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Week #2: Philly in testa, LA crolla
Scritto il 2011-03-28 da Franco Spicciariello su MLS
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Alle spalle il pari tra le deludenti Seattle e Houston, è sicuramente Philadelphia in testa la sorpresa maggiore dopo la seconda giornata della MLS regular season 2011, che ha visto 21 reti realizzate, 3 doppiette e soli due i successi esterni rispetto alla scorsa settimana.

I tabellini e tutti gli highlights della Week #2

A cusa delle limitazioni del calendario da nordico degli USA, si è scesi in campo nello stesso giorno in cui la Nazionale con Agudelo pareggiava con l’Argentina, togliendo ovviamente i riflettori dal campionato, che comunque anche questa settimana ha fatto vedere gol e spettacolo.

Dopo una vittoria ed un pareggio firmati Juninho, i Galaxy - meno galattici del solito . senza le magie del ottimo brasiliano, crollano sotto i pesanti colpi del Real Salt Lake City, ed a nulla serve la fascia da capitano sul braccio di David Beckham, con il Real che chiude la pratica LA già nel primo tempo. Pronti via e gli ex campioni statunitensi non perdono tempo, ed 2’ trovano con Andy Williams il momentaneo 1-0, immediata la risposta dei Galaxy, che su calcio di punizione calciato dal solito Beckham e deviato dalla barriera colpiscono in pieno il palo. Il mancato paraggio scuote il Real che potendo contare su di una migliore forma fisica, visto l’impegno in Champions League, accelera ed al 9’ usufruisce di un calcio di rigore, sul dischetto va l'argentino Javier Morales che per nulla intimorito e con la freddezza di chi vuole vincere, fissa il 2-0. Dopo il doppio vantaggio per il Real il match va in discesa,  tanto che al 41’ ancora Morales firma il raddoppio, spedendo la prima frazione di gioco agli archivi sul 3-0. Nella ripresa il copione non cambia, ed al 68’ Paulo JR firma il 4-0. La rete della bandiera per LA arriva dal nuovo acquisto, il centravanti colombiano Juan Pablo Angel all’80’ che chiude il match sul definitivo 4-1. Successo meritatissimo per il Real, che schizza cosi a 6 punti in classifica e potendo godere di una migliore forma fisica rispetto ad altri team, potrebbe sfruttare tale elemento come arma in più, per cercare di conquistare  la qualificazione per la disputa dei playoff. Discorso diverso per il Los Angeles, che privo di Landon Donovan perché impegnato con la Nazionale, senza le magie di Juninho, e con un Beckham non ancora al meglio della forma fisica cosi come tutto il resto roster, ha fatto non poca fatica ed in tempi  brevi dovranno cercare di carburare.

Non va meglio al secondo team di Los Angeles ossia il Chivas USA, che in casa crolla sotto i colpi  dei campioni in carica Colorado Rapids. Nella prima mezz’ora del match entrambe le formazioni la giocano alla pari, ma al 32’ la differenza per il team ospite la fa Amarikwa autore del gol partita. Nella ripresa il copione non cambia e tanto meno il risultato, che al triplice fischio premia il team di Colorado, che centra il primo successo esterno della giornata. Dopo aver perso la prima gara stagionale sotto i colpi del messicano Omar Bravo, nella seconda di andata il Chivas USA si dimostra ancora non in grado di cambiare il proprio volto in positivo, e le due sconfitte consecutive suonano come un campanello d’allarme per la dirigenza biancorossa, che dovrà capire qual è il male dei Chiavas e porvi rimedio, cercando anche di potenziare il roster, perché di questo passo per i binacorossi i playoff appaiono di già come una meta assai difficile. Discorso diverso peri Colorado, i quali dopo aver vinto il match d’esordio, danno seguito a quanto di buono fatto nella prima giornata di campionato, conquistando il secondo successo consecutivo nel secondo match stagionale.

