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MLS contro Premier League nella notte
Scritto il 2014-07-24 da Giacomo Costa su
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Non sono finite benissimo le amichevoli della notte tra la Major League Soccer e la Premier League, dopo il 3-3 tra Seattle e Tottenham. Partite che contano poco o nulla, e, soprattutto, nel weekend ci sono partite di campionato ben più importanti. Più o meno tutte le squadre hanno risparmiato ai titolari minuti, soprattutto nei secondi tempi.

I LA Galaxy hanno fatto una figuraccia con il Manchester United, perdendo 7-0 di fronte a 86,000 tifosi. I californiani non sono mai scesi in campo, hanno subito un 2-0 veloce e hanno mollato completamente. Lasciati in panchina Landon Donovan e Omar Gonzalez. Nel secondo tempo fuori tutti gli altri titolari e i Red Devils hanno dilagato, con diversi giocatori dei LA Galaxy II e alcuni anche fuori ruolo. Come ha detto Donovan "contro l'Arizona United te lo puoi permettere, contro il Manchester United no". Lunedì per i Galaxy c'è il test Seattle Sounders, partita fondamentale.

Lo Sporting Kansas City ha perso contro il Manchester City 1-4. Nel primo tempo, con tutti i titolari schierati, era finita 1-2. Nella seconda frazione di gioco hanno prevalso le riserve degli inglesi contro quelle americane che hanno chiuso sul 1-4. Risparmiato Graham Zusi per lo Sporting KC.

Columbus Crew contro il Crystal Palace hanno ottenuto un buon 2-2 schierando solo le riserve. In rete Bedell e Paladini.

Bella partita tra Toronto Tottenham. Anche in questo caso l'hanno spuntata gli inglesi per 2-3, trovando la rete della vittoria solo all'86' con Townsend che ha siglato un bel goal con il destro da fuori. Niente Bradley per i canadesi.

Per chiudere è finita 0-2 tra Dallas Aston Villa, reti di Weiman e N'zogbia.

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Quando la Major League Soccer ha deciso di assegnare al gruppo guidato da David Beckham l'expansion team di Miami, ha posto una condizione precisa: la nuova franchigia sarebbe potuta scendere in campo solo dopo aver ottenuto il via libera per la costruzione di uno stadio in città. Ora però, dopo che i due siti preferiti sono stati respinti, l'MLS Commissioner Don Garber ha reiterato il concetto - per la seconda volta in due mesi - della condizione base dello stadio. "Miami rimane una priorità per noi"" ha spiegato Garber in un'intervista con Alexi Lalas e ESPN. "Ci ricordiamo delle problematiche avute in passato, e dobbiamo avere la giusta proprietà e la giusta location per lo stadio. David sta lavorando per mettere insieme ulteriori partner, che sarebbero ottimi per la MLS. Ma al momento non è riuscito ad individuare un'area in grado di dare il necessari accesso e visibilità per il successo della franchigia. L'obiettivo è uno stadio a downtown Miami, e non ci sarà expansion a Miami senza un'area per lo stadio a downtown". A Miami il calcio professionistico manca dal 2010, da quando il Miami FC (USL Soccer, Div. II) - ex squadra dei brasiliani Romario e Zinho - si è trasferito a Ft. Lauderdale. Ma il livello top manca addirittura dal 2002, anno di chiusura del Miami Fusion da parte della MLS. Del 2009 invece il tentativo fallito del Barcellona sempre insieme a Calure di rilanciare Miami. Quale sia la scadenza che Garber e la MLS hanno imposto a Beckham non è però ancora chiaro. Con così tante città interessate ad entrare nella lega, di certo la pazienza avrà un limite. New York City FC e Orlando City entreranno nel 2015, portando la MLS a quota 21 club. Nel 2017 toccherà ad Atlanta. La MLS vuole chiudere (momentaneamente?) l'espansione raggiungendo il numero di 24 club entro il 2020. Per l'ultimo posto disponibile - se Miami fosse confermata - sono in prima fila Sacramento e Minnesota, ma dietro di loro c'è la fila con le varie San Antonio, St. Louis e, ultima arrivata, Las Vegas. Sotto: il rendering dello stadio che Beckham avrebbe voluto a Port Miami. Respinto dal governo della città

