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Rummenigge: "In Premier League vogliono Green in prestito"
Scritto il 2014-07-30 da Giacomo Costa su Yanks Abroad
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Karl-Heinz Rummenigge, attuale CEO del Bayern Monaco, ha parlato a Sports Illustrated a riguardo del super talento Julian Green, americano classe '95 membro della prima squadra dei tedeschi.

"Lui è qualcosa di speciale e molto giovane", ha detto Rummenigge. "Nella nostra squadra è la riserva di giocatori come Robben e Ribery, giocatori di assoluta classe. Quindi non è facile arrivare al posto da titolare".

Il dirigente non ha voluto dire quali club si sono interessati al ragazzo in prestito, specificando che non si tratta di "brutte squadre, te lo posso dire".

Il Bayern Monaco è pronto a imbarcarsi per gli USA dove affronterà il Guadalajara e la MLS All-Star.

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Dopo la vittoria contro la Colombia conquistata grazie ad un gol dell'attaccante dell'Utrecht Rubio Rubin, i ragazzi di Tab Ramos ci speravano. Oggi invece l'avventura americana si è infranta nei quarti contro la Serbia, uscita vincitrice dopo i calci di rigore. Ne sono serviti ben nove per assegnare il posto in semifinale, al termine di un match in cui gli Stati Uniti sono arrivati privi di ben quattro titolari: Jamieson e Tall infortunati, Allen e Acosta squalificati). Bella e combattuta la partita, con la Serbia più propositiva e gli USA bravi di rimessa. Prima occasione per Antonov, su cui salva Steffen - l'eroe del rigore decisivo parato alla Colombia - mentre poi tocca a Thompson spedire di poco a lato. Ancora Steffen para alla grande su una punizione bassa e angolata di Živković, mentre Rajković blocca su Rubin, su bell'assist dell'ala del Tijuana Paul Arriola. A Tommy Thompson (San Jose Earthquakes) arriva poi la palla del match, ma l'errore è macroscopico. Si va ai supplementari. La Serbia che va vicinissima alla rete con Saponjic che in scivolata a porta vuota manda la sfera fuori incredibilmente da due passi su cross Mandic, col difensore del Tottenham Cameron Carter-Vickers che sporca la palla sulla linea. Dall'altra parte gli americani hanno la palla della vittoria quando il difensore serbo Babic toglie dalla testa di Rubin una possibile conclusione in rete. E quindi i rigori. Errore di Rubin. Il portiere e capitano della Serbia, Predrag Rajković,  para e sbaglia un rigore decisivo, come anche Joel Soñora (Boca Juniors). Ma poi John Anthony Requejo, Jr., 19enne terzino sinistro del Club Tijuana, si fa parare il tiro e  regala la semifinale ai suoi contro il Mali. Si chiude così un buon Mondiale U20 per gli USA, che però non riescono a superare lo scoglio quarti ancora una volta, e a superare così il miglior risultato ottenuto al 1989 FIFA World Youth Championship in cui chiusero quarti assoluti dopo aver perso la finalizza col Brasile. In quell'edizione l'ex attaccante dello Standard Liegi Steve Snow si classificò secondo nella classifica marcatori con tre reti. ________________________________________________________________________ USA vs. SERBIA: 5-6 d.c.r. (0-0) Marcatori: – Rigori: Rubin (USA, parato), Zdjelar (S, gol), Payne (USA, gol), Mandić (S, fuori), Arriola (USA, gol), Babić (S, gol), Hyndman (USA, gol), Grujić (S, gol), Zelalem (USA, gol), Živković (S, gol), Soñora (USA, traversa), Rajković (S, parato), Delgado (USA, gol), Antonov (S, gol), Caster-Vickers (USA, fuori), Veljkovic (S, parato), Requejo (USA, parato), Maksimović (S, gol) USA (4-2-3-1): Steffen; Payne, Miazga, Carter-Vickers, Requejo; Hyndman, Delgado; Arriola, Thompson (103′ Soñora), Zelalem; Rubin. A disp.: Moore, Olsen, Donovan, Palmer-Brown, Caldwell, Jamieson. All.: Ramos Serbia (4-2-3-1): Rajković; Stevanović, Veljkovic, Babić, Antonov; Zdjelar, Maksimović; Živković, S. Savić (111′ Grujić), Gaćinović (68′ Šaponjić); Mandić. A disp.: Manojlović, Milošević, Pankov, V. Savić, Ilić, Janković, Jovanović. All.: Paunović Arbitro: Artur Dias (Portogallo) Note: ammonizioni: Requejo (USA), Antonov, Mandić (S)

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La prima volta è stata in occasione dell'amichevole del giugno 2013, vinta dagli USA per 4-3 al RFK Stadium di Washington nel giorno dei festeggiamenti per il Centenario della US Soccer Federation.  L'anno scorso invece c'è stata Recife, con vittoria stavolta della Germania ma qualificazione degli Stati Uniti agli ottavi di finale. Oggi la trilogia di partite di Jurgen Klinsmann contro la Nazionale da lui guidata ai Mondiali 2006 si chiuderà a Colonia, stavolta contro una Germania diventata nel frattempo campione del mondo.Il match sarà l'ultimo per gli USA prima che il CT scelga i 23 per la CONCACAF Gold Cup (una lista preliminare di 35 giocatori è stata consegnata il 7 giugno scorso). L'amichevole marcherà inoltre la fine dell'anno di transizione post Mondiale, che ha visto notevoli cambiamenti di calciatori e di tattica per gli USA, con una serie notevole di alti e bassi, inclusa una serie di cinque match senza vittorie tra ottobre e dicembre, fino all'incredibile 4-3 inflitto all'Olanda venerdì scorso. LEGGI: Vittoria USA! Battuta la Germania 4-3 Per gli USA, il calcio tedesco è  molto meno alieno di quanto si pensi e di quanto lo sia quello di altri paesi. Già negli anni 70 gli americani potevano seguire il programma TV “Soccer Made in Germany" in onda sulla TV pubblica PBS, mentre poi i vari Franz Beckenbauer (NY Cosmos), Gerd Müller (Ft. Lauderdale Strikers) e Karl-Heinz Granitza (Chicago Sting) andarono a giocare nella NASL, seguiti anche da allenatori come Hennes Weiswaler, il creatore del grande Borussia Moenchenglandbach, Manny Schellscheidt e Lothar Osiander. La Germania è stata poi spesso il porto d'attracco per i primi americani d'esportazione come Eric Wynalda, Paul Caligiuri, Joe-Max Moore e Claudio Reyna, tra gli altri, in un'epoca in cui non era facile vederne. A farsi onore ci hanno pensato Steve Cherundolo, per anni capitano e poi soprannominato "sindaco di Hannover", Jovan Kirovski, che ha vinto la Coppa Intercontinentale da giovanissimo col Borussia Dortmund, o il portiere della Nazionale Kasey Keller, capitano del Borussia Mönchengladbach che viveva in un castello. LEGGI: La Germania vince con Müller, ma gli USA si qualificano Oggi i legame è persino più forte. Klinsmann, campione del mondo con la Germania nel 1990, all'ultimo Mondiale ha portato cinque tedesco-americani, e cinque (due nomi nuovi però) ce ne saranno nel match di Colonia. Una familiarità che da più parti si spera possa limitare l'impatto psicologico, visto che comunque la differenza di talento è enorme, anche se le statistiche non lo dicono visto che gli USA hanno battuto la Germania tre volte in totale (7 le sconfitte, zero i pareggi). “Mi aspetto solo che tutti coloro che sono coinvolti, specie i giocatori, si divertano. Giocheranno contro i campioni del mondo, che altro vogliono?", ha detto Klinsmann al sito