Il secondo ed ultimo successo esterno della giornata giunge dal Texas e precisamente da Dallas, dove il San Jose nel posticipo della seconda di campionato, grazie alla doppietta del capocannoniere 2010 Chris Wondolowski espugna Dallas conquistando cosi i primi 3 punti stagionali dopo la sconfitta nella prima giornata contro il Real. Parte bene il match per il San Jose che al 5’ trova il momentaneo 1-0, dopo 20 minuti Wondolowski decide che il match bisogna chiuderlo, e senza pensarci su due volte firma il definitivo 2-0. Nella ripresa il copione non cambia ed il San Jose può far rientro con il primo successo stagionale in classifica, discorso diverso per Dallas che dopo aver conquistato un punto nella prima giornata non da seguito a quanto di buono fatto.

Dopo aver bloccato sul pari il Los Angeles nella prima giornata di campionato, il New England nella seconda giornata fa cifra tonda conquistando per intero i 3 punti, imponendosi per 2-1 sul DC United che ben avevano impressionato una settimana fa. La strada verso il successo i padroni di casa la spiano già dal 7’ grazie al momentaneo 1-0 a firma di Zach Schilawski, trascorrono soli 9 minuti ed i padroni di casa usufruiscono di un calcio di rigore, sul dischetto va il capitano Shalrie Joseph che dagli undici metri non sbaglia firmando la rete della vittoria. Nella ripresa il copione non cambia ed i DC tornano in partita troppo tardi per sperare di recuperare il risultato, infatti al 91’ Charlie Davies segna la rete della bandiera, che fa seguito alla doppietta realizzata nella prima giornata, ma che non porta alcun punto in classifica.

Finisce 0-0 il match tra Columbus e New York, nessuno dei due team riesce nell’impresa di cambiare volto ed inerzia al match, ed al triplice fischio la gara resta sul segno X, che regala cosi il quarto punto stagionale ai Red Bulls - falcidiati dalle assenze causa Nazionali, con anche due portieri ingaggiati all'ulimo quali Alex Horwath (ex MLS Pool, e poi in prova ai KC Wizards) e la scelta del draft Maurer - ed il primo ai Columbus, dopo la sconfitta patita contro i DC United.

Dopo una prima stagione in MLS non esaltante, tra i match che esaltano in questo campionato c’è anche il Philadelphia che tra le mura amiche supera di misura il Vancouver, il quale nella prima di campionato era riuscito anche largamente a far suo il derby canadese contro il Toronto. Il primo tempo non offre alcun tipo di sussulto chiudendosi sullo 0-0. Nella ripresa il copione non cambia di molto, ma cambia di quel tanto che basta il volto dei Philadelphia che al 77’ colpiscono con l'attaccante guatemalteco Carlos Ruiz, il quale firma il gol partita, che porta cosi a 6 punti la Union, ed in classifica schizzano a 6 punti, lasciando a 3 il Vancouver che senza dubbio in questo campionato dopo quanto visto nella prima giornata ed in parte anche nella seconda, potrà dire la sua.

Spettacolo e reti sono giunte da Chicago, dove i Fire hanno incrociato le armi contro lo Sporting Kansas City. Entrambe le formazioni erano reduci dai buoni risultati della prima giornata, Chicago dal pari contro Dallas, mentre il Kansas dalla vittoria sui Chivas per 3-2. Ma in questo caso cambiando l’ordine degli addendi il fattore cambia, infatti 3-2 è stato il risultato finale ma questa volta a favore di Chicago che apre la girandola delle reti al 34’ con Chavez su calcio di rigore, il raddoppio dei padroni di casa giunge dopo soli 6 minuti di gioco a firma di Puerari, che al 40’ trova il 2-0 che spedisce agli archivi la prima frazione di gioco. Nella ripresa il copione del match cambia ed il pubblico sugli spalti ha modo di entusiasmarsi, perché al 51’ Besler accorcia le distanze per i Kanasas, firmando il 2-1, ma i Fire sono scatenati e soprattutto la voglia di vincere davanti il proprio pubblico diventa l’arma in più, ed 59’ l’Italoamericano Marco Pappa firma il 3-1. In molti credono che il match sia chiuso però i ragazzi dei Kansas non mollano ed al 72’ Bunbury accorcia nuovamente le distanze firmando il definitivo 3-2. Dopo aver conquistato un punto nella prima giornata il team di Chicago si porta con il successo sui Kansas a quota 4, restano a 3 gli ospiti che dopo quanto visto nelle prime due gare, hanno un organico altamente competitivo ed in grado di competere per la qualificazione ai playoff.

