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Breitner: Klinsmann ha cambiato la Germania. Bundesliga e Bayern sono il top
Scritto il 2015-01-17 da SoccerItalia su Nazionale USA
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Paul Breitner, il maoista capellone dal carattere scorbutico - grande "nemico" di Franz Beckenbauer - che negli anni '70 in campo esprimeva tutta la sua potenza prima sulla fascia sinistra e poi in mezzo al campo con le maglie di Bayern Monaco, Real Madrid e Nazionale della Germania Ovest, è oggi un dirigente ultrasessantenne che porta in giro per il mondo la sua enorme esperienza calcistica e il suo carisma al servizio del Bayern, di cui è ambasciatore in giro per il mondo.

Un lavoro che in questi giorni lo ha portato alla NSCAA Convention di Philadelphia, il meeting nazionale degli allenatori universitari e non solo. Non una prima per Breitner, che per l'occasione ha rilasciato un'interessantissima intervista a Jonathan Tannewald di Philly.com, in cui spazia dalla Premier alla Bundesliga, sino all'opera di Klinsmann con la Nazionale USA. Ecco gli spunti principali:

Questa è la mia seconda convention. La prima fu a Washington nel 1989, quando venni per parlare della mia carriera internazionale. Oggi invece sono molto felice di poter parlare di cosa stiamo facendo nella nostra academy, di come istruiamo i nostri ragazzi, come li trattiamo, e di quale sia il segreto del successo del Bayern Monaco.

  • Leggi - Bayern Monaco, obiettivo espansione americana

Bundesliga, Liga e Premier League

[...] Penso che oggi possiamo comparare la qualità solo con la Liga spagnola. Le squadre della Premier League hanno smesso di imparare e di svilupparsi cinque o sei anni fa. Hanno pensato fosse abbastanza comprare, anno dopo anno, quattro o cinque stelle, grandi giocatori, per vincere tutto. per dominare in Champions League. E hanno sbagliato. 

Il sistema di gioco che usano in Premier League, specialmente i primi quattro o cinque club, appartiene al passato. Non è abbastanza veloce, è troppo statico. Per fare un paragone, è lo stesso stile - possesso palla - che abbiamo iniziato a giocare con Louis Van Gaal [che ha allenato il Bayern dal 2009 al 2011]. Questa è la mia impressione ogni volta che guardo la Premier League. La Bundesliga, per me, insieme alla Primera Division, è la lega migliore. Non solo per il Baarcellona e il Real Madrid che giocano ai massimi livello, ma ci sono altre cinque o sei squadre che giocano uno splendido calcio.

Società di proprietà dei tifosi. Niente oligarchi o emiri. Biglietti a basso prezzo.

Ci siamo guadaganati così il rispetto dei tifosi di Spagna, Inghilterra e Italia. Siamo l'unica lega sana. Il 95% delle nostre società guadagna, e non solo per un anno.  L'esempio migliore è il Bayern Monaco [...] che ha fatto profitti negli ultimi 23 anni. Ci siamo guadagnati i soldi che abbiamo dovuto spendere per acquistare Franck Ribéry e tutti gli altri giocatori.

E abbiamo nuovi stadi perfetti per dare ai tifosi quel tipo di lusso che ci si aspetta nei nostri tempi quando vai a vedere la partita. In Inghilterra devi pagare tre volte il prezzo che paghi in Germania per un biglietto. [...] Ma c'è un altro numero importante per noi e per il futuro della Bundesliga. Il 41% dei nostri tifosi sugli spalti sono donne. E i nostri stadi sono esauriti tutte le partite. 41%! Vuol dire che portano i figli. Per questo penso che abbiamo un futuro dorato davanti.

L'Allianz Arena

Il rapporto coi tifosi e con la comunità locale.

Tutti in Germania hanno interesse a mantenere questa forma che vede il 50% più uno di proprietà dei tifosi. Il Bayern Monaco è di proprietà di 250mila persone. E questo è il sistema che piace ai tedeschi, che si sentono membri di un club. Non abbiamo bisogno di oligarchi. Nessuno li vuole. Non c'è alcuna necessità che un oligarca o la famiglia di uno sceicco di Abu Dhabi, porti i soldi in un club. Non ne abbiamo bisogno. Come detto, se vogliamo comprare un giocatore, ci siamo guadagnati i soldi. Non abbiamo bisogno di una banca, di un oligarca, né di nessun altro.