ussoccer.com. "Sarà un giorno speciale in particolare per i tedesco-americani della squadra. Per noi è la possibilità di lanciare un segnale prima della Gold Cup, quindi voliamo far bene. Vogliamo un buon risultato e lasciare una buona impressione, e poi prenderemo le snottier decisioni per la Gold Cup. Vogliamo rivedere la Germania in due anni da ora, quando giocheremo la Confederations Cup in Russia.” Il gruppo di Klinsmann ha dimostrato in questi anni di saper ottenere risultati inaspettati, come mostrato in occasione delle vittorie in casa di Italia e Messico, o in quella contro la Bosnia nel 2013 o contro la Repubblica Ceca lo scorso settembre. La più recente è della scorsa settimana contro l'Olanda, con una rimonta da 3-1 coronata da una vittoria ottenuta nel finale, grazie ad un'intensità mantenuta sino alla fine nonostante un gruppo formato da molti giocatori inesperti in campo. Una vittoria che è il modo migliore per arrivare ad affrontare i campioni del mondo in casa loro, specie per la fiducia che ha regalato ad una squadra incapace di vincere sino a pochi mesi fa. LEGGI: Hannover, Cherundolo saluta il calcio. "Danke, Captain!" "Sicuramente ci ha dato fiducia", ha detto il portiere dell'Aston Villa Brad Guzan. “Ci ha fatto capire che quando ci sono match difficili, con grands quadre, in stadi complicati, possiamo vincere”. "Quando giochi coi top team mondiali puoi sempre perdere o fare brutta figura. Ma quando vinci, sorprendi queste grandi squadre, quei match ti dicono che sei in grado di farcela", ha spiegato Klinsmann. Uno dei punti di JK di questi anni è stata proprio la fede e il suo affidarsi ai giovani. Un modello speculare a quello messo in piedi nella costruzione della Germania del periodo 2004/06, base di quella che poi ha vinto nel 2014 in Brasile. Questo il senso del portare agli scorsi Mondiali giovani quali Julian Green, DeAndre Yedlin e John Brooks, cui se ne sono aggiunti tanti altri in 12 mesi, e serve pazienza. Una pazienza che sta pagando. Per esempio, Jordan Morris - ancora universitario - è andato in gol in Messico ad aprile e ha piazzato un assist vincente ad Amsterdam. Gyasi Zardes, promettente attaccante dei LA Galaxy, è stato un pericolo costante contro l'Olanda, trovandosi spesso coi compagni. Persino lo spesso deludente Bobby Wood ha fatto vedere flash che danno speranza. “Quello che devono fare è mantenere lo standards che hanno appena mostrato, La nostra speranza è che continuino a fare quello che stanno facendo". LEGGI: Olanda vs USA 3-4. Gli Stati Uniti espugnano Amsterdam per la prima volta! Klinsmann è uno che ama sperimentare, e mentre viene accurate di non dare identità alla Nazionale USA, questa in realtà ore mostra di essere molto flessibile. Il 4-1-4-1 presentato ad Amsterdam sembra ideale per i match in cui gli americani non si aspettano di tenere palla. Uno schema che intasa il centrocampo dando anche più scelta nel passaggio, e con le ali adatte può evolvere in un 4-3-3 d'attacco. Il problema venerdì è stata però la difficoltà di limitare i rifornimenti agli attaccanti olandesi, come dimostra la doppietta di Huntelaar. Come correzione basterebbe però una maggior aggressività in copertura. Inoltre lo schema ha permesso a tutti i giocatori USA di giocare nel ruolo preferito. Michael Bradley si è sentito libero nel suo muoversi box-to-box grazie alla copertura garantita da Kyle Beckerman e dal supporto in avanti di Alfredo Morales, riuscendo a dedicarsi alla costruzione del gioco ed agli