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Emerson Hyndman, un americano a Londra. Uno dei tanti, per essere precisi. Nato a Dallas il 7 aprile 1996 e nipote di Shellas Hyndman, ex allenatore di Dallas nella MLS (2008–2013). Un calciatore molto atteso perché stava percorrendo le orme di Freddy Adu. A 12 anni si allenava, sporadicamente, con la prima squadra di Dallas, allenata dal nonno. A un esordio a 15 o 16 anni ha preferito, a differenza di Adu, firmare per un club europeo. Scelse il Fulham (nonostante richieste da club più blasonati), nel 2011, e ora sta per raccogliere i risultati di quel che ha seminato. Centrocampista centrale o trequartista, l'americano può fare tutto. Grande visione di gioco palla al piede, ottima tecnica e personalità in campo. Fisicamente può ancora migliorare, alto poco più di 170 cm (quando firmò per la squadra era alto 160 cm). Più lo si guarda più ci si convince che ha davvero la stoffa per diventare un grandissimo giocatore. I Cottagers gli hanno fatto firmare un nuovo contratto, per blindarlo dagli interessi di club importanti. Emerson è un ragazzo astuto, sa benissimo che al Fulham ha più possibilità di esordire - e di farsi notare - che al Manchester City, al Manchester United o al Chelsea. Il sito ufficiale del club londinese lo definisce un lavoratore che si impegna sempre al massimo, come è giusto che sia, nonostante il suo grande talento. Già protagonista con la squadra U18, con la quale ha vinto il campionato. "Veterano" del Fulham che ha perso solo in finale la FA Youth Cup 2013/14 contro il Chelsea. Senza dubbio miglior talento della compagine del London Borough of Hammersmith & Fulham con Roberts e Dembele. Magath - allenatore dei Cottagers - ha capito subito il suo potenziale e se lo è portato in prima squadra per questo pre-campionato, dove ha giocato in tutte le partite amichevoli, destando grandi impressioni. Recentemente il tecnico tedesco ha dichiarato: "Sono convinto che giocherà il Mondiale del 2018 con gli USA". La stagione che sta per cominciare (8/9 agosto la prima giornata) sarà fondamentale per Hyndman. Secondo l'opinione pubblica sarà un titolare (o quasi) a 18 anni in un campionato difficile e logorante come la Championship, sicuramente adatto per farlo crescere sotto il punto di vista fisico e non solo. La concorrenza non mancherà in una delle squadre più attrezzate per salire in Premier League e, in 42 partite (più le coppe), ci saranno diverse possibilità di mettersi in mostra. I prossimi appuntamenti per lui, da non mancare, sono il Mondiale U20 nel 2015, la Copa America 2016, le Olimpiadi dello stesso anno e i Mondiali del 2018. Prima, però, obiettivo Premier League al Craven Cottage. Intanto potete ammirarlo in uno dei suoi assist:  

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Niente stadio niente team. Il commisisoner della MLS Don Garber ha reiterato ieri - in occasione di un incontro pubblico a Montreal - le condizioni per i futuri expansion team, che permetteranno alla lega di raggiungere quota 24 nel 2020. Al momento, alle 19 già in campo si sono aggiunte New York City FC e Orlando City - con ingresso nel 2015, e Atlanta nel 2017. Qualche serio problema inizia invece ad esserci per Miami, nonostante l'annuncio ufficiale che vorrebbe vedere la squadra di David Beckham pronta a giocare nel 2017. La "Miami Beckham United" si è vista infatti bocciare dalla città di Miami per la seconda volta una proposta relativa all'area dove costruire lo stadio. E sul tema Garber è stato chiaro: “Non possiamo andare a Miami senza uno stadio in un'ottima location al centro di Miami. Se non sei in grado di trovare il posto giusto per giocare, sarebbe un suicidio per noi abdare lì, dove abbiamo già fallito una volta".  Garber ha riaffermato la volontà della MLS di espandersi con tre team nel Southeast degli Stati Uniti dove al momento non ci sono squadre, ma ha ammesso che ci sono ancora grandi aree degli USA libere, e le opzioni non mancano.  “L'esplosione di interesse nei confronti del calcio pro negli ultimi due anni ci ha davvero sorpreso,sia che si parli di match internazionali o di USL PRO, dove c'è Sacramento che attira 20mila spettatori a partita". Ma intanto negli Stati Uniti iniziano a girare voci di un possibile cambio di programma sia della MLS che di Beckham (che però nel caso non sarebbe coinvolto), e volano le prime ipotesi: Sacramento appunto e San Antonio - che già hanno uno stadio o lo stanno costruendo -, Indianapolis,  Austin, St. Louis, Las Vegas, Detroit e Ft. Lauderdale,  AGGIORNAMENTO 13/6: Secondo alcune voci la MLS starebbe proponendo a Beckham di aggiungersi alla cordata asiatica che attualmente sta trattando l'acquisto della franchigia del Chivas USA, che l'anno prossimo verrà rebrandizzata. La lega spera che l'eventuale ingresso di Beckham - cui sarebbero garantiti gli attuali vantaggi previsti dal suo contratto con al MSL per l'acqusito di un club - possa dare maggior forza al gruppo che acquisterà i rivali dei LA Galaxy. I Minnesota Vikings avanzano Intanto proprio ieri Minnesota Vikings hanno organizzato una conferenza stampa per presentare il match di Guinness International Champions Cup tra il Manchester City, recente vincitore della Premier League, e i 41 volte campioni di Grecia dell'Olympiacos, che sarà seguito dalla partita di campionato NASL tra Minnesota United e Ottawa Fury.  A organizzare il match insieme ai Vikings e alla University of Minnesota (che ci mette lo stadio, il TCF Bank) è la Relevant Sports di Charlie Stillitano, manager con un passato tra NY MetroStars e Champions World (era in società con Giorgio Chinaglia), società che a fine anni '90 portava le squadre europee in tour negli USA come oggi. “Il calcio sta crescendo negli USA, e più di tutti nell'area di Minneapolis e St. Paul”, ha dichiarato Stillitano, che con la sua società sta anche lavorando insieme ai Minnesota Vikings per portare la MLS a Minneapolis a giocare nel nuovo stadio di football in costruzione. Da notare che la Relevant Sports è di proprietà della RSE Ventures, che ha tra i principali azionisti il patron dei Miami Dolphins, Stephen Ross.  Obiettivo dei Vikings è chiaramente occupare lo stadio, che sarà costruito con in mente il calcio, e realizzato in modo da essere adatto ad un pubblico di 20/25mila persone, come già fatto al BC Place di Vancouver e come sarà ad Atlanta, con tetto trasparente e apribile. Nel progetto purtroppo non sembra essere coinvolta la proprietà del Minnesota United della NASL, che sta invece lavorando coi Minnesota Twins per costruire uno stadio per il calcio e presentare la propria franchigia alla MLS. A Minneapolis quindi si profila una lotta per portare il calcio in città che è esattamente il risultato di quell'interesse per il soccer esploso negli ultimi anni in America.  

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