Tre città - Las Vegas, Minneapolis e Sacramento - oggi saranno rappresentate presso gli uffici della Major League Soccer in quel di New York per presentare le rispettive proposte di ingresso nella lega, secondo quanto riporta MLSsoccer.com.
La MLS punta infatti a raggiungere quota 24 teams entro il 2020, e ai 18 team attuali (considerando la dipartita del Chivas USA) si aggiungeranno New York City FC e Orlando City nel 2015, mentre nel 2017 toccherà ad Atlanta insieme - probabilmente - al nuovo team di Los Angeles.
Della lista, quale team numero 23, dovrebbe far parte anche Miami, ma il suo ingresso ha come conditio sine qua non l'ottenimento del via libera di un stadio da calcio in città, e al momento non sembra essere in vista. Del resto al riguardo le parole di Don Garber sono state chiare, e non è escluso che nel conto delle 24 la MLS possa evitare di includere Miami, nonostante l'expansion team sia stato già presentato.
Le conseguenze di una tale scelta sarebbero importanti, in quanto tra Las Vegas, Minneapolis e Sacramento i posti diverrebbero due invece di uno. Del tema comunque il board of governors della MLS parlerà in occasione della finale di MLS Cup a dicembre.
Per quanto riguarda le candidate, Las Vegas appare assolutamente la più debole. Una scarsa tradizione calcistica alle spalle (nonostante anche il portoghese Eusebio abbia giocato lì ai tempi della NASL), un clima pessimo - per il quale è stato previsto uno stadio con aria condizionata (ma il problema sarebbe per gli allenamenti!) - assenza di club nelle divisioni inferiori e quindi anche di una base di tifosi.
Certamente meglio Sacramento, campione USL PRO 2014 all'esordio, con un pubblico entusiasta che ha prima esaurito i 20mila posti dello Hughes Stadium (che però ha la pista d'atletica) e poi gli 8.000 del Bonney Field. Sacramento ha aggiunto alla proprietà anche i titolari dei Sacramento Kings della NBA, e ha avuto il via libera dalla città per la costruzione di un nuovo stadio da 20.000 posti in città. Per entusiasmo e organizzazione è una candidata ottima, il cui unico limite potrebbe essere la presenza in California di San Jose, La Galaxy e il futuro LAFC.
Candidata numero uno è invece sicuramente Minneapolis. città dove è in corso una "guerra" tra due gruppi per riportare il calcio di prima divisione, che ai tempi della NASL con i Minnesota Kicks ebbe grande successo. Già negli anni '70 infatti, ai tempi della NASL, gli allora Minnesota Kicks del sudafricano Ace Ntsolengoe e del portiere americano Tim Twellman (papà di Taylor Twellman, ex attaccate della Nazionale USA e dei New England Revolution) furono capaci di attirare una media di 32.775 spettatori a partita nel 1977, secondi solo ai Cosmos, mentre l'anno prima vennero sconfitti nella finale del Soccer Bowl dai Toronto Metros-Croatia di Eusebio. E successo sta avendo anche il Minnesota United FC della nuova NASL, grazie ad una proprietà che ha saputo appassionare i tifosi locali coniugando progetto tecnico ed economico.
Quest'ultimo in particolare ha visto il proprietario Bill McGuire farsi affiancare dalla famiglia Pohlad, titolare dei Minnesota Twins (MLB) e da Glen Taylor, proprietario dei club di NBA Minnesota Timberwolves. Il gruppo ha anche pronto un piano per la costruzione di uno stadio da oltre 20mila posti a downtowun Minneapolis, e ha alle spalle tutta la comunità di tifosi di calcio locali.
Comunità che invece è assolutamente contraria alla proposta dell'altro - potente - gruppo, guidato da Zigy Wilf, proprietario dei Minnesota Vikings della NFL. I Vikings stanno infatti costruendo uno stadio da 64.000 posti, pagato quasi tutto con fondi pubblici, e vorrebbero lanciare un club MLS da far giocare lì ("coprendo" 40mila dei 64.000 posti), sì da recuperare 384mila dollari l'anno di affitto. Una scelta osteggiata, come detto, dai tifosi del Minnesota United FC, che oltre a vedere scomparire il proprio club, si troverebbero un team costretto a giocare indoor (che in Minnesota magari andrebbe anche bene, dato il clima), su campo sintetico e non largo in maniera adeguata. Inoltre l'opposizione deriva anche dal rifiuto di Wilf di salvare il club della NASL quando due anni fa stava andando in fallimento, e l'idea che comunque il club MLS sarebbe soltanto una seconda scelta per lui, come accade per la famiglia Kraft a Boston con i New England Revolution.
Oggi quindi le presentazioni. Il verdetto, forse, il prossimo 6 dicembre o a gennaio.
Nota a margine: questo sito supporta la battaglia del Minnesota United FC, per un soccer dei tifosi e dei calciofili, non dei proprietari di squadre di football americano.










































