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Mondiali: USA vs Ghana, chi perde è già fuori
Scritto il 2014-06-16 da SoccerItalia su Nazionale USA
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Jurgen Klinsmann, il ct tedesco della Nazionale degli Stati Uniti, punta in alto: se superiamo il primo turno, "the sky is the limit", il cielo è il nostro ultimo limite, ha detto. Rifiutando la definizione di "Usa outsider" del difficile girone G - quello della Germania e del Portogallo - l'ex attaccante che vinse i mondiali del 90 e gli europei del 96, rimane pero' realista. Se gli Stati Uniti perderanno domani contro il Ghana - afferma - per i calciatori a stelle e strisce l'avventura brasiliana molto difficilmente potrà andare avanti a meno di miracoli, e anche le statistiche sarebbero contro, visto che gli USA non si sono mai qualificati perdendo la prima partita (mentre dal 1998, l'85% delle Nazionali che hanno vinto la prima poi si sono qualificate). Ma anche in caso di vittoria, la strada sarà tutta in salita: Klinsmann non fa mistero di temere in particolare Cristiano Ronaldo, alias CR7.

In realta' per la nazionale guidata da Michael Bradley, Clint Dempsey e Jozy Altidore, l'impresa appare molto difficile. Nei precedenti scontri diretti tra le due squadre - al mondiale tedesco del 2006 e in Sudafrica nel 2010 - hanno vinto gli africani, che partono anche questa volta favoriti nonostante il Ghana sia soltanto 37/mo nel ranking Fifa e gli Stati Uniti al 13/mo posto. Ma, nelle scorse edizioni la squadra africana ha sempre superato la fase dei gironi finendo agli ottavi nel 2006 e addirittura ai quarti nel 2010. Inoltre, diversi nazionali ghanesi giocano - con successo - in grandi squadre europee: Kwadwo Asamoah nella Juventus, Michael Essien e Sulleyn Muntari nel Milan, Kevin Prince Boateng nello Schalke 04, Andre' Ayew nell'Olympique Marsiglia.

"Non ci consideriamo un outsider - spiega l'allenatore della nazionale tedesca del 2006, l'anno del mondiale vinto dall' Italia proprio in Germania -, anche se in molti ci considerano tali". E poi, aggiunge: "Parlare di vincere ai mondiali non e' realistico. Ma la Grecia, nel 2004, nessuno aveva previsto avrebbe vinto gli Europei, ma cosi' e' stato".

Sulla carta è la partita tra spettatrici designate, Stati Uniti e Ghana, nel girone delle favoritissime Portogallo e Germania. Ma a mettere in- certezza è il maltempo, con lo stato di emergenza dichiarato a Natal per via delle piogge, un diluvio che dura da giorni e che ha messo in ginocchio la città. E le dichiarazioni dei due commissari tecnici, Klinsmann e James Kwesi Appiah, che sperano di riuscire a fare saltare il banco, per ragioni diverse e parallele. Da una parte quella economica, con il calcio che negli Stati Uniti si diffonde sempre più, tanto che cominciano a spuntare talenti (oggi non è negli 11 titolari, ma Julian Green è da tenere d’occhio, così come il rapper centravanti Clint Dempsey).

Dall’altra parte invece la voglia e la rabbia del Ghana che è ancora fermo lì, a quel rigore di Asamoah Gyan (oggi in campo) sbagliato contro l’Uruguay quattro anni fa che negò lo storico accesso alle semifinali della nazionale africana. Oggi i ghanesi ci vogliono riprovare appoggiandosi su Boateng , Asamoah e Ayew (Marsiglia) sono i tre che giocheranno dietro la punta e rappresentano qualcosa di molto più solido di una semplice speranza.

