Il Commissioner della MLS, Don Garber, affiancato dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati, è intervenuto ieri su una serie di questioni relative al modello di business della lega, in occasione del Bloomberg Sports Business Summit tenutosi a New York. In evidenza l'enorme crescita della MLS e del calcio in generale negli Stati Uniti negli ultimi anni.
“Salt Lake è il mercato più piccolo tra le nostre 19 squadre, e hanno fatto 20 'tutto esaurito' consecutivi", ha spiegato Garber conversando col reporter di Bloomberg Tariq Panja. “Il rapporto creatosi con la comunità, il fatto che i proprietari stanno facendo le cose giuste e che i giocatori che riescono a guadagnare il necessario, oltre agli ottimi accordi televisivi - e quelli ancor migliori in arrivo con FOX, ESPN e Univision – sono il segnale che questo sport sta crescendo".
“Non pensiamo certo che il calcio diventerà lo sport più importante degli Stati Uniti", ha aggiunto Garber. “Continueremo a fare quel che stiamo facendo, crescendo con attenzione e in maniera incrementale. E con i Millennials destinati a diventare sempre più importanti, ed una popolazione ispanica che sta esplodendo, pensiamo di essere in ottima posizione”.
Garber ha spiegato che anche se la MLS guarda all'Europa nel suo tentativo di crescere nel quadro dei migliori campionati del mondo, allo stesso tempo però la struttura della Major League Soccer basata sulla "single entity" consente un modello sostenibile e bastao sulla crescita.
“Una gran cosa della nostra lega è l'essere stata fondata da un gruppo di imprenditori dello sport già proprietari di squadre di NFL, baseball, NBA o NHL, capaci di mettere in piedi una struttura al tempo – e Sunil [Gulati] fu uno dei fondatori nel 1996 – che ci consente di gestire il business in partnership quando siamo chiusi in una sala, e da competitors sul campo” ha spiegato Garber.
“Il vero benefit di questa struttura è che abbiamo pieno controllo su come spendiamo i nostri soldi e gestimao le nostre entrate, e così abbiamo un business che ha senso. Un qualcosa che, in un certo senso, sta cercando di fare anche l'UEFA col Financial Fair Play".
"La nostra struttura ha funzionato molto bene per portarci al punto in cui siamo oggi. Abbiamo 19 squadre. Quando sono arrivato 15 anni fa ne avevamo 12. Il nostro obiettivo è 24 squadre per la fine della decade... La crescità è stata sostanziale e moderata, grazie a gente intelligente che si è seduta in una stanza facendo le cose giuste”.
A Garber e Gulati è stato anche chiesto della possibilità che un sistema di promozioni e retrocessioni venga attivato in Nordamerica, sul modello della gran parte dei campionati nel resto del mondo. Ma Garber su questo è stato chiaro, ripetendo quanto già detto recentemente da Mark Abbott, presidente della MLS, spiegando che un qualcosa del genere non succederà, o che almeno lui non lo vedrà accadere nella sua vita.
Anche Gulati, economista della Columbia University e presidente della USSF, spesso chiamato in causa dai "PRO/REL" (promotion & relegation) fans, è sulla stessa linea di Garber.
“La gente spesso mi chiede: 'Perché la Federazione non obbliga un sistema di promozioni e retrocessioni'. Il perché è nel fatto che non siamo nel business delle espropriazioni. Don lo ha spiegato. Quando quel sistema è stato creato in Europa, c'era un accordo. Di conseguenza, se sei uno dei proprietari e hai investito nel sistema pagando un tot di dollari per entrare, e qualcuno cambia le regole del gioco, allora stiamo parlando di espropriare un qualcosa che valeva tot. E non è un qualcosa che abbiamo intenzione di fare".










































