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New York Cosmos, in arrivo il brasiliano Calil dal Varese
Scritto il 2014-08-04 da Americo Costi su Calciomercato
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Col centravanti ex Sassuolo Alessandro Noselli tornato in Italia, i New York Cosmos puntano di nuovo sull'Italia per rinforzare la squadra.

Secondo quanto riporta dimarzio.com, i Cosmos hanno deciso di ingaggiare il trequartista brasiliano Caetano Calil, classe 1984, svincolatosi dal Varese è già volato a New York.

Il giocatore entro domani sosterrà le visite mediche con i Cosmos, e domani, o al massimo mercoledì, dovrebbe firmare un contratto di 18 mesi. Calil lascia quindi l'Italia dopo le esperienze con Siena, Crotone, Frosinone e Varese, rifiutando le proposte della Salernitana di Claudio Lotito.

Cresciuto nel San Paolo accanto a Kakà, ai Mondiali Under17 del 2001 si spartiva la trequarti con l'ex juventino Diego, ma la stella era lui: 4 gol, eliminazione thrilling con la Francia di Sinama Pongolle e top five del torneo. Nel 2002 va al Cruzeiro, dove non trova spazio, e passa al Santos, che quell’anno vince lo scudetto e non lo fa giocare. Riprende a farlo l’anno dopo, tra Roma Apucarana e Paranaense 10 gol in 17 gare. Poi si fa male e inizia a vagabondare, fino a che lo scova Pantaleo Corvino, che lo porta al Siena, dove Mandorlini lo fa esordire in A. Ma la sua tecnica non si adatta ad una squadra che deve combattere,  e per lui gli spazi si chiudono presto. E di lì ecco Crotone e il resto, sino ad oggi.

Trequartista dall'ottimo tocco, salta l’uomo a testa alta, telecomanda assist o semplicemente inventa, può giocare anche come esterno alto, mentre fisicamente unisce una discreta prestanza ad una buona velocità. Potenzialmente un gran giocatore. Chissà che la maglia dei Cosmos non lo aiuti a farsi notare da qualche team MLS?

La stagione appena terminata sarà sicuramente da ricordare per Stefano Mauri. Il capitano laziale, è riuscito con i suoi compagni a conquistare la possibilità di giocarsi l'accesso alla Champions League all'ultima giornata e si è reso protagonista di una stagione importante. Anzi, da record. Mai prima, infatti il centrocampista laziale aveva segnato ben 9 reti in campionato. Adesso, Mauri è già proiettato alla prossima stagione e, in un'intervista rilasciata a Calcio2000, parla anche del suo passato e dei suoi anni alla Lazio. IL PASSATO - "Udinese? Ho davvero un piacevole ricordo. Conquistammo la Champions League al primo anno e, per la prima volta nella mia carriera, ebbi la possibilità di giocare nell'Europa dei grandi. È stata un'avventura che mai dimenticherò. Quando terminò l'avventura in Champions League, mi fu chiaro che era giunto il momento di nuove sfide. E così arrivò la chiamata della Lazio, che non potevo rifiutare. C'era anche il Palermo, ma ho scelto i biancocelesti perché mi hanno voluto più di tutti. Sono stato tra i primi colpi del presidente Lotito". PRESENTE - "Fiducia nei miei confronti? I giornali non mi danno mai titolare ma, con il passare del tempo, mi ritrovo sempre a giocare con continuità. Probabilmente perché in campo riesco ad adattarmi sempre e con qualsiasi altro giocatore. Sono capace a giocare in qualsiasi ruolo e modulo e questo mi ha aiutato moltissimo in carriera". LEGGI: Mercato, Montreal: interessa Mauri E FUTURO - "Futuro in MLS? Non so cosa accadrà, ma sono in scadenza con la Lazio e devo parlare con il presidente Lotito. Non credo ci saranno problemi, ma se dovesse arrivare una proposta interessante dalla MLS la valuterei sicuramente con attenzione".

