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USA e Mondiali: 2002, a un passo dalla semifinale
Scritto il 2014-06-15 da Franco Spicciariello su Nazionale USA
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Gli USA erano usciti umiliati dai Mondiali 1998, tra brutto gioco, tre sconfitte e dissaporti tra allenatore e giocatori oltre che tra i giocatori stessi. E solo 4 giorni dopo la sconfitta con la Jugoslavia arrivano le dimissioni del CT Steve Sampson.

Nell'ottobre 1998 la USSF nomina al posto di Sampson Bruce Arena, allenatore reduce da una lunga carriera di successo con la University of Virginia, con cui aveva vinto 5 titoli NCAA di cui 4 consecutivi (1991-94) e la cui esperienza internazionale era imitata a 3 partite (1-1-1) con l'Olimpica nel 1996. Ma la sua fama derivava principalmente da quanto ottenuto a livello di club, con due MLS Cup e una US Open Cup col DC United, oltre ad una CONCACAF Champions Cup e la Copa Interamericana nel 19998. E già  allora era il coach di maggior successo negli USA.

A differenza di Sampson (all'inizio nominato ad interim), Arena ricevette pieno supporto da parte della federazzione, oltre ad un contratto da $2 milioni l'anno senza precedenti. E la scelta sembrò premiare subito, con un brellissimo 3-0 sulla Germania nel febbraio 1999, cui seguì un bellissimo terzo posto in Confederations Cup con nel mezzo una vittoria sull'Argentina, mettendo in mostra una squadra quadrata e solida, scoprendo anche giovani dal sicuro futuro come Landon Donovan, John O'Brien e DaMarcus Beasley.

Nelle qualificazioni mondiali gli USA non trrovarono grossi problemi, dando anche il via ad un decennio di vittorie casalinghe contro il Messico, con cui chiusero alla pari il girone.

A febbraio 2002, in preparazione ai Mondiali, arriva anche la vittoria in Gold Cup, e a quel punto Arena ha poerfettamente chiara la rosa da portare ai Mondiali, con ben 11 giocatori provenienti dalla MLS – che peraltro era nata anche con questo scopo – 6 dall'Inghilterra e 6 da altre leghe europee, con un'età  media di 29 anni. Ai Mondiali il CT di origini italiane, e da giovane portiere scelto dai NY Cosmos al Draft, ma preferì il lacrosse – avrebbe usato 16 dei 23, cambiando formazione ogni match.

In Francia le cose iniziarono alla grande . L'ultima partita del primo turno della prima fase dei mondiali fu infatti la seconda grande sorpresa del trneo (la prima era stata la sconfitta nella partita d'esordio della Francia ad opera del Senegal). Gli Stati Uniti approfittarono delle gravi incertezze della difesa del Portogallo chiudendo, meritatamente, l'incontro nei primi 45'.

Al 4' un'errore del portiere portoghese che si fa fuggire il pallone permette al centrocampista dell'Ajax John O 'Brien di portare gli Usa in vantaggio. Alla mezz'ora il raddoppio statunitense grazie ad una sfortunata autorete di Jorge Costa ed al 37' Brian Mc Bride porta incredibilmente il punteggio sul 3-0. Portogallo scosso, ma arriva subito il 3-1 grazie a Beto, lesto a riprendere una ribattuta della difesa Usa e a fiondare in rete. Nella ripresa il Portogallo, apparso compagine di fuoriclasse poco amalgamati, cerca di risalire la china e quando Jeff Agoos segna un magnifico goal, ma nella sua rete, sembra che possa farcela a rimediare. Ma è un fuoco di paglia. Finisce 3-2 per gli “Yankees”. Ed era la prima volta dal 1930 che gli USA non segnavano 3 gol ai Mondiali, e allora fu un certo Bert Patenaude.

Nel secondo match, contro i padroni di casa, gran bella partita dei sudcoreani che hanno però rischiato di perdere contro una squadra quadrata e con buoni giocatori. Gli USA vanno in vantaggio con Clint Mathis, che indovina un gran tiro dal limite sul quale il portiere coreano non può arrivare. La Corea, spinta da un pubblico calorosissimo, reagisce e si procura un rigore che Lee Eul-Yong si fa parare dall'ottimo Brad Friedelche nella ripresa, con alcuni interventi strepitosi ritarda il pareggio degli asiatici che, comunque, arriva al 79' quando il perugino Ahn (che poi eliminerà  l'Italia), con un gran colpo di testa, manda in rete il pallone. Ancora qualche azione pericolosa sui due fronti, ma risultato alla fine giusto.

