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Philadelphia, esonerato Hackworth. Al suo posto Curtin ad interim
Scritto il 2014-06-10 da Franco Spicciariello su Calciomercato
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La Philadelphia Union ha annunciato l'esonero dell'allenatore John Hackworth. Al suo posto è stato promosso ad interim l'assistant coach Jim Curtin.

“Siamo un club ambizioso, e anche se siamo solo alla nostra quinta stagione, ci aspettiamo di vincere ed essere al top dell MLS", ha dichiarato il CEO della Union Nick Sakiewicz in un comunicato.

Hackworth era in carica dal 13 giugno 2012, da quando aveva sostituito ad interim l'esonerato Peter Nowak. All'epoca Sakiewicz spiegò come la "esperta leadership di Hackworth avese rinvigorito i giocatori" e che c'erano "alcuni promettenti segnali verso uno stile di gioco allineato col brand Union".

Ma alle promesse non sono seguiti i risultati. Con Curtin incaricato ad interim, Sakiewicz ha già annunciato che il club ha avviato "un'ambiziosa ricerca a livello globale di un allenatore capace di guidarci a competere per la vittoria in MLS Cup. Philadelphia un top market e ci aspettiamo dimostrazioni di interesse da parte di un ampio numero di candidati". Un cambio completo di approccio rispetto a quello di due anni fa, quando la società decise per una soluzione interna "per evitare di cercare fuori dall'organizzazione qualcuno che potesse adattarsi".

Hackworth chiude la sua esperienza alla Union con un record di 23 vittorie (12 delle quali nel 2013, la sua unica stagione piena), 20 pareggi e 30 sconfitte. Ma sia nel 2012 che nel 2013 Philadelphia ha fallito l'obiettivo playoff, e anche quest'anno - nonostante la zona playoff sia a soli tre punti - è penultima per media punti nella Eastern Conference.

Una delle principali ragioni dei molti punti lasciati sul campo dalla Union quest'anno sta sicuramente nel tentativo fallito da parte di Hackworth di convertire l'attaccante Aaron Wheeler in difensore centrale, mmesso anche dall'allenatore.

Per Curtin ora ci saranno a disposizione le due settimane di pausa Mondiali della MLS, con in mezzo il solo match di US Open Cup, previsto per il 17 giugno contro il club di USL PRO Harrisburg City Islanders.

Il 35enne neo allenatore Curtin ha alle spalle 9 stagioni in MLS da calciatore (7 al Chicago Fire e due al Chivas USA), vincendo 2003 and 2006 U.S. Open Cups, e il 2003 Supporters' Shield, con scongitta in finale di MLS Cup contro i San Jose Earthquakes di Landon Donovan. Da giocatore solo una volta non è andato ai playoff. E' entrato nell'organizzazione della Union nel 2010 attraverso l'Academy, vincendo anche la 2012 Generation Adidas Cup con l'Under 18. Dal novembre 2012 era assistant coach di Hackworth.

Rinforzo in avanti per il New York City FC, che ha deciso di affiancare ai vari David Villa, Tony Taylor, Patrick Mullins e Khiry Shelton un  uovo rinforzo europeo. Si tratta del nazionale slovacco Adam Nemec, che lascia così l'FC Union Berlin, che ha postato la news sul proprio sito. Nemec, 29, ha militato col team tedesco - attualmente in 2.Bundesliga - sin dal 2012, e aveva un contratto sino al 2016. Per lui 64 match e 14 gol con la Union in poco più di due anni. Ma, dopo soli 5 match nella prima metà di questa stagione, i rapporti tra Nemec e il club si sono deteriorati, portando alla risoluzione consensuale del contratto. "Le ultime settimane sono state difficili. Sono contento che abbiamo trovato una soluzione", ha dichiarato Nemec a FC-Union-Berlin.de. "Mi lascio alle spalle alcune brutte esperienze, ma anche belle memorie. Nel mio periodo alla Union ho trovato il modo di tornare in Nazionale, con cui voglio andare agli Europei 2016. A questo fine ho bisogno di giocare, e ora ne avrò la chance". Nemec, che aveva debuttato con la Slovacchia nel 2006, era stato richiamato recentemente dal CT Jan Kozak, andando anche in rete un paio di volte lo scorso autunno. Per lui in carriera esperienze con MŠK Žilina, vincendo il campionato slovacco 2007 mettendo anche a segno 14 gol. Nel 2007 passa al'Erzgebirge Aue, in 3.Liga, (29 partite e 10 reti), firmando poi nel 2008 un quadriennale coi belgi del Genk. Ma nella Jupiler League resta poco, e nel 2009 chiude un triennale col Kaiserslautern (61 match e 9 gol). Ma nel 2011 cade da un albero e si procura varie fratture che lo tengono fuori oltre tre mesi, e nel gennaio 2012 si trasferisce quindi all'Ingolstadt 04, dove in sei mesi scende in campo 15 vlte (2 reti). Lo chiama quindi la Union, con cui in 2 stagioni e mezza segna 14 gol in 56 partite, fino alla rottura. Attaccante potente di oltre 190cm, la sua specialità è il colpo di testa. Arriva anche il centrocampista Kwadwo Poku Sempre il New York City FC ha annunciato l'ingaggio del centrocampista degli Atlanta Silverbacks Kwadwo Poku. Con Atlanta, nella NASL 2014, Poku è sceso in campo 25 volte segnando 2 gol, incluso il gol vittoria contro il Real Salt Lake nel 4th round della US Open Cup. Centrocampista versatile, 22 anni, Poku è negli USA dal 2010, dove ha iniziato con la Georgia Revolution della NPSL, prima di passare ad Atlanta nel 2014.

