SPORT
Leiweke, Toronto: "Defoe se ne può anche andare"
Scritto il 2014-09-13 da Franco Spicciariello su MLS
Tweet

Il presidente (in uscita a giugno) del Toronto FC, Tim Leiweke, non è uno che la manda mai a dire, e stavolta bersaglio della sua invettiva è il centravanti inglese Jermain Defoe: "Se ne può anche andare a quel paese ["he can 'get the hell out of our way"] se non vuole tornare in MLS".

Defoe, ingaggiato dal club canadese sei mesi fa con un quadriennale da £90,000 a settimana, sino ad oggi ha giocato 16 match in Major League Soccer.

Nonostante gli 11 gol segnati, Defoe non si sarebbe ambientato a Toronto, e starebbe cercando il modo di tornare in Premier League, una volontà aggravata dall'esonero dell'ex compagno di squadra diventato allenatore, il neozelandese Ryan Nelsen. Il calciatore è stato vicino ad un trasferimento negli ultimi giorni di mercato a QPR e Leicester, ma nessuan delle propsote è andata in porto.

L'uscita di Leiweke è arrivata nel corso di un incontro alla Ryerston University di Toronto: "Personalmente non penso che Defoe ritornerà. Penso che se non vuole stare qui allora te ne devi liberare. Il mio approccio è 'se vuoi stare qui e investire in quello che fai, dai andiamo...io sarò con te ogni giorno. Se non vuoi stare quo, vattene via dalla nostra strada".

Il problema per l'ex attaccante del Tottenham sono i 3 anni e mezzo di contratto rimanenti con un club che non ci pensa proprio a regalarlo, come già affermato pubblicamente dal GM Tim Bezbatchenko, che vuole recuperare almeno parte dei $10 milioni spesi.

Leiweke ha subito comparato Defoe con David Beckham, che è stato una "success story" nel promuovere la MLS in giro per il mondo. "Jermain Defoe si è adattato bene come fece David Beckham?'. Beckham aveva più carattere, più grinta, più determinazione di qualsiasi giocatore avesse attorno. E non si è mai nascosto, né è scappato. Purtroppo gli unici che sembrano pronti a combattere sino in fondo sembrano essere Michael Bradley e Greg Vanney [il neo coach]".