assist per i compagni, in cui è il migliore dei suoi. Klisnmann spera di vedere un match simile da parte dell'ex romanista anche a Colonia, come darà uno sguardo più intenso a Danny Williams, il mediano del Reading che ha mostrato del potenziale da quando è rientrato in Nazionale lo scorso marzo. Qualche problema rimane in difesa, in cui Brooks, Ventura Alvarado e Brek Shea devono ancora crescere. Molti i problemi messi in mostra contro l'Olanda, con avversari lasciti spesso troppo liberi. Per questo ​Klinsmann potrebbe rispedire Fabian Johnson in difesa. Nonostante sia capace di rendersi pericoloso in fase propositiva, il laterale dei Mönchengladbach sembra al momento capace di dare maggiori garanzie del terzino destro del Norimberga, Timothy Chandler, sino ad oggi ancora incapace di una prestazione convincente in maglia a stelle e strisce. Della Germania si sa tutto. Con in vista il match di qualificazione ad Euro 2016 contro Gibilterra, vittoria scontata per i tedeschi che però in questo momento sono secondi nel gruppo A dietro la Polonia e a pari merito con la Scozia a dimostrazione del fatto che la compagine teutonica ha sofferto un po nel post mondiale dove di fatto è cominciato un nuovo ciclo con il ritiro di alcuni senatori come capitan Lahm e il grandissimo Miro Klose che ha appena deciso di continuare un altro ann con la Lazio. il team del CT Joachim Löw avrà a disposizione al RheinEnergie Stadion molti dei suoi migliori, come Bastian Schweinsteiger, Mesut Özil, il neo juventino Sami Khedira, André Schürrle e Mario Götze. Non ci sarà il viola Mario Gomez, mentre sarà presente l'interista Lucas Podolski. Assenti numerosi nomi di primo piano, come il portiere Neuer, Muller e Tony Kroos. Negli ultimi otto scontri diretti si registrano tre successi degli Usa e cinque della Germania (zero i pareggi).

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Gli USA erano usciti umiliati dai Mondiali 1998, tra brutto gioco, tre sconfitte e dissaporti tra allenatore e giocatori oltre che tra i giocatori stessi. E solo 4 giorni dopo la sconfitta con la Jugoslavia arrivano le dimissioni del CT Steve Sampson. Nell'ottobre 1998 la USSF nomina al posto di Sampson Bruce Arena, allenatore reduce da una lunga carriera di successo con la University of Virginia, con cui aveva vinto 5 titoli NCAA di cui 4 consecutivi (1991-94) e la cui esperienza internazionale era imitata a 3 partite (1-1-1) con l'Olimpica nel 1996. Ma la sua fama derivava principalmente da quanto ottenuto a livello di club, con due MLS Cup e una US Open Cup col DC United, oltre ad una CONCACAF Champions Cup e la Copa Interamericana nel 19998. E già  allora era il coach di maggior successo negli USA. A differenza di Sampson (all'inizio nominato ad interim), Arena ricevette pieno supporto da parte della federazzione, oltre ad un contratto da $2 milioni l'anno senza precedenti. E la scelta sembrò premiare subito, con un brellissimo 3-0 sulla Germania nel febbraio 1999, cui seguì un bellissimo terzo posto in Confederations Cup con nel mezzo una vittoria sull'Argentina, mettendo in mostra una squadra quadrata e solida, scoprendo anche giovani dal sicuro futuro come Landon Donovan, John O'Brien e DaMarcus Beasley. Nelle qualificazioni mondiali gli USA non trrovarono grossi problemi, dando anche il via ad un decennio di vittorie casalinghe contro il Messico, con cui chiusero alla pari il girone. A febbraio 2002, in preparazione ai Mondiali, arriva anche la vittoria in Gold Cup, e a