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Julian Green piace al Tottenham: pronti 6 milioni
Scritto il 2014-06-05 da Giacomo Costa su Calciomercato
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Il baby fenomeno del Bayern MonacoJulian Green nato nel 1995 in Florida, piace agli Spurs che avrebbero messo sul piatto 6 milioni di euro per un giocatore che conta 1 sola presenza in Champions League.

In questa stagione Green ha giocato nella seconda squadra dei bavaresi, dove ha segnato 15 goal e servito 8 assist in 23 partite da ala. Il giovane di Tampa si è allenato diverse volte con la prima squadra e ha già preso i complimenti di Robben e Schweinsteiger.

Ha preso il via oggi la stagione 2015/16 della Premier League, e anche quest'anno sono tanti i giocatori americani in cerca di spazio nei vari club inglesi. Reduce da un'ottima (solo per lui però) CONCACAF Gold Cup, il portiere dell'Aston Villa Brad Guzan si riprenderà il posto, mentre Tim Howard e Geoff Cameron cercheranno di aiutare Everton e Stoke City rispettivamente a ottenere qualche buon risultato. Oltre ai veterani, ci sono però anche ragazzi molto interessanti come Gedion Zelalem, DeAndre Yedlin, e Cameron Carter-Vickers, che proveranno ad imporsi nei grandi club di cui indossano la maglia. Mancherà invece in Premier League dopo 18 stagioni consecutive l'ex portiere della Nazionale USA (84 presenze) Brad Friedel, che alla verde età di 44 anni ha deciso di ritrarsi dal calcio giocato per diventare commentatore televisivo e ambasciatore del Tottenham negli USA. Tra i suoi lasciti, il record di partite consecutive per un giocatore in Premier, ben 310, giocate con le maglie di Blackburn, Villa e Spurs. Gedion Zelalem (Arsenal). A soli 18 anni, lo spazio di crescita di questo giovane talento è enorme. Ma forse quest'anno, dopo che Arséne Wenger lo ha provato col contagocce, Zelalem dovrà dimostrare di essere definitivamente pronto per il grande palcoscenico della Premier League. Per il talentino di origini etiopi sarà anche un anno di necessaria crescita fisica, se vorrà affrontare al meglio gli avversari in Inghilterra e in Nazionale, avendo mostrato qualche limite nella recente esperienza Mondiale con l'U20 americana. Probabile per lui ancora spazio con le riserve dei Gunners. Brad Guzan (Aston Villa). Dopo aver perso il posto per un brutto errore contro il City, Guzan ha visto partire l'irlandese Shay Given e in estate ha mostrato ottime cose, al punto che il manager Tim Sherwood ha detto chiaramente che sarà lui il titolare. E per l'ex Chivas USA di lavoro ce ne sarà eccome, con un Villa che ha smantellato cedendo i migliori, a cominciare dall'attaccante Christian Benteke, e che si troverà probabilmente in lotta per non retrocedere. Tim Howard (Everton). Alla decima stagione con i Toffees, con un totale di 389 partite in blue, per Howard potrebbe essere una stagione decisiva, specie dopo aver giocato una stagione non splendida, nonostante l'anno sabbatico preso dalla Nazionale. A 36 anni e mezzo, dovrà trovare la piena forma per convincere Roberto Martinez a tenerlo sino a fine contratto (2018) e il CT USA Jurgen Klinsmann a riconsegnarli le chiavi della Nazionale. Geoff Cameron (Stoke City). Ha saltato la Gold Cup su richiesta del club (anche se Klinsmann ormai lo vede poco dopo il disastro con l'Irlanda in inverno), che voleva il suo pieno recupero dopo il lungo infortunio. Con l'arrivo del terzino destro, ex Liverpool, Glen Johnson, per Cameron probabile ruolo da centrle di difesa, specialmente con Ryan Shawcross fuori per almeno due mesi. Ma Cameron può essere utile anche in mezzo a dare copertura ad un attacco targato Barcellona e composto da Ibrahim Affelay e Bojan Krkic. Cameron Carter-Vickers (Tottenham Hotspur). Pochettino ci crede, come ha dimostrato portandolo in tour negli USA dopo averlo visto ben figurare al Mondiale U20. A soli 17 anni il difensore ha già un curriculum di rispetto, con nelle gambe già molti minuti con la prima squadra, anche se molto probabilmente quest'anno sarà ancora in gran parte con le riserve. DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur). Alla sua prima stagione piena con gli Spurs, la sua situazione lo vede un po' in sospeso. Probabile per lui un prestito in Premier o nel Championship per mettere minuti nelle gambe, dopo 8 mesi in cui lo si è visto solo in Nazionale. Dovesse restare, dovrà affrontare la concorrenza del titolare Kyle Walker e del vice Kieran Trippier, che ha ben impressionato in precampionato, e lo spazio sarebbe davvero poco.    