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E' un nome conosciuto quello del terzino destro ingaggiato ieri dai San Jose Earthquakes della MLS, in particolari ai tifosi della SS Lazio, che se lo videro sbarcare in ritiro senza contratto nel 2010. Il club californiano ha infatto chiuso l'accordo col terzino destro uruguagio Pablo Pintos. Solo quattro anni fa sembrava come un nuovo crack nel ruolo di terzino destro, dove aalla Lazio avrebbe dovuto sostituire l'attuale laterale destro svizzero della Juventus Lichtsteiner. Pintos aveva attirato su di sé l’attenzione di molti club, soprattutto europei, dopo una sola stagione in Argentina. Tra campionato e coppa Sudamericana, aveva infatti collezionato 38 presenze e segnato 4 reti sotto la guida di Diego Pablo Simeone, ex laziale e campione d’Italia con la Lazio nel 2000. «Pablo Pintos? Una furia della natura, non lo conoscevo e mi ha impressionato per la sua corsa, qualità e forza fisica. Sulla fascia è instancabile, per lui vedo un grande futuro, anche perché di esterni destri con la sua qualità non ce ne sono molti in giro...», il pensiero espresso dal Cholo su questo ragazzo all'epoca. Quasi una garanzia, insomma. Si diceva addirittura che il suo modo di giocare ricordasse parecchio Maicon dell’Inter. Tutte caratteristiche che avevano portato la Lazio ad acquistarlo per 2,5 milioni di euro dal San Lorenzo, che l'anno precedente lo aveva preso dal Defensor Sporting Club di Montevideo per una cifra vicina al milione di dollari. Addirittura pare che il DS Igli Tare, scrivevano i giornali di allora, avvesse bruciato Valencia e Atletico Madrid in Spagna, e Parma, Palermo e Catania in Italia. Ma il manager del giocatore, l'ex romanista Daniel Fonseca, lo stesso di Fernando Muslera, aveva dato la sua parola a Claudio Lotito. Ma le norme sugli extra comunitari, a causa della mancata cessione di Makinwa da parte dei biancocelesti e - principalmente - per l'arrivo del brasiliano Hernanes, impedì il tesseramento di Pintos, che finì così in Spagna: "Questa stagione giocherò in Spagna nel Getafe - dichiarò Pablo Pintos all'Ansa -, poi l'anno prossimo tornerò alla Lazio". Era il 30 agosto 2010. Ma non andò così. L'accordo con la Lazio non si formalizzò più, con tanto di rottura tra Lazio e Fonseca e trasferimento di Muslera in Turchia causa mancato rinnovo (e la Lazio si ritrova ancora Lorik Cana, scambiato col portiere uruguayano, e il suo mega stipendio sul groppone). E proprio in Turchia finì nel 2012 Pintos, al Kasımpaşa, dopo un ritorno in patria al Defensor Sporting. Nell'agosto 2013 arriva l'esperienza con gli argentini del Tigre, ma a gennaio è già di nuovo a casa, nel suo Defensor. A luglio scorso i primi rumors, fino all'accordo di ieri, che sarà a breve ufficializzato dalla Major League Soccer, e per il quale mancano solo le ultime carte. A San Jose Pintos dovrà far dimenticare l'iraniano-americano Steven Beitashour ( che ha partecipato ai Mondiali) trasferitosi ai Vancouver Whitecaps a gennaio, giocatore per il quale coach Watson non ha fino ad oggi trovato un sostituto adeguato. Al suo posto ha infatti schierato Brandon Barklage, apparso discontinuo, mentre il tedesco Andy Gorlitz si è infortunato a maggio e sarà fuori sino a fine stagione. Ci ha provato anche col veterano Shaun Francis, che però serve a sinistra come back up di Jordan Stewart. Per Pintos, 27 anni, arriva comunque l'ultima occasione di rilanciare una carriera che sembrava avviata verso grandi palcoscenici, mentre ora deve adattarsi ad una delle piazze "minori" della MLS.

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L'Indy Eleven, squadra della NASL all'esordio quest'anno e con grande successo pubblico (oltre 11mila spettatori a partita), punta a crescere ancora. Il team guidato dall'ex GM del Chicago Fire, Peter Wilt, ha infatti messo gli occhi su Ernesto Chevanton, attaccante uruguayano con una lunga storia a Lecce e passato anche per Monaco, QPR e Siviglia, purtroppo spesso fermato da infortuni. La scorsa settimana il club dell'Indiana ha contattato telefonicamente l'agente del giocatore, ma la risposta del è stata “No, grazie”, secondo quanto riporta DiMarzio.com. Il 34enne Chevanton - reduce da una stagione col Liverpool di Montevideo - ha infatti deciso aspettare l’offerta decisiva dall’Italia, con l’Ancona - club di Lega Pro - in prima fila insieme alla Salernitana, che potrebbe essere ripescata in Serie B.

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