quel punto Arena ha poerfettamente chiara la rosa da portare ai Mondiali, con ben 11 giocatori provenienti dalla MLS – che peraltro era nata anche con questo scopo – 6 dall'Inghilterra e 6 da altre leghe europee, con un'età  media di 29 anni. Ai Mondiali il CT di origini italiane, e da giovane portiere scelto dai NY Cosmos al Draft, ma preferì il lacrosse – avrebbe usato 16 dei 23, cambiando formazione ogni match. In Francia le cose iniziarono alla grande . L'ultima partita del primo turno della prima fase dei mondiali fu infatti la seconda grande sorpresa del trneo (la prima era stata la sconfitta nella partita d'esordio della Francia ad opera del Senegal). Gli Stati Uniti approfittarono delle gravi incertezze della difesa del Portogallo chiudendo, meritatamente, l'incontro nei primi 45'. Al 4' un'errore del portiere portoghese che si fa fuggire il pallone permette al centrocampista dell'Ajax John O 'Brien di portare gli Usa in vantaggio. Alla mezz'ora il raddoppio statunitense grazie ad una sfortunata autorete di Jorge Costa ed al 37' Brian Mc Bride porta incredibilmente il punteggio sul 3-0. Portogallo scosso, ma arriva subito il 3-1 grazie a Beto, lesto a riprendere una ribattuta della difesa Usa e a fiondare in rete. Nella ripresa il Portogallo, apparso compagine di fuoriclasse poco amalgamati, cerca di risalire la china e quando Jeff Agoos segna un magnifico goal, ma nella sua rete, sembra che possa farcela a rimediare. Ma è un fuoco di paglia. Finisce 3-2 per gli “Yankees”. Ed era la prima volta dal 1930 che gli USA non segnavano 3 gol ai Mondiali, e allora fu un certo Bert Patenaude. Nel secondo match, contro i padroni di casa, gran bella partita dei sudcoreani che hanno però rischiato di perdere contro una squadra quadrata e con buoni giocatori. Gli USA vanno in vantaggio con Clint Mathis, che indovina un gran tiro dal limite sul quale il portiere coreano non può arrivare. La Corea, spinta da un pubblico calorosissimo, reagisce e si procura un rigore che Lee Eul-Yong si fa parare dall'ottimo Brad Friedelche nella ripresa, con alcuni interventi strepitosi ritarda il pareggio degli asiatici che, comunque, arriva al 79' quando il perugino Ahn (che poi eliminerà  l'Italia), con un gran colpo di testa, manda in rete il pallone. Ancora qualche azione pericolosa sui due fronti, ma risultato alla fine giusto. Nella partita di chiusura del Girone per gli USA, arriva un'imprevedibile disfatta, con gli americani che escono umiliati da una Polonia che fino ad allora era parsa poca cosa e demotivata. Ma alla combriccola allenata da Bruce Arena va bene lo stesso perchè nell'altra partita del girone D il Portogallo perde contro la Corea del Sud consentendo agli Stati uniti di passare agli ottavi di finale. E' Olisadebe ad approfittare di un errore della difesa Usa e porto la Polonia in vantaggio (3'). Due minuti dopo Kryszalowicz raddoppia mandando in rete un bel cross dalla sinistra. Continua a dominare la Polonia che prende un palo con Zurawski ,che nella ripresa porta a tre le reti polacche. Un calcio di rigore dello stesso Zurawski viene parato da Friedel al 77' e Donovan salva la bandiera a stelle e strisce all'84'. Nell'altra partita per passare alla seconda fase ai padroni di casa della Corea del Sud a quel punto bastava il pareggio, un pari che avrebbe promosso anche il Portogallo, mandando i lusitani ad incontrare il Messico negli ottavi. Ma il Portogallo ci ha messo del suo, giocando larga parte della partita in 10 per l'inutile