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LA Galaxy: ceduto Opare al DC United, in arrivo Jones?
Scritto il 2014-07-29 da Giacomo Costa su Calciomercato
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Los Angeles Galaxy hanno annunciato la cessione del difensore Kofi Opare al DC United. Il centrale del '90 ha giocato 6 partite nella stagione in corso.

In cambio, ai californiani, la prima scelta del DC United del secondo round del SuperDraft 2015 e, soprattutto, il loro posto nell'attuale allocation order (3°). Ora i Galaxy sono dietro a Columbus e Dallas.

Tutto questo è un enorme indizio che porta a Jermaine Jones, che cerca una squadra della MLS pronta a offrirgli un contratto da DP per $1,5 milioni l'anno circa. L'allocation order, infatti, decide chi ha la priorità nel firmare un calciatore della nazionale USA che non gioca nella MLS, tra le altre cose. Quindi, se Columbus e Dallas non sono interessate al giocatore (o il giocatore non è interessato a loro) i californiani hanno la priorità sull'ex Schalke 04.

Resta il problema dei 3 Designated Players (Donovan, Gonzalez e Keane) sotto contratto con la franchigia di Los Angeles, che sono il limite.

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Quando la Major League Soccer ha deciso di assegnare al gruppo guidato da David Beckham l'expansion team di Miami, ha posto una condizione precisa: la nuova franchigia sarebbe potuta scendere in campo solo dopo aver ottenuto il via libera per la costruzione di uno stadio in città. Ora però, dopo che i due siti preferiti sono stati respinti, l'MLS Commissioner Don Garber ha reiterato il concetto - per la seconda volta in due mesi - della condizione base dello stadio. "Miami rimane una priorità per noi"" ha spiegato Garber in un'intervista con Alexi Lalas e ESPN. "Ci ricordiamo delle problematiche avute in passato, e dobbiamo avere la giusta proprietà e la giusta location per lo stadio. David sta lavorando per mettere insieme ulteriori partner, che sarebbero ottimi per la MLS. Ma al momento non è riuscito ad individuare un'area in grado di dare il necessari accesso e visibilità per il successo della franchigia. L'obiettivo è uno stadio a downtown Miami, e non ci sarà expansion a Miami senza un'area per lo stadio a downtown". A Miami il calcio professionistico manca dal 2010, da quando il Miami FC (USL Soccer, Div. II) - ex squadra dei brasiliani Romario e Zinho - si è trasferito a Ft. Lauderdale. Ma il livello top manca addirittura dal 2002, anno di chiusura del Miami Fusion da parte della MLS. Del 2009 invece il tentativo fallito del Barcellona sempre insieme a Calure di rilanciare Miami. Quale sia la scadenza che Garber e la MLS hanno imposto a Beckham non è però ancora chiaro. Con così tante città interessate ad entrare nella lega, di certo la pazienza avrà un limite. New York City FC e Orlando City entreranno nel 2015, portando la MLS a quota 21 club. Nel 2017 toccherà ad Atlanta. La MLS vuole chiudere (momentaneamente?) l'espansione raggiungendo il numero di 24 club entro il 2020. Per l'ultimo posto disponibile - se Miami fosse confermata - sono in prima fila Sacramento e Minnesota, ma dietro di loro c'è la fila con le varie San Antonio, St. Louis e, ultima arrivata, Las Vegas. Sotto: il rendering dello stadio che Beckham avrebbe voluto a Port Miami. Respinto dal governo della città

