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Messico, Torneo Clausura 2014 Preview
Scritto il 2014-01-09 da SoccerItalia su Concacaf
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E' iniziato da pochi giorni il torneo Clausura della LigaMX, dopo appena 20 giorni dalla fine dell'Apertura 2013.Una delle cose sicuramente più belle del calcio Sudamericano è l’imprevedibilità: alzi la mano chi all’inizio dell’ultima Apertura avrebbe pronosticato il Leon campione, dopo 21 anni, vincitore in finale per ben 5-1 contro l’America, la schiacciasassi della Regular Season.

Ecco il quadro delle squadre sulla griglia di partenza:

América
Le aquile ricominciano questa Liga, con un unico pensiero fisso: conquistare il titolo. E’ ancora fresca la ferita della sconfitta maturata nela finale di liguilla contro il Leon. Tra i nuovi arrivati troviamo: il difensore Pablo Aguilar e l’attaccante Andrés Ríos. Quest’ultimo è il colpo di mercato più recente degli Azulcremas (dopo il definitivo abbandono delle piste ScoccoCaicedo): 23 anni, argentino, un passato al River Plate, Wisla Cracovia ed infine al Deportivo Cuenca. Dovrà vedersela in attacco con Raúl Jiménez e Luis Gabriel Rey. Tra gli arrivi illustri, spicca in panchina el Turco Mohamed (subentrato al posto di Miguel Herrera), vecchio conoscitore del calcio messicano e reduce da un semestre non troppo esaltante in Argentina. In uscita segnaliamo gli addi di MinaBermudez e Burón, di ritorno dal prestito al Queretaro.

Tigres
Le Tigri, si presentano ai nastri di partenza, con una considerevole voglia di rivalsa, dovuta all’eliminazione nello scorso campionato per mano dell’America. Tra gli arrivi ci sono: Burbano (fresco campione di Liga), Estrada, Villaluz (di ritorno dal prestito) e Espericueta (salito in prima squadra). Un’importante defezione, invece, è quella che obbligherà il Tigres a riunciare in questo semestre a Villa,fuori per infortunio. In attacco, tutte le speranze sono riposte in Alan Pulido, un giovane che più che promessa ormai è diventato una realtà per i felinos.

Cruz Azul
Un lungo semestre a grandi livelli e poi una deludente sconfitta nel primo incontro decisivo della stagione. E’ questa la sintesi dell’ultima temporada degli azzurri. La maquina, in questa finestra di mercato, è forse la squadra che ha subito le modifiche più rilevanti. Vázquez ha rescisso il contratto, Lara, Madrid e Flores sono andati in prestito e Castro e Rodriguez sono stati ceduti. A rinforzare la plantilla, ci pensano Marco Fabián (dal Chivas), Fausto Pinto, Xavier Báez e lo stratega Luis Fernando Tena. 

Monterrey
Il Monterrey non ha effettuato cambiamenti rilevanti nel suo organico e dovrà affidarsi nuovamente al profe Cruz, per cercare di far un campionato ai livelli che gli competono. Los Rayados, acquistano Arce, Ramirez, Morelo e Ramos. Madrigal e Acosta, invece, vanno in prestito all’Atlante.

Pachuca
Il Pachuca, si conferma la squadra messicana che più di tutte, ogni anno, cambia tanto e raccoglie poco. Anche quest’anno tanti addii e tante novità. Sicuramente le speranze di Enrique Meza (con fiducia a tempo), sono quelle di arrivare per lo meno alla Liguilla. I maggiori movimenti li vediamo nella zona offensiva del team. Un grande addio è quello del torito Cavenaghi, che lascia los Tuzos, per tornare al suo River. A prendere il suo posto arrivano Acosta, Pajoy, Colon e soprattutto Enner Valencia (Emelec). In uscita, anche quest’anno è un esodo: Arce, Suarez, Rojas, Riascos, Morales, Bueno, Garcia, Gastelum, Ledesma, Estrada e Gomez.