A meno di 24 ore da un imbarazzante 3-0 casalingo col New England, seguito dalle critiche da parte delll'allenatore neozelandese Ryan Nelsen nei confronti del general manager Tim Bezbatchenko - colpevole secondo il coach di aver messo eccessiva pressione alla squadra - per Nelsen è arrivato l'esonero. L'annuncio è stato dato dallo stesso Bezbatchenko in una conferenza stampa questa sera (vedi foto), in cui è stato contemporaneamente assegnato il posto di allenatore a Greg Vanney, 40 anni, sino ad oggi assistant GM e con in carico il settore giovanile, ed ex giocatore di LA Galaxy, Bastia (dal 2001 al 2005, arrivando sino alla finale di Coppa di Francia nel 2002) e DC United, tra le altre, oltre ad essere stato nazionale USA 36 volte e numero due del coach Robin Fraser al Chivas USA. Insieme a Nelsen il TFC ha licenziato l'intero staff tecnico: gli assistant coach Fran O’Leary, Jim Brennan (primo capitano del TFC), Duncan Oughton, il preparatore dei portieri Stewart Kerr e quello atletico Adrian Lamb. All'assistant coach Jason Bent è stato invece offerto di rimanere col club. Una rivoluzione evidentemente pensata da tempo, a seguito dei brutti risultati del Toronto FC, comunque ancora pienamente in zona playoff, ma che ha però avuto un'accelerazione improvvisa dopo l'attacco di Nelsen a Bezbatchenko, che venerdì aveva dichiarato che la squadra avrebbe dovuto iniziare a giocare meglio. "Ho vinto la MLS, ci ho giocato per quattro anni, sono stato in Premier League per 10 anni, giocato i Mondiali, le Olimpiadi. Ho giocato molte partite sotto pressione", ha dichiarato Nelsen dopo pa partita persa coi Revs, "e una cosa che so è che questo match non era una partita di quelle [da grande pressione]". Nelsen non aveva apprezato l'uscita pubblica critica di Bezbatchenko. “Ha avuto una ricaduta sui ragazzi", ha spiegato Nelsen riguardo le parole di Bezbatchenko. “Quello che facciamo al Toronto FC è lavare i panni sporchi in casa, teniamo le cose dentro le quattro mura. E giocatori, staff tecnico, ogni cosa, resta dentro le quattro mura". Quella che non può essere negata è la pessima prestazione del TFC contro i Revs, e i due soli punti di vantaggio sul sesto posto. L'esonero di Nelsen e dello staff tecnico arriva dopo che in settimana era stato reso noto che massimo nel giugno 2015 lascerà Toronto il CEO Tim Leiweke, l'autore del rilancio della società dell'Ontario, che in otto anni di vita non si è mai qualificata per i playoff, e portatore di una visione futura passata anche per un investimento da $100 milioni, con gli arrivi di Michael Bradley, l'inglese Jermain Defoe, e i brasiliani Julio Cesar (ora al Benfica) e l'attaccante Gilberto. L'ulteriore novità di oggi è il possibile addio anche di Defoe, su cui c'è l'interesse del QPR di Harry Redknapp, e di cui Bezbatchenko non ha escluso la cessione, fors'anche solo in prestito, anche se non se ne comprenderebbe la ragione, viste le prove altalenanti di Gilberto e quelle non certo soddisfacenti dell'ex Aston Villa Luke Moore. L'ex nazionale inglese, attualmente fermo per infortunio che lo terrà fermo sino alle soglie dei playoff, ha sino ad oggi segnato 11 reti in 16 match, dando un bero valore aggiunto al TFC sinché ha giocato con continuità. Chi invece sta almeno in aprte deludendo è invece Michael Bradley, forse stanco nel post Mondiale. A Toronto intanto i tifosi sono in agitazione. Davanti a loro lo spettro di un ritorno a otto anni di cambi di allenatori, pessimi acqusiti e polemiche interne. Tutti sperano di sbagliare.  