Primo successo stagionale per il Toronto, la formazione canadese dopo aver perso il derby contro i cugini di Vancouver nella prima di campionato, cambiano marcia nella seconda giornata superando senza problemi il giovane Portland, che paga per la seconda volta consecutiva lo scotto del noviziato. Il match comincia subito in discesa per i padroni di casa che al 14’ trovano il momentaneo 1-0 a firma ancora di Martina, che spedisce cosi agli archivi il primo tempo. Nella ripresa il copione non cambia ed al 70 ancora una volta Martina va in rete firmando il definitivo 2-0, la terza doppietta di giornata, che consente al Toronto di conquistare i primi tre punti stagionali. Discorso diverso per Portland, che paga lo scotto del cambio di categoria venendo sconfitto per la seconda volta consecutiva.

Non è stato un grande anno per la Nazionale a stelle e strisce, proprio no. Nonostante alcuni grandi momenti, tutti gli obiettivi sono stati mancati, lasciando molti interrogativi sul lavoro del CT Jurgen Klinsmann. E dopo un 2014 decisamente positivo, l'anno che si sta chiudendo appare invece un deciso passo indietro. Il quadro preciso lo ha dato Grant Wahl  di Sports Illustrated: "C'è molto di cui essere preoccupati riguardo l'intero programma della Nazionale USA. In termini di match ufficiali il 2015 è stato un anno terribile. Gli USA hanno chiuso al quarto posto la Gold Cup e hanno perso il playoff di qualificazione alla Confederations Cup contro il Messico- Inoltre, la squadra è stata messa sotto da praticamente ogni squadra decente affrontata. Il trend preso non è per niente bello" La parte bella. Il migliori momenti della stagione sono stati segnato da alcune amichevoli fatte di risultati sorprendenti e protagonisti ancor di più. Basti pensare ai gol vittoria segnati entrambi nel finale dal carneade Bobby Wood (gioca in 2.Bundesliga con l'Union Berlin) contro Olanda e Germania lo scorso giugno, o il gol d'apertura del giovane Jordan Morris - che ancora gioca al college, con la Stanford University - contro il Messico a San Antonio, nel suo primo match dall'inizio con la maglia della Nazionale. Un altra buona notizia per la Nazionale è l'impegno preso dal promettente regista dell'Arsenal (attualmente in prestito ai Rangers Glasgow) di giocare con gli USA, scelti rispetto a Germania ed Etiopia. E qualcosa ci si può aspettare anche da Darlington Nagbe, liberiano naturalizzato americano dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, centrocampista offensivo capace di colpi notevoli, che ha già impressionato nel suo primo ritiro. Bene, ma era il minimo, anche i quattro punti ottenuti nei primi due match di qualificazione mondiale, anche se ci si aspetterebbe un percorso netto quando gli avversari si chiamano Guatemala, Saint Vincent e Grenadine, e Trinidad & Tobago. L'anno comunque si chiude con 10 vittorie, 6 sconfitte e 4 pari, anche se i numeri dicono poco. La parte brutta. Il vero obiettivo dell'annno era uno: vincere la CONCACAF Gold Cup per assicurarsi un posto nella Confederations Cup 2017 di preparazione ai Mondiali di Russia del 2018. Ma saltato l'obiettivo a causa di un'orrenda prestazione contro la Giamaica, a quel punto il nuovo obiettivo è diventato battere il Messico nel playoff. Ma al Rose Bowl di Pasadena la partita l'ha fatta il Messico, e l'ha anche vinta meritatamente, seppur ai supplementari. Inevitabili a quel punto le critiche per Klinsmann, difeso dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati in una situazione nella quale la grande maggioranza dei CT sarebbe stata licenziata in tronco, viste anche le scelte molto discutibili in termini di convocazioni da parte dell'ex attaccante dell'Inter. Da un certo punto di vista la posizione di Gulati è sensata, visto che JK è stato preso con un ottica di lungo periodo, ma certo per lui è arrivato il tempo dei risultati. L'avvio delle qualificazioni ai Monidali 2018 era l'occasione per ripartire, ma i problemi non potevano certo sparire in un secondo, come si è visto quando Saint Vincent e Grenadine