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Camilo scappa in Messico, e ora lui e il Querétaro rischiano sanzioni
Scritto il 2014-01-08 da Americo Costi su Calciomercato
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Il 2013 è stato l'anno di Camilo Sanvezzo. Il brasiliano, 25 anni, è reduce da una stagione con i canadesi Vancouver Whitecaps in cui ha vinto la classifica cannonieri MLS con 22 gol, attirando inevitabilmente l'interesse di molte squadre dell'emisfero occidentale.

Alla fine della regular season su di lui è piombato il Querétaro, team della LigaMX. Il club messicano, dopo essere stato informato dall'agente di Sanvezzo, Lucas Teixeira, che il giocatore fosse senza contratto, ha deciso di chiudere l'affare. 

Piccolo particolare però: la situazione non è esattamente quella, come già spiegato da Socceritalia. Infatti, dopo il rinnovo del 2011, il contratto di Camilo coi Caps (in realtà con la MLS, titolare di tutti i contratti dei giocatori della lega americana) prevedeva a fine 2013 una opzione unilaterale a favore del club, che l'ha esercitata lo scorso 24 novembre. Ma, secondo l'agente e il club messicano, questo tipo di opzione non sarebbe legale, e sono pronti ad andare alla FIFA per risolvere la questione.

La situazione ha raggiunto un nuovo punto di tensione lunedì, quando Camilo è stato fotografato in posa con la maglia dei Gallos Blancos dopo aver sostenuto le visite mediche (foto poi sparite dal sito e dal profilo Twitter del club messicano), causando l'inevitabile reazione negativa di Vancouver, arrivata poi in nottata con una dura intervista di Bob Lenarduzzi, vicepresidente del club, che ha ribadito com Camilo sia a tutti gli effetti un giocatore dei Whitecaps.

Come sempre, tutto ora ruota intorno ai soldi: i Caps infatti ora pretendono una somma notevole per lasciare andare il giocatore. Certo, Vancouver si rende conto di trovarsi di fronte ad un rapporto ormai compromesso col giocatore, ma questo a sua volta rischia di restare fermo per mesi, e anche il Querétaro rischia sanzioni (si ricordi il caso Mexes-AS Roma).

La sorprendente, divertente, spumeggiante e bella Olanda sfida alle 18,00 ora italiana il Messico in questi ottavi di finale del Mondiale brasiliano. Gli olandesi dopo aver dominato il Girone B chiudendo in cima alla graduatoria affrontano i secondi classificati centroamericani del Girone A. La squadra di Louis Van Gaal potrebbe scendere in campo con un 4-3-3 in cui il tridente d’attacco sarà composto da Van Persie, Robben e Sneijder, dietro di loro De Jong, De Guzman e Wijnaldum. Janmaat e De Vrij guideranno la difesa ed a difendere i pali degli Oranje ci penserà Cillessen. I messicani dovrebbero schierarsi con un 5-3-2 granitico trainato in avanti dalla coppia composta da Dos Santos e Peralta, Herrera e Guardado dovrebbero manovrare a centrocampo. In difesa si fa affidamento su Aguilar, Rodriguez e Rafa Marquez, in porta ad infondere sicurezza ci sarà Memo Ochoa. Dopo 5 eliminazioni consecutive agli ottavi, il Messico è pronto a fare la storia, assicura Guardado, in gol contro la Croazia. Pronti a scardinare con Giovani dos Santos il meccanismo difensivo di Van Gaal, preciso come le dighe olandesi. Fin qui gli oranje hanno saputo difendersi, subire pochi gol e reagire nel modo migliore ai rigori concessi agli avversari. Ma Guardado, dopo la qualificazione (anche grazie a un pareggio con il Brasile), è ispiratissimo. «Il gol alla Croazia è stato fantastico, una scarica di adrenalina pura perché segnare al Mondiale è speciale. Ma tutta la squadra ha giocato finora con un suo stile e questo ci ha dato grande fiducia: non siamo una squadra che ha passato il turno per sbaglio, e lo proveremo contro l’Olanda. Loro sono solidi e hanno attaccanti eccezionali, ma non abbiamo paura delle loro trappole tattiche». Tutto il Messico è fiducioso e il c.t. lascia ancora Javier Chicharito Hernandez ribelle in panchina, cosa che probabilmente farà piacere al suo prossimo allenatore Van Gaal. Il Chicharito, che sembra sempre sul mercato, se entrerà avrà motivazioni fortissime: se vuole convincere Van Gaal a tenerlo allo United, segnare all’Olanda è la via migliore. PROBABILI FORMAZIONI Olanda (4-3-3): Cillessen; Janmaat, Vlaar, De Vrij, Blind; De Jong, De Guzman, Wijnaldum; Sneijder, Van Persie, Robben. Messico (5-3-2): Ochoa; Aguilar, Rodriguez, Marquez, Moreno, Layun; Fabian, Herrera, Guardado; Dos Santos, Peralta.