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Il CEO della Philadelphia Union, Nick Sakiewicz, ha confermato che l'ex manager del Fulham Rene Meulensteen è candidato a sedersi sulla panchian del club della Pennsilvanya, ma ha aggiunto che nessuna decisione è stata presa al riguardo. Philadelphia, è attualmente guidata da Jim Curtin ad interim, che ha sostituito John Hackworth - di cui era assistant coach - dopo l'esonero dello scorso 10 giugno. Con Curtin alla guida però la Union ha migliorato il proprio rendimento (9 vittorie, 4 pari e 2 sconfitte in tutte le competizioni) raggiungendo anche la finale di US Open Cup, prevista per martedì prossimo all PP&L Park di Chester (PA) contro i Seattle Sounders. Proprio l'ottima prova di Curtin ha portato l'ex Columbus Crew nella lista finale di Sakiewicz, in cui ci sono anche l'ex Montreal Impact Jesse Marsch, l'ex nazionale USA  e secondo ai New York Red Bulls John Harkes, e l'ex portiere della Nazionale americana ai Mondiali del 1990, Tony Meola. E' invece saltata la candidatura di Fabio Cannavaro a causa della malagestione - non da parte dell'ex azzurro - del rapporto con la proprietà di Philly. Ma la novità arriva dai media locali, che danno come candidato numero uno l'ex assistant manager di Alex Ferguson al Manchester United, Rene Meulensteen. Il nome sarebbe dovuto rimanere riservato sino a dopo la finale, ma Sakiewicz è stato costretto a confermare, pur negando che una scelta sia stata compiuta.  

