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Claudio Lopez, ritorno in Colorado da dirigente
Scritto il 2014-12-20 da Franco Spicciariello su Calciomercato
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Ritorno negli Stati Uniti per Claudio López , ex attaccante di Lazio, Valencia, Kansas City Wizards, Club América e Racing Club, ingaggiato dai Colorado Rapids per il ruolo di Director of Soccer.

Per Lopez, 40 anni, è un ritorno, avendo già indossato la maglia dei Colorado Rapids nel 2010, anno in cui il club di Denver ha conquistato la prima e unica MLS Cup, permettendo all'attacccante argentino di chiudere in bellezza una carriera lunga 18 anni con oltre 150 gol all'attivo e due partecipazioni ai Mondiali (1998 e 2002) con l'Argentina, con cui è sceso in campo 55 volte (10 i gol).

"Ne ho parlato con la mia famiglia. Siamo stati molto bene nel periodo passato in Colorado, e siamo molto contenti di tornare a Denver e provare ad aiutare i Rapids", ha dichiarato Lopez. "Quello che potràò fare è aiutare Pablo [Mastroeni, l'allenatore] e i ragazzi a dare il meglio in campo. posso aiutare a cambiare alcune cose che potranno consentirci di migliorare il prossimo anno".

Nel 2010 Lopez scese in campo solo 11 volte con i Rapids, diventando però protagonista nel ritorno della semifinale contro il Columbus Crew, segnando il penultimo rigore della serie .

"Claudio ha giocato ai massimi livelli sia per il suo paese che per alcuni grandi club in giro per il mondo, e porta con sé una grande esperienza", ha spiegato Mastroeni. "L'altro aspetto importante è la sua capacità di identificare talenti in attacco, e ci aiuterà a costruire e migliorare questo gruppo".

Da giocatore Lopez giocò nel Valencia sconfitto in finale di UEFA Champions League dal Real Madrid nel 2000 (in cui quell'anno giocava anche  un altro ex Rapids come Aitor Karanka).

Venne poi ceduto in estate alla SS Lazio allora campione d'Italia, divenendo subito protagonista nella Supercoppa Italiana vinta contro l'Inter, prima che un infortunio lo tenesse fuori a lungo. Rientrato, contribuì al quarto posto del 2003 e alla Coppa Italia 2004 conquistati dalla "banda Mancini", chiudendo l'esperienza in biancoceleste con 144 partite e 40 gol.

Nel 2007 è tornato in patria, ancora con la maglia del Racing Avellaneda. A marzo 2008 l'approdo negli USA ai Kansas City Wizards, con cui il 25 luglio 2009 segna un gol da centrocampo contro i Los Angeles Galaxy. Ad aprile 2010 passa poi ai Colorado Rapids, dove ora ritorna e dove collaborera a fianco del VP of Soccer Operations, Paul Bravo e dello Sporting Director Pádraig Smith, assistendo anche Mastroeni e lo staff composto da Steve Cooke e Chris Sharpe.

Arriva peso in attacco - in tutti i sensi - per i New York Cosmos della NASL capitanata da Raul, ha ufficializzato l'ingaggio dell'attaccante ex Livorno Gaston Cellerino, in arrivo dai cileni Santiago Wanderers Per ricordare la storia professionale e le gesta italiane di Cellerino, che comunque nella NASL potrebbe trovare un suo ruolo di rilevo, specie con a fianco l'asso spagnolo Raul, recuperiamo questo pezzo di TMW. Cellerino, dal duello di mercato Lazio-Livorno ai colpi proibiti in Cile Qualche anno fa è stato al centro di un curioso duello di mercato fra Lazio e Livorno: parliamo di Gaston Cellerino, sul finire della prima decade degli anni 2000 tra i centravanti emergenti del Sudamerica. Argentino classe 1986, vivaio del Boca Juniors, Cellerino trova fortuna prima in Perù, dove vince il campionato con l'Univrersidad San Martin, poi in Cile dove con i Rangers de Talca segna a raffica e finisce dietro Lucas Barrios nella classifica cannonieri. Punta di stazza, Cellerino si mostra abile pure in acrobazia, diventando famoso per le rovesciate. Nel gennaio 2009 il presidente della Lazio Claudio Lotito sembra chiudere l'affare ma perde tempo, vorrebbe il giocatore in prestito. Nell'ombra però si muove il Livorno, che pur giocando in Serie B soffia il giocatore ai biancocelesti staccando un assegno da 3 milioni di euro per acquistarlo a titolo definitivo. A sorpresa viene presentato in sala stampa nell'immediato post-partita di una gara di campionato, contro l'Avellino: "Il mio obiettivo è quello di portare subito il Livorno in serie A" dichiara in pompa magna Cellerino. E in A il Livorno effettivamente ci va. Peccato che il contributo dell'argentino sia minimo: 7 le presenze totali (solo 2 partite giocate per intero) e un gol segnato, in una gara tra l'altro poi persa. La risalita mette in secondo piano i problemi di ambientamento del giocatore, che viene confermato anche nella categoria maggiore. In verità il tecnico Gennaro Ruotolo non ci punta molto e il subentrato Serse Cosmi ancor meno: 5 gettoni di presenza che fanno un totale di 79 minuti. Il contributo, inutile dirlo, è nullo. Le famose rovesciate del Cile lasciano spazio a un incedere lento e goffo sui campi di Serie A. A gennaio la cessione in prestito in Spagna, al Celta Vigo, dove non va meglio: 12 presenze, 1 gol che portano a rispedire il giocatore al mittente. Tornato a Livorno all'inizio della stagione 2010/11 con la squadra tornata in Serie B, il bottino è ancora desolante: 14 presenze, un gol. Si cerca di cedere il giocatore, senza successo. Il club riesce a rimediare due trasferimenti in prestito prima in Argentina al Racing Club, poi in Cile all'Union La Calera, dove finalmente ritorna a giocare e segnare con continuità. Fino a una sera di novembre quando, in una partita contro il Santiago Wanderers, viene colto da un raptus e colpisce il portiere avversario Mauricio Viana con un colpo da kung fu. Cellerino finisce dritto in commissariato con l'accusa di aver violato la legge contro la violenza negli stadi, rischiando fino a 3 anni di carcere. Seguirà la giustificazione di Cellerino, che dirà di aver reagito a seguito di insulti nei confronti dei propri familiari. Il giocatore evita la galera ma il buon senso suggerisce si lasciare il Cile, così Cellerino si ritrova per l'ennesima volta a Livorno dove, sopportato a malapena, collezionerà da gennaio a giugno 2013 appena 3 gettoni di presenza, prima di lasciare definitivamente il club. Cartellino in mano, Cellerino torna nel suo amato Cile per cercare di rifarsi una reputazione. Ironia del destino firma per il Santiago Wanderers, ritrovando proprio Mauricio Viana.