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Jurgen Klinsmann ha selezionato un gruppo in gran maggioranza proveniente dalla MLS in vista del match amichevole contro il Cile, che gli USA giocheranno mercoledì 29 gennaio (a mezzanotte) a Rancagua (a 80 km da Santiago del Cile). Sono 8 i reduci dai Mondiali chiamati, quali Jermaine Jones (New England Revolution), Michael Bradley (Toronto FC), Jozy Altidore (Toronto FC), Clint Dempsey (Seattle Sounders) e Mix Diskerud (New York City FC), già volati oggi in Cile, mentre DeAndre Yedlin, appena trasferitosi al Tottenham Hotspur, arriverà domani. Klinsmann ha lasciato a casa sette dei 29 giocatori convocati per il ritiro di Carson, California, tutti in lista per la Nazionale olimpica: l'attaccante Tesho Akindele (FC Dallas), il portiere Alex Bono (appena scleto al Draft dal Toronto FC), Christian Dean (Vancouver Whitecaps), Oscar Sorto (LA Galaxy), Dennis Flores (Club Leon / Messico) e Julio Morales (Tepic / Messico), tornati ognuno al rispettivo club, mentre il centrocampista del Liverpool Marc Pelosi si ricongiungerà col gruppo al ritorno dal Cile. "E' stata un'esperienza importanta per questi Under 23", ha dichiarato Klinsmann. "Sono stati introdotti al programma della Nazionale maggiore e hanno avuto l'opportunità di lavora con Andi Herzog e con lo staff in vista delle qualificazioni per le Olimpiadi 2016 che partiranno in autunno. Hanno lavorato bene e abbiamo imparato molto su di loro. Continueremo a seguirli con i loro club". La Nazionale USA U23 all'austriaco Herzog La US Soccer Federation ha quindi anche ufficializzato la nomina dell'austriaco Andreas “Andi” Herzog nel ruolo di CT della Nazionale USA Under-23 che punterà alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, dopo che gli USA hanno mancato la presenza a Londra 2012. Un percorso che Herzog ha iniziato a costruire con vari ritiri di U21 e U23 nel 2014. “Andi apporta una ricca esperienza internazionale da giocatore e da allenatore", ha spiegato il presidente della USSF Sunil Gulati. “Nei suoi anni con la Nazionale ha sviluppato un'amoia conoscenza del nostro sistema, e siamo fiduciosi che sia l'allenatore giusto per farci raggiungere le Olimpiadi". Leggi: LA Galaxy, Andreas Herzog si ritira (10 novembre 2004) Herzog ha giocato da professionista per 18 anni, scendendo in campo 103 volte con la Nazionale austriaca, giocando anche i Mondiali 1990 e 1998, segnando 27 gol. A livello di club, Herzog ha indossato le maglie di Rapid Vienna (1986-1992 e 2001-2003), Werder Brema (1992-1996 vincendo una Bundesliga, una Coppa di Germania e due Supercoppa di Germania e poi dal 1996 al 2002 vincendo una Coppa Intertoto e una Coppa di Germania), Bayern Monaco (1995-1996, vittoria della Coppa UEFA insieme a Klinsmann), chiudendo poi la carriera con un'ultima stagione con i Los Angeles Galaxy (27 presenze e 4 gol nel 2004, con LA sconfitta nella Conference Final da KC) su consiglio proprio dell'amico Klinsmann che si era trasferito in California con la moglie dopo il ritiro. Nel 2005 inizia la carriera di allenatore nei ranghi della federazione austriaca, prendendo poi in carico l'Under 21 dal 2009 al 2011 e diventando secondo della Nazionale maggiore. Nel 2011 Klinsmann lo chiama negli USA. La rosa degli USA per il Cile (agg. al 28/1/2015) Portieri (3): Sean Johnson (Chicago Fire), Jon Kempin (Sporting Kansas City), Nick Rimando (Real Salt Lake) Difensori (7): Matt Besler (Sporting Kansas City), Steve Birnbaum (D.C. United), Matt Hedges (FC Dallas), Jermaine Jones (New England Revolution), Perry Kitchen (D.C. United), Shane O'Neill (Colorado Rapids), DeAndre Yedlin (Tottenham Hotspur) Centrocampisti (8): Michael Bradley (Toronto FC), Mix Diskerud (New York City FC), Luis Gil (Real Salt Lake), Miguel Ibarra (Minnesota United FC), Lee Nguyen (New England Revolution), Dillon Serna (Colorado Rapids), Brek Shea (Orlando City), Wil Trapp (Columbus Crew SC) Attaccanti (5): Jozy Altidore (Toronto FC), Clint Dempsey (Seattle Sounders FC), Chris Wondolowski (San Jose Earthquakes), Bobby Wood (Monaco 1860), Gyasi Zardes (LA Galaxy)

