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Il Portogallo ci crede: «Giocano sotto gli occhi del mondo»
Scritto il 2014-06-26 da SoccerItalia su Nazionale USA
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Il vicepresidente federale Coelho a tedeschi e americani: «Non calpestiamo i valori dello sport»

La vigilia è tutta in questo simpatico e intuibile termine portoghese: «arranjinho». Equivalente ai nostri pasticcino, biscottino, tortino... Insomma, gli Usa di Klinsmann e la Germania di Löw, «arrangeranno» un pareggio per passare il turno a braccetto? Col loro punticino in classifica, Portogallo e Ghana devono pensare a superarsi (il pari le elimina) sperando che i tedeschi abbiano qualche conto in sospeso (chissà perché poi...) con il loro allenatore del 2006.

Utopia? Probabile. Però in questa vigilia la federcalcio portoghese manda avanti il suo vicepresidente, Humberto Coelho, per cercare di mettere la questione in bella evidenza e creare un po’ di baccano nell’accampamento nemico. «Si gioca sotto gli occhi del mondo, non credo sia possibile calpestare il decoro e i valori dello sport». Mah, in passato è stato fatto. A volte con un certo tatto, a volte con menefreghismo e faccia tosta: il fine giustifica i mezzi o no?

Arbitro del Bahrain «Noi siamo una federazione piccola, non abbiamo protezioni né particolare considerazione», si lamenta Coelho, forse riferendosi pure alla designazione arbitrale: c’è un fischietto del Bahrain, reduce da SpagnaAustralia, partita fra eliminate... I portoghesi sentono puzza di bruciato. Ora, la Costa Rica ci ha appena ricordato che non bisogna mai sottovalutare nessuno, ma con tutto il rispetto, in Bahrain quale sarà il livello del campionato? Possono gli arbitri arabi avere l’esperienza degli europei e dei migliori sudamericani? Se Portogallo e Ghana avessero avuto gli stessi punti di
Germania o Stati Uniti, la designazione sarebbe stata la stessa?

Ronaldo, ci sei? E veniamo al secondo tema caldo: le critiche alla squadra rivolte dal suo capitano. Non vinceremo mai niente perché non abbiamo una nazionale di grande livello, il concetto spicciolo espresso dopo il deludente 22 con gli Usa. Ancora Coelho, stavolta nei panni del pompiere. «C’era molta amarezza in tutti noi per non essere riusciti a superare gli Usa. In Brasile abbiamo tanti tifosi e avvertiamo il peso di questa responsabilità. Ronaldo ha parlato sotto l’effetto di tali fattori, a mente fredda riconoscerà che il calcio portoghese ha tanti suoi giocatori protagonisti in Spagna, in Inghilterra e in altri contesti competitivi. E non abbiamo motivi per mettere in discussione il contratto del c.t. Paulo Bento. La nostra è un’ottima scuola, e abbiamo in squadra grandi interpreti. Solo che per vincere il Mondiale devono essere tutti al top. Una congiuntura favorevole che a noi manca». E questa è probabilmente un’allusione a CR7 [da ieri con un taglio mohicano alla Clint Mathis nel 2002], che va in campo stringendo i denti, ma che finora ha confezionato solo l’assist del 22 con gli Usa. «Posso dire che Ronaldo è in condizioni di giocare, non posso dire se è al 100%», il sibillino commento di Henrique Jones, il medico della nazionale.

Nel Ghana squalificato Muntari, al suo posto ballottaggio italiano fra Essien e Badu. Col primo favorito. Gli africani hanno perso 2-1 contro gli americani al debutto e poi hanno fermato i panzer sul 22, differenza reti 1. Ergo, se battono i portoghesi devono augurarsi di agganciare gli Usa (che ora sono a +1) e non la Germania (+4).