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Costa Rica, Messico e Stati Uniti si sono qualificate per gli ottavi di finale dei Mondiali, la prima volta che tre squadre CONCACAF ce la fanno. Il solo Honduras è rimasto fuori. "Fenomenale per la nostra confederazione", ha dichiarato il presidente Jeffrey Webb. Per gran parte del torneo addirittura le squadre CONCACAF erano seconde per media punti, dietro solo a quelle del CONMEBOL, ma dopo le sconfitte di USA e Honduras contro Nazionali UEFA, il continente europeo è risalito al secondo posto con la fine della fase a gironi. Ma l'ultima giornata non sposta la questione della crescita della CONCACAF, la confederazione centro-nordamericana, che ora chiede un quarto slot garantito in vista dei Mondiali del 2018 in Russia. E sulle 31 partecipanti (cui vanno aggiunti i padroni di casa) la FIFA deciderà a breve. "Questi risultati ci mettono in un'ottima posizione per confermare il quarto posto. La discussione sul tema si terrà tra settembre e dicembre in occasione del FIFA [executive committee]", ha spiegato Webb ala ESPN. Altro grande obiettivo della CONCACAF è ospitare i Mondiali, che mancano dalla Confederazione dal 1994, quando toccò agli USA. "Tutti sanno del nostro desiderio di ospitare i Mondiali 2026", ha detto Webb. Sia il Messico - che ha avuto i Mondiali nel 1970 e 1986 - che gli Stati Uniti proporranno la propria candidatura, e probabilmente anche il Canada, con la scelta che arriverà poco prima di Russia 2018. Se la FIFA non avesse interrotto il sistema di rotazione dopo le assegnazioni a  Sudafrica e Brasile, sarebbe stato il turno della CONCACAF, che adesso ci punta. In ogni caso le prestazione delle squadre nordamericane in Brasile stanno andando oltre le aspettative. "Avevo predetto due team negli ottavi, e uno ai quarti", ricorda Webb. Ma anche quella previsione sembrava ottimistica dopo i problemi di qualificazione del Messico - passato solo dopo lo spareggio con la Nuova Zelanda - e con l'inclusione di Costa Rica e USA in gruppi molto difficili. La vera crescita di questi anni appartiene agli Stati Uniti, squadra sempre più vera, che nelle ultime 4 edizioni è arrivata agli ottavi in tre: allargando lo sguardo, la confederazione del Centro-Nord America può contare sempre sul Messico – cinque ottavi consecutivi da quando si gioca a 32 squadre, soltanto Brasile e Germania hanno fatto lo stesso – e ora pure sul Costa Rica. La sorpresa sono stati proprio i Ticos, che hanno battuto Uruguay e Italia e pareggiato con l'Inghilterra, vincendo agevolmente il gruppo D, e domenica affronteranno la Grecia a Recife. Gli Stati Uniti invece, dopo aver superato il Ghana che li aveva eliminati negli ultimi due Mondiali, sono arrivati a 30 secondo dal battere il Portogallo di Cristiano Ronaldo, e dal chiudere il discorso qualificazione, rinviato poi solo di qualche giorno. Il presidente Webb ha chiaro che la CONCACAF ha dovuto combattere per ottenere rispetto, e che in passato ha avuto i suoi problemi finanziari, che hanno portato all'addio dell'ex presidente Jack Warner e del Segretario Generale Chuck Blazer (il cui vice era l'attuale CEO della AS Roma, Italo Zanzi) a seguito dello scandalo elettorale che ha colpito la FIFA nel 2011. "Penso che le nostre prestazioni oggi parlino da sole" La bella prova della CONCACAF è coincisa col crollo della Asian Football Confederation. L'Asia, con i suoi 47 membri, ha 4 posti