Toluca
Il Toluca, lascia un 2013 consapevole di aver fatto una gran bella impressione e con l’obbiettivo dichiarato di José Saturnino Cardozo di migliorarsi ulteriormente in questo 2014 puntando almeno ai play-off. In prestito arrivano Ponce e Orrantia; a titolo definitivo Salgueiro. Dall’altro lato, Rodríguez va al Chivas, Pinto e Baez tornano al Cruz Azul e Ortiz dovrà assistere da spettatore causa infortunio.

Juaguares
I giaguari sono una delle squadre invischiate nella lotta per non retrocedere (12 punti di vantaggio sull’Atlante) e faranno di tutto per tirarsi fuori da queste sabbie mobili. In entrata arrivano Casillas, Gabas, Rojas e Nava. Lasciano il Chiapas: Bella, Torres, Villaluz, Velasco, Juarez e Alvarez.

Veracruz
Il Veracruz, non ancora al riparo per il descenso, dovrà subito far i punti necessari e mettersi in una posizione favorevole tale da pensare con tranquillità a ben più ambiziosi traguardi. Parlando di rinforzi, si aggregano alla squadra Quiñones, Bajter e Moreno. In uscita, troviamo: Tejada, Marrugo, Martinez, Santana Murguia.

Atlas
Rivoluzione totale è quella avvenuta in casa dell’Atlas. Los Rojinegros, non solo hanno cambiato proprietario (TV Azteca), non solo hanno risanato economicamente le proprie finanze, non solo sono stati capaci di attuare una buona campagna acquisti ma hanno anche visto tornare in panchina l’artefice dell’ultimo traguardo, chiamato liguilla, Tomas Boy. L’Atlas dovrà rinunciare al suo goleador Omar Bravo, ma allo stesso tempo potrà contare sull’abile Federico Vilar, oltre a Perez, Bucio, Leite, Pindter e Gastelum. Con Bravo, se ne vanno, Villalobos, Loera, Pinto e Ayala.

Tijuana
Gli Xolos, cercheranno di rivivere la gloria passata, neanche troppo tempo fà, affidandosi al venezuelano César Farías e al gruppo di americani guidato dal centravanti ex Galaxy Herculez Gomez e dal giovane difensore Greg Garza, in cerca di un posto nella Nazionale di Klinsmann. Ulteriori innesti sono poi avvenuti in difesa e in attacco con l’argentino Pellerano e con l’ecuadoriano Jaimen Ayoví. Tra le cessioni vediamo: Polo, Cerda, Olsina ed Enriquez.

Pumas
La squadra di José Luis Trejo dovrà assolutamente cambiare marcia in questa temporada, per cercar di dimenticar in fretta l’ultimo posto in classifica collezionato nella passata stagione. Gli universitari potranno contare, tra gli altri, su Ismael Sosa, attaccante argentino con un passato nell’ Independiente, Argentinos Juniors e Universidad Católica (dove è stato capocannoniere). A contendergli il posto ci saranno Dante López ed il giovane Daniel Ramírez. Ulteriori rinforzi sono Morales, Izazola, Ludueña, Augusto e Lagos.

Puebla
Il Puebla, con al comando Rubén Omar Romano, punterà direttamente alla qualificazione alla liguilla. Per puntellare la difesa, arriva dal River Plate, Jonathan Maidana, esperto difensore (con un passato ne Los Andes, Boca Juniors, Metalist e Banfield) che può agire tanto da centrale come da laterale. A sinistra confermato l'americano DaMarcus Beasley. Arrivano in prestito: Barrera, Meja, Luna, Villalobos, Alvarez e Torres. Termina il prestito, invece, di Lacerda che torna al Santos Laguna. Infine cessioni di Moreno, Augusto, de Buen e Ruiz.

Atlante
Los Potros de hierro, in questa Clausura, siamo sicuri che si si giocheranno la vita dalla prima all’ultima giornata, in virtù di una tabla de descenso che, ad oggi, li condanna inesorabilmente. Ad alimentare qualche speranza di permanenza nella massima serie, arrivano gli attaccanti Arroyo, Mina e Madrigal ed i difensori Bornstein, Candia, Zamora e Dominguez. In uscita segnaliamo: Orozco, Rojas, Diego, Vera e Fonseca.