espulsione di Joao Pinto e terminando addirittura in 9 (fuori anche Beto per una dura entrata su Lee Young-Pyo). Puntuale la punizione fatale: goal spettacolare di Ji-Sung che raccoglieva un cross dalla sinistra, si smarcava di Conceicao con un delizioso pallonetto e batteva Vitori Baia. Ma si finiva così, con Corea del Sud e USA al turno successivo, dove gli americani avrebbero trovato il nemico di sempre: ElTri. Ottavi di finale: USA vs. Messico Il risultato che non ti aspetti. Gli Stati Uniti battendo per 2-0 il Messico si qualificano per i quarti dei mondiali. Le reti sono state realizzate da Brian McBride all'8' e da Landon Donovan al 65'. Il ct degli Stati Uniti, Bruce Arena, ha rivoluzionato la squadra, sia per scelta tecnica, sia per necessità  dovute a infortuni e squalifiche, e ha presentato contro il Messico una squadra sempre fedele al 4-4-2, ma con delle novità . Claudio Reyna si è spostato dal centro sulla fascia destra di centrocampo, Donovan dalla destra è andato a occupare una posizione più centrale dietro le punte, limitando anche l'azione di Gerardo Torrado. Il Messico non sembra risentire particolarmente delle contro misure adottate dagli Stati Uniti, prendendo subito in mano le redini del gioco. Il gioco in quei frangenti si svolge tutto nella metà  campo Usa. All'8', però, sono gli Stati Uniti ad andare in vantaggio, nella loro prima azione della partita. Percussione di Reyna sulla fascia destra e cross rasoterra centrale, un retropassaggio di Josh Wolff favorisce il tiro di destro di McBride che batte in diagonale Perez. La partita si mette nei binari voluti da Arena. Grande muro a centrocampo, sul quale va a sbattere l'attacco messicano, e ripartenze veloci in contropiede. Al 15', Morales scaglia un destro da fuori area che sfiora il palo destro di Brad Friedel, al 26' lo stesso portiere respinge una botta di Cuauhtémoc Blanco da fuori area e al 35' ancora Blanco, dopo un errore di Friedel, tira sul portiere che mette in angolo da pochi passi. Aguirre, tecnico del Messico, al 28' inserisce la terza punta Hernandez per Vidrio, un difensore. Il tempo si chiude con un'occasione per Wolff che sbaglia il raddoppio a botta sicura. Non cambia la partita nel secondo tempo. Il Messico attacca con generosità , ma la sua lentezza di manovra viene sistematicamente mortificata dalla tattica americana sempre attenta e poco disposta a concedere spazi. Al 3', Arellano impegna Friedel con un tiro cross. Al 7', Luna su punizione trova Friedel che devia la palla sulla traversa prima di mandarla in calcio d'angolo. Al 10' st, l'arbitro Melo Pereira non assegna un evidente calcio di rigore al Messico per un fallo di mano di O'Brien. Il ct messicano tenta la carta di Mercado per Vidrio, ma gli americani si rendono ancora pericolosi in contropiede. Al 16' per un altro fallo al limite provocato da Gregg Berhalter. Luna da calcio piazzato accarezza la traversa. Messico generosamente in avanti ma con un micidiale contropiede gli Usa passano per la seconda volta al 20'. Il terzino Eddie Lewis scende in contropiede sulla sinistra e mette in mezzo per l'accorrente Donovan che schiaccia di testa e batte imparabilmente Perez sulla sinistra. Al 28', Carmona da fuori area tenta di sorprendere Friedel, ma il portiere si fa trovare attento. La partita dice ancora poco con i verdi messicani più nervosi e Rafa Marquez viene espulso per un fallo molto violento su Jones. Entra al 33' un altro pezzo storico, Garcia Aspe (terzo mondiale anche per lui) al