[Chiaro il riferimento alle proprietà di club quali Chelsea, Manchester City o, quando parla di banche, al Real Madrid e al Barcellona]

La nuova era del calcio tedesco e del Bayern. E il Barcellona che gioca solo per divertimento

Lo stile delle squadre dominanti non è cambiato. Almeno non molto. Siamo in una situazione in cui la Nazionale tedesca, il Bayern Monaco, il Borussia Dortmund, hanno migliorato il gioco del Barcellona. Cinque anni fa con Louis van Gaal al bayern Monaco abbiamo iniziato acambiare il nostro gioco compeltamente. Lui ha portato il possesso palla al bayern, ma in posizioni fisse, statiche. E' stato Jupp Heynckes ad iniziare a muovere le posizioni dei giocatori. E adesso abbiamo fatto il terzo passo con Pep Guardiola, giocando in questo moldo ad alta velocità. Ora giochiamo lo stesso calcio che il Barcellona giocava sino a tre anni fa, ma con una differenza decisiva. Negli ultimi due o tre anni il Barcellona ha giocato solo per divertimento. Per esibizione, per dimostrare il proprio livello, senza pensare a cosa stava giocando per. Non stavano gioando per vincere. Abbiamo migliorato lo stile del BArcellona con un centravanti, con Robert Lewandoski e altri, lì a segnare.

Robben e Lewandoski

Com'è cambiata la Nazionale tedesca

La Nazionale ha adottato il gioco che Bayern Monaco e Borussia Dortmund hanno inizato a mettere in pratica due o tre anni fa. Tra gli 11 titolare della finale dei Mondiali 2014 avevamo 7 giocatori del Bayern Monaco e due del Borussia Dortmund. Ogni Nazionale è forte quanto sono forti i club del campionato. Il Bayern Monaco sta dominando il calcio europeo insieme al Real Madrid. Il Borussia Dortmund è in seconda fascia insieme a Barcellona, Chelsea e Man City. Joachim Löw ha solo douvto accettare il modo in cui Bayern Monaco e Borussia Dortmund hanno iniziato a giocare con successo. Come avete visto nella finale di Champions League 2013 a Londra, una delle più belle partite che abbia mai visto.

L'influenza di Jurgen Klinsmann sul calcio tedesco nel 2006.

Jurgen Klinsmann ha fatto un lavoro decisivo insieme a Joachim Löw, il suo assistente all'epoca, per il futuro e per il successo della Nazionale tedesca. Perché? Abbiamo iniziato nel 1990, quando abbiamo vinto i Mondiali, a pensare di essere i migliori. A pensare solo all'allenamento, dimenticando la tecnica. E non guardavamo all'estero, a come giocavano in Spagna, Italia o Inghilterra. la nostra Nazionale e la Bundesliga giocavano un calcio orribile, specie dal 1998 al 2004. A quel punto Joachim Löw e Jurgen Klinsmann hanno aprlato coi responsabili della DFB [la federazione]: "Hey, stiamo andando nella direzione sbagliata. Dobbiamo fermarci e osservare.Cos'hanno sviluppato spagnoli, ingleesi e francesi negli ultimi due anni? Giocano un calcio completamente diverso". Noi giocavamo ancora col libero e la maractura a uomo all'inizio degli anni 2000! Jurgen sapeva che la gente era stufa di vedere quel brutto calcio, così ha convnito tutti.

Klinsmann e Löw hanno inziatoa d implementare le pratiche degli alti, a cambiare la formazione dei nostri ragazzi, dei giovani calciatori. Jurgen lo ha sempre detto: "Abbiamo bisogno di sei/otto anni per tornare ad alti livelli". Abbiamo iniziato a cambiare nel 2004, e dopo sei anni, nel 2010, avevamo un'ottima squadra in Sudafrica. Anche nel 2006, ma quelle del 2010 e 2014 avevano più esperienza.

Klinsmann e Low

Klinsmann e la sua vision per la Nazionale degli Stati Uniti. Molti sono gli scettici.