Nella partita di chiusura del Girone per gli USA, arriva un'imprevedibile disfatta, con gli americani che escono umiliati da una Polonia che fino ad allora era parsa poca cosa e demotivata. Ma alla combriccola allenata da Bruce Arena va bene lo stesso perchè nell'altra partita del girone D il Portogallo perde contro la Corea del Sud consentendo agli Stati uniti di passare agli ottavi di finale. E' Olisadebe ad approfittare di un errore della difesa Usa e porto la Polonia in vantaggio (3'). Due minuti dopo Kryszalowicz raddoppia mandando in rete un bel cross dalla sinistra. Continua a dominare la Polonia che prende un palo con Zurawski ,che nella ripresa porta a tre le reti polacche. Un calcio di rigore dello stesso Zurawski viene parato da Friedel al 77' e Donovan salva la bandiera a stelle e strisce all'84'.

Nell'altra partita per passare alla seconda fase ai padroni di casa della Corea del Sud a quel punto bastava il pareggio, un pari che avrebbe promosso anche il Portogallo, mandando i lusitani ad incontrare il Messico negli ottavi. Ma il Portogallo ci ha messo del suo, giocando larga parte della partita in 10 per l'inutile espulsione di Joao Pinto e terminando addirittura in 9 (fuori anche Beto per una dura entrata su Lee Young-Pyo). Puntuale la punizione fatale: goal spettacolare di Ji-Sung che raccoglieva un cross dalla sinistra, si smarcava di Conceicao con un delizioso pallonetto e batteva Vitori Baia. Ma si finiva così, con Corea del Sud e USA al turno successivo, dove gli americani avrebbero trovato il nemico di sempre: ElTri.

Ottavi di finale: USA vs. Messico

Il risultato che non ti aspetti. Gli Stati Uniti battendo per 2-0 il Messico si qualificano per i quarti dei mondiali. Le reti sono state realizzate da Brian McBride all'8' e da Landon Donovan al 65'.

Il ct degli Stati Uniti, Bruce Arena, ha rivoluzionato la squadra, sia per scelta tecnica, sia per necessità  dovute a infortuni e squalifiche, e ha presentato contro il Messico una squadra sempre fedele al 4-4-2, ma con delle novità . Claudio Reyna si è spostato dal centro sulla fascia destra di centrocampo, Donovan dalla destra è andato a occupare una posizione più centrale dietro le punte, limitando anche l'azione di Gerardo Torrado.
Il Messico non sembra risentire particolarmente delle contro misure adottate dagli Stati Uniti, prendendo subito in mano le redini del gioco. Il gioco in quei frangenti si svolge tutto nella metà  campo Usa. All'8', però, sono gli Stati Uniti ad andare in vantaggio, nella loro prima azione della partita. Percussione di Reyna sulla fascia destra e cross rasoterra centrale, un retropassaggio di Josh Wolff favorisce il tiro di destro di McBride che batte in diagonale Perez.
La partita si mette nei binari voluti da Arena. Grande muro a centrocampo, sul quale va a sbattere l'attacco messicano, e ripartenze veloci in contropiede. Al 15', Morales scaglia un destro da fuori area che sfiora il palo destro di Brad Friedel, al 26' lo stesso portiere respinge una botta di Cuauhtémoc Blanco da fuori area e al 35' ancora Blanco, dopo un errore di Friedel, tira sul portiere che mette in angolo da pochi passi.
Aguirre, tecnico del Messico, al 28' inserisce la terza punta Hernandez per Vidrio, un difensore. Il tempo si chiude con un'occasione per Wolff che sbaglia il raddoppio a botta sicura.