"Secondo i pronostici di molti e secondo il ranking Fifa tutte le squadre inserite nel nostro girone sono superiori a noi. Rispettiamo i nostri avversari; ma siamo qui per dimostrare ancora una volta che tutti sbagliano". Cosi' l'ex Udinese Jonathan Mensah, che oggi, con il suo Ghana, fara' l'esordio mundial contro gli Usa di Jurgen Klinsmann. "E' un match molto difficile. Loro cercheranno di vendicarsi in tutti i modi. Gli Stati Uniti li abbiamo battuti sia nel 2006 che nel 2010: speriamo di ripeterci", ha aggiunto Mensah."Sara' la prima partita della kermesse iridata per noi e l'esordio e' sempre complicato. Cercheremo per quanto possibile di vincere e di iniziare bene questo Mondiale", ha concluso Jonathan Mensah. Stessa linea per Asamoah Gyan, autore del gol vittoria contro gli USA nel 2010: "Vogliono la vendetta".

Preoccupa intanto il tempo. Da due giorni diluvia su Natal, - al punto che le autorità cittadine hanno dovuto evacuare alcune aree - e anche oggi il rischio di pioggia forte è notevole. Fortunatamente il terreno dell'Arena das Dunas sembra reggere. Tranquillo Michael Bradley: "Il tempo è quello che è, non possiamo controllarlo. Quando arrivi sino a qui non ti preoccupi di questi dettagli, che ci sia vento o sole".

Intanto sono migliaia i tifosi americani che si stanno riversando in Brasile. Gli American Outlaws, il principale gruppo di supporters , ha organizzato due Boeing 767s da Houston, e la U.S. Soccer Federation ha venduto tutti e duemila i biglietti a sua disposizione. Di fronte alla NAzionale più giovane del Mondiale (25 anni e 6 mesi) - mentre gli States sono 12° con 27 anni e 10 mesi - Klinsmann schiererà Tim Howard in porta, Fabian Johnson e DaMarcus Beasley (primo americano a giocare in quattro Mondiali) terzini con Geoff Cameron e Matt Besler centrali. A centrocampo a sorpresa il capitano del Real Salt Lake Kyle Beckerman con Jermaine Jones e Bradley a correre e creare alle spalle del duo d'attacco formato da Clint Dempsey e Jozy Altidore, con il quarto centrocampista da scehliere tra Alejandro Bedoya e i più offensivi Graham Zusi e Brad Davis. Americani con maglia blu, bianca e rossa da trasferta.

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Probabili formazioni di Ghana-Usa, partita valida per il girone G dei Mondiali di calcio, in programma oggi a Natal alle 19:00, la mezzanotte in Italia:

Ghana (4-2-3-1): 16 Dauda, 23 Afful, 21 Boye, 19 Mensah, 20 Asamoah, 17 Rabiu, 11 Muntari, 22 Wakaso, 9 Boateng, 13 A.Ayew, 3 Gyan (A disp. 1 Adams, 12 Kwarasey, 2 Inkoom, 4 pare, 15 Sumaila, 23 Afful, 5 Essien, 7 Atsu, 8 Badu, 14 Adomiah, 10 J.Ayew, 18 Waris).
CT: James Kwesi Appiah.

Stati Uniti (4-3-2-1): 1 Howard, 23 Johnson, 5 Besler, 20 Cameron, 7 Beasley, 11 Bedoya, 15 Beckerman, 13 Jones, 4 Bradley, 8 Dempsey, 17 Altidore (A disp. 12 Guzan, 22 Rimando, 2 Yedlin, 3 Gonzalez, 6 Brooks, 21 Chandler, 10 Diskerud, 14 Davis, 16 Green, 19 Zusi, 9 Johansson, 18 Wondolowski).
CT: Jurgen Klinsmann(GER).

Arbitro: M. Jonas Eriksson (Sve).
Quote Snai: 2,40 3,15 3,00.