La nostra impressione in Germania è che stia facendo un buon lavoro qui. quello che potrebbe fare, secondo me, è convincere la gente negli USA che il calcio non ha nulla a che fare col football americano, il basket, l'hockey su ghiaccio e il baseball. Deve convincere le persone che i giocatori di calcio non sono solo atleti. Se devo leggere Alexi Lalas dire che i calciatori americani debbono prendere idee e attitudine dagli altri sport, penso sia una pazzia. I calciatori sono un kisto di altri sport - nuoto, tennis - e l'arte. 

Klinsmann deve convincere la gente che i giovani calciatori non devono essere guidati ogni secondo, ogni minuto in cui toccano la palla. Il calcio non va a comando come il football americano. Per questo non hai bisogno dell'attitudine dei giocatori di football o baseball. Mi spiace dirlo.  E dovete accettare che si deve formare la squadra individualmente, dimenticarsi di comandare ordinare. Date loro la libertà, una posizione, un'area per produrre idee, delle responsabilità. Quando ti difendi devi essere responsabile. Devi impararlo, capirlo. La differenza con gli sport americani che il calcio è dominato dlalo spirito libero, dalle intuizioni, dalle idee. Sono quelle a fare la differenza. Ho parlato con molti allenatori qui, e ho detto loro: lasciateli produrre idee, lasciateli muovere, lasciate loro prendersi responsabilità, e avrette giocatori migliori.

Klinsmann è convinto che molti giocatori americani non siano abbastanza motivato.

Non sono in grado di rispondere. Fino ad oggi pensavo ci fosse un parallelo in termini di metalità tra USA e Germania negli sport. Noi in Germania, e penso anche in America, si fa sport per vincere. Vincere è il divertimento. E i ragazzi debbono imparare a vincere in quattro o cinque anni [di formazione].

Di conseguenza, se Jurgen ha l'impressione che non diano quello che potrebbe essere il loro massimo, forse è perché sa che alcuni di loro non hanno altre possibilità che giocare qui, e dicono "Ok, va bene così, mi diverto". Ma non voglio parlare di questo, non sarebbe giusto.

Klinsmann è uno convinto di avere sempre ragione.

Se non la pensasse così non sarebbe il CT della Nazionale. Sono sicuro che se non avesse giocato da attaccante non avrebbe quella mentalità, la stessa di un portiere: la squadra dipende più da te che da chiunque altro. Quindi senti di più le responsabilità. La mentalità dell'attaccante di successo deve essere [...] “Ok, questa è la mia partita, e il mio obiettivo è segnare, segnare, segnare”. Se uno dice "[....] basta che vinca la squadra", allora è meglio che cambi posizione.

E' importante insegnare ai giocatori che prima giocano per sé stessi e poi per la squadra. Tutti cercano di vincere per sé stess. Tutti. Facciamo sport in gruppo, ma non è la squadra a vincere. Il calciatore esperto vuole vincere, vulle diventare campione del mondo, campione americano, per sé stesso. Lavora, si allena, combatte negli anni per i risultati. La stella non è la squadta. io sono la stella, voglio vincere. Insieme ai miei colleghi, ma voglio segnare

