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Franco Spicciariello
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La CONCACAF ha reso nota la lista, ed aprendola al voto dei tifosi, la lista dei candidati alla terza edizione del CONCACAF Awards, assegnato ai migliori giocatori, allenatori, arbitri e al miglior gol dell'anno passato. Molta la MLS presente, a cominciare da un trio di giocatori quali l'attaccante dei Seattle Sounders Clint Dempsey, il rookie dell'Orlando City Cyle Larin, e il centrocampista della nazionale USA e del Toronto FC Michael Bradley, tutti in corsa per il premio di Male Player of the Year. Ma ci sono anche i messicani Javier 'Chicharito' Hernandez, Andrés Guardado, Jesús 'Tecatito' Corona, Oribe Peralta e Hirving Lozano VOTA: 3rd Annual CONCACAF Awards Tre candidati MLS anche per il portiere dell'anno: dalla Philadelphia Union Andre Blake, dal D.C. United Bill Hamid e dal Montreal Impact Evan Bush, cui si aggiungono i connazionali che giocano in Premier League, Tim Howard (vincitore lo scorso anno) e Brad Guzan, e il panamense ex Cagliari e LA Galaxy Jaime Penedo. Due i candidati MLS al premio Coach of the Year: Caleb Porter, vincitore della MLS Cup coi Portland Timbers, e Jesse Marsch, vincitore del Supporters' Shield coi New York Red Bulls, affiancati dal CT della Nazionale USA; Jurgen Klinsmann. Demar Phillips (Real Salt Lake), Matt Besler (Sporting KC) e Roman Torres (Seattle Sounders) sono candidati al Top 11, come anche i centrocampisti Dax McCarty (New York Red Bulls) e Bradley, e gli attaccanti Dempsey, Kei Kamara (Columbus Crew SC) e l'ex juventino Sebastian Giovinco(Toronto FC). I CONCACAF Awards si basano sul voto di tifosi, nazionali, allenatori, capitani e giornalist, divisi in percentuali uguali.

Il calcio gli manca, ma forse non quello giocato. Infatti Landon Donovan, leggenda dei LA Galaxy e della Nazionale USA, ha deciso di rientrare nel calcio, ma attraverso un suo club in quel di San Diego. Lo scoop è del giornale canadese Ottawa Sun, secondo il quale Donovan, insieme all'analista di FOX Warren Barton, vuole lanciare un team nella USL (Div. III del soccer americano) a San Diego. Già lo scorso dicembre era emersa la notizia dell'acquisto da parte di Donovan e Barton dei San Diego Flash della NPSL (Div. IV), mentre ad aprile Donovan aveva annunciato il suo fidanzamento e il trasferimento a San Diego, dove sta costruendo una villa a La Jolla. Ma l'obiettivo finale sarebbe una franchigia in MLS, laddove a San Diego il calcio di prima divisione manca dal 1984, quando chiusero i San Diego Sockers - club in cui militarono grandi come un giovane Hugo Sanchez (in seguito capocannoniere al Real Madrid), il capitano della grande Polonia del 1974 Kazimierz Deyna e il messicano Leonardo Cuellar - e la stessa NASL. Il progetto di Donovan e Barton potrebbe infatti essere l'embrione del più ampio tentativo guidato dal proprietario dei San Diego Padres (Major League Baseball) di costruire un nuovo stadio per il calcio, per il quale lo spazio arriverebbe nel momento dell'addio dei Chargers della NFL, destinati ad essere trasferiti. Recentemente, in un'intervista a Sports Illustrated, l'MLS commissioner Don Garber ha affermato di aver avviato delle conversazioni con alcuni gruppi a San Diego, ma che il tutto sarebbe davvero preliminare, anche se l'annunciata espansione a 28 apre molti spazi.

