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USA, Agudelo agguanta l’Argentina
Scritto il 2011-03-27 da Franco Spicciariello su Nazionale USA
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Bella prova degli USA, che strappano un pareggio per 1-1 con l'Argentina di fronte ai 78.936 fans presenti al New Meadowlands Stadium, lo stadio dei New York Giants e dei Jets della NFL, in quel di East Rutherford (NJ).

Eroi della serata l'attaccante dei NY Red Bulls, il 18enne Juan Agudelo, autore del gol del pari nel secondo tempo in risposta al vantaggio segnato da Esteban Cambiasso, e il portiere dell'Everton Tim Howard, autore di una serie di parate decisive.

USA in campo con la nuova maglia rossa della Nike, sotto l'egida del motto “Indivisible” impresso sulle maniche. Per l'occasione il CT Bob Bradley schiera un 4-5-1 con Howard in porta, linea di difesa composta da Jonathan Spector, Jay DemErit, il milanista in prestito al Twente Gooch Onyewu e Carlos Bocanegra. In mezzo un trio composto dal "tedesco" Jermaine Jones accanto a Michael Bradley, Maurice Edu davanti ai due con Clint Dempsey e Landon Donovan sulle fasce. In avanti il solo Jozy Altidore.

Dall'altra parte Sergio Batista schiera un'Albiceleste al gran completo, con in porta il catanese Mariano Andujar, in difesa il capitano dell'Inter Javier Zanetti, il romanista Nicolas Burdisso, Gabriel Milito e Marco Rojo. A centrocampo Banega, Javier Mascherano, l'altro nerazzurro Cambiasso, e un trio tutta fantasia e tecnica con Ezequiel Lavezzi, Leo Messi e il madridista Angel Di Maria.

Prima occasione per gli USA, con Clint Dempsey bravo a recuperare un pallone vagante sulla sinistra, supera Burdisso e spara un bel sinistro salvato da  Andujar. Giocando in un campo da football, lo spazio sulle fasce è minore del solito, e molto del gioco si svolge nel mezzo, con gli argentini alla ricerca di spazi a gestire il gioco grazie alla tecnica notevolmente superiore.

Il gol del vantaggio argentino arriva però solo al 42'. Ezequiel Lavezzi, belissimo scambio con Messi - devastante per tutto il primo tempo - che va in dribbling sulla sinistra e dà a di Maria, il cui tiro respinto da Howard è però infilato da Cambiasso per il momentaneo 1-0.

Ancora una volta, come già spesso in passato, Bradley decide di tornare ad un più classico 4-4-2, e mette fuori Jermaine Jones (ma forse avrebbe fatto meglio a sostituire il figlio) per Agudelo, e con lui esordio per il laterale destro del Norimberga Timothy Chandler al posto di Spector.

La situazione però cambia poco. Al 47' Di Maria taglia per Messi sul cui tiro è fondamentale l'intervento di Howard, che poi salva ancora al 58' su Lavezzi.

Piano piano però gli USA guadagnano campo grazie all'azione dell'arrembante Chandler e ai movimenti di Edu e Altidore. Il pari però arriva su calcio da fermo. Donovan batte dalla destra, palla deviata di testa da Carlos Bocanegra, Andujar respinge ma Agudelo è bravo a farsi trovare pronto per il gol, il suo secondo in tre partite (106 minuti totali) con la Nazionale.

Dopo un tackle del centrale dei Vancouver Whitecaps Jay DeMerit a salvare su Di Maria, al 73' va vicino al raddoppio, Ancora Chandler a creare e il giovane di origini colombiane che sbglia di poco. Ma l'ultima chance del match è di Messi, che all'87' entra in area, ma si trova nella morsa di Gooch Onyewu e Bradley, bravi a mandarlo largo e a costringerlo ad un tiro alto.

L'arbitro messicano Garcia chiude quindi il match sull'1-1, e per gli USA è il secondo pari consecutivo com l'Argentina a East Rutherford, N.J. , in un match anche stavolta molto falloso ma spettacolare.

Gli americani voleranno quindi oggi a Nashville, dove mercoledì affronteranno il Paraguay, sconfitto ieri per 3-1 in Messico, con Agudelo probabile titolare per la prima volta, e con importa uno tra Marcus Hahnemann e il titolare del MSV Duisburg David Yeldlell, per il quale sarebbe l'esordio.