Fonte: Jonathan Tannewald - Philly.com

Paul Breitner quando militava nel Bayern Monaco

Per Jurgen Klinsmann la Gold Cup 2015 era la priorità, ma gli USA sono andati malissimo La Gold Cup 2015 verrà ricordata come un vero e proprio fallimento per la Nazionale USA. Reduci da un Mondiale da cui è stata eliminata solo ai supplementari dal Belgio, gli Stati Uniti hanno invece messo in campo nel torneo continentale una serie di prove nettamente al di sotto delle possibilità del gruppo di giocatori a disposizione del CT tedesco. LEGGI: Gold Cup, USA eliminati dalla Giamaica Le recenti vittorie su Germania, Olanda e Messico avevano lasciato sperare in una crescita post Mondiale, dimostrandosi invece di aver unicamente nascosto una serie di problemi che gli USA si sono portati dietro nei 12 mesi post Mondiali. Un periodo fatto di ben 13 amichevoli, durante il quale gli uomini di Klinsmann poche volte hanno fatto vedere buone cose, a parte i flash europei e in Messico, sino alla meritata eliminazione in semifinale di Gold Cup contro la Giamaica, rafforzata dalla partecipazione alla Copa America. Nel torneo CONCACAF la Nazionale USA è apparsa assolutamente non pronta, iniziando ogni partita fin troppo lentamente (Cuba a parte, ma non fa testo), e di questo Klinsmann delle colpe le ha di certo, anche se difficilmente lo si sentirà fare autocritica. Autocritica che invece sarebbe utile anche per togliere un po' di pressioni dalle spalle dei giocatori. La "Pantegana" aveva dichiarato che il suo primo ciclo Mondiali avrebbe messo giù le fondamenta del suo programma, mentre in questo secondo avrebbe costruito. Oggi, più di un anno nel secondo ciclo, qualche dubbio invece inizia a sorgere, specie per alcune scelte del CT. DIFESA SBAGLIATA. A parte la porta, copertissima con Brad Guzan (Aston Villa) e il rientrante Tim Howard (Everton), la difesa è il problema. Klinsmann aveva chiarito prima del torneo che la coppia centrale in difesa sarebbe stata composta dal "tedesco" John Brooks e dal "messicano" Ventura Alvarado. Perché? Alvarado ha alle spalle un totale di 1.317 minuti nella Liga MX. Dopo aver esordito a marzo con gli USA, è stato spesso scostante nel rendimento, a parte la vittoria di aprile in Messico,  casa sua. Giocatore con potenziale, ma forse il suo lancio nel ruolo da titolare è stato troppo veloce, e la ragione non è affatto chiara. Il suo compagno Brooks, reduce da una Bundesliga con qualche ottima prova con la maglia dell'Hertha Berlino, anche lui in Nazionale è apparso spesso incerto, spaventando compagni e tifosi nei match ad esempio contro Danimarca, Olanda e Svizzera. Inoltre Brooks aveva alle spalle un solo match ufficiale da titolare, negli scorsi Mondiali, in cui era anche andato in gol. Alvarado non ne aveva nessuno, e anche a livello di club poca roba. Una coppia decisamente inesperta e probabilmente non del livello adeguato. Una scommessa persa per JK. A questo punto rimane l'interrogativo del perché Klinsmann proprio non creda nei centrali di casa, gli esperti Matt Besler (Sporting KC) e Omar Gonzalez (LA Galaxy), che bene avevano fatto ai Mondiali e in passato in CONCACAF, o anche Tim Ream del Bolton. CENTROCAMPO STANCO. A centrocampo il problema è stato un Kyle Beckerman apparso a 33 anni in netto calo. Da oltre un decennio leale guerriero al servizio dei CT USA, in Gold Cup si è trovato spesso in difficoltà contro avversari più giovani e veloci. A questo