooga of America. Ma le cose si possono sistemare. Guardate la Premier League, sono i diritti televisivi a far andare bene le cose lì. Io lavoro per Fox, e posso dire che i miei capi vogliono vedere questo sport ad un altro livello. Perché quindi non cominciare dal cambiare il calendario, utile anche al mercato? Giocare d'estate serve solo per le amichevoli. E poi perché sino ad oggi la MLS ha bloccato ben 227 trasferimenti in Europa? Il salary cap è sbagliato, meglio il sistema di luxury tax della MLB". "Non è una lega professionistica, per definizione. Il problema è che in MLS i giocatori non sentono la sfida. Non per dare addosso a Landon Donovan, ma l'ho visto lasciare l'allenamento del mercoledì almeno 15 o 20 volte. Se non rendi i squadre e giocatori responsabili col rischio retrocessione non diventeremo mai una potenza calcistica". Sul CT USA Jurgen Klinsmann: "Non è colpa sua. E' l'intero sistema che non funziona.In questo clima per Klinsmann è impossibile lavorare. Lo appoggerò sempre, anche se non sa che Fabian Johnson non è un terzino destro e che Landon Donovan era tra i 23 migliori giocatori di questo paese". Su Merrit Paulson, il proprietario dei Portland Timbers che ieri ha dichiarato che "Klinsmann ha gettato merda [traduzione testuale di 'crapped on'] sulla MLS". "Paulson non sa le cose come stanno. Non gliele dicono". Sui coach della MLS: "Dominic Kinnear [San Jose Earthquakes, e due volte vincitore della MLS Cup con Houston, NdR] è il migliore che abbiamo, seguito da Jason Kreis. Il problema in MLS non sono i coach o i giocatori, ma il clima complessivo della lega". Sulla sua carriera. "Sono stato il primo americano ad andare a giocare in Germania. Avevo paura, perché nella mia testa stavo rappresentando il futuro di tutti i calciatori americani. Pensavo, 'se dovessi fare cazzate nessun altro verrà più qui. Ad alcuni compagni non piacevo forse proprio perché ero americano". Su Jordan Morris, che Klinsmann sta spingendo verso il Werder Brema e che invece la MLS vorrebbe a Seattle. "Volete tenere un ragazzo in una bolla per dirgli ogni giorno 'quanto se i bravo!'?. Seattle è sbagliata, la lega è sbagliata. Potrei parlare di Michael Bradley, ma è meglio di no. Bisogna lasciarsi alle spalle la mentalità NFL". Una serie di commenti da parte di uno dei nomi più noti del soccer USA e dei canali sportivi, che certo provocherà una reazione importante. Bisogna solo attendere.  

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I giorni dell'entusiasmo, quelli dell'ingresso in MLS, dell'arrivo di Kakà, del Citrus Bowl pieno e della trattativa (saltata a luglio) per Ganso, sembrano ormai lontani. Tutto è evaporato con il mancato ingresso nei playoff, al termine di un campionato passato in gran parte sul lato giusto della classifica. Da allora a Orlando è iniziato un caos societario che al momento non sembra vedere soluzione immediata. Coi mancati playoff il primo a finire sulla graticola è stato inevitabilmente l'allenatore, l'inglese Adrian Heath, il costruttore della squadra capace prima di vincere per due volte il titolo di USL PRO e poi di ben presentarsi all'esordio in MLS, lanciando giovani come Cyle Larin. Confermato Heath, suona però strano che siano stati mandati via il suo vice di fiducia, Ian Fuller (già capitano dell'OCSC, da calciatore esordì con il New England Revolution nel 2002), e il direttore generale Paul McDonough, molto legato all'ex centrocampista dell'Everton. Scelte che ci possono anche stare, visto che - afferma il presidente Phil Rawlins - "Avevamo detto molto chiaramente che il nostro obiettivo era quello di fare i playoff. Siamo abituati a fare i playoff e vincere campionati. L'abbiamo fatto nelle serie minori e volevamo mantenere lo stesso livello e lasciare un segno a il nostro primo anno in MLS. Abbiamo avuto una buona prima stagione, ma non abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Vogliamo assicurarci di costruire per avere successo nel 2016". Parole che debbono aver convinto poco i tifosi dell'OCSC, che infatti lo scorso 18 dicembre hanno organizzato una protesta fuori dalla sede del club, con tanto di striscioni. Un segno (negativo?) che comunque il calcio in America sta diventando sempre più un qualcosa di estremamente serio. Strano è invece quanto successo dopo. A sostituire McDonough, GM molto rispettato nell'ambiente calcistico USA e subito assunto da Atlanta, è stato chiamato, con tanto di annuncio in pompa magna, Armando Carneiro, direttore del settore giovanile del Benfica (che lo ha sostituito con l'ex delle Fiorentina Nuno Gomes), di cui si diceva potesse passare al Manchester City. Uomo di grande esperienza e qualità, le uniche perplessità su Carneiro erano relative alla sua scarsa conoscenza dei complessi meandri della MajorLeague Soccer. Sulla scelta pare abbia influito molto la volontà di Flàvio Augusto da Silva, proprietario della squadra e amico di Carneiro, sempre più dentro le scelte tecniche, e che starebbe spingendo per una sempre maggiore "brasilianizzazione/portoghesizzazione" dell'Orlando City SC. Mai presentato alla stampa né mai avvistato a Orlando, ecco che pochi giorni il club viola annuncia le dimissioni di Carneiro per "motivi personali". Di più non è dato sapere. L'unica buona notizia è che il suo ruolo viene preso per il momento dallo stesso Phil Rawlins, che torna quindi ad occuparsi della squadra insieme a Heath come ai tempi della USL PRO. Nel frattempo, a meno di due mesi da via (il 6 marzo contro il Real Salt Lake), a Orlando il mercato langue. Sono arrivati i soli il portiere Joe Bendik da Toronto (in sostituzione del costoso e spesso infortunato Tally Hall) e il terzino ex Revs Kevin Alston. Per Ganso invece non ci sono novità: saltata la trattativa a luglio, il giocatore ha un contratto sino al settembre 2017 e il San Paolo non appare interessato a lasciarlo andare. Nulla è ancora successo per l'attacco, dove i soli Larin, Bryan Rochez e Pedro Ribeiro hanno mostrato di non poter reggere una stagione con continuità, e mancano ancora quattro posti in rosa da riempire. Non certo ciò che ci si aspettava da un club ambizioso ma rimasto fuori dai playoff, seppur anche a causa dei numerosi infortuni (a cominciare da quello del trinidegno Kevin Molino, che sarà pronto al via). Mancano due mesi però,e Rawlins e Heath hanno già mostrato di saper fare il proprio lavoro, ma il rischio di una contestazione di inizio stagione è più che reale.

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