Dopo la vittoria contro la Colombia conquistata grazie ad un gol dell'attaccante dell'Utrecht Rubio Rubin, i ragazzi di Tab Ramos ci speravano. Oggi invece l'avventura americana si è infranta nei quarti contro la Serbia, uscita vincitrice dopo i calci di rigore. Ne sono serviti ben nove per assegnare il posto in semifinale, al termine di un match in cui gli Stati Uniti sono arrivati privi di ben quattro titolari: Jamieson e Tall infortunati, Allen e Acosta squalificati). Bella e combattuta la partita, con la Serbia più propositiva e gli USA bravi di rimessa. Prima occasione per Antonov, su cui salva Steffen - l'eroe del rigore decisivo parato alla Colombia - mentre poi tocca a Thompson spedire di poco a lato. Ancora Steffen para alla grande su una punizione bassa e angolata di Živković, mentre Rajković blocca su Rubin, su bell'assist dell'ala del Tijuana Paul Arriola. A Tommy Thompson (San Jose Earthquakes) arriva poi la palla del match, ma l'errore è macroscopico. Si va ai supplementari. La Serbia che va vicinissima alla rete con Saponjic che in scivolata a porta vuota manda la sfera fuori incredibilmente da due passi su cross Mandic, col difensore del Tottenham Cameron Carter-Vickers che sporca la palla sulla linea. Dall'altra parte gli americani hanno la palla della vittoria quando il difensore serbo Babic toglie dalla testa di Rubin una possibile conclusione in rete. E quindi i rigori. Errore di Rubin. Il portiere e capitano della Serbia, Predrag Rajković,  para e sbaglia un rigore decisivo, come anche Joel Soñora (Boca Juniors). Ma poi John Anthony Requejo, Jr., 19enne terzino sinistro del Club Tijuana, si fa parare il tiro e  regala la semifinale ai suoi contro il Mali. Si chiude così un buon Mondiale U20 per gli USA, che però non riescono a superare lo scoglio quarti ancora una volta, e a superare così il miglior risultato ottenuto al 1989 FIFA World Youth Championship in cui chiusero quarti assoluti dopo aver perso la finalizza col Brasile. In quell'edizione l'ex attaccante dello Standard Liegi Steve Snow si classificò secondo nella classifica marcatori con tre reti. ________________________________________________________________________ USA vs. SERBIA: 5-6 d.c.r. (0-0) Marcatori: – Rigori: Rubin (USA, parato), Zdjelar (S, gol), Payne (USA, gol), Mandić (S, fuori), Arriola (USA, gol), Babić (S, gol), Hyndman (USA, gol), Grujić (S, gol), Zelalem (USA, gol), Živković (S, gol), Soñora (USA, traversa), Rajković (S, parato), Delgado (USA, gol), Antonov (S, gol), Caster-Vickers (USA, fuori), Veljkovic (S, parato), Requejo (USA, parato), Maksimović (S, gol) USA (4-2-3-1): Steffen; Payne, Miazga, Carter-Vickers, Requejo; Hyndman, Delgado; Arriola, Thompson (103′ Soñora), Zelalem; Rubin. A disp.: Moore, Olsen, Donovan, Palmer-Brown, Caldwell, Jamieson. All.: Ramos Serbia (4-2-3-1): Rajković; Stevanović, Veljkovic, Babić, Antonov; Zdjelar, Maksimović; Živković, S. Savić (111′ Grujić), Gaćinović (68′ Šaponjić); Mandić. A disp.: Manojlović, Milošević, Pankov, V. Savić, Ilić, Janković, Jovanović. All.: Paunović Arbitro: Artur Dias (Portogallo) Note: ammonizioni: Requejo (USA), Antonov, Mandić (S)