punto Klnsmann deve trovare un sostituto all'altezza, più atletico: Danny Williams o Perry Kitchen del DC United sono due dei nomi in cima alla lista. Per fortuna Michael Bradley continua a reggere a grandi livelli, mentre si spera che Jermaine Jones possa riprendersi dall'infortunio, anche se l'età non lo aiuterà di certo. ATTACCO ANEMICO. A parte i sei gol contro la povera Cuba, l'attacco americano si appoggiato totalmente sulle spalle di Clint Dempsey. Punto. L'attaccante dei Seattle Sounders ha segnato tutte le reti della squadra, a parte quella di Michael Bradley contro Panama, peraltro proprio su assist di Dempsey. Notevole la delusione per le prestazioni del centravanti Jozy Altidore, fuori forma e rispedito a Toronto prima del tempo. Meglio è andato l'avanti dell'AZ Alkmaar Aron Johannsson, che ha messo in mostra qualche flash, ma che non è riuscito ad infilare le reti necessarie nei momenti cruciali. Il problema è che Dempsey ha già 32 anni, e che in Russia ne avrà 35, con i due dietro che al momento non sembrano in grado di sostituirlo al meglio (si spera più in Johannsson che in Altidore ormai, troppo spesso deludente), e alle loro spalle a parte il 19enne Rubio Rubin dell'Utrecht sembra esserci poco altro.   POCO GIOCO. Nel fallimento complessivo è finito inevitabilmente anche il gioco. Mancano le ali. In Gold Cup Klinsmann ha cercato di supplire con Alejandro Bedoya (che gioca in mezzo al Nantes), Gyasi Zardes (attaccante nei LA Galaxy) e DeAndre Yedlin (terzino destro al Tottenham). Non sorprende che il risultato non sia stato un granché. Si spera nel rientro di Graham Zusi dello Sporting KC, ad oggi - almeno dal punto di vista tecnico-tattico - unico possibile erede di Landon Donovan. Rimane un mistero poi l'insistere sul terzino del Norimberga, Timothy Chandler. Fuori con la Giamaica per infortunio, è ancora lui il titolare a destra. Giocatore ormai esperto con 124 match in Bundesliga sulle spalle, in Nazionale non ha mai convinto pienamente, mentre gente quale Eric Lichaj (Nottingham Forest) non viene nemmeno messa alla prova. Ma ciò che preoccupa più in generale è l'assoluta mancanza di progressi dal Mondiale, sotto tutti gli aspetti, considerando che JK è anche direttore tecnico e pure le giovanili dei problemi li hanno messi in evidenza. IL FUTURO E' ADESSO. Klinsmann certamente non si muove dalla panchina, come confermato ufficialmente - e senza alcun dubbio - da parte del presidente della USSF, Sunil Gulati. La figura di JK è centrale ormai nella struttura del calcio americano. Del resto Gulati lo avrebbe voluto già nel 2006 (e forse anche prima), e in lui crede tantissimo per lanciare la Nazionale USA nell'empireo del calcio mondiale. Ad ottobre però arriverà un momento cruciale per Klinsmann e gli USA, che ad ottobre affronteranno il Messico vincitore della Gold Cup per conquistare il posto CONCACAF nella 2017 Confederations Cup in Russia; nello stesso mese l'U23 parteciperà alle Qualificazioni per le Olimpiadi di Rio 2016, dopo aver saltato Londra 2012. Dovessero portare a casa il risultato, allora la Giamaica sarà solo un brutto ricordo. Ma avendo considerato priorità top queste due competizioni, per Klinsmann la vera valutazione arriverà su queste. Un fallimento sarebbe pesante anche in ottica Mondiali, avendo molte meno possibilità di misurarsi al top nei prossimi anni, visto anche che la Copa America Centenario sembra ancora a rischio.

