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USA-Ghana da record negli States, ratings superiori a Gara 5 della NBA
Scritto il 2014-06-18 da Giacomo Costa su Nazionale USA
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19 milioni di persone, negli Stati Uniti, hanno guardato il match tra USA e Ghana. 11,1 milioni sulla ESPN, 4,8 milioni su Univision, 1,7 milioni sulla piattaforma digitale di Univision e 1,4 milioni su WatchESPN (streaming online), per l'evento più grande di sempre per WatchESPN.

Tutto questo ha portato a ratings superiori a quelli di Gara 5 della NBA tra San Antonio e Miami. In totale l'ultimo match delle finals di NBA ha portato davanti alla televisione circa 23 milioni di persone, la media di tutte le gare è di circa 16 milioni. La differenza è che USA-Ghana si è disputata alle 18 di New York e alle 15 di Los Angeles, quindi in orari di lavoro.

I dati sono molto incoraggianti perché, se contiamo anche le piattaforme digitali, questa è la terza partita di calcio più vista negli USA dopo la finale del 2010 tra Spagna e Olanda (24,3 milioni) e gli ottavi tra USA e Ghana nel 2010 (19,4 milioni). Senza i dati "digitali" si piazzerebbe al 4° posto davanti a USA-Inghilterra del 2010 e dietro a USA-Brasile del 1994. Insomma, c'è da sorridere anche perché nei gironi del 2010 USA-Algeria aveva portato davanti alla televisione 8,6 milioni di persone, mentre USA-Slovenia 7,5.

Altri dati? A New York il rating è stato di 14,4, pazzesco, meglio di quello medio dei New York Jets della NFL. In poche parole a New York USA-Ghana ha attirato più persone di un singolo match dei Jets.

Insomma, per una notte gli United States si sono scoperti un paese quasi calciofilo, dove la nazionale ha fatto praticamente meglio di Gara 5 della NBA, e chi lo avrebbe mai detto? Le piazze, i bar e i parchi erano tutti stracolmi, dal Grant Park di Chicago a Orlando, passando per l'Alabama (non ha squadre di calcio), Nashville, Florida e via dicendo.

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C'era aria di biscotto, ma non è stato così. Com'era giusto aspettarsi da due scuole sportive come quella tedesca (nonostante il precedente contro l'Austria) e quella statunitense. Negli ultimi minuti di gara tutti i tifosi della nazionale statunitense hanno sofferto nel vero senso della parola, spostando l'occhio sul match tra Portogallo e Ghana, che era sull'1-1. Gli States, invece, stavano perdendo 1-0; dunque una rete degli africani avrebbe spedito a casa Dempsey e compagni. Anche Barack Obama, dall'Air Force One, stava guardando la partita e stava soffrendo come un normale tifoso di calcio. Poi è arrivata la rete di Cristiano Ronaldo che ha portato i lusitani sul 2-1 e ha fatto qualificare gli Stati Uniti agli ottavi. Il match della squadra di Klinsmann - che ha cantato entrambi gli inni - è stato difensivo, nel tentativo di strappare un pareggio a quella che, probabilmente, è la squadra più forte di questo Mondiale, i favoriti con il Brasile. I piani del tecnico tedesco sono andati per il meglio fino all'intervallo, seppur con qualche sofferenza. Nella seconda frazione di gioco, dopo una parata di Howard, Muller ha trovato il goal dal limite dell'area con un bel destro piazzato all'angolino. Nel finale l'orgoglio statunitense si è fatto avanti quando gli USA hanno avuto due buone occasioni di fila, prima con un destro a botta sicura salvato dal difensore avversario, poi con un colpo di testa di Dempsey finito alto. Non è arrivato un biscotto, ma i due amici (Klinsmann e Loew) hanno sorriso entrambi. Partita finita e qualificazione ottenuta. Negli USA è partita la festa: da Chicago a Houston, da New York a Los Angeles. Anche se la partita è cominciata alle 12 di New York e alle 9 di Los Angeles WatchESPN (online) ha già fatto registrare il record di 1,7 milioni di persone connesse, evento più grande della storia, che va a battere il precedente record firmato da Usa-Portogallo di pochi giorni fa. Insomma, è davvero soccermania.  