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(@MicheleTossani) Hai ragione tu! Nel momento in cui Vasco Rossi comincia il suo ennesimo tour, prendiamo a prestito le parole di una delle sue canzoni per esaltare Jurgen Klinsmann. (Quasi) tutti avevano dato gli USA perdenti e pronti a uscire da un gruppo G definito 'della morte', perché comprendente Germania, Ghana e Portogallo. E invece... invece Klinsmann ha avuto ragione. Aveva detto che i suoi sarebbero stati pronti e lo sono stati. Aveva detto che si poteva fare a meno di Landon Donovan e si è visto come lo USMNT abbia giocato bene anche senza la celebrata star dei Los Angeles Galaxy. Ma Klinsmann ha avuto ragione anche nella decisione di infarcire la squadra di Tedesco-Americani, di giocatori cioè nati e cresciuti in Germania ma dalle origini Americane. Mentre altre Nazionali, vedi Italia e Spagna, non hanno avuto successo con la politica degli oriundi (basti pensare a Gabriel Paletta e Dario Costa), gli Stati Uniti, nonostante le critiche iniziali da parte di media e fans, non soltanto hanno inserito alla grande questi giocatori nel gruppo, ma hanno anche ricevuto riscontri positivi sul campo. Un nome su tutti è quello di Jermaine Jones. Figlio di un militare americano, Jones ha vissuto negli USA prima di trasferirsi in Germania con la madre. Potendo scegliere fra Germania e USA, Jones aveva inizialmente optato per la nazionale tedesca. Fino a quando un cambio di regolamento della FIFA ha permesso al centrocampista, nel 2009, - quando CT era ancora Bob Bradley - di abbracciare il progetto americano. Dopo essersi fatto un nome nella Bundesliga, indossando le maglie di Eintracht Frankfurt, Bayer Leverkusen, e, in particolar modo, Schalke 04, Jones ha lasciato la Germania agli inizi del 2014 per raggiungere i turchi del Besiktas. Il suo Mondiale, fino a qui, è stato eccellente. Quando, la scorsa primavera, Klinsmann ha deciso di cambiare lo schema base della nazionale, passando ad un 4-3-1-2, Jones era stato inizialmente provato come centrocampista davanti alla difesa. Tuttavia, le sue prestazioni nella posizione avevano lasciato a desiderare, tanto che si era ventilata per lui l'ipotesi della panchina durante la spedizione brasiliana. Invece, Klinsmann aveva altri piani ed anche questa volta le sue idee si sono rivelate vincenti. Il tecnico tedesco ha infatti inserito Kyle Beckerman nel ruolo alla Andrea Pirlo, spostando Michael Bradley come trequartista ed inserendo due centrocampisti in copertura accanto al playmaker del RSL. Una di queste ultime due posizioni è andata a Jones che, spostato qualche metro più avanti, ha potuto esprimere al meglio quelle che sono le sue qualità, vale a dire la capacità di rubare palloni unita alla velocità nel ribaltare l'azione in contropiede. E proprio queste qualità sono venute fuori durante il girone mondiale. Contro il Portogallo, Jones ha infarcito le sue prestazioni con un magnifico goal. Prima, contro il Ghana, una prova soddisfacente. Dopo, contro la Germania, la miglior prova offerta fino ad ora in questo Mondiale. Infatti contro i Tedeschi Jones non soltanto ha contribuito alla fase difensiva nel primo tempo, aiutando Beckerman, Brad Davis and Graham Zusi a contenere le pericolose mezzepunte di Joachim Löw, ma è anche riuscito a spingersi in avanti, fino ad affiancare Clint Dempsey in attacco durante i ribaltamenti di gioco. Un lavoro di raccordo quindi, svolto egregiamente e che ha permesso agli USA di mantenere i collegamenti fra i reparti di centrocampo e di attacco anche quando il giocatore deputato a fare questo, cioè Bradley, ha avuto alcuni momenti di appannamento. Sicuramente Jones è risultato essere il miglior centrocampista americnao di questa prima parte di Mondiale. Ma non è finita qui: Klinsmann avrà ancora bisogno di Jones, a partire dalla delicata sfida contro il Belgio, dove probabilmente il giocatore del Besiktas dovrà aiutare centralmente la squadra americana contro le inscursioni dalla sinistra di Eden Hazard nel match degli ottavi che vedrà gli USA contro la possibile sorpresa di questo Mondiale, il Belgio.