NASL USL PRO

Huddersfield è una cittadina dello Yorkshire con poco meno di 150mila abitanti, la cui gloria calcistica risale ai lontani anni '20, quando vinse una F.A. Cup nel 1922 e diventò la prima squadra inglese a vincere tre titoli consecutivi fra il 1924 e il 1926 (record uguagliato solo da altre tre squadre fino ad oggi). Una gloria mai dimenticata, anche se l'ultima stagione in prima divisione (oggi Premier League) che risale al 1956. Oggi l'Huddersfield Town A.F.C. si difende nel Championship, la seconda divisione, con 7 punti sulla terzultima. Ma l'aspetto interessante è che a guidarlo in panchina è un americano, il primo della storia ad allenare a livello pro in Inghilterra. Si tratta di David Wagner. Wagner è un altro "figlio della NATO", come i vari Jermaine Jones, Fabian Johnson o Timothy Chandler: sua padre infatti è un ex soldato dell'esercito degli Stati Uniti, mentre sua madre tedesca. Oggi di gente come lui, anche grazie a Jurgen Klinsmann, ce n'è in abbondanza nella Nazionale USA,  ma quando nel 1996 - indossava la maglia dello Schalke 04 - l'allora CT USA lo convocò in Nazionale, come lui c'era il solo Thomas Dooley (attuale CT delle Filippine), che lo aveva raccomandato al CT, che si fidò senza aver mai visto giocare l'attaccante nato a Geinsheim am Rhein (passato per la Germania U18 e U21), che alla fine avrebbe messo insieme solo 8 partite, l'ultima delle quali nel 1998. Dopo aver smesso di giocare nel 2005, al termine di una carriera spesa tra Eintracht Francoforte, Mainz, lo Schalke con cui nel 1997 vince la Coppa UEFA, Wagner si iscrive all'università per studiare scienza dello sport, e per lui nel 2011 arriva l'incarico di allenatore in seconda del Borussia Dortmund, a fianco di Jurgen Klopp, con cui aveva giocato al Mainz (facendolo finire prima in panchina e poi in difesa) e di cui è stato testimone di nozze. Gli viene anche affidata la responsabilità del Borussia Dortmund II U23 che milita in terza divisione, formando tra gli altri l'attaccante Terrance Boyd, oggi al RB Leipzig. Con Klopp sono anni di successi e soddisfazioni, e il club lo conferma anche in questa stagione dopo l'addio dell'allenatore che aveva guidato il gialloneri sino alla finale di Champions League. Subito bene in Inghilterra  L'1 novembre scorso però Wagner ha dato le dimissioni dal Borussia Dortmund, e si credeva avrebbe seguito Klopp al Liverpool. Dopo soli 4 giorni invece la sorpresa dell'ingaggio da parte dell'Huddersfield, che in poco tempo ha portato fuori dai bassifondi della classifica. L'obiettivo di Wagner, oltre una salvezza tranquilla, è di porre fondamenta stabili all'Huddersfield, arrivando magari a puntare la Premier League dopo 45 anni di assenza. “Alla fine, col duro lavoro, e solo col duro lavoro, migliori sempre", ha spiegato Wagner. "Primo, tutti devono sapere che l'Huddersfield è un club molto solido, senza ansie di errori o illusioni. E' un club solido, il cui proprietario è nato ad Huddersfield e vive ad Huddersfield. D'altro verso, è una delle città più piccole del Championship. Guardiamo al lungo termine nel costruire. E speriamo di sorprendere in futuro". Al Guardian ha raccontato: “La prima telefonata è stata di Stuart Webber (DS dell'Huddersfield), che mi ha spiegato come il club stesse cercando una nuova via. Gli era piaciuto molto ciò che avevamo fatto a Dortmund e mi ha chiesto: 'E' possibile farlo in Inghilterra?'. Gli ho risposto: 'Perché no?'.  E' possibile se hai giocatori e un club di mentalità aperta. E' possibile ovunque. Mi piace la velocità, la passione. Il Bayern Monaco per esempio ha successo, ma un altro stile. Lo rispetto, ma a me ne piace un altro. Ci sono modi diversi di arrivare al successo. Ad Huddersfield abbiamo il nostro modo, e questo è ciò che voglio". E i primi risultati del duro lavori si stanno già vedendo, come dimostra l'entusiasmo del Macron Stadium, che per lui ha già coniato il coro "Daivid Wagner, he's better than Klopp". Contenti anche i giocatori, che iniziano a vedere i risultati del lavoro tattico (pressing e ripartenze) e delle doppie sedute di allenamento e dei ritiri. E dopo il pari di ieri in FA Cup col Reading Wagner punta a passare il turno nel rematch e magari ad affrontare il Liverpool del suo amico Klopp nei turni successivi.  Futuro a stelle e strisce? L'ascesa di Wagner sta suscitando l'interesse di molti negli Stati Uniti, dove uno dei suoi primi fan è il suo ex compagno di Nazionale e oggi opinionista tv Eric Wynalda: “Nel poco tempo che ho giocato con David mi ha fatto un'impressione davvero positiva. Penso che la strada intrapresa sotto la guida di Klopp, l'esperienza accumulata, i giocatori con cui ha lavorato, lo mettano nella posizione di aspirare a grandi incarichi nel futuro". E lo stesso Wynalda ne ha approfittato per criticare il CT USA Klinsmann: "Spero che Wagner abbia successo, visto che abbiamo speso un sacco di tempo a cercare un tedesco quale nuova guida della Nazionale. Sarebbe bellissimo se la federazione pensasse a David. Ma prima deve conquistarsi i gradi sul campo. ma un giorno potrebbe guidare la Nazionale, e non credo di esagerare"