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Paul Breitner, il maoista capellone dal carattere scorbutico - grande "nemico" di Franz Beckenbauer - che negli anni '70 in campo esprimeva tutta la sua potenza prima sulla fascia sinistra e poi in mezzo al campo con le maglie di Bayern Monaco, Real Madrid e Nazionale della Germania Ovest, è oggi un dirigente ultrasessantenne che porta in giro per il mondo la sua enorme esperienza calcistica e il suo carisma al servizio del Bayern, di cui è ambasciatore in giro per il mondo. Un lavoro che in questi giorni lo ha portato alla NSCAA Convention di Philadelphia, il meeting nazionale degli allenatori universitari e non solo. Non una prima per Breitner, che per l'occasione ha rilasciato un'interessantissima intervista a Jonathan Tannewald di Philly.com, in cui spazia dalla Premier alla Bundesliga, sino all'opera di Klinsmann con la Nazionale USA. Ecco gli spunti principali: Questa è la mia seconda convention. La prima fu a Washington nel 1989, quando venni per parlare della mia carriera internazionale. Oggi invece sono molto felice di poter parlare di cosa stiamo facendo nella nostra academy, di come istruiamo i nostri ragazzi, come li trattiamo, e di quale sia il segreto del successo del Bayern Monaco. Leggi - Bayern Monaco, obiettivo espansione americana Bundesliga, Liga e Premier League [...] Penso che oggi possiamo comparare la qualità solo con la Liga spagnola. Le squadre della Premier League hanno smesso di imparare e di svilupparsi cinque o sei anni fa. Hanno pensato fosse abbastanza comprare, anno dopo anno, quattro o cinque stelle, grandi giocatori, per vincere tutto. per dominare in Champions League. E hanno sbagliato.  Il sistema di gioco che usano in Premier League, specialmente i primi quattro o cinque club, appartiene al passato. Non è abbastanza veloce, è troppo statico. Per fare un paragone, è lo stesso stile - possesso palla - che abbiamo iniziato a giocare con Louis Van Gaal [che ha allenato il Bayern dal 2009 al 2011]. Questa è la mia impressione ogni volta che guardo la Premier League. La Bundesliga, per me, insieme alla Primera Division, è la lega migliore. Non solo per il Baarcellona e il Real Madrid che giocano ai massimi livello, ma ci sono altre cinque o sei squadre che giocano uno splendido calcio. Società di proprietà dei tifosi. Niente oligarchi o emiri. Biglietti a basso prezzo. Ci siamo guadaganati così il rispetto dei tifosi di Spagna, Inghilterra e Italia. Siamo l'unica lega sana. Il 95% delle nostre società guadagna, e non solo per un anno.  L'esempio migliore è il Bayern Monaco [...] che ha fatto profitti negli ultimi 23 anni. Ci siamo guadagnati i soldi che abbiamo dovuto spendere per acquistare Franck Ribéry e tutti gli altri giocatori. E abbiamo nuovi stadi perfetti per dare ai tifosi quel tipo di lusso che ci si aspetta nei nostri tempi quando vai a vedere la partita. In Inghilterra devi pagare tre volte il prezzo che paghi in Germania per un biglietto. [...] Ma c'è un altro numero importante per noi e per il futuro della Bundesliga. Il 41% dei nostri tifosi sugli spalti sono donne. E i nostri stadi sono esauriti tutte le partite. 