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Tutti felici, vincitori e sconfitti. La Germania batte gli Stati Uniti per 1-0 e vola agli ottavi di finale con 7 punti e con il primo posto nel Gruppo G. Anche la selezione a stelle e strisce, a quota 4, festeggia il passaggio del turno grazie alla miglior differenza reti rispetto al Portogallo (0 per gli americani, -3 per i lusitani). Alla fine i due CT, amici e connazionali, possono sorridere senza alimentare sospetti. HIGHLIGHTS: Stati Uniti vs. Germania 0-1 Joachim Löw e Jurgen Klinsmann, dopo aver promesso una partita vera, vanno a braccetto alla seconda fase del torneo. Il verdetto matura al termine di 90 minuti giocati sotto la pioggia di Recife. La Germania sembra intenzionata a fare sul serio sin dalle prime battute e si riversa nella metà campo a stelle e strisce. Le percussioni di Jerome Boateng sulla fascia destra mettono in difficoltà la difesa americana, che argina a fatica una combinazione Mueller-Schweinsteiger al 17'. Meglio nel primo tempo la squadra di Klinsmann: alle prime schermaglie dei tedeschi, che vanno vicini al gol con Muller, gli Stati Uniti rispondono a testa alta, contropiede palla a terra, grande organizzazione sulle fasce e rapidi blitz condotti da DaMarcus Beasley e Michael Bradley per le vie centrali, che al 22' mandano Graham Zusi a calciare dal vertice dell'area sfiorando la traversa. Al 30', è l'arbitro Irmatov a sbrogliare una situazione potenzialmente complicata per la Germania. Jermaine Jones è pronto ad inserirsi nell'area tedesca per sfruttare un cross ma si schianta contro il direttore di gara. La risposta tedesca e' affidata a Özil, che al 35' fa bene il movimento in area ma poi calcia centrale. La Germania pero' non carbura molto in avanti, sulla fascia sinistra la scelta di Podolski non premia La Mannschaft riprende il controllo delle operazioni e torna a bussare dalle parti di Howard: Özil e Kroos chiamano, il portiere americano risponde e lo 0-0 resiste fino all'intervallo. La Germania, con Miro Klose al posto di Lucas Podolski, comincia la ripresa con aggressività. Gli Usa sono costretti ad arretrare e a fare muro: al 55', però, Howard deve capitolare. Il portiere rimedia alla grande sul colpo di testa di Mertesacker, ma non può nulla sul destro che Mueller fa partire dal limite: 1-0. Per l'attaccante del Bayern, 9 gol in 9 partite mondiali. La reazione americana si fa attendere, Neuer deve limitarsi ad un'uscita con i piedi al 64' per fermare Jones. Nel finale pero' la Germania sciupa in contropiede e Löw si dispera in panca, anche perche' nella loro nullita' totale in attacco gli Usa annusano sempre la chance di pareggiare, per ben due volte nel recupero, dove e' decisivo Lahm su Alejandro Bedoya. E resta impressa nello sguardo l’esultanza di Lahm all’ultimo respiro. Un gol americano non avrebbe cambiato le qualificate, ma avrebbe fatto dire: «Visto che vi siete accontentati a vicenda?». Il k.o. indolore va bene ai 'Klinsmann boys', con la qualificazione assicurata non c'era motivo di sprecare energie prima del fischio finale. La sensazione sulla Germania è invece che, per quanto bella, dovrà ancora crescere molto. Portogallo e Ghana fuori Mentre la Germania ha fatto il suo battendo gli Stati Uniti e smontando il sospetto del 'biscotto', ma Portogallo e Ghana non ne hanno approfittato e salutano a braccetto il Mondiale: hanno vinto 2-1 i lusitani, Ronaldo ha trovato il suo primo gol 'brasiliano' ma ha anche colpito una traversa e sprecato occasioni limpide almeno in tre casi. Insomma, niente da fare per la squadra del ct Bento e niente da fare anche per il Ghana, che ha vissuto una vigilia agitatissima tra la querelle legata ai premi e, soprattutto, l'espulsione dal ritiro di Kevin Prince Boateng e Sulley Muntari per liti con l'allenatore Appiah. Le dichiarazioni Low, che mercoledì non aveva gradito i sospetti di pareggio concordato, ha riassunto il senso del match: «Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, ma l’abbiamo dominata dall’inizio alla fine anche se non tutto ha funzionato come avremmo voluto. Siamo sempre rimasti compatti, con buona organizzazione e non abbiamo concesso a loro palle-gol vere, come invece era accaduto con il Ghana. Abbiamo vinto la partita in mezzo al campo, con Schweinsteiger e Lahm che sono stati molto bravi. Sono contento per Thomas Muller: è in grande forma ed è imprevedibile per gli avversari, segna, ma è anche