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La prima volta è stata in occasione dell'amichevole del giugno 2013, vinta dagli USA per 4-3 al RFK Stadium di Washington nel giorno dei festeggiamenti per il Centenario della US Soccer Federation.  L'anno scorso invece c'è stata Recife, con vittoria stavolta della Germania ma qualificazione degli Stati Uniti agli ottavi di finale. Oggi la trilogia di partite di Jurgen Klinsmann contro la Nazionale da lui guidata ai Mondiali 2006 si chiuderà a Colonia, stavolta contro una Germania diventata nel frattempo campione del mondo.Il match sarà l'ultimo per gli USA prima che il CT scelga i 23 per la CONCACAF Gold Cup (una lista preliminare di 35 giocatori è stata consegnata il 7 giugno scorso). L'amichevole marcherà inoltre la fine dell'anno di transizione post Mondiale, che ha visto notevoli cambiamenti di calciatori e di tattica per gli USA, con una serie notevole di alti e bassi, inclusa una serie di cinque match senza vittorie tra ottobre e dicembre, fino all'incredibile 4-3 inflitto all'Olanda venerdì scorso. LEGGI: Vittoria USA! Battuta la Germania 4-3 Per gli USA, il calcio tedesco è  molto meno alieno di quanto si pensi e di quanto lo sia quello di altri paesi. Già negli anni 70 gli americani potevano seguire il programma TV “Soccer Made in Germany" in onda sulla TV pubblica PBS, mentre poi i vari Franz Beckenbauer (NY Cosmos), Gerd Müller (Ft. Lauderdale Strikers) e Karl-Heinz Granitza (Chicago Sting) andarono a giocare nella NASL, seguiti anche da allenatori come Hennes Weiswaler, il creatore del grande Borussia Moenchenglandbach, Manny Schellscheidt e Lothar Osiander. La Germania è stata poi spesso il porto d'attracco per i primi americani d'esportazione come Eric Wynalda, Paul Caligiuri, Joe-Max Moore e Claudio Reyna, tra gli altri, in un'epoca in cui non era facile vederne. A farsi onore ci hanno pensato Steve Cherundolo, per anni capitano e poi soprannominato "sindaco di Hannover", Jovan Kirovski, che ha vinto la Coppa Intercontinentale da giovanissimo col Borussia Dortmund, o il portiere della Nazionale Kasey Keller, capitano del Borussia Mönchengladbach che viveva in un castello. LEGGI: La Germania vince con Müller, ma gli USA si qualificano Oggi i legame è persino più forte. Klinsmann, campione del mondo con la Germania nel 1990, all'ultimo Mondiale ha portato cinque tedesco-americani, e cinque (due nomi nuovi però) ce ne saranno nel match di Colonia. Una familiarità che da più parti si spera possa limitare l'impatto psicologico, visto che comunque la differenza di talento è enorme, anche se le statistiche non lo dicono visto che gli USA hanno battuto la Germania tre volte in totale (7 le sconfitte, zero i pareggi). “Mi aspetto solo che tutti coloro che sono coinvolti, specie i giocatori, si divertano. Giocheranno contro i campioni del mondo, che altro vogliono?", ha detto Klinsmann al sito ussoccer.com. "Sarà un giorno speciale in particolare per i tedesco-americani della squadra. Per noi è la possibilità di lanciare un segnale prima della Gold Cup, quindi voliamo far bene. Vogliamo un buon risultato e lasciare una buona impressione, e poi prenderemo le snottier decisioni per la Gold Cup. Vogliamo rivedere la Germania in due anni da ora, quando giocheremo la Confederations Cup in Russia.” Il gruppo di Klinsmann ha dimostrato in questi anni di saper ottenere risultati inaspettati, come mostrato in occasione delle vittorie in casa di Italia e Messico, o in quella contro la Bosnia nel 2013 o contro la Repubblica Ceca lo scorso settembre. La più recente è della scorsa settimana contro l'Olanda, con una rimonta da 3-1 coronata da una vittoria ottenuta nel finale, grazie ad un'intensità mantenuta sino alla fine nonostante un gruppo formato da molti giocatori inesperti in campo. Una vittoria che è il modo migliore per arrivare ad affrontare i campioni del mondo in casa loro, specie per la fiducia che ha regalato ad una squadra incapace di vincere sino a pochi mesi fa. LEGGI: Hannover, Cherundolo saluta il calcio. "Danke, Captain!" "Sicuramente ci ha dato fiducia", ha detto il portiere