Calcio - Socceritalia

Sul sito ufficiale della Major League Soccer Mark Abbott, Deputy Commissioner, ha parlato del futuro della MLS, dal calendario, alle possibili nuovi squadre fino al salary cap. Di seguito l'intervista tradotta da www.socceritalia.it. Su Sacramento nella MLS: "Ovviamente ci sono un sacco di cose bellissime che stanno accadendo a Sacramento", ha detto Abbott. "Il mercato calcistico è buono in se, ma quello che stanno facendo la dirigenza del Sacramento Republic è una grande storia. Ci sono un sacco di persone a Sacramento che vogliono vedere la MLS in città. Incluso il sindaco." Sul numero di squadre nella MLS per il 2020 e le altre possibili città: "Las Vegas è una città che ho visitato recentemente. C'è stato un gruppo che è uscito pubblicamente sulla volontà di portare Las Vegas nella MLS che ho incontrato", ha dichiarato il Deputy Commissioner. "Ci sono state persone uscite allo scoperto anche per San Antonio e Austin. Sono tutte diverse, ma sono tutte interessate seriamente alla Lega. Abbiamo comunque deciso che il giusto numero per il nostro numero di giocatori, per i diritti tv e altro, è di 24 squadre per il 2020". Sullo sviluppo dei giovani: "Ora abbiamo un sistema che incentiva lo sviluppo dei giovani perché ne riconosciamo l'importanza. E' stato bellissimo vedere Yedlin uscire dal "programma" Homegrown players e giocare il Mondiale. Per noi è tutto relativamente nuovo. Sono solo 4 o 5 anni che abbiamo iniziato a investire su questa cosa, quindi è ancora presto per dire se è la direzione giusta". Sulla partnership della MLS con la USL Pro e la possibilità di creare altre squadre come i LA Galaxy II: "La partnership con la USL Pro è molto produttiva, sia con il metodo dei Galaxy (squadra riserve), sia con quello della squadra affiliata. Penso che sia una parte fondamentale dello sviluppo dei calciatori. I giocatori giovani che non giocano in prima squadra possono andare a giocare nella USL pro, è importante". Sulla proposta di allargare il calendario del College soccer per tutto l'anno accademico: "Penso sia una cosa positiva e che supportiamo. Quello che è buono per il college soccer e per lo sviluppo dei calciatori è buono anche per noi. In prospettiva MLS Combine e SuperDraft non sappiamo ancora come muoverci, ma è una cosa che supportiamo". Sulla volontà della Lega di aumentare il Salary cap: "Nel corso del tempo continueremo a investire sempre di più nei calciatori, e penso che lo abbiamo dimostrato costantemente. Quindi non esiste una formula specifica che posso darvi, ma riconosciamo la continua importanza del migliorare il prodotto sul campo. E ci sono diverse strade per farlo". Sulle negoziazioni per il contratto collettivo con l'associazione giocatori che scadrà a dicembre: "Il contratto collettivo riguarda l'investire sui giocatori. Non vogliamo un lockout, non è il nostro piano. Per prima cosa voglio dire che abbiamo un ottimo rapporto con i nostri giocatori e con l'associazione. Penso che nell'ultimo contratto collettivo siamo stati capaci di risolvere un sacco di cose che hanno migliorato la vita dei nostri calciatori. Secondo, siamo estremamente orgogliosi dei nostri giocatori, per come si comportano in campo e fuori". Sul futuro del Chivas USA e in possibili location per uno stadio a Los Angeles: "Abbiamo speso un sacco di tempo nel parlare con possibili investitori. Non ho ancora un calendario preciso... Abbiamo parlato della University of California come luogo possibile. L'idea è di tirare giù la Los Angeles Memorial Sports Arena e costruire uno stadio da calcio. Ma sono sicuro che ci saranno altre opportunità e altre idee". Nota: Abbott ha confermato che la squadra continuerà a giocare nell'attuale stadio fino a quando il nuovo stadio non sarà pronto. Intanto Sacramento sarebbe interessata a rilevare la squadra e trasferirla nel Nord California. "Crediamo che Los Angeles possa avere due squadre, che sia in grado di ospitarle, ora come ora amiamo le rivalità. Lo vediamo nel Pacific Northwest. Questa è la ragione per la quale abbiamo due squadre a New York". Sul potenziale cambio di calendario utilizzando quello della Fifa: "Quello che dirò è quello che il Commissioner (Don Garber) ha detto lo scorso anno. Ci abbiamo ragionato lo scorso autunno e siamo arrivati alla conclusione che è un cambiamento che non possiamo fare. Non lo escludiamo per il futuro, ma non c'è un piano imminente per cambiarlo". Nota: Blatter, a Toronto, pochi giorni fa ha dichiarato che la MLS avrebbe cambiato il calendario adottando quello della Fifa e dei più grandi campionati europei. Sulla possibilità di vedere promozioni e retrocessioni nel calcio americano: "E' una cosa che non succederà mai".    