posto di un affaticato Torrado. Ma la partita finisce così, con gli Stati Uniti che si mettono alle spalle l'eterno rivale continentale e volano insperabilmente ai quarti dove affronteranno i panzer tedeschi. Quarti di finale: USA vs. Germania La Germania non sembra in grande giornata, ma non è la prima volta che succede, in questi Mondiali, e così gli Usa ci provano. Per due volte, 16' e 30' vanno vicini al clamoroso goal del vantaggio con Landon Donovan, ma in entrambe le occasioni è bravo il portierone tedesco Oliver Kahn a salvare la porta dei teutonici. Sembra che i tedeschi possano rimediare una figuraccia da un momento all'altro, invece un calcio si punizione battuto ottimamente da Ziege sulla trequarti sinistra dello schieramento statunitense trova pronto Ballack a deviare in rete (39'). Poco dopo, su un cross proveniente dalla sinistra, Klose manda il pallone a picchiare sul palo alla sinistra di Friedel. La Germania gioca molto meglio dopo aver segnato, e finisce il tempo attaccando. Nella ripresa, ancora Donovan si fa pericoloso e ancora Kahn para. Poi una respinta di Kahn su una conclusione ravvicinata statunitense finisce su un braccio di Linke sulla linea di porta (forse dentro la porta) ma l'arbitro opta a favore di una punizione per i tedeschi. Finale “anema e core” degli uomini di Bruce Arena che non riescono a riequilibrare le sorti dell'incontro. La Germania guadagna le semfinali, ma onore e merito agli Stati Uniti, squadra giunta senza grandi pretese a questi campionati mondiali ma comportatasi in modo eccellente (tranne nell'ultima gara del girone di qualificazione agli ottavi contro la Polonia). Un'uscita assolutamente immeritata quella contro la Germania, messa spesso sotto e avanzata solo per la maggior esperienza a gestire partite di questo livello. Per gli USA comunque i Mondiali 2002 rimangono come il miglior risultato dopo il terzo posto del 1930, ma rimangono anche un rimpianto pensando che la semifinale sarebbe stata contro la Corea del Sud. Rimane però la soddisfazione di essere usciti per la prima volta dalle retrovie del calcio e di aver messo in mostra una generazione di giovani (come Donovan e Beasley, e anche O'Brien se gli infortuni non lo avessero fermato) che ancor oggi sono la spina dorsale della Nazionale USA. ________________________________________ 05/06/2002, Suwon (South Korea), Suwon World Cup Stadium, 37306 USA 3 (John O'Brien 4', Jorge Costa 29' OG, Brian McBride 36') PORTUGAL 2 (Beto 39', Jeff Agoos 71' OG) USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk, Pablo Mastroeni, John O'Brien, Ernie Stewart [c] (Cobi Jones 46'), Jeff Agoos, DaMarcus Beasley, Brian McBride, Landon Donovan (Joe-Max Moore 75'), Tony Sanneh, Eddie Pope (Carlos Llamosa 80'). Portogallo: Và­tor Baà­a, Jorge Costa (Jorge Andrade 73'), Fernando Couto [c], Figo, Joà£o Manuel Vieira Pinto, Pauleta, Rui Costa (Nuno Gomes 80'), Sérgio Conceià§à£o, Petit, Beto, Rui Jorge (Paulo Bento 69'). Arbitro: Byron Moreno (Ecuador). CT: USA: Bruce Arena – Portogallo: Antà³nio Oliveira. Ammoniti: USA: DaMarcus Beasley [Y 90+']. Portugal: Beto [Y 34'], Petit [Y 52']. 