garantiti ai Mondiali più uno da vincere in uno spareggio con una sudamericana, mentre i 35 della CONCACAF tre più uno da giocarsi con la vincente del girone dell'Oceania. Ma in Brasile l'Asia è crollata a zero per l’incapacità di esprimere nazionali nuove: sempre Giappone e Corea, o Corea e Giappone. "Meritiamo lo stesso trattamento del Sudamerica e dell'Europa, perché stiamo facendo un ottimo lavoro", Miguel Herrera, CT Messico Per chi segue i tornei junior della FIFA, proprio i risultati non risultano poi così sorprendenti. Gli USA ad esempio, si sono comportati molto bene a livello giovanile, mentre il Messico è ormai una certezza. Dopo il Mondiale U17 del 2005 vinto con i vari Giovanni Dos Santos (Villarreal) e Hernandez, il successo si è ripetuto nel 2011, seguito da un terzo posto nel Mondiale U20. Nel 2013 sconfitta in finale ancora nel Mondiale U17, arrivata l'anno dopo la splendida medaglia d'oro ottenuta alle Olimpiadi di Londra contro il Brasile con una squadra quasi tutta di U23. E sei di quelli che hanno giocato la finale oggi sono ai Mondiali agli ordini di Herrera. Webb è convinto il duro programma della CONCACAF sia stato un'ottima preparazioe ai Mondiali, a cominciare dalla Gold Cup, che si tiene ogni due anni, al contrario della quadriennale Coppa d'Asia. "Il punto è che molti pensano che la CONCACAF sia facile" spiega l'attaccante messicano del Manchester United Javier "Chicharito" Hernandez. "Stiamo crescendo, abbiamo molti giocatori CONCACAF in Europa, e questo aiuta molto".  

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Gli USA erano usciti umiliati dai Mondiali 1998, tra brutto gioco, tre sconfitte e dissaporti tra allenatore e giocatori oltre che tra i giocatori stessi. E solo 4 giorni dopo la sconfitta con la Jugoslavia arrivano le dimissioni del CT Steve Sampson. Nell'ottobre 1998 la USSF nomina al posto di Sampson Bruce Arena, allenatore reduce da una lunga carriera di successo con la University of Virginia, con cui aveva vinto 5 titoli NCAA di cui 4 consecutivi (1991-94) e la cui esperienza internazionale era imitata a 3 partite (1-1-1) con l'Olimpica nel 1996. Ma la sua fama derivava principalmente da quanto ottenuto a livello di club, con due MLS Cup e una US Open Cup col DC United, oltre ad una CONCACAF Champions Cup e la Copa Interamericana nel 19998. E già  allora era il coach di maggior successo negli USA. A differenza di Sampson (all'inizio nominato ad interim), Arena ricevette pieno supporto da parte della federazzione, oltre ad un contratto da $2 milioni l'anno senza precedenti. E la scelta sembrò premiare subito, con un brellissimo 3-0 sulla Germania nel febbraio 1999, cui seguì un bellissimo terzo posto in Confederations Cup con nel mezzo una vittoria sull'Argentina, mettendo in mostra una squadra quadrata e solida, scoprendo anche giovani dal sicuro futuro come Landon Donovan, John O'Brien e DaMarcus Beasley. Nelle qualificazioni mondiali gli USA non trrovarono grossi problemi, dando anche il via ad un decennio di vittorie casalinghe contro il Messico, con cui chiusero alla pari il girone. A febbraio 2002, in preparazione ai Mondiali, arriva anche la vittoria in Gold Cup, e a quel punto Arena ha poerfettamente chiara la rosa da portare ai Mondiali, con ben 11 giocatori provenienti dalla MLS – che peraltro era nata anche con questo scopo – 6 dall'Inghilterra e 6 da altre leghe europee, con un'età  media di 29 anni. Ai Mondiali