Leon
Dopo appena 20 giorni dalla conquista del titolo, i campioni in carica del torneo, ritornano sui campi da gioco, con ancora nellla mente e nel corpo la sbornia dei festeggiamenti. I leoni, confermano completamente la propria rosa, eccezion fatta per la cessione di Hernán Burbano, ampiamente sostituito, però, da Miguel Sabah e José María Cárdenas. La star di questa squadra è superfluo dire che è rappresentata da quel Mauro Boselli, laureatosi capocannoniere della Liga.

Santos Laguna
I lagunari, arrivano a questa clausura, con la soddisfazione di chi sa di essersi arreso solo contro i futuri campioni. Lo stratega Pedro Caixinha, vuole nuovamente ripetersi e cercare di arrivare ancora più vicino al trofeo finale. Il Santos è ormai una squadra esperta e rodata e gli arrivi di Ribair Rodríguez e Jonathan Lacerda, non fanno altro che rafforzare un organico già di per sè molto solido. Rodríguez (26 anni ma già una notevole esperienza in Italia, Uruguay e Argentina) è un giocatore polivalente, capace di ricoprire sia il ruolo di difensore centrale che quello di centrocampista di contenimento. In uscita lasciano i lagunari Baloy, Cuevas ed Esterilla.

Chivas
Il Chivas dovrà dimenticare uno dei peggiori campionati della sua storia e oltre a questo dovrà rinunciare ad alcuni elementi chiave della sua colonna vertebrale come Héctor Reynoso e Marco Fabián. Per far questo, los rojiblancos, saranno comandati da José Luis Real in panchina e guidati da Omar Bravo in attacco. Tra gli arrivi segnaliamo anche Israel Castro, Jair Pereira e Carlos Gerardo Rodríguez.

Morelia
Los Monarcas, hanno aumentato la competitività della propria rosa, acquistando un elemento per reparto: Felipe Baloy in difesa, Egidio Arévalo a centrocampo e Duvier Riascos in attacco. Uno degli abbandoni più pesanti e quello di Federico Vilar, fidato portiere di Carlos Bustos. Il Morelia, oltre a lottare per conquistare finalmente il titolo, si vedrà impegnata anche nella Copa Libertadores, più un sogno che un obbiettivo.

Queretaro
La squadra di Ignacio Ambríz, proverà di nuovo a ripetersi, cercando di raggiungere le fasi finali della Liga e per far questo ha confermato l’intera rosa messicana di giocatori, con l’innesto di qualche straniero, come per esempio Guastavino, William, Sanvezzo [se verrà confermato il suo acquisto, Ndr] e Martinez. Sul versante delle cessioni: Nava, Apodi,  GabasOswaldo Henriquez.