Fonte: Gazzetta dello Sport

Dopo la vittoria contro la Colombia conquistata grazie ad un gol dell'attaccante dell'Utrecht Rubio Rubin, i ragazzi di Tab Ramos ci speravano. Oggi invece l'avventura americana si è infranta nei quarti contro la Serbia, uscita vincitrice dopo i calci di rigore. Ne sono serviti ben nove per assegnare il posto in semifinale, al termine di un match in cui gli Stati Uniti sono arrivati privi di ben quattro titolari: Jamieson e Tall infortunati, Allen e Acosta squalificati). Bella e combattuta la partita, con la Serbia più propositiva e gli USA bravi di rimessa. Prima occasione per Antonov, su cui salva Steffen - l'eroe del rigore decisivo parato alla Colombia - mentre poi tocca a Thompson spedire di poco a lato. Ancora Steffen para alla grande su una punizione bassa e angolata di Živković, mentre Rajković blocca su Rubin, su bell'assist dell'ala del Tijuana Paul Arriola. A Tommy Thompson (San Jose Earthquakes) arriva poi la palla del match, ma l'errore è macroscopico. Si va ai supplementari. La Serbia che va vicinissima alla rete con Saponjic che in scivolata a porta vuota manda la sfera fuori incredibilmente da due passi su cross Mandic, col difensore del Tottenham Cameron Carter-Vickers che sporca la palla sulla linea. Dall'altra parte gli americani hanno la palla della vittoria quando il difensore serbo Babic toglie dalla testa di Rubin una possibile conclusione in rete. E quindi i rigori. Errore di Rubin. Il portiere e capitano della Serbia, Predrag Rajković,  para e sbaglia un rigore decisivo, come anche Joel Soñora (Boca Juniors). Ma poi John Anthony Requejo, Jr., 19enne terzino sinistro del Club Tijuana, si fa parare il tiro e  regala la semifinale ai suoi contro il Mali. Si chiude così un buon Mondiale U20 per gli USA, che però non riescono a superare lo scoglio quarti ancora una volta, e a superare così il miglior risultato ottenuto al 1989 FIFA World Youth Championship in cui chiusero quarti assoluti dopo aver perso la finalizza col Brasile. In quell'edizione l'ex attaccante dello Standard Liegi Steve Snow si classificò secondo nella classifica marcatori con tre reti. ________________________________________________________________________ USA vs. SERBIA: 5-6 d.c.r. (0-0) Marcatori: – Rigori: Rubin (USA, parato), Zdjelar (S, gol), Payne (USA, gol), Mandić (S, fuori), Arriola (USA, gol), Babić (S, gol), Hyndman (USA, gol), Grujić (S, gol), Zelalem (USA, gol), Živković (S, gol), Soñora (USA, traversa), Rajković (S, parato), Delgado (USA, gol), Antonov (S, gol), Caster-Vickers (USA, fuori), Veljkovic (S, parato), Requejo (USA, parato), Maksimović (S, gol) USA (4-2-3-1): Steffen; Payne, Miazga, Carter-Vickers, Requejo; Hyndman, Delgado; Arriola, Thompson (103′ Soñora), Zelalem; Rubin. A disp.: Moore, Olsen, Donovan, Palmer-Brown, Caldwell, Jamieson. All.: Ramos Serbia (4-2-3-1): Rajković; Stevanović, Veljkovic, Babić, Antonov; Zdjelar, Maksimović; Živković, S. Savić (111′ Grujić), Gaćinović (68′ Šaponjić); Mandić. A disp.: Manojlović, Milošević, Pankov, V. Savić, Ilić, Janković, Jovanović. All.: Paunović Arbitro: Artur Dias (Portogallo) Note: ammonizioni: Requejo (USA), Antonov, Mandić (S)