il CT di origini italiane, e da giovane portiere scelto dai NY Cosmos al Draft, ma preferì il lacrosse – avrebbe usato 16 dei 23, cambiando formazione ogni match. In Francia le cose iniziarono alla grande . L'ultima partita del primo turno della prima fase dei mondiali fu infatti la seconda grande sorpresa del trneo (la prima era stata la sconfitta nella partita d'esordio della Francia ad opera del Senegal). Gli Stati Uniti approfittarono delle gravi incertezze della difesa del Portogallo chiudendo, meritatamente, l'incontro nei primi 45'. Al 4' un'errore del portiere portoghese che si fa fuggire il pallone permette al centrocampista dell'Ajax John O 'Brien di portare gli Usa in vantaggio. Alla mezz'ora il raddoppio statunitense grazie ad una sfortunata autorete di Jorge Costa ed al 37' Brian Mc Bride porta incredibilmente il punteggio sul 3-0. Portogallo scosso, ma arriva subito il 3-1 grazie a Beto, lesto a riprendere una ribattuta della difesa Usa e a fiondare in rete. Nella ripresa il Portogallo, apparso compagine di fuoriclasse poco amalgamati, cerca di risalire la china e quando Jeff Agoos segna un magnifico goal, ma nella sua rete, sembra che possa farcela a rimediare. Ma è un fuoco di paglia. Finisce 3-2 per gli “Yankees”. Ed era la prima volta dal 1930 che gli USA non segnavano 3 gol ai Mondiali, e allora fu un certo Bert Patenaude. Nel secondo match, contro i padroni di casa, gran bella partita dei sudcoreani che hanno però rischiato di perdere contro una squadra quadrata e con buoni giocatori. Gli USA vanno in vantaggio con Clint Mathis, che indovina un gran tiro dal limite sul quale il portiere coreano non può arrivare. La Corea, spinta da un pubblico calorosissimo, reagisce e si procura un rigore che Lee Eul-Yong si fa parare dall'ottimo Brad Friedelche nella ripresa, con alcuni interventi strepitosi ritarda il pareggio degli asiatici che, comunque, arriva al 79' quando il perugino Ahn (che poi eliminerà  l'Italia), con un gran colpo di testa, manda in rete il pallone. Ancora qualche azione pericolosa sui due fronti, ma risultato alla fine giusto. Nella partita di chiusura del Girone per gli USA, arriva un'imprevedibile disfatta, con gli americani che escono umiliati da una Polonia che fino ad allora era parsa poca cosa e demotivata. Ma alla combriccola allenata da Bruce Arena va bene lo stesso perchè nell'altra partita del girone D il Portogallo perde contro la Corea del Sud consentendo agli Stati uniti di passare agli ottavi di finale. E' Olisadebe ad approfittare di un errore della difesa Usa e porto la Polonia in vantaggio (3'). Due minuti dopo Kryszalowicz raddoppia mandando in rete un bel cross dalla sinistra. Continua a dominare la Polonia che prende un palo con Zurawski ,che nella ripresa porta a tre le reti polacche. Un calcio di rigore dello stesso Zurawski viene parato da Friedel al 77' e Donovan salva la bandiera a stelle e strisce all'84'. Nell'altra partita per passare alla seconda fase ai padroni di casa della Corea del Sud a quel punto bastava il pareggio, un pari che avrebbe promosso anche il Portogallo, mandando i lusitani ad incontrare il Messico negli ottavi. Ma il Portogallo ci ha messo del suo, giocando larga parte della partita in 10 per l'inutile espulsione di Joao Pinto e terminando addirittura in 9 (fuori anche Beto per una dura entrata su Lee Young-Pyo). Puntuale la punizione fatale: goal spettacolare di Ji-Sung che raccoglieva