Non cambia la partita nel secondo tempo. Il Messico attacca con generosità , ma la sua lentezza di manovra viene sistematicamente mortificata dalla tattica americana sempre attenta e poco disposta a concedere spazi. Al 3', Arellano impegna Friedel con un tiro cross. Al 7', Luna su punizione trova Friedel che devia la palla sulla traversa prima di mandarla in calcio d'angolo. Al 10' st, l'arbitro Melo Pereira non assegna un evidente calcio di rigore al Messico per un fallo di mano di O'Brien.
Il ct messicano tenta la carta di Mercado per Vidrio, ma gli americani si rendono ancora pericolosi in contropiede. Al 16' per un altro fallo al limite provocato da Gregg Berhalter. Luna da calcio piazzato accarezza la traversa.
Messico generosamente in avanti ma con un micidiale contropiede gli Usa passano per la seconda volta al 20'. Il terzino Eddie Lewis scende in contropiede sulla sinistra e mette in mezzo per l'accorrente Donovan che schiaccia di testa e batte imparabilmente Perez sulla sinistra. Al 28', Carmona da fuori area tenta di sorprendere Friedel, ma il portiere si fa trovare attento. La partita dice ancora poco con i verdi messicani più nervosi e Rafa Marquez viene espulso per un fallo molto violento su Jones. Entra al 33' un altro pezzo storico, Garcia Aspe (terzo mondiale anche per lui) al posto di un affaticato Torrado. Ma la partita finisce così, con gli Stati Uniti che si mettono alle spalle l'eterno rivale continentale e volano insperabilmente ai quarti dove affronteranno i panzer tedeschi.

Quarti di finale: USA vs. Germania

La Germania non sembra in grande giornata, ma non è la prima volta che succede, in questi Mondiali, e così gli Usa ci provano. Per due volte, 16' e 30' vanno vicini al clamoroso goal del vantaggio con Landon Donovan, ma in entrambe le occasioni è bravo il portierone tedesco Oliver Kahn a salvare la porta dei teutonici. Sembra che i tedeschi possano rimediare una figuraccia da un momento all'altro, invece un calcio si punizione battuto ottimamente da Ziege sulla trequarti sinistra dello schieramento statunitense trova pronto Ballack a deviare in rete (39'). Poco dopo, su un cross proveniente dalla sinistra, Klose manda il pallone a picchiare sul palo alla sinistra di Friedel. La Germania gioca molto meglio dopo aver segnato, e finisce il tempo attaccando. Nella ripresa, ancora Donovan si fa pericoloso e ancora Kahn para. Poi una respinta di Kahn su una conclusione ravvicinata statunitense finisce su un braccio di Linke sulla linea di porta (forse dentro la porta) ma l'arbitro opta a favore di una punizione per i tedeschi.
Finale “anema e core” degli uomini di Bruce Arena che non riescono a riequilibrare le sorti dell'incontro. La Germania guadagna le semfinali, ma onore e merito agli Stati Uniti, squadra giunta senza grandi pretese a questi campionati mondiali ma comportatasi in modo eccellente (tranne nell'ultima gara del girone di qualificazione agli ottavi contro la Polonia).

Un'uscita assolutamente immeritata quella contro la Germania, messa spesso sotto e avanzata solo per la maggior esperienza a gestire partite di questo livello. Per gli USA comunque i Mondiali 2002 rimangono come il miglior risultato dopo il terzo posto del 1930, ma rimangono anche un rimpianto pensando che la semifinale sarebbe stata contro la Corea del Sud. Rimane però la soddisfazione di essere usciti per la prima volta dalle retrovie del calcio e di aver messo in mostra una generazione di giovani (come Donovan e Beasley, e anche O'Brien se gli infortuni non lo avessero fermato) che ancor oggi sono la spina dorsale della Nazionale USA.

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05/06/2002, Suwon (South Korea), Suwon World Cup Stadium, 37306

USA 3 (John O'Brien 4', Jorge Costa 29' OG, Brian McBride 36')
PORTUGAL 2 (Beto 39', Jeff Agoos 71' OG)
USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk, Pablo Mastroeni, John O'Brien, Ernie Stewart [c] (Cobi Jones 46'), Jeff Agoos, DaMarcus Beasley, Brian McBride, Landon Donovan (Joe-Max Moore 75'), Tony Sanneh, Eddie Pope (Carlos Llamosa 80').
Portogallo: Và­tor Baà­a, Jorge Costa (Jorge Andrade 73'), Fernando Couto [c], Figo, Joà£o Manuel Vieira Pinto, Pauleta, Rui Costa (Nuno Gomes 80'), Sérgio Conceià§à£o, Petit, Beto, Rui Jorge (Paulo Bento 69').
Arbitro: Byron Moreno (Ecuador).
CT: USA: Bruce Arena – Portogallo: Antà³nio Oliveira.
Ammoniti: USA: DaMarcus Beasley [Y 90+'].
Portugal: Beto [Y 34'], Petit [Y 52'].