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Clamoroso al RheinEnergieStadion di Colonia, dove gli Stati Uniti hanno battuto la Germania campione del mondo per 2-1, bissando quindi la vittoria inflitta all'Olanda pochi giorni fa ad Amsterdam. Seconda dietro la Polonia nel gruppo D delle qualificazioni ad Euro 2016, la Germania si è dovuta arrendere a sorpresa agli USA. Di Mario Götze, eroe della finale Mondiale in cui siglò il gol vittoria, il gol che al 12' ha aperto le marcature. Ma al 41' arriva il pari a stelle e strisce di Mix Diskerud (nella foto in alto), centrocampista del New York City FC, su assist di Michael Bradley, il migliore in campo dei suoi. Nel secondo tempo il match veleggia, anche a seguito dei tanti cambi, ma all'87' è ancora una volta Bobby Wood - come ad Amsterdam - che su assist di Brad Evans tutto solo dal limite spara un gran sinistro che batte Zieler e fa esplodere la gioia della panchina USA e delle migliaia di americani sugli spalti. La Germania di Joachim Löw si presenta in campo senza molti dei suoi uomini migliori, quali Manuel Neuer, Toni Kroos e Thomas Muller. Ma per Klinsmann, che certo ha a disposizione meno talento in assoluto, la situazione era anche peggiore, essendo volato in Europa con un gruppo imbottito di giovani, in assenza dei vari Jozy Altidore, Clint Dempsey e Jermaine Jones, tra gli altri. Inevitabilmente è la Germania a dominare nel primo tempo, con un controllo di palla del 67%  e creando numerose occasioni da gol ispirate da Schweinsteiger e Gündogan con Herrmann spina nel fianco all'ala, tra cui quella che al 12' la porta in vantaggio con Götze.  Alla sua prima in nazionale, il centrocampista del  Borussia Mönchengladbach Patrick Herrmann taglia nella difesa americana, approfittando della dormita di Timmy Chandler, e appoggiando per Götze tutto solo. Ma gli USA crescono col passare dei minuti e al 41' un assist di Bradley permette a Diskerud di pareggiare meritatamente. La crescita continua nel secondo tempo, in cui sono gli USA a tenere il pallino del gioco nei primi 20 minuti, apparendo pienamente a loro agio contro i campioni del mondo, grazie anche principalmente alla regia dell'ex romanista Michael Bradley, pienamente adattatosi al nuovo ruolo di punta del diamante di centrocampo. La sua visione e la sua abilità nei passaggi ha consentito ai compagni di trovare sempre spazi incisivi, e stasera ha anche rischiato di andare a rete all'83', ma il suo sinistro è salvato di piede da Ron-Robert Zieler. Poco prima aveva sfiorato il gol anche Jordan Morris, ancora studente alla Stanford University. A decidere il match ci pensa però ancora una volta il centravanti del Bobby Wood, 22enne delle Hawai'i, che dopo l'Olanda punisce anche la Germania. Suo infatti all'87' il tiro che regala la vittoria agli americani, un gol che magari lo aiuterà a trovare una nuova squadra in Germania dopo la pessima stagione all'Erzgebirge Aue (Bundesliga II), e che permette ai ragazzi di Klinsmann di avvicinarsi con fiducia alla CONCACAF Gold Cup di luglio, nonostante alcune coesistano ancora da rivedere. In prima fila Ventura Alvarado, apparso ancora una volta alquanto spaesato in mezzo alla difesa, dove invece John Brooks non ha avuto problemi. Male i terzini Chandler e Johnson, e delusione notevole per Juan Agudelo, atteso a mostrare di rimeritarsi un posto in nazionale ma non riuscendo quasi a toccar palla. Per gli USA prossima e ultima amichevole il prossimo 3 luglio contro il Guatemala, con esordio in Gold Cup contro l'Honduras fissato per il 7. __________________________________________________________________ 10 giugno 2015 - Colonia, Rhein-Energie-Stadion, Köln  Germania vs USA 1-2 Marcatori: GER - Götze (12., Rechtsschuss, Herrmann) USA - Diskerud (41., Rechtsschuss, Bradley) USA - Wood (87., Linksschuss, Evans) GER:  Zieler, Rudy, Mustafi, Rüdiger, Hector, B. Schweinsteiger (46. Khedira), Gündogan (60. Kramer), Herrmann (73. Bellarabi), Özil , Schürrle (46. Podolski), M. Götze (73. M. Kruse). Non entrati: Weidenfeller (Tor),J. Boateng,Durm. CT: Joachim Löw USA: Guzan - Chandler, Alvarado, Brooks, F. Johnson (46. Yedlin), Williams (46. Evans), Zardes (74. Wood) , Bradley , Diskerud (74. Morales), Johannsson (74. Morris), Agudelo (46. Beckerman). Non entrati: Yarbrough, Orozco, Ibarra, Shea. CT: Jurgen Klinsmann Ammoniti: Williams, Yedlin Arbitro: Danny Makkelie (Niederlande) Spettatori: 40.000

