(@MicheleTossani) A pochi mesi dall'inizio del Mondiale 2014 in Brazile, si intrecciano le storie di alcuni ragazzi ancora giovani ma che, in un senso o nell'altro, hanno fatto parlare e discutere i media americani. Sono storie di soccer che vale la pena raccontare.
La prima è quella di Freddy Adu. Ex enfant-prodige, da tutti considerato "the next Pele", fin da quando, 10 anni fa, divenne il più giovane giocatore professionista ad apparire in una lega professionistica americana. Eppure, già due decadi sono passate da quando Adu salì agli onori delle cronache, americane e non, per il suo debutto, a soli 14 anni di età, con il DC United. Anche se il paragone con Pelé era un tantino azzardato, molti pronosticavano per Adu un futuro glorioso nel mondo del calcio e lo vedevano, forse, anche come colui che avrebbe definitivamente lanciato il soccer negli USA.
Invece, a distanza di 10 anni, nonostante la sua ancora giovane età, Adu rischia nuovamente di passare per una meteora, brillante quanto si vuole, ma che emana luce per troppo poco tempo. Dopo esperienze non esaltanti in Portogallo, Francia, Turchia e Brasile, Adu ha una nuova opportunità per rilanciarsi: da due settimane è in prova con gli inglesi del Blackpool, squadra della Sky Bet Championship, cioè la locale serie B, e spera di ricevere un'offerta quanto prima.
Per Adu, la possibilità di ripartire da un campionato entusiasmante anche se tecnicamente non eccelso, senza sparire nell'anonimato, come invece successo a precedenti ragazzi prodigio in altre parti del globo - basti ricordare i casi del ghanese Neil Lamptey o dell'italiano Vincenzo Sarno, tutti pronosticati con un grande futuro davanti e tutti, invece, finiti nei meandri del calcio minore.
Per i Seasiders, questo il soprannome dei giocatori del Blackpool, ancora senza un manager dopo il licenziamento dell'ex Inter Paul Ince, la chance di aver ingaggiato una star mediatica ed un giocatore voglioso di riscatto e con indubbiamente delle qualità, anche se non tali da averlo trasformato nel Messi americano.
Chi vuole continuare a crescere, magari facendo un percorso migliore di quello avuto da Adu, è invece Juan Agudelo. Attaccante di origini colombiane, salito alla ribalta con i New York Red Bulls, Agudelo ha visto la sua carriera bloccarsi a causa di alcuni comportamenti non professionali. Così, dopo un breve passaggio con i Chivas USA, Agudelo ha deciso di giocarsi la carta dell'Europa, per riportare in vita quella fame di bomber del futuro che i tifosi americani aspettano da tempo.
Il 21enne giocatore americano aveva firmato con lo Stoke City in Premier League, ma questioi relative al permesso di lavoro lo hanno costretto a dirottarsi altrove. Scartate alcune proposte dal Belgio,. Agudelo ha finito per firmare con gli olandesi dell'Utrecht, club della Eredivise. Le prime partite hanno destato un'ottima impressione. Il campionato, poi, è lo stesso che ha rilanciato, nella scorsa stagione, le quotazioni di Jozy Altidore, dopo alcune stagioni in ombra.
Per Agudelo quindi l'occasione di impressionare il CT Jurgen Klinsmann, anche se forse sperare in un posto per il Brasile sembra ancora prematuro. Chi invece ha già impressionato il coaching staff della nazionale americana è Julian Green.
Appena sette mesi sono passati da quando Green è stato promosso nella rosa della prima squadra del Bayern Monaco ed il 18enne Green, padre americano e madre tedesca, sembra già entrato nelle grazie di Pep Guardiola. Le buone prestazioni durante le amichevoli estive e quelle ottenute con la maglia della U23 tedesca hanno permesso a Green di ottenere il suo primo contratto da professionista ed un cameo in Champions League.
Per Green, che ha doppia cittadinanza, esiste ancora la possibilità di diventare un giocatore della nazionale americana. Per questo Klinsmann lo avrebbe già invitato ad un paio di amichevoli ed avrebbe addirittura promesso una possibile chiamata per il Mondiale.
Non sarà una decisione facile quella di Green, fra la'ltro non il primo tedesco-americano a dover scegliere: prima di lui, infatti, già due altri giocatori di origine americana hanno scelto la nazionale a stelle e strisce, preferendola alla Germania. Si tratta di Jermaine Jones e Fabian Johnson. Vedremo come andrà a finire. Certo che Green, come Agudelo, sperano di non ripetere la sfortunata parabola di Adu e di imporsi come membri di una nuova generazione di attaccanti made in USA.










