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Sabato, 26 marzo 2011
New Meadowlands Stadium – East Rutherford, N.J.
USA vs. Argentina 1-1

Marcatori:
ARG – Esteban Cambiasso 42'
USA – Juan Agudelo (Carlos Bocanegra) 59'

USA: 1-Tim Howard; 2-Jonathan Spector (21-Timmy Chandler, 46), 15-Jay DeMerit, 5-Oguchi Onyewu, 3-Carlos Bocanegra (Capt.), 13-Jermaine Jones (9-Juan Agudelo, 46), 4-Michael Bradley, 7-Maurice Edu, 8-Clint Dempsey, 10-Landon Donovan; 17-Jozy Altidore
Non entrati: 23-Marcus Hahnemann, 6-Tim Ream, 12-Jonathan Bornstein, 14- Edson Buddle, 16-Sacha Kljestan
CT:  Bob Bradley

ARGENTINA: 1-Mariano Andujar; 8-Javier Zanetti, 4-Nicolas Burdisso, 6-Gabriel Milito; 24-Marco Rojo, 20-Ever Banega, 14-Javier Mascherano (Capt.), 5-Esteban Cambiasso (16-Lucas Biglia, 73); 22-Ezequiel Lavezzi, 10-Lionel Messi, 7-Angel Di Maria
Non entrati: 3-Nicolas Otamendi, 9-Jose Josa, 11-Javier Pastore, 12-Adrian Gabbarini, 15-Marcos Angeleri, 17-Fernando Belluschi, 18-Nicolas Gaitan, 19-Mario Bolatti, 21-Augustin Marchesin, 23-Eduardo Salvio
CT: Sergio Batista

Ammoniti:
USA – Maurice Edu 35'
USA – Timmy Chandler 48'
USA – Landon Donovan 79'
USA – Carlos Bocanegra 91'