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Clamoroso al RheinEnergieStadion di Colonia, dove gli Stati Uniti hanno battuto la Germania campione del mondo per 2-1, bissando quindi la vittoria inflitta all'Olanda pochi giorni fa ad Amsterdam. Seconda dietro la Polonia nel gruppo D delle qualificazioni ad Euro 2016, la Germania si è dovuta arrendere a sorpresa agli USA. Di Mario Götze, eroe della finale Mondiale in cui siglò il gol vittoria, il gol che al 12' ha aperto le marcature. Ma al 41' arriva il pari a stelle e strisce di Mix Diskerud (nella foto in alto), centrocampista del New York City FC, su assist di Michael Bradley, il migliore in campo dei suoi. Nel secondo tempo il match veleggia, anche a seguito dei tanti cambi, ma all'87' è ancora una volta Bobby Wood - come ad Amsterdam - che su assist di Brad Evans tutto solo dal limite spara un gran sinistro che batte Zieler e fa esplodere la gioia della panchina USA e delle migliaia di americani sugli spalti. La Germania di Joachim Löw si presenta in campo senza molti dei suoi uomini migliori, quali Manuel Neuer, Toni Kroos e Thomas Muller. Ma per Klinsmann, che certo ha a disposizione meno talento in assoluto, la situazione era anche peggiore, essendo volato in Europa con un gruppo imbottito di giovani, in assenza dei vari Jozy Altidore, Clint Dempsey e Jermaine Jones, tra gli altri. Inevitabilmente è la Germania a dominare nel primo tempo, con un controllo di palla del 67%  e creando numerose occasioni da gol ispirate da Schweinsteiger e Gündogan con Herrmann spina nel fianco all'ala, tra cui quella che al 12' la porta in vantaggio con Götze.  Alla sua prima in nazionale, il centrocampista del  Borussia Mönchengladbach Patrick Herrmann taglia nella difesa americana, approfittando della dormita di Timmy Chandler, e appoggiando per Götze tutto solo. Ma gli USA crescono col passare dei minuti e al 41' un assist di Bradley permette a Diskerud di pareggiare meritatamente. La crescita continua nel secondo tempo, in cui sono gli USA a tenere il pallino del gioco nei primi 20 minuti, apparendo pienamente a loro agio contro i campioni del mondo, grazie anche principalmente alla regia dell'ex romanista Michael Bradley, pienamente adattatosi al nuovo ruolo di punta del diamante di centrocampo. La sua visione e la sua abilità nei passaggi ha consentito ai compagni di trovare sempre spazi incisivi, e stasera ha anche rischiato di andare a rete all'83', ma il suo sinistro è salvato di piede da Ron-Robert Zieler. Poco prima aveva sfiorato il gol anche Jordan Morris, ancora studente alla Stanford University. A decidere il match ci pensa però ancora una volta il centravanti del Bobby Wood, 22enne delle Hawai'i, che dopo l'Olanda punisce anche la Germania. Suo infatti all'87' il tiro che regala la vittoria agli americani, un gol che magari lo aiuterà a trovare una nuova squadra in Germania dopo la pessima stagione all'Erzgebirge Aue (Bundesliga II), e che permette ai ragazzi di Klinsmann di avvicinarsi con fiducia alla CONCACAF Gold Cup di luglio, nonostante alcune coesistano ancora da rivedere. In prima fila Ventura Alvarado, apparso ancora una volta alquanto spaesato in mezzo alla difesa, dove invece John Brooks non ha avuto problemi. Male i terzini Chandler e Johnson, e delusione notevole per Juan Agudelo, atteso a mostrare di rimeritarsi un posto in nazionale ma non riuscendo quasi a toccar palla. Per gli USA prossima e ultima amichevole il prossimo 3 luglio contro il Guatemala, con esordio in Gold Cup contro l'Honduras fissato per il 7. __________________________________________________________________ 10 giugno 2015 - Colonia, Rhein-Energie-Stadion, Köln  Germania vs USA 1-2 Marcatori: GER - Götze (12., Rechtsschuss, Herrmann) USA - Diskerud (41., Rechtsschuss, Bradley) USA - Wood (87., Linksschuss, Evans) GER:  Zieler, Rudy, Mustafi, Rüdiger, Hector, B. Schweinsteiger (46. Khedira), Gündogan (60. Kramer), Herrmann (73. Bellarabi), Özil , Schürrle (46. Podolski), M. Götze (73. M. Kruse). Non entrati: Weidenfeller (Tor),J. Boateng,Durm. CT: Joachim Löw USA: Guzan - Chandler, Alvarado, Brooks, F. Johnson (46. Yedlin), Williams (46. Evans), Zardes (74. Wood) , Bradley , Diskerud (74. Morales), Johannsson (74. Morris), Agudelo (46. Beckerman). Non entrati: Yarbrough, Orozco, Ibarra, Shea. CT: Jurgen Klinsmann Ammoniti: Williams, Yedlin Arbitro: Danny Makkelie (Niederlande) Spettatori: 40.000