un cross dalla sinistra, si smarcava di Conceicao con un delizioso pallonetto e batteva Vitori Baia. Ma si finiva così, con Corea del Sud e USA al turno successivo, dove gli americani avrebbero trovato il nemico di sempre: ElTri. Ottavi di finale: USA vs. Messico Il risultato che non ti aspetti. Gli Stati Uniti battendo per 2-0 il Messico si qualificano per i quarti dei mondiali. Le reti sono state realizzate da Brian McBride all'8' e da Landon Donovan al 65'. Il ct degli Stati Uniti, Bruce Arena, ha rivoluzionato la squadra, sia per scelta tecnica, sia per necessità  dovute a infortuni e squalifiche, e ha presentato contro il Messico una squadra sempre fedele al 4-4-2, ma con delle novità . Claudio Reyna si è spostato dal centro sulla fascia destra di centrocampo, Donovan dalla destra è andato a occupare una posizione più centrale dietro le punte, limitando anche l'azione di Gerardo Torrado. Il Messico non sembra risentire particolarmente delle contro misure adottate dagli Stati Uniti, prendendo subito in mano le redini del gioco. Il gioco in quei frangenti si svolge tutto nella metà  campo Usa. All'8', però, sono gli Stati Uniti ad andare in vantaggio, nella loro prima azione della partita. Percussione di Reyna sulla fascia destra e cross rasoterra centrale, un retropassaggio di Josh Wolff favorisce il tiro di destro di McBride che batte in diagonale Perez. La partita si mette nei binari voluti da Arena. Grande muro a centrocampo, sul quale va a sbattere l'attacco messicano, e ripartenze veloci in contropiede. Al 15', Morales scaglia un destro da fuori area che sfiora il palo destro di Brad Friedel, al 26' lo stesso portiere respinge una botta di Cuauhtémoc Blanco da fuori area e al 35' ancora Blanco, dopo un errore di Friedel, tira sul portiere che mette in angolo da pochi passi. Aguirre, tecnico del Messico, al 28' inserisce la terza punta Hernandez per Vidrio, un difensore. Il tempo si chiude con un'occasione per Wolff che sbaglia il raddoppio a botta sicura. Non cambia la partita nel secondo tempo. Il Messico attacca con generosità , ma la sua lentezza di manovra viene sistematicamente mortificata dalla tattica americana sempre attenta e poco disposta a concedere spazi. Al 3', Arellano impegna Friedel con un tiro cross. Al 7', Luna su punizione trova Friedel che devia la palla sulla traversa prima di mandarla in calcio d'angolo. Al 10' st, l'arbitro Melo Pereira non assegna un evidente calcio di rigore al Messico per un fallo di mano di O'Brien. Il ct messicano tenta la carta di Mercado per Vidrio, ma gli americani si rendono ancora pericolosi in contropiede. Al 16' per un altro fallo al limite provocato da Gregg Berhalter. Luna da calcio piazzato accarezza la traversa. Messico generosamente in avanti ma con un micidiale contropiede gli Usa passano per la seconda volta al 20'. Il terzino Eddie Lewis scende in contropiede sulla sinistra e mette in mezzo per l'accorrente Donovan che schiaccia di testa e batte imparabilmente Perez sulla sinistra. Al 28', Carmona da fuori area tenta di sorprendere Friedel, ma il portiere si fa trovare attento. La partita dice ancora poco con i verdi messicani più nervosi e Rafa Marquez viene espulso per un fallo molto violento su Jones. Entra al 33' un altro pezzo storico, Garcia Aspe (terzo mondiale anche per lui) al posto di un affaticato Torrado. Ma la partita finisce così, con gli Stati Uniti che si mettono alle spalle l'eterno