10/06/2002, Daegu, Daegu World Cup Stadium, 60778

SOUTH KOREA 1 (Ahn Jung-Hwan 78')
USA 1 (Clint Mathis 24')
South Korea: Lee Woon-Jae, Choi Jin-Cheol, Kim Nam-II, Yoo Sang-Cheol (Choi Yong-Soo 69'), Kim Tae-Young, Seol Ki-Hyun, Lee Eul-Yong,
Hwang Seon-Hong (Ahn Jung-Hwan 56'), Hong Myung-Bo [c], Park Ji-Sung  (Lee Cheon-Soo 38'), Song Jong-Gook.
USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk, John O'Brien, Claudio Reyna [c], Clint Mathis (Josh Wolff 82'), Jeff Agoos, DaMarcus Beasley (Eddie Lewis 75'), Brian McBride, Landon Donovan, Tony Sanneh, Eddie Pope.
Arbitro: Urs Meier (Svizzera).
CT: South Korea: Guus Hiddink (Olanda).
USA: Bruce Arena.
Cards: South Korea: Hong Myung-Bo [Y 80'].
USA: Frankie Hejduk [Y 30'], Jeff Agoos [Y 39'].
Note: Brad Friedel saved a penalty by Lee Eul-Yong at 39'.

14/06/2002, Daejeon (South Korea), Daejeon World Cup Stadium, 26482

POLONIA 3 (Emmanuel Olisadebe 3', Paweł Kryszałowicz 5', Marcin Żewłakow 66')
USA 1 (Landon Donovan 83')
Polonia: Radosław Majdan, Tomasz Kłos (Tomasz Wałdoch 89'), Jacek Zieliński [c], Cezary Kucharski (Marcin Żewłakow 65'), Paweł Kryszałowicz,
Emmanuel Olisadebe (Paweł Sibik 86'), Arkadiusz Głowacki, Maciej Murawski,  Jacek Krzynà³wek, Maciej Żurawski, Marek Koźmiński.
USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk, John O'Brien, Ernie Stewart [c]  (Cobi Jones 68'), Claudio Reyna [c], Clint Mathis, Jeff Agoos (DaMarcus Beasley 36'), Brian McBride (Joe-Max Moore 58'), Landon Donovan, Tony Sanneh, Eddie Pope.
Arbitro: Jun Lu (Cina).
CT: Poland: Jerzy Engel.
USA: Bruce Arena.
AMmoniti: Polonia: Radosław Majdan [Y 44'], Marek Koźmiński [Y 46'],
Cezary Kucharski [Y 63'], Emmanuel Olisadebe [Y 86'].
USA: Frankie Hejduk [Y 72'].
Note: Brad Friedel ha parato un rigore a Maciej Żurawski al 67'.

Table:
1.SOUTH KOREA 3 2 1 0 4- 1 7
2.USA 3 1 1 1 5- 6 4
3.Portogallo 3 1 0 2 6- 4 3
4.Polonia 3 1 0 2 3- 7 3

Ottavi di finale

17/06/2002, Jeonju (South Korea), Jeonju World Cup Stadium, 36380
World Cup
USA 2 (Brian McBride 8', Landon Donovan 65')
MEXICO 0
USA: Brad Friedel, Gregg Berhalter, Pablo Mastroeni (Carlos Llamosa 90+'), John O'Brien, Eddie Pope, Eddie Lewis, Claudio Reyna [c], Josh Wolff
(Ernie Stewart 59'), Brian McBride (Cobi Jones 79'), Landon Donovan,  Tony Sanneh.
Mexico: Oscar Pérez, Rafael Mà¡rquez [c], Manuel Vidrio (Sigifredo Mercado 46'), Gerardo Torrado (Alberto Garcà­a Aspe 78'), Jesàºs Arellano, Ramà³n Morales  (Luis Hernà¡ndez 28'), Jared Borgetti, Cuauhtémoc Blanco, Braulio Luna,
Salvador Carmona, Johan Rodrà­guez.
Referee: Và­tor Melo Pereira (Portugal)
Coaches: USA: Bruce Arena
Mexico: Javier Aguirre
Cards: USA: Eddie Pope [Y 26'], Pablo Mastroeni [Y 47'], Josh Wolff [Y 50'],
Gregg Berhalter [Y 53'], Brad Friedel [Y 83'].
Mexico: Manuel Vidrio [Y 37'], Luis Hernà¡ndez [Y 67'],
Cuauhtémoc Blanco [Y 70'], Alberto Garcà­a Aspe [Y 81'],
Salvador Carmona [Y 84'], Rafael Mà¡rquez [R 88'].

