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Seattle, rinnovo per Obafemi Martins
Scritto il 2014-10-30 da Franco Spicciariello su Calciomercato
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Obafemi Martins resta ai Seattle Sounders.

L'attaccante nigeriano, reduce da una stagione in cui ha messo in mostra tutto il suo talento giocando un ruolo da protagonista nella corsa al Supporters Shield - e venendo candidato al premio MLS MVP 2014 - ha infatti firmato un pluriennale Seattle Sounders.

Come al solito, i termini del contratto non sono stati resi noti, ma Martins è stato chiaro riguardo i suoi piani raccontando al Seattle Times: “Spero di giocare qui per almeno altri tre anni, come dice il contratto".

Secondo alcune fonti, il contratto, del valore di $3 milioni, è per due anni con un'opzione sul terzo.

Per Martins, che ha compiuto 30 anni martedì con questo regalo ed è sbarcato ai Sounders nel 2013, dopo un inizio lento nella scorsa stagione, in questa ha messo a ferro  e fuoco le difese avversarie (17 gol e 13 assist), in quella che è stata una delle milgiori annate per il giocatore.

Le migliori stagioni precedenti per Martins per Inter (2005) e Newcastle United (2007). Per lui anche esperienze in Russia, Germania e Spagna, oltre a 39 match con la Nigeria, che si dice potrebbe presto richiamarlo.

Accordo fino a giugno 2017 tra il Coventry City e il centrocampista australiano Andy Rose Gli Sky Blues hanno chiuso un accordo che vedrà il venticinquenne volare a Coventry a partire dal 2 gennaio 2016, al termine del suo accordo con i Seattle Sounders. Rose era da alcune settimane in prova Inghilterra, dopo aver giocato 25 partite a Seattle nell'ultima stagione, e aver impressionato il boss del City Tony Mowbray. Originario di Melbourne, Rose si è form si è formato nella Bristol City Academy, prima di trasferirsi in America per iniziare la sua carriera di calciatore pro. Dopo esperienze con le maglie di Seattle Wolves e Ventura County Fusion, Rose era stato ingaggiato dai Seattle Sounders nel marzo 2012, e da allora ha giocato 80 volte col team Leo González es el nuevo refuerzo del @CS_Herediano. pic.twitter.com/qmUFG7b5JS Vía @CS_Herediano— QueLindoSerHerediano (@QLSerHerediano) 21 Dicembre 2015 Saluta i Sounders, dopo sette stagioni a Seattle, anche il veterano difensore Leo Gonzalez, tornato a in Costarica al CS Herediano, ensuring the longtime Sounders FC stalwart will end his career in his native Costa Rica after seven seasons in Seattle. 35 anni, Gonzalez torna nel club col quale aveva iniziato la propria carriera da professionista nel 2000, e con cui aveva giocato per otto anni prima di volare negli Stati Uniti nel 2009

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La carriera di un calciatore passa spesso per misteriosi meandri. Ma certo quando un calciatore brasiliano cresciuto nel Cruzeiro e finito all'Inter, si ritrova a giocare prima nella terza serie giapponese e poi nella quarta americana, all'età di 27 anni, allora qualcosa di strano c'è. Il giocatore in questione è Kerlon, in arte "Foquinha" (derivato dal suo fare la "foca" col pallone in campo, comportamento che gli è valso spesso falli durissimi), presentato ieri ufficialmente dal Miami Dade FC, squadra che disputa la National Adult League (NAL) - di cui è campione in carica - quarta divisione del calcio statunitense al pari della USL Premier Development League, e come essa partecipante alla US Open Cup. Very excited to join @MiamiDadeFC in 2015. Tks everybody for the warm welcome! #apsl #Miami #soccerislife #ESPN #BAND pic.twitter.com/G1bT771CvJ— kerlon moura souza (@Kerlon_Seal20) March 13, 2015 Vera e propria “meteora” sbarcata in Italia nel 2008  all'Inter, preso da Marco Branca su indicazione di Mino Raiola. Kerlon il soprannome "Foquinha" se lo era guadagnato qualche anno prima, ai Mondiali Under 17 in Venezuela, quando con la maglia del Brasile, si incollò spesso la palla sulla testa scappando via agli avversari. In quella competizione Kerlon, trquartista, segnò 8 reti, attirando l'attenzione degli scout di Manchester United e Lione. Qualche infortunio ne frena subito la carriera al Cruzeiro, ma Raiola è il numero uno degli agenti e lo vende bene all'Inter che decide di investirci, nonostante un lungo stop per la ricostruzione dei legamenti crociati. A causa del limite agli extracomunitari viene tesserato momentaneamente dal Chievo, dove Iachini e Di Carlo lo mandano in campo solo 4 volte. L'anno successivo i nerazzurri lo spediscono all'Ajax, ma s'infortuna di nuovo al ginocchio sinistro. Nel 2010 il ritorno ad Appiano Gentile e un altro brutto infortunio lo costringe all'ennesimo intervento chirurgico. Nel gennaio 2011 torna in Brasile, al Paranà e poi al Nacional di Minas Gerais, mentre in estate termina il suo contratto con l'Inter. Anche in patria non torna ad essere profeta, ed allora ci prova in Giappone, al Fujieda, terza divisione, dove almeno rivede un po' il campo (14 match in 18 mesi), segna (6 gol) e fa segnare, con qualche flash del passato, seppur certo in un campionato di basso livello. Lascia il Giappone a gennaio 2014, e dopo un periodo di stop eccolo alle Barbados, col Weymouth Wales, nemmeno club top di quella Premier Division. L'estate scorsa si era allenato con gli Atlanta Silverbacks della North American Soccer League (Division II): "Ho sempre avuto il sogno di giocare negli Stati Uniti, in MLS o nella NASL", e ora quel sogno si realizza, anche se in Division IV. Ma magari a colpi di Foquinha - e insieme al 26enne romano Riccardo Pierantonio, difensore centrale - trascinerà il Miami Dade fino alla finale di US Open Cup e poi David Beckham lo chiamera per il suo Miami in MLS (se e mai ci arriverà).

