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Scandalo FIFA, 2016 Copa America Centenario a rischio
Scritto il 2015-06-02 da Franco Spicciariello su Concacaf
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Quando già milioni di appassionati di calcio negli USA stavano iniziando a prepararsi per poter vedere finalmente dal vivo in un torneo ufficiale campioni come il trio del Barcellona composto da Leo Messi, Neymar e Luis Suarez, ecco ora che i nuvoloni neri dello scandalo FIFA rischiano di impedire che ciò accada.

E' infatti prevista per l'estate 2016 negli Stati Uniti la Copa America Centenario, ma lo stesso torneo è stato menzionato direttamente dallo U.S. Attorney General Lorreta Lynch pochi giorni fa in occasione dell'ufficializzazione delle accuse contro nove funzionari FIFA, incriminati per corruzione dallo U.S. Department of Justice and the FBI.

I rappresentanti nella FIFA delle regioni CONCACAF e CONMEBOL , che controllano il calcoo nel Nord, Ventro e Sud America, sono infatti al centro del noto scandalo che ha portato all'arresto in Svizzera di 9 persone, e considerando che hano loro in carico l'organizzazione del torneo celebrativo dei 100 anni della Copa America, questa potrebbe non tenersi affatto.

Jose Luis Meiszner, Segretario Generale del CONMEBOL, ha parlato ieri con un radio argentina e si è detto scettico sulle possibilità di vedere giocare il torneo 2016.

Oggi ci si deve porre domande sullo giocare il torneo. Dobbiamo essere preparati alle enormi conseguenze che ptrebbero derivare dal giocare il torneo, visto anche il ruolo dei detentori dei diritti del torneo [la brasiliana Traffic, il cui CEo è stato arrestato, NdR] messo in questione”, ha detto Meiszner.

Con Nazionali quali Argentina, Brasile, Colombia e Cile pronte a viaggiare per i Nordamerica per affrontare tra le altre USa e Messico, l'attesa è altissimia, e gli enormi stadi americani pronti ad accogliere milioni di tifosi.

Ma con tutto ciò che sta succedendo alla FIFA, e con dirigenti e manager in carico del torneo direttamente coinvolti, al momento la 2016 Copa America Centenario appare in forte dubbio.

Entusiasmo e preoccupazione all'Orlando City. Il CT della nazionale di calcio brasiliana, Carlos Dunga, ha infatti convocato i 24 giocatori che affronteranno in amichevole Costa Rica e Stati Uniti, rispettivamente il 5 e 8 settembre. Tra le principali novità figura Kakà, ex Milan, oggi all'Orlando City (Usa) e chiamato al posto dell'ex interista Coutinho (LFC): l'attaccante non veniva chiamato da ormai due anni. Presenti anche Ramires (Chelsea) e Hulk (Zenit), mentre resta in dubbio Neymar: l'asso del Barcellona è infatti attualmente bloccato dalla parotite. L'impegno con la Seleçao costringerà però il brasiliano a saltare due match con l'Orlando - a causa della MLS che non si ferma nelle date FIFA - che sta trascinando ai playoff con 9 gol e 4 assist in 22 partite, venendo anche chiamato per l'MLS All-Star Team contro Tottenham. Tre Mondiali alle spalle (2002, 2006 e 2010), saltando però quello casalingo del 2014, il 33enne ha espresso tutta la sua felicità alla chiamata di Dunga in preparazione per due match in vista delle qualificazioni a Russia 2018. "E' un gran giorno per me. Torno in Nazionale dopo oltre un anno, e sono davvero felice", ha detto kakà. "Penso di poter aiutare la Nazionale in questo periodo. Stiamo per iniziare le qualificazioni mondiali, ed è importante per tutti come per me". L'ultima di Kakà coi verdeoro era stata nell'ottobre 2014 in un 4-0 sul Giappone, l'89° match in totale, mentre sono 29 i gol segnati.