10/06/2002, Daegu, Daegu World Cup Stadium, 60778 SOUTH KOREA 1 (Ahn Jung-Hwan 78') USA 1 (Clint Mathis 24') South Korea: Lee Woon-Jae, Choi Jin-Cheol, Kim Nam-II, Yoo Sang-Cheol (Choi Yong-Soo 69'), Kim Tae-Young, Seol Ki-Hyun, Lee Eul-Yong, Hwang Seon-Hong (Ahn Jung-Hwan 56'), Hong Myung-Bo [c], Park Ji-Sung  (Lee Cheon-Soo 38'), Song Jong-Gook. USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk, John O'Brien, Claudio Reyna [c], Clint Mathis (Josh Wolff 82'), Jeff Agoos, DaMarcus Beasley (Eddie Lewis 75'), Brian McBride, Landon Donovan, Tony Sanneh, Eddie Pope. Arbitro: Urs Meier (Svizzera). CT: South Korea: Guus Hiddink (Olanda). USA: Bruce Arena. Cards: South Korea: Hong Myung-Bo [Y 80']. USA: Frankie Hejduk [Y 30'], Jeff Agoos [Y 39']. Note: Brad Friedel saved a penalty by Lee Eul-Yong at 39'. 14/06/2002, Daejeon (South Korea), Daejeon World Cup Stadium, 26482 POLONIA 3 (Emmanuel Olisadebe 3', Paweł Kryszałowicz 5', Marcin Żewłakow 66') USA 1 (Landon Donovan 83') Polonia: Radosław Majdan, Tomasz Kłos (Tomasz Wałdoch 89'), Jacek Zieliński [c], Cezary Kucharski (Marcin Żewłakow 65'), Paweł Kryszałowicz, Emmanuel Olisadebe (Paweł Sibik 86'), Arkadiusz Głowacki, Maciej Murawski,  Jacek Krzynà³wek, Maciej Żurawski, Marek Koźmiński. USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk, John O'Brien, Ernie Stewart [c]  (Cobi Jones 68'), Claudio Reyna [c], Clint Mathis, Jeff Agoos (DaMarcus Beasley 36'), Brian McBride (Joe-Max Moore 58'), Landon Donovan, Tony Sanneh, Eddie Pope. Arbitro: Jun Lu (Cina). CT: Poland: Jerzy Engel. USA: Bruce Arena. AMmoniti: Polonia: Radosław Majdan [Y 44'], Marek Koźmiński [Y 46'], Cezary Kucharski [Y 63'], Emmanuel Olisadebe [Y 86']. USA: Frankie Hejduk [Y 72']. Note: Brad Friedel ha parato un rigore a Maciej Żurawski al 67'. Table: 1.SOUTH KOREA 3 2 1 0 4- 1 7 2.USA 3 1 1 1 5- 6 4 3.Portogallo 3 1 0 2 6- 4 3 4.Polonia 3 1 0 2 3- 7 3 Ottavi di finale 17/06/2002, Jeonju (South Korea), Jeonju World Cup Stadium, 36380 World Cup USA 2 (Brian McBride 8', Landon Donovan 65') MEXICO 0 USA: Brad Friedel, Gregg Berhalter, Pablo Mastroeni (Carlos Llamosa 90+'), John O'Brien, Eddie Pope, Eddie Lewis, Claudio Reyna [c], Josh Wolff (Ernie Stewart 59'), Brian McBride (Cobi Jones 79'), Landon Donovan,  Tony Sanneh. Mexico: Oscar Pérez, Rafael Mà¡rquez [c], Manuel Vidrio (Sigifredo Mercado 46'), Gerardo Torrado (Alberto Garcà­a Aspe 78'), Jesàºs Arellano, Ramà³n Morales  (Luis Hernà¡ndez 28'), Jared Borgetti, Cuauhtémoc Blanco, Braulio Luna, Salvador Carmona, Johan Rodrà­guez. Referee: Và­tor Melo Pereira (Portugal) Coaches: USA: Bruce Arena Mexico: Javier Aguirre Cards: USA: Eddie Pope [Y 26'], Pablo Mastroeni [Y 47'], Josh Wolff [Y 50'], Gregg Berhalter [Y 53'], Brad Friedel [Y 83']. Mexico: Manuel Vidrio [Y 37'], Luis Hernà¡ndez [Y 67'], Cuauhtémoc Blanco [Y 70'], Alberto Garcà­a Aspe [Y 81'], Salvador Carmona [Y 84'], Rafael Mà¡rquez [R 88']. Quarti di finale 21/06/2002, Ulsan (South Korea), Munsu Football Stadium, 37337 World Cup GERMANY 1 (Michael Ballack 39') USA 0 Germany: Oliver Kahn, Thomas Linke, Christian Ziege, Oliver Neuville (Marco Bode 80'), Dietmar Hamann, Miroslav Klose (Oliver Bierhoff 88'), Michael Ballack, Sebastian Kehl, Bernd Schneider (Jens Jeremies 60'), Christoph Metzelder, Torsten Frings. USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk (Cobi Jones 65'), Gregg Berhalter,  Pablo Mastroeni (Ernie Stewart 80'), John O'Brien, Eddie Lewis,  Claudio Reyna [c], Brian McBride (Clint Mathis 58'), Landon Donovan, Tony Sanneh, Eddie Pope. Referee: Hugh Dallas (Scotland). Coaches: Germany: Rudi Và¶ller. USA: Bruce Arena. Cards: Germany: Sebastian Kehl [Y 66'], Jens Jeremies [Y 68']. USA: Eddie Lewis [Y 40'], Eddie Pope [Y 41'], Claudio Reyna [Y 68'], Pablo Mastroeni [Y 69'], Gregg Berhalter [Y 70'].

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