è andata in gol dopo soli 5 minuti dall'inizio del match contro gli Stati Uniti in quel di St. Louis. Poi gli USA hanno preso il controllo e vinto, ma i segnali d'allarme rimangono, come anche la pressione su Klinsmann. Anche perché è proprio il trend che preoccupa. Negli ultimi 15 anni raramente gli USA hanno lasciato punti contro squadre CONCACAF (escluso il messico, ovviamente) snei match su suolo americano. Ma nel 2015, dopo due vittorie, ne è seguita una sola in sei partite casalinghe contro team CONCACAF. E l'unica vittoria è stata un 6-0 su Cuba. A parte quella: due pareggi con Panama (inclusa la finale per il terzo posto della Gold Cup, poi persa ai rigori), la semifinale persa con la Giamaica, il playoff perso col Messico e pure un pari in amichevole col Costarica! Un anno che si chiude quindi con gli USA maramaldeggianti con le grandi ma poi dimentichi di curarsi del giardino di casa propria, col risultato di perdere il posto in Confederations Cup, accumulando anche tanti punti interrogativi. Ancora Michael Bradley. Quasi inevitabile la vittoria del premio "US Soccer Player of the Year" per Michael Bradley, vero fulcro del progetto di Klinsmann. Leader in campo e fuori, tatticamente bravissimo, difficilmente sbaglia una partita, e quest'anno è riuscito nell'impresa "leggendaria" di portare il Toronto FC ai playoff per la prima volta. Forse non la sua miglior stagione, ma nel grigio panorama USA 2015 il suo standard lo eleva sul piano più alto del podio. Ciò nonostante Clint Dempsey abbia messo a segno 9 gol (7 in Gold Cup), ma la stagione di quest'ultimo è stata segnata dal brutto incidente con l'arbitro in US Open Cup. Inoltre i grandi giocatori si vedono nei momenti importanti, e lui nella semifinale con la Giamaica e nel playoff col Messico è mancato totalmente. L'altro candidato era Fabian Johnson, che ha avuto un'ottima stagione col Borussia Monchengladbach, andando anche in gol in Champions League, ma messo da parte da Klinsmann dopo aver chiesto di essere sostituito nel match col Messico ai supplementari senza nemmeno essere infortunato. Che sarà nel 2016? Il momento più importante dell'anno a venire sarà sicuramente la Copa America Centenario, che si giocherà proprio negli USA, che avranno l'occasione di misurarsi con alcune delle migliori Nazionali al mondo. Gli stadi americani potranno quindi ammirare le gesta dei vari Leo Messi, Neymar, Luis Suarez e Jaime Rodriguez, e gli Stati Uniti non possono permettersi brutte figure dopo quanto accaduto tra Gold Cup e mancata Confederations, tanto più che affronteranno il sorteggio da teste di serie insieme a Argentina, Brasile e Messico, trovando quindi un girone gestibile. Il 2016 prenderà il via il 4 gennaio col classico ritiro invernale, che prevede anche due amichevoli: il 31 gennaio contro l'Islanda e il 4 febbraio contro il Canada. A marzo poi ci sarà il doppio match di qualificazione mondiale contro il Guatemala. Ancora un paio di match a settembre e poi via all'Hexagonal finale di qualificazione a novembre. Nel mezzo sicuramente Klinsmann vorrà organizzare qualche amichevole di alto profilo, anche se dovrà utilizzare date non previste dalla FIFA, con inevitabili restrizioni nella scelta dei giocatori. E questo sarà anche l'anno in cui probabilmente si vedranno molti cambiamenti, con l'ingresso di tanti giovani. Non per niente Klinsmann ha decisio che il ritiro di gennaio vedrà insieme i "grandi" e gli under 23, che dovranno prepararsi per il doppio playoff di marzo contro la Colombia di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. E' quindi probabile che qualche veterano inizi a rimanere a casa, specie dopo la Copa America. Un nome per tutti: Clint Dempsey. L'attaccante dei Seattle Sounders è a soli 9 gol dal record di segnature in nazionale di Landon Donovan, ma senza la Confederations Cup nel 2017, e con 35 anni sulle spalle nel 2018, è assai probabile che Klinsmann decida di guardare oltre. E l'esclusione nel primo match di qualificazione mondiale è stato un chiaro segnale al riguardo.