Fonte: Calciosudamericano.it

Grazie alla vittoria sugli USA per 3-2 ai tempi supplementari ieri notte al Rose Bowl di Pasadena, sarà il Messico a rappresentare la CONCACAF alla prossima Confederations Cup. Denominato CONCACAF Cup, il match di ieri era infatti lo spareggio tra le vincitrici delle ultime due Gold Cup per inviare la numero uno del continente a Russia 2017, per la gioia del pubblico messicano che occupava gran parte dello stadio teatro della finale mondiale 1994 persa dall'Italia ai rigori (errori di Franco Baresi e Roberto Baggio) contro il Brasile. Messico in vantaggio con l'attaccante del Wolfsburg Javier "Chicharito" Hernandez già al 10'. Passano solo cinque minuti e gli Stati Uniti pareggiano con il difensore dello Stoke City Geoff Cameron, di testa su un perfetto cross di Michael Bradley. Il Messico domina nel secondo tempo, riuscendo però a trovare il gol con Oribe Peralta nel primo tempo supplementare. A sorpresa arriva però il pari dell'attaccante USA Bobby Wood - subentrato ad un Jozy Altidore inesistente - su cross del terzino degli Spurs DeAndre Yedlin. Ma ad esultare per ultima è El Tri, che col terzino destro Paul Aguilar con un gran tiro al volo al 118' prenota il viaggio per la Russia, dopo che nelle ultime due edizioni era toccato agli USA rappresentare la CONCACAF. Olimpiadi 2016 a rischio La giornata di Klinsmann era iniziata male, con l'Under 23 guidata dal suo vice, l'austriaco Andreas Herzog, battuta per 2-0 dall'Honduras, una sconfitta che pone a serio rischio la qualificazione alle Olimpiadi 2016. Per volare a Rio infatti gli USA dovranno ora battere il Canada e poi nel caso vincere lo spareggio contro la Colombia a marzo. Una giornata nera quindi per il soccer USA e per l'ex attaccante di Inter e Samp, che è sia CT che direttore tecnico delle Nazionali statunitensi, su cui ormai da più parti piovono richieste di esonero immediato, al momento escluse dal presidente della US Soccer Federation, Sunil Gulati. _________________________________________________________ Rose Bowl, Pasadena (CA) - 10 ottobre, 2015 USA vs Messico 2-3 d.t.s. (1-1 rt) Marcatori: MES - Hernandez 10' USA - Cameron 15' MES - Peralta 96' USA - Wood 108 MES - Aguilar 118 USA -- Guzan; Johnson (Evans 111), Cameron, Besler, Beasley; Jones, Beckerman, Bradley, Zardes (Yedlin 78); Dempsey, Altidore (Wood, 98). MESSICO -- Munoz, Reyes, Layun, Aguilar, Moreno; Marquez (Rivas, 76), Herrera, Guardado (Guemez, 80); Peralta, Jimenez, Hernandez (Corona, 97). Arbitro: Joel Aguilar (El Salvador). Spettatori: 93,723.