Yanks Abroad

Secondo i media tedeschi, il difensore Tim Sebastian sarebbe prossimo al trasferimento dal Red Bull Leipzig ai New York Red Bulls della Major League Soccer. Il difensore tedesco milita nel Leipzig sin dal 2010, club in cui è stato uno dei protagonisti dell'ascesa sino alla 2. Bundesliga. Manca ancora l'ufficialità, ma il 31enne Sebastian sarebbe uno dei rinforzi di cui i NYRB hanno bisogno per il 2016, visto anche il possibile addio della giovane promessa Matt Miazga. Entrambi i club, come noto, sono controllati dalla Red Bull, il che li rende "fratelli", ma questo deal rappresenterebbe una prima assoluta con coinvolti due club del gruppo, proprietario anche di Red Bulls Salzubrg e del FC Red Bull Brasil con base a Campinas. Va detto che nell'ultima stagione Sebastian ha visto il proprio spazio in campo ridursi in termini di minuti giocati, ma la sua esperienza e versatilità hanno attratto comunque l'interesse di coach Jesse Marsch, in quello che ormai da un anno è diventato un cambio di filosofia di mercato dei Red Bulls. Il club di NY, vincitore del MLS Supporters' Shield 2013 e 2015 (titolo che va alla squadra con più punti in regular season) si è lasciato infatti alle spalle acquisti alla Thierry Henry (anche perché è difficile trovarne un altro), o i pessimi (perché arrivati a fine carriera) Juninho Pernambucano e Shaun Wright-Phillips, per puntare su giocatori solidi e di esperienza capaci di far crescere la squadra, senza scialacquare milioni.