Calcio - Socceritalia

Niente stadio niente team. Il commisisoner della MLS Don Garber ha reiterato ieri - in occasione di un incontro pubblico a Montreal - le condizioni per i futuri expansion team, che permetteranno alla lega di raggiungere quota 24 nel 2020. Al momento, alle 19 già in campo si sono aggiunte New York City FC e Orlando City - con ingresso nel 2015, e Atlanta nel 2017. Qualche serio problema inizia invece ad esserci per Miami, nonostante l'annuncio ufficiale che vorrebbe vedere la squadra di David Beckham pronta a giocare nel 2017. La "Miami Beckham United" si è vista infatti bocciare dalla città di Miami per la seconda volta una proposta relativa all'area dove costruire lo stadio. E sul tema Garber è stato chiaro: “Non possiamo andare a Miami senza uno stadio in un'ottima location al centro di Miami. Se non sei in grado di trovare il posto giusto per giocare, sarebbe un suicidio per noi abdare lì, dove abbiamo già fallito una volta".  Garber ha riaffermato la volontà della MLS di espandersi con tre team nel Southeast degli Stati Uniti dove al momento non ci sono squadre, ma ha ammesso che ci sono ancora grandi aree degli USA libere, e le opzioni non mancano.  “L'esplosione di interesse nei confronti del calcio pro negli ultimi due anni ci ha davvero sorpreso,sia che si parli di match internazionali o di USL PRO, dove c'è Sacramento che attira 20mila spettatori a partita". Ma intanto negli Stati Uniti iniziano a girare voci di un possibile cambio di programma sia della MLS che di Beckham (che però nel caso non sarebbe coinvolto), e volano le prime ipotesi: Sacramento appunto e San Antonio - che già hanno uno stadio o lo stanno costruendo -, Indianapolis,  Austin, St. Louis, Las Vegas, Detroit e Ft. Lauderdale,  AGGIORNAMENTO 13/6: Secondo alcune voci la MLS starebbe proponendo a Beckham di aggiungersi alla cordata asiatica che attualmente sta trattando l'acquisto della franchigia del Chivas USA, che l'anno prossimo verrà rebrandizzata. La lega spera che l'eventuale ingresso di Beckham - cui sarebbero garantiti gli attuali vantaggi previsti dal suo contratto con al MSL per l'acqusito di un club - possa dare maggior forza al gruppo che acquisterà i rivali dei LA Galaxy. I Minnesota Vikings avanzano Intanto proprio ieri Minnesota Vikings hanno organizzato una conferenza stampa per presentare il match di Guinness International Champions Cup tra il Manchester City, recente vincitore della Premier League, e i 41 volte campioni di Grecia dell'Olympiacos, che sarà seguito dalla partita di campionato NASL tra Minnesota United e Ottawa Fury.  A organizzare il match insieme ai Vikings e alla University of Minnesota (che ci mette lo stadio, il TCF Bank) è la Relevant Sports di Charlie Stillitano, manager con un passato tra NY MetroStars e Champions World (era in società con Giorgio Chinaglia), società che a fine anni '90 portava le squadre europee in tour negli USA come oggi. “Il calcio sta crescendo negli USA, e più di tutti nell'area di Minneapolis e St. Paul”, ha dichiarato Stillitano, che con la sua società sta anche lavorando insieme ai Minnesota Vikings per portare la MLS a Minneapolis a giocare nel nuovo stadio di football in costruzione. Da notare che la Relevant Sports è di proprietà della RSE Ventures, che ha tra i principali azionisti il patron dei Miami Dolphins, Stephen Ross.  Obiettivo dei Vikings è chiaramente occupare lo stadio, che sarà costruito con in mente il calcio, e realizzato in modo da essere adatto ad un pubblico di 20/25mila persone, come già fatto al BC Place di Vancouver e come sarà ad Atlanta, con tetto trasparente e apribile. Nel progetto purtroppo non sembra essere coinvolta la proprietà del Minnesota United della NASL, che sta invece lavorando coi Minnesota Twins per costruire uno stadio per il calcio e presentare la propria franchigia alla MLS. A Minneapolis quindi si profila una lotta per portare il calcio in città che è esattamente il risultato di quell'interesse per il soccer esploso negli ultimi anni in America.  

Calcio - Socceritalia

Login
SOCCERITALIA
SPORT


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2014 WeBoost MEDIA S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 105 49 521 002