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Il vicepresidente federale Coelho a tedeschi e americani: «Non calpestiamo i valori dello sport» La vigilia è tutta in questo simpatico e intuibile termine portoghese: «arranjinho». Equivalente ai nostri pasticcino, biscottino, tortino... Insomma, gli Usa di Klinsmann e la Germania di Löw, «arrangeranno» un pareggio per passare il turno a braccetto? Col loro punticino in classifica, Portogallo e Ghana devono pensare a superarsi (il pari le elimina) sperando che i tedeschi abbiano qualche conto in sospeso (chissà perché poi...) con il loro allenatore del 2006. Utopia? Probabile. Però in questa vigilia la federcalcio portoghese manda avanti il suo vicepresidente, Humberto Coelho, per cercare di mettere la questione in bella evidenza e creare un po’ di baccano nell’accampamento nemico. «Si gioca sotto gli occhi del mondo, non credo sia possibile calpestare il decoro e i valori dello sport». Mah, in passato è stato fatto. A volte con un certo tatto, a volte con menefreghismo e faccia tosta: il fine giustifica i mezzi o no? Arbitro del Bahrain «Noi siamo una federazione piccola, non abbiamo protezioni né particolare considerazione», si lamenta Coelho, forse riferendosi pure alla designazione arbitrale: c’è un fischietto del Bahrain, reduce da SpagnaAustralia, partita fra eliminate... I portoghesi sentono puzza di bruciato. Ora, la Costa Rica ci ha appena ricordato che non bisogna mai sottovalutare nessuno, ma con tutto il rispetto, in Bahrain quale sarà il livello del campionato? Possono gli arbitri arabi avere l’esperienza degli europei e dei migliori sudamericani? Se Portogallo e Ghana avessero avuto gli stessi punti di Germania o Stati Uniti, la designazione sarebbe stata la stessa? Ronaldo, ci sei? E veniamo al secondo tema caldo: le critiche alla squadra rivolte dal suo capitano. Non vinceremo mai niente perché non abbiamo una nazionale di grande livello, il concetto spicciolo espresso dopo il deludente 22 con gli Usa. Ancora Coelho, stavolta nei panni del pompiere. «C’era molta amarezza in tutti noi per non essere riusciti a superare gli Usa. In Brasile abbiamo tanti tifosi e avvertiamo il peso di questa responsabilità. Ronaldo ha parlato sotto l’effetto di tali fattori, a mente fredda riconoscerà che il calcio portoghese ha tanti suoi giocatori protagonisti in Spagna, in Inghilterra e in altri contesti competitivi. E non abbiamo motivi per mettere in discussione il contratto del c.t. Paulo Bento. La nostra è un’ottima scuola, e abbiamo in squadra grandi interpreti. Solo che per vincere il Mondiale devono essere tutti al top. Una congiuntura favorevole che a noi manca». E questa è probabilmente un’allusione a CR7 [da ieri con un taglio mohicano alla Clint Mathis nel 2002], che va in campo stringendo i denti, ma che finora ha confezionato solo l’assist del 22 con gli Usa. «Posso dire che Ronaldo è in condizioni di giocare, non posso dire se è al 100%», il sibillino commento di Henrique Jones, il medico della nazionale. Nel Ghana squalificato Muntari, al suo posto ballottaggio italiano fra Essien e Badu. Col primo favorito. Gli africani hanno perso 2-1 contro gli americani al debutto e poi hanno fermato i panzer sul 22, differenza reti 1. Ergo, se battono i portoghesi devono augurarsi di agganciare gli Usa (che ora sono a +1) e non la Germania (+4).   Fonte: Gazzetta dello Sport