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Al termine di un match non brillante, l'Argentina batte la Giamaica e si qualifica ai quarti della Coppa America centrando anche il primo posto nel girone B davanti a Paraguay e Uruguay (1-1) con 7 punti. A Vina del Mar, in Cile, l'Albiceleste sfonda con Higuain dopo 10' ma l'attesa goleada non arriva. Ritmi bassi, l'Argentina non riesce a blindare il risultato che resta in bilico fino al 90' nonostante due traverse dell'Albiceleste, e nel finale i Reggae Boys - che salutano la competizione, dove erano all'esordio, senza gol e con tre sconfitte tutte per 1-0 - sfiorano lo storico pareggio, che però non arriva. Senza Aguero, risparmiato per un dolore alla spalla, è Higuain a firmare il gol decisivo: è il 25esimo in Nazionale per il Pipita. Di Maria si accende a sprazzi e centra due traverse, Messi - un po' in ombra - festeggia senza incidere particolarmente la sua 100esima presenza con l'Albiceleste: neanche gli ingressi nella seconda parte di gara di Pereyra, Tevez e Lamela riescono a dare quel guizzo in più. Anzi, la Giamaica nel finale attacca, specie con Mariappa, creando qualche pericolo dalle parti di Romero. Ma a Martino alla fine va bene così. "Non è semplice giocare contro una squadra che si difende praticamente con dieci uomini - ha detto a fine gara Zabaleta - e ci sta che negli ultimi minuti loro abbiano provato spingere. L'importante è che siamo rimasti concentrati e che la vittoria sia arrivata". La Giamaica quindi saluta la sua prima partecipazione alla Copa America, e come foto ricordo si porterà il selfie di Deshorn Brown, ex terzino dei Colorado Rapids oggi ai norvegesi del Vålerenga, scattato insieme al suo idolo Lionel Messi: "Oggi è stato il giorno più bello della mia vita perché ho potuto scattare una foto con Lionel Messi".

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Quando già milioni di appassionati di calcio negli USA stavano iniziando a prepararsi per poter vedere finalmente dal vivo in un torneo ufficiale campioni come il trio del Barcellona composto da Leo Messi, Neymar e Luis Suarez, ecco ora che i nuvoloni neri dello scandalo FIFA rischiano di impedire che ciò accada. E' infatti prevista per l'estate 2016 negli Stati Uniti la Copa America Centenario, ma lo stesso torneo è stato menzionato direttamente dallo U.S. Attorney General Lorreta Lynch pochi giorni fa in occasione dell'ufficializzazione delle accuse contro nove funzionari FIFA, incriminati per corruzione dallo U.S. Department of Justice and the FBI. LEGGI: Scandalo FIFA, arrestato il presidente della CONCACAF Jeffrey Webb I rappresentanti nella FIFA delle regioni CONCACAF e CONMEBOL , che controllano il calcoo nel Nord, Ventro e Sud America, sono infatti al centro del noto scandalo che ha portato all'arresto in Svizzera di 9 persone, e considerando che hano loro in carico l'organizzazione del torneo celebrativo dei 100 anni della Copa America, questa potrebbe non tenersi affatto. LEGGI: Copa America Centenario, si gioca negli negli USA Jose Luis Meiszner, Segretario Generale del CONMEBOL, ha parlato ieri con un radio argentina e si è detto scettico sulle possibilità di vedere giocare il torneo 2016. “Oggi ci si deve porre domande sullo giocare il torneo. Dobbiamo essere preparati alle enormi conseguenze che ptrebbero derivare dal giocare il torneo, visto anche il ruolo dei detentori dei diritti del torneo [la brasiliana Traffic, il cui CEo è stato arrestato, NdR] messo in questione”, ha detto Meiszner. Con Nazionali quali Argentina, Brasile, Colombia e Cile pronte a viaggiare per i Nordamerica per affrontare tra le altre USa e Messico, l'attesa è altissimia, e gli enormi stadi americani pronti ad accogliere milioni di tifosi. Ma con tutto ciò che sta succedendo alla FIFA, e con dirigenti e manager in carico del torneo direttamente coinvolti, al momento la 2016 Copa America Centenario appare in forte dubbio.

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