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Nella testa di Jurgen Klinsmann c'è da sempre la giusta idea che gli USA debbano confrontarsi con continuità con le potenze calcistiche mondiali per consentire a i propri giocatori di crescere e fare esperienza internazionale. Un esempio perfetto di ciò è rappresentanto dalla doppia amichevole con Olanda il 5 giugno ad Amsterdam e la Germania campione del Mondo a Colonia il 10. Peccato che JK non potesse prevedere di trovarsi a giocare contro due dei top team mondiali senza alcuni dei suoi migliori uomini, e a poche settimane dal via della Gold Cup, previsto per il 7 luglio contro l'Honduras. Non ci sarà infatti la stella del team, Clint Dempsey, che resterà a Seattle in vista della nascita del suo quarto figlio. E mancheranno anche gli infortunati l'attaccante del Toronto FC Jozy Altidore (stirato) e il centrocampista del Nantes Alejandro Bedoya, che ha problemi ad un ginocchio. Il gruppo chiamato dal CT tedesco è molto giovane, con ben 8 giocatori con 10 o meno presenze in Nazionale. "E' una grande opportunità giocare contro Nazionali come queste per vedere le cose che vuoi dai tuoi giocatori", ha detto Klinsmann. "In un certo senso voglio vedere un paio di ragazzi come si comportano una volta gettati in acqua fredda, vedere se nuotano e a che punto sono. Questo è quello che voglio vedere da Ventura Alvarado o John Brooks in partite come questa. Davanti, in assenza di Altidore e Dempsey i ragazzi che giocheranno avranno qualcosa da provare, e per loro sono opportunità che a volte non capitano nella vita e non vanno sprecate" Dempsey, Altidore, Alejandro Bedoya, Geoff Cameron - che dopo il disastro contro l'Irlanda B a dicembre sembra fuori dai giochi - , Omar Gonzalez, Matt Besler e Graham Zusi erano tutti titolari ai Mondiali e sono tutti in lizza per la Gold Cup, ma salteranno questa importante settimana di match. Alla lista degli assenti vanno aggiunti il terzino sinistro Greg Garza, infortunato, e Jermaine Jones, malconcio dopo il match di domenica tra New England e LA. In pratica gra parte dei titolari sarà fuori. Al loro posto JK ha chiamato molti ragazzi con un'età adeguata nell'ottica Mondiali 2018 in Russia, sì da iniziare a formare un gruppo nuovo pronto a subentrare ai veterani, con il più vecchi o ed esperto in campo ad Amsterdam che sarà il 27enne ex romanista Michael Bradley. Certo Klinsmann potrebbe anche mettere in campo il veterano Kyle Beckerman, ma probabilmente vorrà provare prima i ragazzi. Un ruolo di importante a fianco di Bradley lo avrà il centrocampista difensivo Danny Williams, che a 26 anni ha giocato la milgiore stagione della carriera col Borussia Moenchenglandbach qualificatosi per la Champions. Potrebbe poi essere giunto finalmente il momento di Alfredo Morales, che dopo il poco spazio all'Hertha berlino e qualche prova deludente in Nazionale, è stato uno dei protagonisti della promozione in Bundesliga dell'Ingolstadt. E con Jones e Beckermann ormai 33enne JK ha davvero bisogno di nuovo sangue in mezzo. Ancora più importante del centrocampo sarà il problema difesa per le prossime amichevoli. In pprta si rivede Brad Guzan per la prima volta nel 2015 dopo aver lasciato spazio a Nick Rimando a marzo causa paternità. Per Guzan sarà anche l'occasione per mettersi in mostra dopo che all'Aston Villa il manager Tim Sherwood gli ha preferito Shay Given nelle ultime giornate di Premier League. LEGGI: Brad Guzan, la porta della Nazionale USA è sua. Almeno per un anno Lasciati a casa Gonzalez e Besler, impegnati in MLS (ma da più parti si dice che il CT vorrebbe gente nuova), con l'esperimento Jones centrale finalmente finito, ecco la necessità di sperimentare la linea. "Jones tornerà a centrocampo perché abbiamo molti difensori di qualità. Con la scoperta di Ventura Alvarado, che ha vinto la CONCACAF Champions League col Club America, penso che abbiamo messo insieme una linea forte e stabile, e non c'è bisogno di Jermaine dietro". John Brooks è un caso interessante. Mentre in Bundesliga fa vedere buone cose con l'Hertha Berlino, in Nazionale le cose non sono andate altrettanto bene nel post Mondiali. Di