dell'Aston Villa Brad Guzan. “Ci ha fatto capire che quando ci sono match difficili, con grands quadre, in stadi complicati, possiamo vincere”. "Quando giochi coi top team mondiali puoi sempre perdere o fare brutta figura. Ma quando vinci, sorprendi queste grandi squadre, quei match ti dicono che sei in grado di farcela", ha spiegato Klinsmann. Uno dei punti di JK di questi anni è stata proprio la fede e il suo affidarsi ai giovani. Un modello speculare a quello messo in piedi nella costruzione della Germania del periodo 2004/06, base di quella che poi ha vinto nel 2014 in Brasile. Questo il senso del portare agli scorsi Mondiali giovani quali Julian Green, DeAndre Yedlin e John Brooks, cui se ne sono aggiunti tanti altri in 12 mesi, e serve pazienza. Una pazienza che sta pagando. Per esempio, Jordan Morris - ancora universitario - è andato in gol in Messico ad aprile e ha piazzato un assist vincente ad Amsterdam. Gyasi Zardes, promettente attaccante dei LA Galaxy, è stato un pericolo costante contro l'Olanda, trovandosi spesso coi compagni. Persino lo spesso deludente Bobby Wood ha fatto vedere flash che danno speranza. “Quello che devono fare è mantenere lo standards che hanno appena mostrato, La nostra speranza è che continuino a fare quello che stanno facendo". LEGGI: Olanda vs USA 3-4. Gli Stati Uniti espugnano Amsterdam per la prima volta! Klinsmann è uno che ama sperimentare, e mentre viene accurate di non dare identità alla Nazionale USA, questa in realtà ore mostra di essere molto flessibile. Il 4-1-4-1 presentato ad Amsterdam sembra ideale per i match in cui gli americani non si aspettano di tenere palla. Uno schema che intasa il centrocampo dando anche più scelta nel passaggio, e con le ali adatte può evolvere in un 4-3-3 d'attacco. Il problema venerdì è stata però la difficoltà di limitare i rifornimenti agli attaccanti olandesi, come dimostra la doppietta di Huntelaar. Come correzione basterebbe però una maggior aggressività in copertura. Inoltre lo schema ha permesso a tutti i giocatori USA di giocare nel ruolo preferito. Michael Bradley si è sentito libero nel suo muoversi box-to-box grazie alla copertura garantita da Kyle Beckerman e dal supporto in avanti di Alfredo Morales, riuscendo a dedicarsi alla costruzione del gioco ed agli assist per i compagni, in cui è il migliore dei suoi. Klisnmann spera di vedere un match simile da parte dell'ex romanista anche a Colonia, come darà uno sguardo più intenso a Danny Williams, il mediano del Reading che ha mostrato del potenziale da quando è rientrato in Nazionale lo scorso marzo. Qualche problema rimane in difesa, in cui Brooks, Ventura Alvarado e Brek Shea devono ancora crescere. Molti i problemi messi in mostra contro l'Olanda, con avversari lasciti spesso troppo liberi. Per questo ​Klinsmann potrebbe rispedire Fabian Johnson in difesa. Nonostante sia capace di rendersi pericoloso in fase propositiva, il laterale dei Mönchengladbach sembra al momento capace di dare maggiori garanzie del terzino destro del Norimberga, Timothy Chandler, sino ad oggi ancora incapace di una prestazione convincente in maglia a stelle e strisce. Della Germania si sa tutto. Con in vista il match di qualificazione ad Euro 2016 contro Gibilterra, vittoria scontata per i tedeschi che però in questo momento sono secondi nel gruppo A dietro la Polonia e a pari merito con la Scozia a dimostrazione del fatto che la compagine teutonica ha sofferto un po nel post mondiale dove di fatto è cominciato un nuovo ciclo con il ritiro di alcuni senatori come capitan Lahm e il grandissimo Miro Klose che ha appena deciso di continuare un altro ann con la Lazio. il team del CT Joachim Löw avrà a disposizione al RheinEnergie Stadion molti dei suoi migliori, come Bastian Schweinsteiger, Mesut Özil, il neo juventino Sami Khedira, André Schürrle e Mario Götze. Non ci sarà il viola Mario Gomez, mentre sarà presente l'interista Lucas Podolski. Assenti numerosi nomi di primo piano, come il portiere Neuer, Muller e Tony Kroos. Negli ultimi otto scontri diretti si registrano tre successi degli Usa e cinque della Germania (zero i pareggi).