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La maglia numero 10 a Orlando è magari meno pesante che in realtà europee, ma la competitività non manca così come l'entusiasmo. Dopo sedici gare al primo anno di MLS i Lions hanno raccolto 5 vittorie, altrettanti pareggi e 6 sconfitte con Kakà miglior marcatore con i suoi sette centri. Come si trova nel campionato americano e quali sono le differenze col calcio europeo? Mi sono ambientato molto bene e il campionato è molto avvincente. Non si sa mai cosa può accadere in campo perché tutti possono vincere o perdere con tutti. Certo a livello tecnico c'è ancora differenza con il calcio europeo, però qui si corre tantissimo. La preparazione fisica è una parte fondamentale qui in America e con quella sopperiscono alle carenze tecniche. Il torneo è molto equilibrato e divertente. Per Lions è il primo anno nel calcio che conta: com'è l'ambiente allo stadio? Aiuta la forte comunità latina lì a Orlando? I nostri tifosi sono fantastici e impressionanti. Allo stadio ci sono sempre 30mila persone ed è fantastico. Nessuno qui a Orlando si aspettava un impatto così forte, è una grande novità per tutti. Anche per noi in campo avere uno stadio intero che ti appoggia e canta è uno stimolo in più. Nel campionato vi capita di volare da una parte all'altra degli Usa per giocare, è pesante? In realtà no, non ci pesa, anche perché non sono così tante le trasferte. In pratica sono solo sette partite contro le squadre dell'altra Conference e a turno si giocano 3 partite in casa e 4 in trasferta o viceversa, dipende dall'anno. Partiamo due giorni prima e torniamo il giorno dopo, c'è il tempo per recuperare. A giocare ogni tre giorni, in ogni caso, saresti stato abituato... Sì, l'ho sempre fatto e non mi sarebbe pesato. Ecco un'altra differenza tra qui e il calcio in Europa è che si gioca una volta a settimana quindi c'è tutto il tempo per recuperare le energie e prepararsi al meglio. Di contro trovi sempre avversari al top della forma, ecco perché c'è tanto equilibrio. Ma a proposito di trasferte lunghe per il campionato, pensi che il futuro del calcio europeo sia simile alla struttura di Mls e Nba? Un campionato europeo a iscrizione e per pochi, ricchi, club? Sinceramente non saprei dirlo, sono decisioni che vengono prese a livello più generali ed è un discorso più complicato. In Europa c'è la Champions League che è la competizione più bella al mondo con partite stupende. A parer mio non vedo un campionato europeo di club ogni anno, ma di sicuro per tanti aspetti la MLS è il futuro e tanti spunti verranno presi da questa struttura. La MLS è il futuro anche perché giocatori come Kakà hanno portato tanti riflettori: Pirlo è nel mirino di New York City, l'ha sentito? No, non l'ho sentito, ma il suo arrivo a New York sarebbe una cosa molto bella per il nostro campionato. Ha sfiorato una Champions da protagonista ed è ancora un giocatore al massimo livello. Se scegliesse la Mls darebbe ragione a chi come me pensa che la MLS è davvero il futuro, anche in campo. Se il futuro sono gli Usa, il passato dice Milan. E' ancora in contatto coi rossoneri? Io ho tantissima nostalgia del Milan e dell'Italia e sarò sempre grato per quello che mi è stato dato alla società rossonera e al calcio italiano. Seguo sempre il Milan quando posso, mi informo e cerco notizie. Poi spesso sento qualche mio ex compagno, il Milan rappresenta tanto per me e sarà sempre una fetta importante della mia vita. Dopo l'ottavo con lei in campo, è arrivato un decimo posto: tornerà grande il Milan? Sono sicuro di sì. Il Milan è destinato a tornare ai vertici in Italia e in Europa semplicemente perché è una grande società. Nel calcio ci sono momenti belli e altri brutti, la società dovrà essere brava a uscire da questi momenti difficili creando belle situazioni per il futuro. Nel giro di poco tempo ritroveremo il Milan al top, si potrebbe prendere la Juventus come esempio. E cosa ne pensa di Inzaghi come allenatore? Sinceramente ho visto poco le partite, quindi non posso giudicare il gioco della squadra. Conosco Inzaghi come persona e come amico e so che vive di questo e ha grandi qualità. Non si può giudicare come allenatore dopo l'unica esperienza, ma avrò modo di dimostrare quanto vale con altre squadre. Invece lei come si vede da qui a dieci anni? Allenatore, dirigente o niente di tutto ciò? Difficile, non ci sto ancora pensando. Vivo molto al momento e per adesso sono concentrato sui tre anni di contratto che ho qui a Orlando. Passiamo al Brasile: può vincere la Copa America in Cile anche senza Neymar? Certo che può vincere. L'assenza di Neymar è importante, ma in squadra ci sono tanti giocatori che possono decidere la partita da soli. A proposito di Neymar, non sono troppe le 6 espulsioni già raccolte in carriera? E' un fuoriclasse, ma deve imparare a gestire meglio le emozioni in campo. Visto il suo talento è normale che gli avversari lo cerchino e lo vogliano cancellare, ma deve superare questa fase della sua crescita e imparare ad incassare e farsi notare solo per le giocate. Parlando di brasiliani, il Barcellona vorrebbe "usare" Gerson del Fluminense per arrivare a Pogba. Cosa ci dice a riguardo? Sinceramente non lo conosco molto bene. Vorrei evitare di dare un mio giudizio. Tra i suoi compagni a Orlando c'è qualche giocatore da consigliare per il Milan o per il calcio europeo? Uno dei più talentuosi per me è Kevin Molino, centrocampista offensivo di Trinidad che però adesso è infortunato. Lo vedrei bene in Europa, così come Cristian Higuita e Pedro Ribeiro. Lavorando bene su di loro come sanno fare in Europa sono convinto che potrebbe ritagliarsi lo spazio. La storia di Pedro poi è bellissima. E' cresciuto nelle giovanili del Cruzeiro, poi ha smesso ed è venuto in Usa per studiare. All'università in South Carolina è stato notato da Philadelphia e portato in MLS, ora gioca con me ed è forte. Ma non era venuto qui a cercare fortuna nel calcio... Chiudiamo ritornando a parlare di Orlando: qual è l'obiettivo al vostro primo campionato? Arrivare sicuramente ai playoff, poi si vedrà. Siamo a buon punto e abbiamo buone possibilità di qualificarci. Dovessimo riuscirci poi è un'altra storia e proveremo sicuramente a vincere il titolo anche se sappiamo che è difficile. Certo faremo una grande esperienza già per la prossima stagione. Fonte: SportMediaset

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