Arbitro: Roberto Garcia (MES)
Spettatori: 78.936
Man of the Match: Tim Howard

Non è stato un grande anno per la Nazionale a stelle e strisce, proprio no. Nonostante alcuni grandi momenti, tutti gli obiettivi sono stati mancati, lasciando molti interrogativi sul lavoro del CT Jurgen Klinsmann. E dopo un 2014 decisamente positivo, l'anno che si sta chiudendo appare invece un deciso passo indietro. Il quadro preciso lo ha dato Grant Wahl  di Sports Illustrated: "C'è molto di cui essere preoccupati riguardo l'intero programma della Nazionale USA. In termini di match ufficiali il 2015 è stato un anno terribile. Gli USA hanno chiuso al quarto posto la Gold Cup e hanno perso il playoff di qualificazione alla Confederations Cup contro il Messico- Inoltre, la squadra è stata messa sotto da praticamente ogni squadra decente affrontata. Il trend preso non è per niente bello" La parte bella. Il migliori momenti della stagione sono stati segnato da alcune amichevoli fatte di risultati sorprendenti e protagonisti ancor di più. Basti pensare ai gol vittoria segnati entrambi nel finale dal carneade Bobby Wood (gioca in 2.Bundesliga con l'Union Berlin) contro Olanda e Germania lo scorso giugno, o il gol d'apertura del giovane Jordan Morris - che ancora gioca al college, con la Stanford University - contro il Messico a San Antonio, nel suo primo match dall'inizio con la maglia della Nazionale. Un altra buona notizia per la Nazionale è l'impegno preso dal promettente regista dell'Arsenal (attualmente in prestito ai Rangers Glasgow) di giocare con gli USA, scelti rispetto a Germania ed Etiopia. E qualcosa ci si può aspettare anche da Darlington Nagbe, liberiano naturalizzato americano dei Portland Timbers vincitori della MLS Cup, centrocampista offensivo capace di colpi notevoli, che ha già impressionato nel suo primo ritiro. Bene, ma era il minimo, anche i quattro punti ottenuti nei primi due match di qualificazione mondiale, anche se ci si aspetterebbe un percorso netto quando gli avversari si chiamano Guatemala, Saint Vincent e Grenadine, e Trinidad & Tobago. L'anno comunque si chiude con 10 vittorie, 6 sconfitte e 4 pari, anche se i numeri dicono poco. La parte brutta. Il vero obiettivo dell'annno era uno: vincere la CONCACAF Gold Cup per assicurarsi un posto nella Confederations Cup 2017 di preparazione ai Mondiali di Russia del 2018. Ma saltato l'obiettivo a causa di un'orrenda prestazione contro la Giamaica, a quel punto il nuovo obiettivo è diventato battere il Messico nel playoff. Ma al Rose Bowl di Pasadena la partita l'ha fatta il Messico, e l'ha anche vinta meritatamente, seppur ai supplementari. Inevitabili a quel punto le critiche per Klinsmann, difeso dal presidente della US Soccer Federation Sunil Gulati in una situazione nella quale la grande maggioranza dei CT sarebbe stata licenziata in tronco, viste anche le scelte molto discutibili in termini di convocazioni da parte dell'ex attaccante dell'Inter. Da un certo punto di vista la posizione di Gulati è sensata, visto che JK è stato preso con un ottica di lungo periodo, ma certo per lui è arrivato il tempo dei risultati. L'avvio delle qualificazioni ai Monidali 2018 era l'occasione per ripartire, ma i problemi non potevano certo sparire in un secondo, come si è visto quando Saint Vincent e Grenadine è andata in gol dopo soli 5 minuti dall'inizio del match contro gli Stati Uniti in quel di St. Louis. Poi gli USA hanno preso il controllo e vinto, ma i segnali d'allarme rimangono, come anche la pressione su Klinsmann. Anche perché è proprio il trend che preoccupa. Negli ultimi 15 anni raramente gli USA hanno lasciato punti contro squadre CONCACAF (escluso il messico, ovviamente) snei match su suolo americano. Ma nel 2015, dopo due vittorie, ne è seguita una sola in sei partite casalinghe contro team CONCACAF. E l'unica vittoria è stata un 6-0 su Cuba. A parte quella: due pareggi con Panama (inclusa la finale per il terzo posto della Gold Cup, poi persa ai rigori), la semifinale persa con la Giamaica, il playoff perso col Messico e pure un pari in amichevole col Costarica! Un anno che si chiude quindi con gli USA maramaldeggianti con le grandi ma poi dimentichi di curarsi del giardino di casa propria, col risultato di perdere il posto in Confederations Cup, accumulando anche tanti punti interrogativi. Ancora Michael Bradley. Quasi inevitabile la vittoria del premio "US Soccer Player of the Year" per Michael Bradley, vero fulcro del progetto di Klinsmann. Leader in campo e fuori, tatticamente bravissimo, difficilmente sbaglia una partita, e quest'anno è riuscito nell'impresa "leggendaria" di portare il Toronto FC ai playoff per la prima volta. Forse non la sua miglior stagione, ma nel grigio panorama USA 2015 il suo standard lo eleva sul piano più alto del podio. Ciò nonostante Clint Dempsey abbia messo a segno 9 gol (7 in Gold Cup), ma la stagione di quest'ultimo è stata segnata dal brutto incidente con l'arbitro in US Open Cup. Inoltre i grandi giocatori si vedono nei momenti importanti, e lui nella semifinale con la Giamaica e nel playoff col Messico è mancato totalmente. L'altro candidato era Fabian Johnson, che ha avuto un'ottima stagione col Borussia Monchengladbach, andando anche in gol in Champions League, ma messo da parte da Klinsmann dopo aver chiesto di essere sostituito nel match col Messico ai supplementari senza nemmeno essere infortunato. Che sarà nel 2016? Il momento più importante dell'anno a venire sarà sicuramente la Copa America Centenario, che si giocherà proprio negli USA, che avranno l'occasione di misurarsi con alcune delle migliori Nazionali al mondo. Gli stadi americani potranno quindi ammirare le gesta dei vari Leo Messi, Neymar, Luis Suarez e Jaime Rodriguez, e gli Stati Uniti non possono permettersi brutte figure dopo quanto accaduto tra Gold Cup e mancata Confederations, tanto più che affronteranno il sorteggio da teste di serie insieme a Argentina, Brasile e Messico, trovando quindi un girone gestibile. Il 2016 prenderà il via il 4 gennaio col classico ritiro invernale, che prevede anche due amichevoli: il 31 gennaio contro l'Islanda e il 4 febbraio contro il Canada. A marzo poi ci sarà il doppio match di qualificazione mondiale contro il Guatemala. Ancora un paio di match a settembre e poi via all'Hexagonal finale di qualificazione a novembre. Nel mezzo sicuramente Klinsmann vorrà organizzare qualche amichevole di alto profilo, anche se dovrà utilizzare date non previste dalla FIFA, con inevitabili restrizioni nella scelta dei giocatori. E questo sarà anche l'anno in cui probabilmente si vedranno molti cambiamenti, con l'ingresso di tanti giovani. Non per niente Klinsmann ha decisio che il ritiro di gennaio vedrà insieme i "grandi" e gli under 23, che dovranno prepararsi per il doppio playoff di marzo contro la Colombia di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. E' quindi probabile che qualche veterano inizi a rimanere a casa, specie dopo la Copa America. Un nome per tutti: Clint Dempsey. L'attaccante dei Seattle Sounders è a soli 9 gol dal record di segnature in nazionale di Landon Donovan, ma senza la Confederations Cup nel 2017, e con 35 anni sulle spalle nel 2018, è assai probabile che Klinsmann decida di guardare oltre. E l'esclusione nel primo match di qualificazione mondiale è stato un chiaro segnale al riguardo.