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La prima volta è stata in occasione dell'amichevole del giugno 2013, vinta dagli USA per 4-3 al RFK Stadium di Washington nel giorno dei festeggiamenti per il Centenario della US Soccer Federation.  L'anno scorso invece c'è stata Recife, con vittoria stavolta della Germania ma qualificazione degli Stati Uniti agli ottavi di finale. Oggi la trilogia di partite di Jurgen Klinsmann contro la Nazionale da lui guidata ai Mondiali 2006 si chiuderà a Colonia, stavolta contro una Germania diventata nel frattempo campione del mondo.Il match sarà l'ultimo per gli USA prima che il CT scelga i 23 per la CONCACAF Gold Cup (una lista preliminare di 35 giocatori è stata consegnata il 7 giugno scorso). L'amichevole marcherà inoltre la fine dell'anno di transizione post Mondiale, che ha visto notevoli cambiamenti di calciatori e di tattica per gli USA, con una serie notevole di alti e bassi, inclusa una serie di cinque match senza vittorie tra ottobre e dicembre, fino all'incredibile 4-3 inflitto all'Olanda venerdì scorso. LEGGI: Vittoria USA! Battuta la Germania 4-3 Per gli USA, il calcio tedesco è  molto meno alieno di quanto si pensi e di quanto lo sia quello di altri paesi. Già negli anni 70 gli americani potevano seguire il programma TV “Soccer Made in Germany" in onda sulla TV pubblica PBS, mentre poi i vari Franz Beckenbauer (NY Cosmos), Gerd Müller (Ft. Lauderdale Strikers) e Karl-Heinz Granitza (Chicago Sting) andarono a giocare nella NASL, seguiti anche da allenatori come Hennes Weiswaler, il creatore del grande Borussia Moenchenglandbach, Manny Schellscheidt e Lothar Osiander. La Germania è stata poi spesso il porto d'attracco per i primi americani d'esportazione come Eric Wynalda, Paul Caligiuri, Joe-Max Moore e Claudio Reyna, tra gli altri, in un'epoca in cui non era facile vederne. A farsi onore ci hanno pensato Steve Cherundolo, per anni capitano e poi soprannominato "sindaco di Hannover", Jovan Kirovski, che ha vinto la Coppa Intercontinentale da giovanissimo col Borussia Dortmund, o il portiere della Nazionale Kasey Keller, capitano del Borussia Mönchengladbach che viveva in un castello. LEGGI: La Germania vince con Müller, ma gli USA si qualificano Oggi i legame è persino più forte. Klinsmann, campione del mondo con la Germania nel 1990, all'ultimo Mondiale ha portato cinque tedesco-americani, e cinque (due nomi nuovi però) ce ne saranno nel match di Colonia. Una familiarità che da più parti si spera possa limitare l'impatto psicologico, visto che comunque la differenza di talento è enorme, anche se le statistiche non lo dicono visto che gli USA hanno battuto la Germania tre volte in totale (7 le sconfitte, zero i pareggi). “Mi aspetto solo che tutti coloro che sono coinvolti, specie i giocatori, si divertano. Giocheranno contro i campioni del mondo, che altro vogliono?", ha detto Klinsmann al sito ussoccer.com. "Sarà un giorno speciale in particolare per i tedesco-americani della squadra. Per noi è la possibilità di lanciare un segnale prima della Gold Cup, quindi voliamo far bene. Vogliamo un buon risultato e lasciare una buona impressione, e poi prenderemo le snottier decisioni per la Gold Cup. Vogliamo rivedere la Germania in due anni da ora, quando giocheremo la Confederations Cup in Russia.” Il gruppo di Klinsmann ha dimostrato in questi anni di saper ottenere risultati inaspettati, come mostrato in occasione delle vittorie in casa di Italia e Messico, o in quella contro la Bosnia nel 2013 o contro la Repubblica Ceca lo scorso settembre. La più recente è della scorsa settimana contro l'Olanda, con una rimonta da 3-1 coronata da una vittoria ottenuta nel finale, grazie ad un'intensità mantenuta sino alla fine nonostante un gruppo formato da molti giocatori inesperti in campo. Una vittoria che è il modo migliore per arrivare ad affrontare i campioni del mondo in casa loro, specie per la fiducia che ha regalato ad una squadra incapace di vincere sino a pochi mesi fa. LEGGI: Hannover, Cherundolo saluta il calcio. "Danke, Captain!" "Sicuramente ci ha dato fiducia", ha detto il portiere dell'Aston Villa Brad Guzan. “Ci