rivale continentale e volano insperabilmente ai quarti dove affronteranno i panzer tedeschi. Quarti di finale: USA vs. Germania La Germania non sembra in grande giornata, ma non è la prima volta che succede, in questi Mondiali, e così gli Usa ci provano. Per due volte, 16' e 30' vanno vicini al clamoroso goal del vantaggio con Landon Donovan, ma in entrambe le occasioni è bravo il portierone tedesco Oliver Kahn a salvare la porta dei teutonici. Sembra che i tedeschi possano rimediare una figuraccia da un momento all'altro, invece un calcio si punizione battuto ottimamente da Ziege sulla trequarti sinistra dello schieramento statunitense trova pronto Ballack a deviare in rete (39'). Poco dopo, su un cross proveniente dalla sinistra, Klose manda il pallone a picchiare sul palo alla sinistra di Friedel. La Germania gioca molto meglio dopo aver segnato, e finisce il tempo attaccando. Nella ripresa, ancora Donovan si fa pericoloso e ancora Kahn para. Poi una respinta di Kahn su una conclusione ravvicinata statunitense finisce su un braccio di Linke sulla linea di porta (forse dentro la porta) ma l'arbitro opta a favore di una punizione per i tedeschi. Finale “anema e core” degli uomini di Bruce Arena che non riescono a riequilibrare le sorti dell'incontro. La Germania guadagna le semfinali, ma onore e merito agli Stati Uniti, squadra giunta senza grandi pretese a questi campionati mondiali ma comportatasi in modo eccellente (tranne nell'ultima gara del girone di qualificazione agli ottavi contro la Polonia). Un'uscita assolutamente immeritata quella contro la Germania, messa spesso sotto e avanzata solo per la maggior esperienza a gestire partite di questo livello. Per gli USA comunque i Mondiali 2002 rimangono come il miglior risultato dopo il terzo posto del 1930, ma rimangono anche un rimpianto pensando che la semifinale sarebbe stata contro la Corea del Sud. Rimane però la soddisfazione di essere usciti per la prima volta dalle retrovie del calcio e di aver messo in mostra una generazione di giovani (come Donovan e Beasley, e anche O'Brien se gli infortuni non lo avessero fermato) che ancor oggi sono la spina dorsale della Nazionale USA. ________________________________________ 05/06/2002, Suwon (South Korea), Suwon World Cup Stadium, 37306 USA 3 (John O'Brien 4', Jorge Costa 29' OG, Brian McBride 36') PORTUGAL 2 (Beto 39', Jeff Agoos 71' OG) USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk, Pablo Mastroeni, John O'Brien, Ernie Stewart [c] (Cobi Jones 46'), Jeff Agoos, DaMarcus Beasley, Brian McBride, Landon Donovan (Joe-Max Moore 75'), Tony Sanneh, Eddie Pope (Carlos Llamosa 80'). Portogallo: Và­tor Baà­a, Jorge Costa (Jorge Andrade 73'), Fernando Couto [c], Figo, Joà£o Manuel Vieira Pinto, Pauleta, Rui Costa (Nuno Gomes 80'), Sérgio Conceià§à£o, Petit, Beto, Rui Jorge (Paulo Bento 69'). Arbitro: Byron Moreno (Ecuador). CT: USA: Bruce Arena – Portogallo: Antà³nio Oliveira. Ammoniti: USA: DaMarcus Beasley [Y 90+']. Portugal: Beto [Y 34'], Petit [Y 52']. 10/06/2002, Daegu, Daegu World Cup Stadium, 60778 SOUTH KOREA 1 (Ahn Jung-Hwan 78') USA 1 (Clint Mathis 24') South Korea: Lee Woon-Jae, Choi Jin-Cheol, Kim Nam-II, Yoo Sang-Cheol (Choi Yong-Soo 69'), Kim Tae-Young, Seol Ki-Hyun, Lee Eul-Yong, Hwang Seon-Hong (Ahn Jung-Hwan 56'), Hong Myung-Bo [c], Park Ji-Sung  (Lee Cheon-Soo 38'), Song Jong-Gook. USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk, John O'Brien, Claudio Reyna [c], Clint Mathis (Josh Wolff 82'), Jeff Agoos, DaMarcus Beasley (Eddie Lewis 75'), Brian McBride, Landon Donovan, Tony Sanneh, Eddie Pope. Arbitro: Urs Meier (Svizzera). CT: South Korea: Guus Hiddink (Olanda). USA: Bruce Arena. Cards: South Korea: Hong Myung-Bo [Y 80']. USA: Frankie Hejduk [Y 30'], Jeff Agoos [Y 39']. Note: Brad Friedel saved a penalty by Lee Eul-Yong at 39'. 