Il presidente (in uscita a giugno) del Toronto FC, Tim Leiweke, non è uno che la manda mai a dire, e stavolta bersaglio della sua invettiva è il centravanti inglese Jermain Defoe: "Se ne può anche andare a quel paese ["he can 'get the hell out of our way"] se non vuole tornare in MLS".
Defoe, ingaggiato dal club canadese sei mesi fa con un quadriennale da £90,000 a settimana, sino ad oggi ha giocato 16 match in Major League Soccer.
Nonostante gli 11 gol segnati, Defoe non si sarebbe ambientato a Toronto, e starebbe cercando il modo di tornare in Premier League, una volontà aggravata dall'esonero dell'ex compagno di squadra diventato allenatore, il neozelandese Ryan Nelsen. Il calciatore è stato vicino ad un trasferimento negli ultimi giorni di mercato a QPR e Leicester, ma nessuan delle propsote è andata in porto.
L'uscita di Leiweke è arrivata nel corso di un incontro alla Ryerston University di Toronto: "Personalmente non penso che Defoe ritornerà. Penso che se non vuole stare qui allora te ne devi liberare. Il mio approccio è 'se vuoi stare qui e investire in quello che fai, dai andiamo...io sarò con te ogni giorno. Se non vuoi stare quo, vattene via dalla nostra strada".
Il problema per l'ex attaccante del Tottenham sono i 3 anni e mezzo di contratto rimanenti con un club che non ci pensa proprio a regalarlo, come già affermato pubblicamente dal GM Tim Bezbatchenko, che vuole recuperare almeno parte dei $10 milioni spesi.
Leiweke ha subito comparato Defoe con David Beckham, che è stato una "success story" nel promuovere la MLS in giro per il mondo. "Jermain Defoe si è adattato bene come fece David Beckham?'. Beckham aveva più carattere, più grinta, più determinazione di qualsiasi giocatore avesse attorno. E non si è mai nascosto, né è scappato. Purtroppo gli unici che sembrano pronti a combattere sino in fondo sembrano essere Michael Bradley e Greg Vanney [il neo coach]".






