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Klinsmann, la sua Germania e il pari più utile (non a CR7)  Portogallo e Ghana temono un favore agli Usa e al “figlio del panettiere” «Non è nella nostra cultura». Ma c’è un precedente al Mondiale 1982 Bella impresa, dimostrare al mondo che non si accomoderanno sul pareggio che qualifica entrambi. Quasi più difficile che vincere la coppa, perché da  domenica sera, ore 20.55 brasiliane, è partita l’onda del possibile biscotto tra Germania e Stati Uniti (con automatica eliminazione di Ronaldo). «Fossimo in Italia si penserebbe male», ride Oliver Bierhoff. Noi italiani abbiamo esportato tante malsane abitudini, anche criminose, molti termini internazionalizzati per significare porcherie o peggio. E biscotto è una delle ultime trovate. Stavolta però a pensare subito male sono stati proprio loro, coinvolti direttamente. E quando l’altra notte a Jürgen Klinsmann hanno parlato della «vergogna di Gijon», l’espressione del c.t. Usa è diventata torva. «Non fa parte della nostra cultura giocare per il pari. Il nostro spirito è costruito sulla vittoria, gli americani lottano per ottenerla. Siamo consapevoli di poterlo dimostrare». Nessun sospetto deve essere infornato, dunque: parola del figlio di un panettiere tedesco. La vergogna A Gijon, Asturie, Spagna settentrionale, la Germania Ovest incontrò i cugini di lingua dell’Austria nell’ultima giornata della prima fase del Mundial 82: la contemporaneità non era utilizzata al tempo; l’Algeria aveva battuto il Cile  3-2 il giorno prima, ma tedeschi e austriaci sarebbero passati entrambi per la differenza reti in caso di vittoria non larga dei primi. Horst Hrubesch segnò al minuto 10, nessuno poi osò più. «Patto di non aggressione» fu la definizione  più carina, perché qualcosa che ricorda la guerra loro devono sempre infilarlo. Il resto fu una cascata di insulti planetari. Il telecronista della tv tedesca Eberhard Stanjek parlò di vergogna, imprimendo sulla partita un titolo perenne. Quello austriaco Robert Seeger consigliò di spegnere la tv. Pensiamo se succedesse oggi: in una gara un po’ troppo amichevole il commentatore suggerisce al tifoso di non guardare. Minimo si prende una querela dagli inserzionisti pubblicitari e rischia il licenziamento. Il Telegraaf (olandese, di parte, certo) scrisse di «uno sporco calcio pornografico», la Gazzetta titolò: «Che squallida farsa» e rinunciò alle pagelle (non c’era il fantacalcio). I tifosi dell’Algeria tentarono di invadere il campo: respinti, tirarono delle banconote contro le telecamere. L’Algeria aspetta I fantasmi di Gijon sorvolavano le spiagge brasiliane già da tempo, evocati dagli algerini che potrebbero trovare la Germania negli ottavi. Fa niente se quella squadra suscitò sospetti più pesanti, doping e dintorni, visto che 7 giocatori nordafricani hanno avuto figli con handicap. La vendetta per l’82 sembra il traguardo massimo, ora che possono qualificarsi. Ma i fantasmi di Gijon sono atterrati sulla sabbia dopo il 2-2 di Usa-Portogallo: «Roba vecchia di decenni, e poi è una brutta storia della Germania, non degli Stati Uniti» ha ribadito il tedesco Klinsmann. Ma Harald Schumacher, portiere quel giorno, ha spiegato: «Fu una partita inguardabile. Non mi stupirei se si ripetesse, perché le posizioni di partenza sono chiare e un giocatore non se le toglie dalla testa». Già, non è questione di valigette con soldi, quelle sono per i dirigenti Fifa, secondo gli inglesi. E nemmeno di amicizia tra i clan, visto che lo staff di Klinsmann è rimasto tutto con i bianchi, da Löw in giù. Bierhoff dice che «qualcuno dei nostri ha un conto aperto con Jürgen, per la stagione fallita al Bayern». Va bene, ma può essere che un riflesso mentale nell’ultima uscita del girone, alle 13, nel caldo di Recife, con la stanchezza e il rischio di infortuni e ammonizioni, induca alla cautela. Non la usassero, Germania e Usa vincerebbero insieme il Mondiale. Alla terza partita. PORTOGALLO, SERVONO ALMENO 4 GOL DI SCARTO ll Portogallo per qualificarsi deve battere con almeno 4 gol di scarto il Ghana e sperare nella sconfitta degli Stati Uniti (basta anche lo 0-1 perché in quel caso Ronaldo passerebbe per il maggior numero di gol fatti). Anche il Ghana può sperare di andare avanti se batte il Portogallo con almeno 2 gol di scarto e gli Stati Uniti perdono con qualsiasi risultato. La Germania per restare fuori deve perdere con almeno 4 gol di scarto, ma al tempo stesso il Ghana deve vincere con 2 gol di scarto oppure il Portogallo battere gli africani con 5 gol di scarto. Fonte: Gazzetta dello Sport

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