Calcio - Socceritalia

Stanotte LA sarà impegnata a Dallas in uno scontro fondamentale per la conquista della testa della Western Conference, attualmente occuopata dai Vancouver Whitecaps. Tra i protagonisti più attesi della serata, oltre all'ex capitano del Liverpool Steven Gerrard, sicuramente l'attaccante messicano Giovani dos Santos, grande promessa di El Tri mai esplosa del tutta in Europa e da poco sbarcata (a caro prezzo) a LA. Uno sbarco avvenuto nel migliore dei modi, visti i due gol segnati nelle prime due partite tra CONCACAF Champions League e MLS. Dos Santos rappresenta per i LA Galaxy l'ennesimo tentativo di conquistarsi il pubblico ispanico: sono ben 9 milioni i Latinos, in gran parte di origine messicana, che vivono nelle cinque contee di Los Angeles. Il problema è che il 99% dei tifosi di calcio di origine ispanica rimane legato ai club che seguiva nel proprio paese o in quello dei propri genitori, come dimostra anche la scelta del Messico di giocare quasi tutte le amichevoli negli USA per sfruttare la passione locale e guadagnare un sacco di soldi. Ma con Dos Santos qualcosa potrebbe cambiare, almeno a livello di club. LEGGI: Ufficiale: Giovani Dos Santos ai LA Galaxy [VIDEO] “I tifosi messicani e messicano-americani non vedono l'ora di seguire Gio sul campo", ha dichiarato al LA Times un membro della LA Riot Squad, gruppo di tifosi "caldi" dei Galaxy. "Non molti dei miei amici messicani seguono la MLS e i Galaxy, ma penso che l'arrivo di Gio li attirerà, aumentando anche le presenze allo stadio". Il problema è che i messicani non vedono ancora la MLS come una lega di livello, principalmente perché seguono sempre i rispettivi club: dal Chvas de Guadalajara al Club America, passando per il Tigres finalista di Copa Libertadores sino al recente Club Tijuana, capace di attrarre tanti tifosi che vivono intorno al confine. LEGGI: Tijuana, terra di mezzo tra USA e Messico In passato, nelle prime 5 stagioni in MLS, i Galaxy hanno ingaggiato tre tra i più famosi calciatori della Nazionale di El Tri, ma senza ottenere risultati sul campo, come nemmeno in termini di seguito. In Messico qualcuno ha addirittura scritto "Galaxy, la tumba de mexicanos". Gli appassionati ricorderanno il coloratissimo (in termini di divise) portiere - che però voleva fare l'attaccante -Jorge Campos, primo straniero ingaggiato dalla MLS. Titolare col Messico ai Mondiali americani del 1994, giocò con i Galaxy nel 1996 e 1997, sbrigandosi però sempre a volare a casa durante la offseason per giocare nella LigaMX, fino alla cessione al Chicago Fire. Nel 1998 toccò all'attaccante Carlos Hermosillo, all'epoca capocannoniere del Messico, ma deludente in MLS con soli 14 gol nelle 34 partite giocate lungo due stagioni. A sua giustificazione le 34 primavere sulle spalle al momento del suo arrivo e una certa incompatibilità con l'ex nazionale USA e allora capitano dei Galaxy Cobi Jones, che lo limitava nel ricevere palloni adeguati per un attaccante delle sue caratteristiche. Terzo tentativo, ed ultimo fino a poco fa, Luis Hernandez, per la cui chioma bionda i Galaxy rinunciarono addirittura un paio di giocatori per farlo rientrare nel salary cap. Arrivato 32enne a LA nel 2000, dopo che solo due anni prima aveva messo a segno 4 gol ai Mondiali di Francia con la Nazionale, negli States di gol invece ne segnò 12, ma in tre stagioni in cui scese in campo solo 30 volte, con tanto di finale persa nel 2001 coi Quakes. E di lui a LA ricordano più le sue scorribande per locali che quelle in campo. Da allora, al termine della stagione 2002, i Galaxy non hanno più schierato giocatori messicani. “E' per questo motivo che molti messicani sono così distaccati da Galaxy", ha scritto Hoy, il settimanale in spagnolo del Los Angeles Times. “Ma un giocatore come Gio può attirarli. E' diverso da Campos, Hermosillo o Luis Hernandez, arrivati quando avevano già dato il meglio". Dos Santos ha infatti solo 26 anni  e già tanta esperienza. Per lui il top è ancora lontano, e i Galaxy sperano possa raggiungerlo a LA. Anche perché il messicano arriva poi a LA a tre anni di distanza dall'ingresso in MLS di un nuovo competitor, l'LAFC (ma il nome deve ancora essere scelto), che sostituirà l'ormai defunto Chivas USA, tentativo abortito di portare allo stadio tifosi messicani sfruttando il legame col solo Guadalajara. LEGGI: Addio al Chivas USA, la MLS cambia E ai Galaxy qualcuno è preoccupato dell'arrivo di un competitor dalla proprietà importante (Magic Johnson, il presidente del Cardiff City Vincent Tan, Mia Hamm, ecc.), al punto che c'è chi dice che l'LAFC potrebbe essere stato un fattore decisivo nel cambio di strategia dei Galaxy. Ma il presidente del club Chris Klein nega: "Non prendiamo decisioni basate sul marketing". Curiosa un'affermazione del genere fatta proprio da Klein, diventato il miglior amico a LA di David Beckham, il vero colpo di marketing oltre che calcistico (era ancora al top) che ha messo la MLS e i LA Galaxy sotto i riflettori del calcio mondiale. Colpo però reso un po' problematico dai due prestiti in offseason al Milan (dove si infortunò gravemente), ma valso due MLS Cup nelle ultime due stagioni prima dell'anno d'addio al PSG. E a LA tutti sperano che Giovani dos Santos, che ha ricevuto la "benedizione" di Becks la scorsa settimana allo StubHub Center di Carson, possa almeno replicare quei successi. Ma per arrivare ad essere "rispettati" dai tifosi di origine messicana, i LA Galaxy dovranno iniziare a battere con regolarità i club di oltre confine. E quindi, ancor più che ai tempi di Beckham, il vero obiettivo con l'arrivo di Giovani dos Santos a fianco di Steven Gerrad e Robbie Keane, deve essere la CONCACAF Champions League e il conseguente Mondiale per Club. Solo allora i bambini latinos probabilmente inizeranno a diventare tifosi dei Galaxy e a seguire con "rispetto" i club MLS.

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