Quarti di finale

21/06/2002, Ulsan (South Korea), Munsu Football Stadium, 37337
World Cup
GERMANY 1 (Michael Ballack 39')
USA 0
Germany: Oliver Kahn, Thomas Linke, Christian Ziege, Oliver Neuville (Marco Bode 80'), Dietmar Hamann, Miroslav Klose (Oliver Bierhoff 88'),
Michael Ballack, Sebastian Kehl, Bernd Schneider (Jens Jeremies 60'), Christoph Metzelder, Torsten Frings.
USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk (Cobi Jones 65'), Gregg Berhalter,  Pablo Mastroeni (Ernie Stewart 80'), John O'Brien, Eddie Lewis,  Claudio Reyna [c], Brian McBride (Clint Mathis 58'), Landon Donovan,
Tony Sanneh, Eddie Pope.
Referee: Hugh Dallas (Scotland).
Coaches: Germany: Rudi Và¶ller.
USA: Bruce Arena.
Cards: Germany: Sebastian Kehl [Y 66'], Jens Jeremies [Y 68'].
USA: Eddie Lewis [Y 40'], Eddie Pope [Y 41'], Claudio Reyna [Y 68'],
Pablo Mastroeni [Y 69'], Gregg Berhalter [Y 70'].

A NY i Red Bulls e il loro stadio, la Red Bull Arena (inaugurata nel 2010), sarebbero in vendita. La notizia è stata data ieri da Grant Wahl, giornalista di Sports Illustrated. Nonostante Marc de Grandpre, capo delle operazioni commerciali dei NYRBm dica che il club non è in vendita, una fonte afferma che nel caso dovesse arrivare un'offerta da 300 milioni per club e stadio, l'affare verrebbe chiuso entro 48 ore. A questi brutti rumors sui NY Red Bulls si aggiunge l'altra rivelazione di Grant Wahl, che afferma non esserci nessuna possibilità che Thierry Henry possa rimanere un'altra stagione a NY. Ciò non vuol dire che si ritirerà, ma semplicemente che lascerà i Red Bulls. Le voci su una possibile cessione del team di NY arrivano a seguito di un certo minore interesse da parte della casa madre austriaca, in questo momento più presa dai gioielli in Europa - il Red Bull Salzburg e l'RB Leipzig (favorito per la promozione in Bundesliga), dove gioca l'americano Terrance Boyd - cui si aggiunge un recente declino in termini di profitti derivanti dalle vendite della nota bibita energetica. A ciò si potrebbe aggiungere lo sbarco nel 2015 del New York City FC, presentatosi con un'aggressiva campagna di marketing in tutta NY e con l'ingaggio di due stelle di prima grandezza quali Frank Lampard e David Villa. A quanto pare in passato la Red Bull aveva avuto anche dei contatti proprio col Manchester City, prima ovviamente del lancio della nuova squadra di NY in joint venture con gli Yankees, e poi con un gruppo del New Jersey Il distacco della proprietà austriaca era iniziato a sembrare chiaro quando la scorsa estate il club aveva rinunciato ad acquistare un terzo Designated Player da affiancare a Henry e Tim Cahill, cui poi era seguita la decisione di non portare avanti il progetto di una seconda squadra da piazzare nel campionato USL Pro. Le smentite erano inevitabili, con tentativi di giustificare le scelte più ad un adeguamento con le filosofie dei club di maggior successo in MLS (RSL, Sporting KC), che con un disimpegno. Il quadro che invece esce fuori da Sports Illustrated chiarisce invece la scarsissima possibilità che i NY Red Bulls possano ancora essere in MLS così come li conosciamo oggi di qui a 10 anni. Ma mentre una decade può sembrare un'enormità, una notizia del genere potrebbe in breve portare al collasso il club, spingendo i tifosi ad allontanarsi da un team che presto potrebbe non esserci più, anche se solo cambiando nome. Esattamente quanto accaduto al Chivas USA, che però era in una situazione ben peggiore, per brand e mancanza di stadio. La smentita Proprio per evitare una debacle, è arrivata ieri pronta la smentita da parte del commissione della MLS, Don Garber: “Posso assolutamente assicurarvi che i New York Red Bulls non sono in vendita. Sia la proprietà che il management in Austria e a New York sono totalmente impegnati nei confronti della Major League Soccer e del club".