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La saga relativa al trasferimento in MLS del centrocampista della Nazionale USA Jermaine Jones si è chiusa ieri notte, col giocatore ingaggiato dal New England Revolution di Boston sino al termine della stagione 2015, con un salario complessivo di $4,7 milioni, ma secondo Sports Illustrated il giocatore prenderà un extra per essere andato ai Revs. E proprio da questo particolare si deve comprendere come la questione sia assai più complicata di quanto si possa immaginare. Come noto infatti, la MLS è ufficialmente una "single entity" (un sistema di successo inventato da Mark Abbott, avvocato inglese e presidente della MLS), una società di investitori cui la MLS stessa dà "in licenza" le franchigie. I giocatori infatti vengono messi sotto contratto dalla MLS stessa, e nel caso si tratti di un cd. "Designated Player", l'extra oltre i $350mila viene pagato dall'investitore titolare della franchigia, anche se il contratto rimane con la MLS. Il sistema poi prevede tutta una serie di limiti sul mercato tesi in realtà a limitare molto la concorrenza ed evitare quindi spese crescenti. Peccato che quanto è accaduto con Jermaine Jones abbia portato la MLS a mettere in mostra il peggio sia del suo sistema "socialista" che di quello "capitalista" utilizzato nel resto del mondo. Ma ricostruiamo quanto accaduto. Dell'intrigo Jermaine Jones avevamo già scritto alcuni giorni fa, raccontando dell'offerta al giocatore del Chicago Fire. A seguito però di un mercato fallimentare e di un calo di rendimento della squadra - fino a poche settimane prima lanciatissima verso la testa della Eastern Conference - la dirigenza del New England Revolution ha provato ad inserirsi nella trattativa per il giocatore. Una soituazione strana, visto che in MLS esiste un "allocation order" proprio per evitare situazioni del genere. C'è un però. Robert Kraft, proprietario oltre che dei Revs anche dei New England Patriots della NFL, è uno degli investitori originali della MLS e fu il principale sponsor dell'arrivo nel ruolo di commissioner della lega di Don Garber, che in precedenza era stato a capo di NFL Europe. E le relazioni contano, non solo in Italia. E mentre il Jones aveva ormai espresso la sua preferenza per Chicago, rendendosi indisponibile a firmare senza sapere dove sarebbe finito, la MLS ha permesso ai Revs di restare nella trattativa, cui si è aggiunto oltre a Ron Waxman, un secondo agente del giocatore, Richard Motzkin. I due sono i più forti procuratori di calciatori degli USA (Waxman è colui che ha riportato Bradley in MLS), e in una situazione del genere accade quello che accadrebbe in ogni altro sistema calcistico normale: il prezzo sale. Jones infatti ha dato il via libera a New England, ma solo se avrebbe potuto guadagnare di più. Ma come giustificare questa aperta violazione delle regole (spesso non scritte). Regole peraltro assolutamente non chiare, visto che in passato i DP era stato detto non dovessero passaree per l'allocation e addirittura venivano "offerti" dalla MLS ai singoli club, come nei casi di Clint Dempsey e Michael Bradley? Ecco che quindi - a quanto pare - la MLS ha convinto i Revs ad aumentare l'offerta, inventandosi poi un sorteggio (!) per assegnare il giocatore. Sorteggio che però secondo molti osservatori è stato una farsa (oltre a non essere stato fatto davanti a telecamere o ad un notaio), visto che la MLS aveva in praticca già deciso orientando il tutto. La notizia di come fosse finita la saga di Jermaine Jones è stata data da due ex calciatori MLS oggi opinionisti PER L'espn: l'ex padovano Alexi Lalas e Taylor Twellman, ex attaccante per anni ai Revs, cui la MLS ha bloccato la carriera impedendogli un trasferimento in Inghilterra. I due hanno attaccato pesantemente la lega per la mancanza di trasparenza e per la disponibilità a violare le regole che essa stessa si è imposta solo per favorire una parte, per quanto importante come Kraft. Un modo di agire, quello della MLS, che finirà certamente sul tavolo delle trattative del rinnovo del contratto collettivo con MLS Player Union a fine anno, visto che in pratica la lega ha dato il via alla libera concorrenza per l'ingaggio di un giocatore, cercando poi di mettere una pezza con la storia del sorteggio. Ma il modo in cui Jones è finito ai Revs è anche un pesante colpo a,la credibilità di Garber e della MLS, costruita con grande fatica in questi anni. Sul web e sui social media è infatti in corso una rivolta da parte dei tifosi di tutte le squadre MLS, in certi casi persino di quelli del New England, che non considerano serio né trasparente il comportamento della MLS, non essendo peraltro la prima volta che qualcosa del genere accade (il riferimento è ai presunti, ma non troppo, favoritisimi ricevuti dai LA Galaxy in passato). Chi rimane con un pugno di mosche intanto è il Chicago Fire, che con la finestra di mercato chiusa dovrà rivolgersi al mercato degli svincolati per cercare di recuperare una stagione quasi compromessa. Ai Revs arriva invece un rinforso notevole per esperienza internazionale e forza in mezzo al campo, ideale per affiancare pesi leggeri come Lee Nguyen e l'uruguayano Diego Fagundez. Soprende peraltro la mossa di Kraft, considerato un proprietario molto "cheap", visto anche che non ha mai pagato un giocatore più di $500mila (Shalrie Joseph nel 2011) e al momento ha una squadra senza DP (Jerry bengtson è stato spedito in prestito in Argentina). Per Jones il problema invece potrebbe essere il trovarsi a giocare con continuità sul sintetico del Gillette Stadium (di pochi giorni fa le dichiarazioni di Dempsey su come il sintetico gli stia "togliendo molto"), considerati anche i suoi 32 anni. Ma anche per questo la MLS gli ha fatto un contratto solo fino alla fine del 2015.  E sarà infine da vedere lo stato di forma del giocatore, fermo da oltre un mese, non avendo più giocato dalla fine dei Mondiali. Chi è Jermaine Jones Madre tedesca e padre americano, Jones si è formato con l'Eintracht Francoforte, con cui ha esordito nel 2000, scendendo in campo 93 volte in 4 stagioni. Nel 2004 è passato al Bayer Leverkusen, scendendo in campo anche in UEFA Champions League. A gennaio 2005 torna in prestito all'Eintracht, dove poi resta sino al 2007. Nel luglio 2007 arriva l'ingaggio dello Schalke 04, dove diviene un titolare inamovibile in Bundesliga ed in Champions. Un brutto infortunio alla tibia gli fa saltare la stagione 2009-10, e a gennaio 2011 va in prestito al Blackburn Rovers, per poi tornare a Gelsenkirchen la stagione successiva, arrivando sino ai quarti Champions 2011/12 con lo Schalke, e agli ottavi l'anno dopo. Nel gennaio 2014 rompe con la società e va in prestito al Besikyas , in Turchia, sino alla scadenza del contratto. A livello di Nazionali, Jones ha giocato con l'Under 21 tedesca ed è anche sceso in campo tre volte con la Nazionale maggiore in match non di qualificazioni (anche a causa degli infortuni), avendo così la possibilità di scegliere gli USA, divenendo protagonista nella Gold Cup 2011 e poi negli ultimi Mondiali con il gruppo guidato dal "connazionale" Jurgen Klinsmann.

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