quello che corre di più». E ha raccontato quello che si è detto con Klinsmann: «Alla fine gli ho chiesto il risultato di Portogallo-Ghana; mi ha risposto che si erano qualificati loro. Sono contento che ce l’abbia fatta, perché questo era un girone duro. Jurgen sta facendo un grande lavoro e sono contento per lui. Gli statunitensi come squadra mi piacciono perché hanno qualità, forza fisica, corrono e ci sono giocatori che tecnicamente sono cresciuti tanto». Klinsmann guarda avanti: «È un traguardo fantastico essere negli ottavi, dopo un girone così complicato; abbiamo cominciato male la partita, troppo tesi e troppo timorosi; ho molto urlato in panchina, ma è più facile dirlo che farlo sul campo. Adesso ci aspettano un altro torneo e il Belgio; sappiamo di non poter sbagliare, siamo al dentro o fuori, tutti avanti o tutti a casa, ma siamo preparati». _____________________________________________ Campionati del Mondo - Gruppo G - 3° giornata Stati Uniti vs. Germania 0-1 (pt 0-0) Marcatori: GER - Müller 55' STATI UNITI (4-2-3-1) Howard; Johnson, O.Gonzalez, Besler, Beasley; Jones, Beckerman; Zusi (dal 39’ s.t. Yedlin), Bradley, Davis (dal 14’ s.t. Bedoya); Dempsey. PANCHINA Guzan, Rimando, Cameron, Brooks, Johannsson, Diskerud, Green, Wondolowski, Chandler. ALLENATORE Klinsmann. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MOLTO BASSO 44.2 M. ESPULSI nessuno AMMONITI O. Gonzalez, Beckerman gioco scorretto GERMANIA (4-3-3) Neuer; J.Boateng, Mertesacker, Hummels,Höwedes; Schweinsteiger (dal 31’ s.t. Götze), Lahm, Kroos; Özil (dal 44’ s.t. Schürrle), Müller, Podolski (dal 1’ s.t. Klose). PANCHINA Zieler, Weidenfeller, Grosskreutz, Ginter, Durm, Mustafi, Khedira, Draxler, Kramer. ALLENATORE Löw. CAMBI DI SISTEMA dal 31’ s.t. 4-2-3-1. BARICENTRO MOLTO ALTO 58.4 M. ESPULSI nessuno. AMMONITI Höwedes per gioco scorretto. ARBITRO Irmatov (Uzb) NOTE spettatori 41876. Tiri in porta 1-9. Tiri fuori 3-4. In fuorigioco 2-7. Angoli 2-3 . Recuperi: 1’p.t., 4’ s.t. Le pagelle Howard reattivo, male Dempsey. Schweinsteiger è prezioso STATI UNITI 5,5 HOWARD 6,5 Presenza n. 103, supera Keller, è il primatista fra i portieri. Reattivo sulle palle scivolose. JOHNSON 5,5 Campione d’Europa con l’Under 21 tedesca, non fa riinnamorare la Germania. IL MIGLIORE - O. GONZALEZ Debutta dal 1’. Un tackle super su Müller, poi si ripete e Thomas per segnare deve girare lontano. BESLER 6 Piantato ma aggirato raramente. BEASLEY 6 In affanno su Boateng all’inizio, poi esce con la corsa. JONES 5,5 Tedesco vero nonostante l’apparenza, si aggiunge spesso al trio davanti: movimenti utili ma 16 palle perse. BECKERMAN 6 Il rasta centrale,leggero nella corsa, non abbandona mai la difesa e quando c’è da menare non si tira indietro. ZUSI 5,5 Cambia spesso fascia, solo un tiro alto (YEDLIN S.V.) BRADLEY 6 Trequartista molto finto, alla Pinzi, ma va a tartassare i geometri avversari. DAVIS 5 Prima a sinistra poi altrove: vago. Cambiato. BEDOYA 5 Una botta a Schweinsteiger un attimo dopo l’ingresso. Un gol sbagliato. DEMPSEY 5 A segno nelle due partite precedenti, stavolta inconcludente e mal sopportato. ALL. KLINSMANN 6 Ordina linee strette e contropiedi fumanti che riescono solo due volte. Ma passa, con merito GERMANIA 6,5 NEUER 6 Un’uscita di piede l’immagine più difficile. J. BOATENG 6 Entra con facilità in profondità in avvio, poi si fa più cauto. MERTESACKER 6,5 Quasi riesce a segnare subito, ma non va. Quando ci riprova nasce la rete decisiva. HUMMELS 6 Pochi problemi dietro, cresce in appoggio nella ripresa: 9 recuperi. HÖWEDES 5,5 Ammonito già all’11’ per fallo su Johnson, qualche errore di troppo dopo. SCHWEINSTEIGER 7 Torna titolare. Da una trequarti all’altra, fa ammonire due rivali, ma non sempre è preciso (GÖTZE S.V.) LAHM 6 Meglio delle prime due gare, salva il pari che avrebbe fatto mormorare. KROOS 6 Tocchetta con Lahm: 105 passaggi positivi lui, 110 il collega. Ma mai rischiosi. ÖZIL 6 La consueta palla gol tirata sul portiere (SCHÜRRLE S.V.) 7,5 IL MIGLIORE - MÜLLER Segna con un tiro a girare, dallo spigolo dell’area: migliora anche come qualità. PODOLSKI 5,5 Prima volta dall’inizio, servivano i suoi piedi pesanti nella pioggia. Ma sono troppo pesanti. Fuori per Klose. KLOSE 6 Tutta la ripresa per staccare Ronaldo. Non ce la fa ma dà più corpo all’attacco. ALL. LÖW 7 Germania concreta, capisce quando cambiare e rispolvera poi il 4-2-3-1.

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