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La saga relativa al trasferimento in MLS del centrocampista della Nazionale USA Jermaine Jones si è chiusa ieri notte, col giocatore ingaggiato dal New England Revolution di Boston sino al termine della stagione 2015, con un salario complessivo di $4,7 milioni, ma secondo Sports Illustrated il giocatore prenderà un extra per essere andato ai Revs. E proprio da questo particolare si deve comprendere come la questione sia assai più complicata di quanto si possa immaginare. Come noto infatti, la MLS è ufficialmente una "single entity" (un sistema di successo inventato da Mark Abbott, avvocato inglese e presidente della MLS), una società di investitori cui la MLS stessa dà "in licenza" le franchigie. I giocatori infatti vengono messi sotto contratto dalla MLS stessa, e nel caso si tratti di un cd. "Designated Player", l'extra oltre i $350mila viene pagato dall'investitore titolare della franchigia, anche se il contratto rimane con la MLS. Il sistema poi prevede tutta una serie di limiti sul mercato tesi in realtà a limitare molto la concorrenza ed evitare quindi spese crescenti. Peccato che quanto è accaduto con Jermaine Jones abbia portato la MLS a mettere in mostra il peggio sia del suo sistema "socialista" che di quello "capitalista" utilizzato nel resto del mondo. Ma ricostruiamo quanto accaduto. Dell'intrigo Jermaine Jones avevamo già scritto alcuni giorni fa, raccontando dell'offerta al giocatore del Chicago Fire. A seguito però di un mercato fallimentare e di un calo di rendimento della squadra - fino a poche settimane prima lanciatissima verso la testa della Eastern Conference - la dirigenza del New England Revolution ha provato ad inserirsi nella trattativa per il giocatore. Una soituazione strana, visto che in MLS esiste un "allocation order" proprio per evitare situazioni del genere. C'è un però. Robert Kraft, proprietario oltre che dei Revs anche dei New England Patriots della NFL, è uno degli investitori originali della MLS e fu il principale sponsor dell'arrivo nel ruolo di commissioner della lega di Don Garber, che in precedenza era stato a capo di NFL Europe. E le relazioni contano, non solo in Italia. E mentre il Jones aveva ormai espresso la sua preferenza per Chicago, rendendosi indisponibile a firmare senza sapere dove sarebbe finito, la MLS ha permesso ai Revs di restare nella trattativa, cui si è aggiunto oltre a Ron Waxman, un secondo agente del giocatore, Richard Motzkin. I due sono i più forti procuratori di calciatori degli USA (Waxman è colui che ha riportato Bradley in MLS), e in una situazione del genere accade quello che accadrebbe in ogni altro sistema calcistico normale: il prezzo sale. Jones infatti ha dato il via libera a New England, ma solo se avrebbe potuto guadagnare di più. Ma come giustificare questa aperta violazione delle regole (spesso non scritte). Regole peraltro assolutamente non chiare, visto che in passato i DP era stato detto non dovessero passaree per l'allocation e addirittura venivano "offerti" dalla MLS ai singoli club, come nei casi di Clint Dempsey e Michael Bradley? Ecco che quindi - a quanto pare - la MLS ha convinto i Revs ad aumentare l'offerta, inventandosi poi un sorteggio (!) per assegnare il giocatore. Sorteggio che però secondo molti osservatori è stato una farsa (oltre a non essere stato fatto davanti a telecamere o ad un notaio), visto che la MLS aveva in praticca già deciso orientando il tutto. La notizia di come fosse finita la saga di Jermaine Jones è stata data da due ex calciatori MLS oggi opinionisti PER L'espn: l'ex padovano Alexi Lalas e Taylor Twellman, ex attaccante per anni ai Revs, cui la MLS ha bloccato la carriera impedendogli un trasferimento in Inghilterra. I due hanno attaccato pesantemente la lega per la mancanza di trasparenza e per la disponibilità a violare le regole che essa stessa si è imposta solo per favorire una parte, per quanto importante come Kraft. Un modo di agire, quello della MLS, che finirà certamente sul tavolo delle trattative del rinnovo del contratto collettivo con MLS Player Union a fine anno, visto che in pratica la lega ha dato il via alla libera concorrenza per l'ingaggio di un giocatore, cercando poi di mettere una pezza con la storia del sorteggio. Ma il modo in cui Jones è finito ai Revs è anche un pesante colpo a,la credibilità di Garber e della MLS, costruita con grande fatica in questi anni. Sul web e sui social media è infatti in corso una rivolta da parte dei tifosi di tutte le squadre MLS, in certi casi persino di quelli del New England, che non considerano serio né trasparente il comportamento della MLS, non essendo peraltro la prima volta che qualcosa del genere accade (il riferimento è ai presunti, ma non troppo, favoritisimi ricevuti dai LA Galaxy in passato). Chi rimane con un pugno di mosche intanto è il Chicago Fire, che con la finestra di mercato chiusa dovrà rivolgersi al mercato degli svincolati per cercare di recuperare una stagione quasi compromessa. Ai Revs arriva invece un rinforso notevole per esperienza internazionale e forza in mezzo al campo, ideale per affiancare pesi leggeri come Lee Nguyen e l'uruguayano Diego Fagundez. Soprende peraltro la mossa di Kraft, considerato un proprietario molto "cheap", visto anche che non ha mai pagato un giocatore più di $500mila (Shalrie Joseph nel 2011) e al momento ha una squadra senza DP (Jerry bengtson è stato spedito in prestito in Argentina). Per Jones il problema invece potrebbe essere il trovarsi a giocare con continuità sul sintetico del Gillette Stadium (di pochi giorni fa le dichiarazioni di Dempsey su come il sintetico gli stia "togliendo molto"), considerati anche i suoi 32 anni. Ma anche per questo la MLS gli ha fatto un contratto solo fino alla fine del 2015.  E sarà infine da vedere lo stato di forma del giocatore, fermo da oltre un mese, non avendo più giocato dalla fine dei Mondiali. Chi è Jermaine Jones Madre tedesca e padre americano, Jones si è formato con l'Eintracht Francoforte, con cui ha esordito nel 2000, scendendo in campo 93 volte in 4 stagioni. Nel 2004 è passato al Bayer Leverkusen, scendendo in campo anche in UEFA Champions League. A gennaio 2005 torna in prestito all'Eintracht, dove poi resta sino al 2007. Nel luglio 2007 arriva l'ingaggio dello Schalke 04, dove diviene un titolare inamovibile in Bundesliga ed in Champions. Un brutto infortunio alla tibia gli fa saltare la stagione 2009-10, e a gennaio 2011 va in prestito al Blackburn Rovers, per poi tornare a Gelsenkirchen la stagione successiva, arrivando sino ai quarti Champions 2011/12 con lo Schalke, e agli ottavi l'anno dopo. Nel gennaio 2014 rompe con la società e va in prestito al Besikyas , in Turchia, sino alla scadenza del contratto. A livello di Nazionali, Jones ha giocato con l'Under 21 tedesca ed è anche sceso in campo tre volte con la Nazionale maggiore in match non di qualificazioni (anche a causa degli infortuni), avendo così la possibilità di scegliere gli USA, divenendo protagonista nella Gold Cup 2011 e poi negli ultimi Mondiali con il gruppo guidato dal "connazionale" Jurgen Klinsmann.

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