ha fatto capire che quando ci sono match difficili, con grands quadre, in stadi complicati, possiamo vincere”. "Quando giochi coi top team mondiali puoi sempre perdere o fare brutta figura. Ma quando vinci, sorprendi queste grandi squadre, quei match ti dicono che sei in grado di farcela", ha spiegato Klinsmann. Uno dei punti di JK di questi anni è stata proprio la fede e il suo affidarsi ai giovani. Un modello speculare a quello messo in piedi nella costruzione della Germania del periodo 2004/06, base di quella che poi ha vinto nel 2014 in Brasile. Questo il senso del portare agli scorsi Mondiali giovani quali Julian Green, DeAndre Yedlin e John Brooks, cui se ne sono aggiunti tanti altri in 12 mesi, e serve pazienza. Una pazienza che sta pagando. Per esempio, Jordan Morris - ancora universitario - è andato in gol in Messico ad aprile e ha piazzato un assist vincente ad Amsterdam. Gyasi Zardes, promettente attaccante dei LA Galaxy, è stato un pericolo costante contro l'Olanda, trovandosi spesso coi compagni. Persino lo spesso deludente Bobby Wood ha fatto vedere flash che danno speranza. “Quello che devono fare è mantenere lo standards che hanno appena mostrato, La nostra speranza è che continuino a fare quello che stanno facendo". LEGGI: Olanda vs USA 3-4. Gli Stati Uniti espugnano Amsterdam per la prima volta! Klinsmann è uno che ama sperimentare, e mentre viene accurate di non dare identità alla Nazionale USA, questa in realtà ore mostra di essere molto flessibile. Il 4-1-4-1 presentato ad Amsterdam sembra ideale per i match in cui gli americani non si aspettano di tenere palla. Uno schema che intasa il centrocampo dando anche più scelta nel passaggio, e con le ali adatte può evolvere in un 4-3-3 d'attacco. Il problema venerdì è stata però la difficoltà di limitare i rifornimenti agli attaccanti olandesi, come dimostra la doppietta di Huntelaar. Come correzione basterebbe però una maggior aggressività in copertura. Inoltre lo schema ha permesso a tutti i giocatori USA di giocare nel ruolo preferito. Michael Bradley si è sentito libero nel suo muoversi box-to-box grazie alla copertura garantita da Kyle Beckerman e dal supporto in avanti di Alfredo Morales, riuscendo a dedicarsi alla costruzione del gioco ed agli assist per i compagni, in cui è il migliore dei suoi. Klisnmann spera di vedere un match simile da parte dell'ex romanista anche a Colonia, come darà uno sguardo più intenso a Danny Williams, il mediano del Reading che ha mostrato del potenziale da quando è rientrato in Nazionale lo scorso marzo. Qualche problema rimane in difesa, in cui Brooks, Ventura Alvarado e Brek Shea devono ancora crescere. Molti i problemi messi in mostra contro l'Olanda, con avversari lasciti spesso troppo liberi. Per questo ​Klinsmann potrebbe rispedire Fabian Johnson in difesa. Nonostante sia capace di rendersi pericoloso in fase propositiva, il laterale dei Mönchengladbach sembra al momento capace di dare maggiori garanzie del terzino destro del Norimberga, Timothy Chandler, sino ad oggi ancora incapace di una prestazione convincente in maglia a stelle e strisce. Della Germania si sa tutto. Con in vista il match di qualificazione ad Euro 2016 contro Gibilterra, vittoria scontata per i tedeschi che però in questo momento sono secondi nel gruppo A dietro la Polonia e a pari merito con la Scozia a dimostrazione del fatto che la compagine teutonica ha sofferto un po nel post mondiale dove di fatto è cominciato un nuovo ciclo con il ritiro di alcuni senatori come capitan Lahm e il grandissimo Miro Klose che ha appena deciso di continuare un altro ann con la Lazio. il team del CT Joachim Löw avrà a disposizione al RheinEnergie Stadion molti dei suoi migliori, come Bastian Schweinsteiger, Mesut Özil, il neo juventino Sami Khedira, André Schürrle e Mario Götze. Non ci sarà il viola Mario Gomez, mentre sarà presente l'interista Lucas Podolski. Assenti numerosi nomi di primo piano, come il portiere Neuer, Muller e Tony Kroos. Negli ultimi otto scontri diretti si registrano tre successi degli Usa e cinque della Germania (zero i pareggi).

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