41%! Vuol dire che portano i figli. Per questo penso che abbiamo un futuro dorato davanti. Il rapporto coi tifosi e con la comunità locale. Tutti in Germania hanno interesse a mantenere questa forma che vede il 50% più uno di proprietà dei tifosi. Il Bayern Monaco è di proprietà di 250mila persone. E questo è il sistema che piace ai tedeschi, che si sentono membri di un club. Non abbiamo bisogno di oligarchi. Nessuno li vuole. Non c'è alcuna necessità che un oligarca o la famiglia di uno sceicco di Abu Dhabi, porti i soldi in un club. Non ne abbiamo bisogno. Come detto, se vogliamo comprare un giocatore, ci siamo guadagnati i soldi. Non abbiamo bisogno di una banca, di un oligarca, né di nessun altro. [Chiaro il riferimento alle proprietà di club quali Chelsea, Manchester City o, quando parla di banche, al Real Madrid e al Barcellona] La nuova era del calcio tedesco e del Bayern. E il Barcellona che gioca solo per divertimento Lo stile delle squadre dominanti non è cambiato. Almeno non molto. Siamo in una situazione in cui la Nazionale tedesca, il Bayern Monaco, il Borussia Dortmund, hanno migliorato il gioco del Barcellona. Cinque anni fa con Louis van Gaal al bayern Monaco abbiamo iniziato acambiare il nostro gioco compeltamente. Lui ha portato il possesso palla al bayern, ma in posizioni fisse, statiche. E' stato Jupp Heynckes ad iniziare a muovere le posizioni dei giocatori. E adesso abbiamo fatto il terzo passo con Pep Guardiola, giocando in questo moldo ad alta velocità. Ora giochiamo lo stesso calcio che il Barcellona giocava sino a tre anni fa, ma con una differenza decisiva. Negli ultimi due o tre anni il Barcellona ha giocato solo per divertimento. Per esibizione, per dimostrare il proprio livello, senza pensare a cosa stava giocando per. Non stavano gioando per vincere. Abbiamo migliorato lo stile del BArcellona con un centravanti, con Robert Lewandoski e altri, lì a segnare. Com'è cambiata la Nazionale tedesca La Nazionale ha adottato il gioco che Bayern Monaco e Borussia Dortmund hanno inizato a mettere in pratica due o tre anni fa. Tra gli 11 titolare della finale dei Mondiali 2014 avevamo 7 giocatori del Bayern Monaco e due del Borussia Dortmund. Ogni Nazionale è forte quanto sono forti i club del campionato. Il Bayern Monaco sta dominando il calcio europeo insieme al Real Madrid. Il Borussia Dortmund è in seconda fascia insieme a Barcellona, Chelsea e Man City. Joachim Löw ha solo douvto accettare il modo in cui Bayern Monaco e Borussia Dortmund hanno iniziato a giocare con successo. Come avete visto nella finale di Champions League 2013 a Londra, una delle più belle partite che abbia mai visto. L'influenza di Jurgen Klinsmann sul calcio tedesco nel 2006. Jurgen Klinsmann ha fatto un lavoro decisivo insieme a Joachim Löw, il suo assistente all'epoca, per il futuro e per il successo della Nazionale tedesca. Perché? Abbiamo iniziato nel 1990, quando abbiamo vinto i Mondiali, a pensare di essere i migliori. A pensare solo all'allenamento, dimenticando la tecnica. E non guardavamo all'estero, a come giocavano in Spagna, Italia o Inghilterra. la nostra Nazionale e la Bundesliga giocavano un calcio orribile, specie dal 1998 al 2004. A quel punto Joachim Löw e Jurgen Klinsmann hanno aprlato coi responsabili della DFB [la federazione]: "Hey, stiamo andando nella direzione sbagliata. Dobbiamo fermarci e osservare.Cos'hanno sviluppato spagnoli, ingleesi e francesi negli ultimi due anni? Giocano un calcio completamente diverso". Noi giocavamo ancora col libero e la maractura a uomo all'inizio degli anni 2000! Jurgen sapeva che la gente era stufa di vedere quel brutto calcio, così ha convnito