14/06/2002, Daejeon (South Korea), Daejeon World Cup Stadium, 26482 POLONIA 3 (Emmanuel Olisadebe 3', Paweł Kryszałowicz 5', Marcin Żewłakow 66') USA 1 (Landon Donovan 83') Polonia: Radosław Majdan, Tomasz Kłos (Tomasz Wałdoch 89'), Jacek Zieliński [c], Cezary Kucharski (Marcin Żewłakow 65'), Paweł Kryszałowicz, Emmanuel Olisadebe (Paweł Sibik 86'), Arkadiusz Głowacki, Maciej Murawski,  Jacek Krzynà³wek, Maciej Żurawski, Marek Koźmiński. USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk, John O'Brien, Ernie Stewart [c]  (Cobi Jones 68'), Claudio Reyna [c], Clint Mathis, Jeff Agoos (DaMarcus Beasley 36'), Brian McBride (Joe-Max Moore 58'), Landon Donovan, Tony Sanneh, Eddie Pope. Arbitro: Jun Lu (Cina). CT: Poland: Jerzy Engel. USA: Bruce Arena. AMmoniti: Polonia: Radosław Majdan [Y 44'], Marek Koźmiński [Y 46'], Cezary Kucharski [Y 63'], Emmanuel Olisadebe [Y 86']. USA: Frankie Hejduk [Y 72']. Note: Brad Friedel ha parato un rigore a Maciej Żurawski al 67'. Table: 1.SOUTH KOREA 3 2 1 0 4- 1 7 2.USA 3 1 1 1 5- 6 4 3.Portogallo 3 1 0 2 6- 4 3 4.Polonia 3 1 0 2 3- 7 3 Ottavi di finale 17/06/2002, Jeonju (South Korea), Jeonju World Cup Stadium, 36380 World Cup USA 2 (Brian McBride 8', Landon Donovan 65') MEXICO 0 USA: Brad Friedel, Gregg Berhalter, Pablo Mastroeni (Carlos Llamosa 90+'), John O'Brien, Eddie Pope, Eddie Lewis, Claudio Reyna [c], Josh Wolff (Ernie Stewart 59'), Brian McBride (Cobi Jones 79'), Landon Donovan,  Tony Sanneh. Mexico: Oscar Pérez, Rafael Mà¡rquez [c], Manuel Vidrio (Sigifredo Mercado 46'), Gerardo Torrado (Alberto Garcà­a Aspe 78'), Jesàºs Arellano, Ramà³n Morales  (Luis Hernà¡ndez 28'), Jared Borgetti, Cuauhtémoc Blanco, Braulio Luna, Salvador Carmona, Johan Rodrà­guez. Referee: Và­tor Melo Pereira (Portugal) Coaches: USA: Bruce Arena Mexico: Javier Aguirre Cards: USA: Eddie Pope [Y 26'], Pablo Mastroeni [Y 47'], Josh Wolff [Y 50'], Gregg Berhalter [Y 53'], Brad Friedel [Y 83']. Mexico: Manuel Vidrio [Y 37'], Luis Hernà¡ndez [Y 67'], Cuauhtémoc Blanco [Y 70'], Alberto Garcà­a Aspe [Y 81'], Salvador Carmona [Y 84'], Rafael Mà¡rquez [R 88']. Quarti di finale 21/06/2002, Ulsan (South Korea), Munsu Football Stadium, 37337 World Cup GERMANY 1 (Michael Ballack 39') USA 0 Germany: Oliver Kahn, Thomas Linke, Christian Ziege, Oliver Neuville (Marco Bode 80'), Dietmar Hamann, Miroslav Klose (Oliver Bierhoff 88'), Michael Ballack, Sebastian Kehl, Bernd Schneider (Jens Jeremies 60'), Christoph Metzelder, Torsten Frings. USA: Brad Friedel, Frankie Hejduk (Cobi Jones 65'), Gregg Berhalter,  Pablo Mastroeni (Ernie Stewart 80'), John O'Brien, Eddie Lewis,  Claudio Reyna [c], Brian McBride (Clint Mathis 58'), Landon Donovan, Tony Sanneh, Eddie Pope. Referee: Hugh Dallas (Scotland). Coaches: Germany: Rudi Và¶ller. USA: Bruce Arena. Cards: Germany: Sebastian Kehl [Y 66'], Jens Jeremies [Y 68']. USA: Eddie Lewis [Y 40'], Eddie Pope [Y 41'], Claudio Reyna [Y 68'], Pablo Mastroeni [Y 69'], Gregg Berhalter [Y 70'].

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