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Al termine di un match non brillante, l'Argentina batte la Giamaica e si qualifica ai quarti della Coppa America centrando anche il primo posto nel girone B davanti a Paraguay e Uruguay (1-1) con 7 punti. A Vina del Mar, in Cile, l'Albiceleste sfonda con Higuain dopo 10' ma l'attesa goleada non arriva. Ritmi bassi, l'Argentina non riesce a blindare il risultato che resta in bilico fino al 90' nonostante due traverse dell'Albiceleste, e nel finale i Reggae Boys - che salutano la competizione, dove erano all'esordio, senza gol e con tre sconfitte tutte per 1-0 - sfiorano lo storico pareggio, che però non arriva. Senza Aguero, risparmiato per un dolore alla spalla, è Higuain a firmare il gol decisivo: è il 25esimo in Nazionale per il Pipita. Di Maria si accende a sprazzi e centra due traverse, Messi - un po' in ombra - festeggia senza incidere particolarmente la sua 100esima presenza con l'Albiceleste: neanche gli ingressi nella seconda parte di gara di Pereyra, Tevez e Lamela riescono a dare quel guizzo in più. Anzi, la Giamaica nel finale attacca, specie con Mariappa, creando qualche pericolo dalle parti di Romero. Ma a Martino alla fine va bene così. "Non è semplice giocare contro una squadra che si difende praticamente con dieci uomini - ha detto a fine gara Zabaleta - e ci sta che negli ultimi minuti loro abbiano provato spingere. L'importante è che siamo rimasti concentrati e che la vittoria sia arrivata". La Giamaica quindi saluta la sua prima partecipazione alla Copa America, e come foto ricordo si porterà il selfie di Deshorn Brown, ex terzino dei Colorado Rapids oggi ai norvegesi del Vålerenga, scattato insieme al suo idolo Lionel Messi: "Oggi è stato il giorno più bello della mia vita perché ho potuto scattare una foto con Lionel Messi".

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Quando già milioni di appassionati di calcio negli USA stavano iniziando a prepararsi per poter vedere finalmente dal vivo in un torneo ufficiale campioni come il trio del Barcellona composto da Leo Messi, Neymar e Luis Suarez, ecco ora che i nuvoloni neri dello scandalo FIFA rischiano di impedire che ciò accada. E' infatti prevista per l'estate 2016 negli Stati Uniti la Copa America Centenario, ma lo stesso torneo è stato menzionato direttamente dallo U.S. Attorney General Lorreta Lynch pochi giorni fa in occasione dell'ufficializzazione delle accuse contro nove funzionari FIFA, incriminati per corruzione dallo U.S. Department of Justice and the FBI. LEGGI: Scandalo FIFA, arrestato il presidente della CONCACAF Jeffrey Webb I rappresentanti nella FIFA delle regioni CONCACAF e CONMEBOL , che controllano il calcoo nel Nord, Ventro e Sud America, sono infatti al centro del noto scandalo che ha portato all'arresto in Svizzera di 9 persone, e considerando che hano loro in carico l'organizzazione del torneo celebrativo dei 100 anni della Copa America, questa potrebbe non tenersi affatto. LEGGI: Copa America Centenario, si gioca negli negli USA Jose Luis Meiszner, Segretario Generale del CONMEBOL, ha parlato ieri con un radio argentina e si è detto scettico sulle possibilità di vedere giocare il torneo 2016. “Oggi ci si deve porre domande sullo giocare il torneo. Dobbiamo essere preparati alle enormi conseguenze che ptrebbero derivare dal giocare il torneo, visto anche il ruolo dei detentori dei diritti del torneo [la brasiliana Traffic, il cui CEo è stato arrestato, NdR] messo in questione”, ha detto Meiszner. Con Nazionali quali Argentina, Brasile, Colombia e Cile pronte a viaggiare per i Nordamerica per affrontare tra le altre USa e Messico, l'attesa è altissimia, e gli enormi stadi americani pronti ad accogliere milioni di tifosi. Ma con tutto ciò che sta succedendo alla FIFA, e con dirigenti e manager in carico del torneo direttamente coinvolti, al momento la 2016 Copa America Centenario appare in forte dubbio.

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