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Rinforzi in arrivo per l'Orlando City. Il club della Florida sta finalizzando l'ingaggio del difensore centrale spagnolo David Mateos, in arrivo dal Ferencváros, in Ungheria. Mateos, 28 anni, è cresciuto nel Real Madrid, giocando anche per la squadra riserve, senza però esordire nella Liga, facendolo invece in Champions League nel 2010. Dal Real Madrid, Mateos è andato in prestito a AEK Athens e Real Zaragoza, prima del trasferimento in Ungheria, dove nelle ultime due stagioni non ha saltato una partita (40 totali). In Spagna, nel periodo 2009713, è stato compagno di Ricardo Kaka, che ritroverà a Orlando.   All'Orlando City andrà a rafforzare una linea difensiva esperta che vede già il francese Aurélien Collin, Sean St. Ledger e Seb Hines. Il rookie Conor Donovan è stato già ceduto in prestito ai Pittsburgh Riverhounds, mentre l'homegrown Tommy Redding lo seguirà presto.

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Forse è la volta buona per rivedere Freddy Adu negli Stati Uniti. Dopo un tour che lo ha portato in Portogallo, Francia, Grecia, Turchia e poi, dopo un breve passaggio alla Philadelphia Union, Brasile, Serbia (allo Jagodina, dove in 6 mesi gioca 14 minuti) e Finlandia, l'ex centrocampista della Nazionale USA ha trovato un accordo coi Tampa Bay Rowdies della NASL (North American Soccer League), la Division II, secondo quanto riporta Ives Galarcep su Goal.com. Adu attualmente milita col KuPS, club della prima divisione finlandese, dove da marzo è sceso in campo solo 5 volte, venendo anche spesso schierato nella squadra riserve. Di lui si è parlato poco tempo fa per uno splendido calcio di punizione, ma certo il salto da giocatore del futuro degli USA a un club finlandese di secondo piano è notevole. Esploso all'attenzione dei media di tutto il mondo con l'esordio a 14 anni in MLS con la maglia del DC United, Adu divenne una celebrità in tutti gli Stati Uniti, contribuendo anche con 5 reti nella sua prima stagione da pro e vincendo la MLS Cup 2005. Nel 2007 poi, alcune grandi prestazioni ai Mondiali U20 sembrarono il suo lancio definitivo nel grande calcio. Ma le aspettative non si sono mai realizzate, facendo di lui un secondo Niil Lamptey (un'ipotesi fatta dal Guardian addirittura all'esordio di Adu). Colpa forse anche della sfortuna (fu ad esempio Camacho a volerlo al Benfica, ma fu esonerato immediatamente) ma molto anche del giocatore, su cui da più parti si sono addensate nubi di critiche relative ad una certa supponenza e poca voglia di allenarsi. Dopo il suo trasferimento in Europa, nel 2012 la sua carriera sembrava essersi ripresa a Philadelphia (24 match e 5 gol), ma a fine stagione la rottura col club e il passaggio al Bahia (una sola presenza in campionato) hanno riavviato il percorso discendente. A soli 26 anni però Adu ha ancora molto da dare al calcio, e a Tampa Bay troverà un suo mentore, l'ex CT dell'Under 20 Thomas Rongen, uno dei migliori allenatori di sempre nella storia del calcio statunitense, che ha recentemente anche guidato le Samoa Americane alla loro prima vittoria in un match di qualificazione mondiale. E la NASL sembra il trampolino ideale per rilanciarsi. Reduce da un ottima Spring Season 2015 chiusa al secondo posto, Tampa punta sul fantasista di origini ghanesi per aggiungere quel pizzico di fantasia ai gol di Stefano Pinho e Jose Angulo, puntando a sfidare i NY Cosmos.  Le attese ci sono, ma stavolta su di lui non c'è certo il peso di dover diventare il salvatore del soccer USA. Ma certo se riuscisse a portare Tampa a battere i Cosmos per il titolo NASL, vendicando la sconfitta nel Soccer Bowl 1978, ai tempi delle sfide acerrime tra Rodney Marsh e Giorgio Chinaglia, potrebbe finalmente riprendere la via per comunque diventare un giocatore a tutti gli effetti. AGGIORNAMENTO 15/7 OFFICIAL: The Rowdies have signed MF/F @FreddyAdu! Welcome to Tampa Bay, Freddy! READ MORE --> http://t.co/iiTDLQrT0P pic.twitter.com/QELTEm7raT— Tampa Bay Rowdies (@TampaBayRowdies) July 14, 2015

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