Calciomercato

A guarde Steven Gerrard, non sembra proprio essere un atleta pronto ad entrare nel suo ultimo anno di carriera. Ma l'ex capitano del Liverpool e della Nazionale inglese tornerà a Los Angeles a gennaio, e sembra ormai chiaro che questa sarà la stagione finale. “Non sono sicuro al 100% - ha dichiarato al Daily Telegraph in un intervista rilasciata presso il suo ristorante "Vincents", al centro di Liverpool - ma credo che questo sarà il mio ultimo anno da giocatore”. Il saluto di Steven Gerrard ad Anfield lo scorso maggio Ciò che però sembra preoccupare di più Gerrard è il dopo. Al momento non sembra avere in mano nulla, se non una vaga promessa del Liverpool che ci sarà qualcosa per lui. Una situazione simile a quella di altri giocatori della cosiddetta "golden generation" (che però con la Nazionale nulla ha vinto), tipo Frank Lampard, pieni di entusiasmo e idee ma ormai disincantati. “Dovrebbero ricevere offerte che non si possono rifiutare", spiega Gerrard. "Se uno ha giocato 100 volte in Nazionale e 700 match a livello di club, come può la FA lasciarlo andare? Hanno troppo da offrire. In molti club non succede. Guarda il Manchester United con Ryan Giggs o il Barcellona con Pep Guardiola, che hanno detto loro 'quando avrete finito succederà questo'. “Mi spiace non aver iniziato a prendere i patentini quando avevo 21/22 anni. All'epoca ho sprecato un sacco di tempo negli hotel a guardare 'The Office' e 'I Soprano'. Avrei dovuto prendere il patentino CBA all'epoca per poi poter diventare allenatore ora. Ho avuto recentemente un meeting con la FA e mi hanno detto che ora intendono trovare il modo di coinvolgere di più chi ha giocato in Nazionale un certo numero di partite. Gente quale Jamie Carragher e like Robbie (Fowler) ha troppo da dare per essere lasciata andare". “Ammiro Gary Neville e il suo aver fatto il salto così prest, specialmente in un grande club come il Valencia. Sapevo che Gary era uno che avrebbe potuto avere un ruolo. Bisogna togliersi il cappello”. Gerrard ha recentemente scritto nella sua biografia che avrebbe voluto che il Liverpool facesse di più per tenerlo, in campo o come membro dello staff. “Sarei potuto rimanere nel gruppo, magari con un piano a più fasi". Nelle ultime settimane si è allenato a Melwood sotto la guida del tedesco Jurgen Klopp, sì da arrivare preparato a fine gennaio per il ritiro coi LA Galaxy in vista della stagione 2016 della MLS. “Ho parlato con Klopp. Non ho ricevuto offerte, ma il club si è dichiarato disponibile, seppur senza entrare nei dettagli". Gerrard in allenamento a Melwood “Mi hanno accolto bene. Avrò sempre un debole per il Liverpool e per la FA, ma quando sono a casa intendo lavorare e girare tra i vari club per osservare gli altri allenatori e acquisire esperienza. Di base sarà disponibile da novembre, dicembre, 2016. Tutto il mondo saprà che sono disponibile, e a quel punto sarò al 75% del mio eprcorso da allenatore. Ho il sogno e l'aspirazione di diventare allenatore e dirigente, ma al momento non sono pronto a dirigere. Quando inizi a preparati capisci che è tutt'altro dallo giocare. Devi controllare 25 uomini con personalità molto diversi”. Nel frattempo Gerrard sta imparando da Klopp. “Mi sono allenato con lui un paio di settimane. Ero un suo grande fam già da prima che arrivasse al Liverpool, ma vederlo lavorare coi singoli giocatori è davvero eccitante". Che quello di allenatore fosse il destino prossimo di Gerrard lo sa anche Bruce Arena, coach e GM dei LA Galaxy, - ed ex CT della Nazionale USA - che già lo scorso agosto spiegava come "il prossimo passo di Gerrard è quello di diventare allenatore, non ho dubbi. Sta studiando molto tutto quello che succede qui. Parliamo spesso di ciò che ha fatto al Liverpool e compariamo i nostri appunti". E tra meno di un mese proprio da un uomo di grande esperienza come Arena Gerrard tornerà ad imparare, anche se prima dovrà pensare a guidare i Galaxy sul campo alla sesta MLS Cup della loro storia.

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