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Il nome di Landon Donovan resterà scritto per anni su tutti i libri dei record della MLS, ma prima di  intende continuare a realizzare record che difficilmente saranno battuti. Con i tre assist piazzati nel weekend nel match stravinto dai LA Galaxy per 4-0 contro i New York Red Bulls, Donovan ha infatti raggiunto quota 135, pareggiando il recordo di Steve Ralston, leggenda del New England Revolution. HIGHLIGHTS: LA Galaxy vs. NY Red Bulls 4-0 “Ne sono orgoglioso. Per fare il record degli assists devi avere un sacco di gente che la butta dentro, non basta solo piazzare la palla nel posto giusto” ha dichiarato Donovan, andato anche in gol domenica notte. “Hanno segnato tre bei gol, il che aiuta, Ho havuto un sacco di ragazzi che hanno segnato molti gol per mio conto nel corso della mia carriera, e per questo record va dato credito anche a loro”. Nel match contro i Red Bulls, Donovan è apparso in serata super sin dall'inizio, mostrando forza e aggressività oltre i soliti bei tocchi, con numerosi tagli che hanno messo in difficoltà la difesa di NY. Già all'8' suo l'assist per Robbie Keane per l'1-0. Al 69' è Gyasi Zardes a chiudere in rete una serie di 16 passaggi, l'ultimo proprio di Donovan. Il record di Ralston Donovan lo raggiunge all'82' con un bel lancio ancora per Keane, che fa doppuetta infilando ancora una volta il povero Luis Robles. “Congratulazioni a Landon. Sapevo che era vicino al record, e durante la partita gli ho detto di continuare a fare assist... Avere il record di assist e di gol è una meta incredibile per chiunque", ha detto Keane dopo il match. Come al solito, dopo aver ottenuto il record Donovan ha cercato di mantenere un profilo basso: “Ho sempre cercato di essere quello che fa la giocata giusta, che sia l'assist o tirare in porta quando è il momento. Cerco semplicemente di prendere le decisioni giuste. Spesso ci sono riuscito, e ne sono orgoglioso. Volevo essere un giocatore a più dimensioni, e spero di esserci riuscito". Ma con ancora 4 match di regular season da giocare Donovan punta ad incrementare i record ottenuti sino ad ora. “Lo voglio, voglio il record degli asists [da solo]. Ma non lo cercherò a tutti i costi, piazzerò l'assist al momento goìiusto senza cercarlo in modo spasmodico. Semplicemente giocherò come so, e arriverà".

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Pallone d'Oro 1994, leggenda del calcio bulgaro e internazionale, Hristo Stoičkov, - ex di Chicago Fire (due stagioni , con 35 partite e 15 reti) e D.C. United a inizio anni 2000, torna a parlare di MLS con la televisione USA di lingua spagnola UniMas. In particolare Stoichkov ha prodotto un elogio di Bob Bradley, di cui fu anche assistant coach a Chicago nel 2002, che l'ex attaccante del Parma ha definito "padre" della prossima generazione di allenatori americani. Il nome di Bradley è uscito fuori nel corso della telecronaca di Columbus Crew vs Chivas USA di UniMas. Ad un certo punto della conversazione tra Stoichkov e Jorge Perez Navarro si è spostata sul coach del Crew, Gregg Berhalter, che prima di diventare allenatore ha giocato per i LA Galaxy e per altri sei club in Europa, indossando per 44 volte la maglia degli Stati Uniti. HIGHLIGHTS: Columbus Crew 3, Chivas USA 0 Proprio il percorso di Berhalter ha attirato l'interesse di Stoichkov, che ha quindi allargato il discorso agli altri allenatori MLS con alle spalle un passato da giocatore nella lega. “Molti di questi giocatori, incluso Greg [Vanney], appena arrivato a Toronto, C.J. Brown, Peter Nowak – che ha allenato a lungo – e Diego Gutierrez, sono tutti parte di una generazione ben formata", ha detto Stoichkov. "Credo che tutti siano rimasti sempre in contatto con Bob Bradley. Credo che Bradley sia il 'padre" di molti di questi giocatori di cui stiamo parlando, che stanno allenando o che comunque lavorano nel calcio". A quel punto il telecronista ha pressato Stoichkov nel comparare Bradley, allenatore del Fire dal 1998 al 2002,tra gli altri, e della Nazionale USA a Sudafrica 2010, con l'ex CT Bruce Arena, oggi ai LA Galaxy. Bradley fu peraltro vice di Arena quando il D.C. United vinse la MLS Cup 1996 e 1997. "Credo che entrambi abbiano fatto cose importanti per questo paese, portando la Nazionale avanti ai Mondiali. Li considero gli influenzatori, i padri e gli amici di tutti questi calciatori diventati tecnici"

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