tutti. Klinsmann e Löw hanno inziatoa d implementare le pratiche degli alti, a cambiare la formazione dei nostri ragazzi, dei giovani calciatori. Jurgen lo ha sempre detto: "Abbiamo bisogno di sei/otto anni per tornare ad alti livelli". Abbiamo iniziato a cambiare nel 2004, e dopo sei anni, nel 2010, avevamo un'ottima squadra in Sudafrica. Anche nel 2006, ma quelle del 2010 e 2014 avevano più esperienza. Klinsmann e la sua vision per la Nazionale degli Stati Uniti. Molti sono gli scettici. La nostra impressione in Germania è che stia facendo un buon lavoro qui. quello che potrebbe fare, secondo me, è convincere la gente negli USA che il calcio non ha nulla a che fare col football americano, il basket, l'hockey su ghiaccio e il baseball. Deve convincere le persone che i giocatori di calcio non sono solo atleti. Se devo leggere Alexi Lalas dire che i calciatori americani debbono prendere idee e attitudine dagli altri sport, penso sia una pazzia. I calciatori sono un kisto di altri sport - nuoto, tennis - e l'arte.  Klinsmann deve convincere la gente che i giovani calciatori non devono essere guidati ogni secondo, ogni minuto in cui toccano la palla. Il calcio non va a comando come il football americano. Per questo non hai bisogno dell'attitudine dei giocatori di football o baseball. Mi spiace dirlo.  E dovete accettare che si deve formare la squadra individualmente, dimenticarsi di comandare ordinare. Date loro la libertà, una posizione, un'area per produrre idee, delle responsabilità. Quando ti difendi devi essere responsabile. Devi impararlo, capirlo. La differenza con gli sport americani che il calcio è dominato dlalo spirito libero, dalle intuizioni, dalle idee. Sono quelle a fare la differenza. Ho parlato con molti allenatori qui, e ho detto loro: lasciateli produrre idee, lasciateli muovere, lasciate loro prendersi responsabilità, e avrette giocatori migliori. Klinsmann è convinto che molti giocatori americani non siano abbastanza motivato. Non sono in grado di rispondere. Fino ad oggi pensavo ci fosse un parallelo in termini di metalità tra USA e Germania negli sport. Noi in Germania, e penso anche in America, si fa sport per vincere. Vincere è il divertimento. E i ragazzi debbono imparare a vincere in quattro o cinque anni [di formazione]. Di conseguenza, se Jurgen ha l'impressione che non diano quello che potrebbe essere il loro massimo, forse è perché sa che alcuni di loro non hanno altre possibilità che giocare qui, e dicono "Ok, va bene così, mi diverto". Ma non voglio parlare di questo, non sarebbe giusto. Klinsmann è uno convinto di avere sempre ragione. Se non la pensasse così non sarebbe il CT della Nazionale. Sono sicuro che se non avesse giocato da attaccante non avrebbe quella mentalità, la stessa di un portiere: la squadra dipende più da te che da chiunque altro. Quindi senti di più le responsabilità. La mentalità dell'attaccante di successo deve essere [...] “Ok, questa è la mia partita, e il mio obiettivo è segnare, segnare, segnare”. Se uno dice "[....] basta che vinca la squadra", allora è meglio che cambi posizione. E' importante insegnare ai giocatori che prima giocano per sé stessi e poi per la squadra. Tutti cercano di vincere per sé stess. Tutti. Facciamo sport in gruppo, ma non è la squadra a vincere. Il calciatore esperto vuole vincere, vulle diventare campione del mondo, campione americano, per sé stesso. Lavora, si allena, combatte negli anni per i risultati. La stella non è la squadta. io sono la stella, voglio vincere. Insieme ai miei colleghi, ma voglio segnare Fonte: Jonathan Tannewald - Philly.com

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