certo nessuno dimentica il suo ottimo Mondiale e il gol vittoria col Ghana, e inoltre a 22 anni ha certamente più potenziale di Besler, che ne ha 28 e gioca in MLS. LEGGI: Brooks e l'America "tedesca" voluta da Klinsmann Anche Alvarado - sangue misto americano e messicano - ha 22 anni, e si sta facendo le ossa in Liga MX, e ha già ben figurato lo scorso aprile contro El Tri, mostrando di essere un'ottima alternativa centrale in termini di tecnica. orse per lui è un po' presto per affrontare a viso aperto gente com Robin Van Persie o Mario Goetze, ma come dice Klinsmann è bene vedere questi ragazzi a che punto siano. Davanti, in assenza di Altidore e Dempsey, la scelta è inevitabile con l'"islandese" Aron Johannsson, il miglior giocatore dell'AZ Alkmaar quest'anno subito dopo il neolaziale Hoedt, e il cavallo di ritorno Juan Agudelo, che coi Revs sembra aver trovato la sua dimensione e la continuità che invece in Europa aveva perso. LEGGI: New England: torna Agudelo, dopo aver rifiutato diversi contratti in Europa Klinsmann is going to need several of his U.S. national team novices to step up to the upcoming challenges, and if they don't, things could get ugly for the Americans. If they do, we just might see this shorthanded U.S. team accomplish what few thought possible by beating Netherlands and/or Germany, which would be good practice for a team Klinsmann is hoping can reach the World Cup semifinals in 2018. Per quanto i riguarda i match in arrivo, le statistiche dicono che gli USA hanno perso quattro volte su quattro con l'Olanda, segnando un solo gol. Con la Germania invece l'ultimo confronto rilsale proprio al Mondiali, ed è le prima volta che le due Nazionali si affrontano in Germania dalla vittoria per 4-1 dei tedeschi a Dortmund nel 2006 in preparazione ai Mondiali poi vinti dagli Azzurri. I convocati USA: Portieri: Brad Guzan (Aston Villa), Nick Rimando (Real Salt Lake), William Yarbrough (Club Leon) Difensori: Ventura Alvarado (Club America), John Brooks (Hertha Berlin), Timmy Chandler (Eintracht Frankfurt), Brad Evans (Seattle Sounders FC), Michael Orozco (Puebla), Brek Shea (Orlando City SC), DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur) Centrocampisti: Kyle Beckerman (Real Salt Lake), Michael Bradley (Toronto FC), Mix Diskerud (New York City FC), Miguel Ibarra (Minnesota United FC), Fabian Johnson (Borussia Mönchengladbach), Alfredo Morales (Ingolstadt), Jordan Morris (Stanford University), Danny Williams (Reading) Attaccante: Juan Agudelo (New England Revolution), Aron Johannsson (AZ Alkmaar), Bobby Wood (1860 Munich), Gyasi Zardes (LA Galaxy) Olanda Portieri: Jasper Cillessen (Ajax), Tim Krul (Newcastle United), Kenneth Vermeer (Feyenoord). Difensori: Jeffrey Bruma (PSV), Daryl Janmaat (Newcastle United) , Bruno Martins Indi (FC Porto), Karim Rekik (PSV), Joel Veltman (Ajax), Ron Vlaar (Aston Villa), Stefan de Vrij (SS Lazio), Gregory van der Wiel (Paris Saint Germain), Jetro Willems (PSV). Centrocampisti: Daley Blind (Manchester United), Tjaronn Chery (FC Groningen), Jordy Clasie (Feyenoord), Davy Propper (Vitesse), Wesley Sneijder (Galatasaray), Georginio Wijnaldum (PSV). Attaccanti: Steven Berghuis (AZ), Memphis Depay (PSV), Klaas Jan Huntelaar (Schalke 04), Luuk de Jong (PSV), Jeremain Lens (Dynamo Kiev), Luciano Narsingh (PSV), Robin van Persie (Manchester United) , Quincy Promes (Spartak Moscow). Germania Portieri: Roman Weidenfeller (Borussia Dortmund), Ron-Robert Zieler (Hannover). Difensori: Jerome Boateng (Bayern Monaco), Erik Durm (Borussia Dortmund), Jonas Hector (Colonia), Mats Hummels (Borussia Dortmund), Shkodran Mustafi (Valencia), Sebastian Rudy (Hoffenheim), Antonio Rudiger (Stoccarda). Centrocampisti: Karim Bellarabi (Bayer Leverkusen), Ilkay Gündogan (Borussia Dortmund), Patrick Herrmann (Borussia Moenchengladbach), Sami Khedira (Real Madrid), Christoph Kramer (Borussia Moenchengladbach), Mesut Ozil (Arsenal), Andre Schürrle (Wolfsburg), Bastian Schweinsteiger (Bayern Monaco). Attaccanti: Mario Goetze (Bayern Monaco), Max Kruse (Borussia Moenchengladbach), Lukas Podolski (Inter).

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