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Jurgen Klinsmann ha selezionato un gruppo in gran maggioranza proveniente dalla MLS in vista del match amichevole contro il Cile, che gli USA giocheranno mercoledì 29 gennaio (a mezzanotte) a Rancagua (a 80 km da Santiago del Cile). Sono 8 i reduci dai Mondiali chiamati, quali Jermaine Jones (New England Revolution), Michael Bradley (Toronto FC), Jozy Altidore (Toronto FC), Clint Dempsey (Seattle Sounders) e Mix Diskerud (New York City FC), già volati oggi in Cile, mentre DeAndre Yedlin, appena trasferitosi al Tottenham Hotspur, arriverà domani. Klinsmann ha lasciato a casa sette dei 29 giocatori convocati per il ritiro di Carson, California, tutti in lista per la Nazionale olimpica: l'attaccante Tesho Akindele (FC Dallas), il portiere Alex Bono (appena scleto al Draft dal Toronto FC), Christian Dean (Vancouver Whitecaps), Oscar Sorto (LA Galaxy), Dennis Flores (Club Leon / Messico) e Julio Morales (Tepic / Messico), tornati ognuno al rispettivo club, mentre il centrocampista del Liverpool Marc Pelosi si ricongiungerà col gruppo al ritorno dal Cile. "E' stata un'esperienza importanta per questi Under 23", ha dichiarato Klinsmann. "Sono stati introdotti al programma della Nazionale maggiore e hanno avuto l'opportunità di lavora con Andi Herzog e con lo staff in vista delle qualificazioni per le Olimpiadi 2016 che partiranno in autunno. Hanno lavorato bene e abbiamo imparato molto su di loro. Continueremo a seguirli con i loro club". La Nazionale USA U23 all'austriaco Herzog La US Soccer Federation ha quindi anche ufficializzato la nomina dell'austriaco Andreas “Andi” Herzog nel ruolo di CT della Nazionale USA Under-23 che punterà alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, dopo che gli USA hanno mancato la presenza a Londra 2012. Un percorso che Herzog ha iniziato a costruire con vari ritiri di U21 e U23 nel 2014. “Andi apporta una ricca esperienza internazionale da giocatore e da allenatore", ha spiegato il presidente della USSF Sunil Gulati. “Nei suoi anni con la Nazionale ha sviluppato un'amoia conoscenza del nostro sistema, e siamo fiduciosi che sia l'allenatore giusto per farci raggiungere le Olimpiadi". Leggi: LA Galaxy, Andreas Herzog si ritira (10 novembre 2004) Herzog ha giocato da professionista per 18 anni, scendendo in campo 103 volte con la Nazionale austriaca, giocando anche i Mondiali 1990 e 1998, segnando 27 gol. A livello di club, Herzog ha indossato le maglie di Rapid Vienna (1986-1992 e 2001-2003), Werder Brema (1992-1996 vincendo una Bundesliga, una Coppa di Germania e due Supercoppa di Germania e poi dal 1996 al 2002 vincendo una Coppa Intertoto e una Coppa di Germania), Bayern Monaco (1995-1996, vittoria della Coppa UEFA insieme a Klinsmann), chiudendo poi la carriera con un'ultima stagione con i Los Angeles Galaxy (27 presenze e 4 gol nel 2004, con LA sconfitta nella Conference Final da KC) su consiglio proprio dell'amico Klinsmann che si era trasferito in California con la moglie dopo il ritiro. Nel 2005 inizia la carriera di allenatore nei ranghi della federazione austriaca, prendendo poi in carico l'Under 21 dal 2009 al 2011 e diventando secondo della Nazionale maggiore. Nel 2011 Klinsmann lo chiama negli USA. La rosa degli USA per il Cile (agg. al 28/1/2015) Portieri (3): Sean Johnson (Chicago Fire), Jon Kempin (Sporting Kansas City), Nick Rimando (Real Salt Lake) Difensori (7): Matt Besler (Sporting Kansas City), Steve Birnbaum (D.C. United), Matt Hedges (FC Dallas), Jermaine Jones (New England Revolution), Perry Kitchen (D.C. United), Shane O'Neill (Colorado Rapids), DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur) Centrocampisti (8): Michael Bradley (Toronto FC), Mix Diskerud (New York City FC), Luis Gil (Real Salt Lake), Miguel Ibarra (Minnesota United FC), Lee Nguyen (New England Revolution), Dillon Serna (Colorado Rapids), Brek Shea (Orlando City), Wil Trapp (Columbus Crew SC) Attaccanti (5): Jozy Altidore (Toronto FC), Clint Dempsey (Seattle Sounders FC), Chris Wondolowski (San Jose Earthquakes), Bobby Wood (Monaco 1860), Gyasi Zardes (LA Galaxy)

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