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MLS Week 19, volano NY Red Bulls e FC Dallas
Scritto il 2015-07-12 da Franco Spicciariello su MLS
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MLS Week #19 con tanti scontri inter Conference e tra squadre di alt contro bassa classifica, condizionati però dalle assenze di tanti nazionali a causa della contemporaneità con la CONCACAF Gold Cup in corso di svolgimento.

Nella Eastern, DC united sempre primo da solo, mentre nella Western Seattle, sconfitta, rimane appaiata con i Whitecaps, che però hanno una partita in meno e scenderanno in campo stanotte contro lo Sporting KC.

In settimana MLS di nuovo in campo per i quarti di US Open Cup, con LA che dopo aver giocato ieri in International Champions Cup, martedì affronterà il Real Salt Lake.

  • HIGHLIGHTS: New York Red Bulls vs. New England Revolution 4-1

Brutta serata per il New England Revolution battuto per 4-1 alla Red Bull Arena, con tre gol di del duo inglese Bradley Wright-Phillips e Lloyd Sam segnano nei primi 12 minuti. Il risultato spinge i New York Red Bulls al secondo posto nella Eastern Conference con 26 punti in 18 partite, mentre i Revs - ancora privi dell'infortunato Jermaine Jones - portano a cinque le sconfitte consecutive e scendono al quinto posto di Conference, iniziando a guardarsi alle spalle in ottica playoff.

  • HIGHLIGHTS - Orlando City vs FC Dallas 0-2

Rimane terzo nella Eastern l'Orlando City, che privo dello squalificato Kaka e degli infortunati Brek Shea, Cyle Larin, Kevin Molino e Darwin Ceren, ha perso per 2-0 con FC Dallas (gol di Mauro Diaz e Fabian Castillo), apparso superiore lungo tutti i 90'. La vittoria vale per Dallas il secondo posto al pari dei Vancouver Whitecaps.

  • HIGHLIGHTS - Philadelphia Union vs Portland Timbers 3-0

Bella vittoria anche per la Philadelphia Union, nonostante la dura contestazione dei tifosi contro la proprietà, accusata di non investire. La Union ha battuto per 3-0 i Portland Timbers, con tre reti negli ultimi 22 minuti di Andrew Wenger - il primo d aottobre - e doppietta del centrocampista francese Vincent Nogueira.

  • HIGHLIGHTS - Montreal Impact vs Columbus Crew 3-0

Stesso risultato, 3-0, anche per il Montreal Impact sul Columbus Crew, con rete nel primo tempo di Dominic Oduro e dell'ex Bologna Marco Donadel con un gran tiro dai 25 metri. All'80' è poi ancora Oduro a chiudere definitivamente i giochi per l'Impact.

  • HIGHLIGHTS - Chicago Fire vs Seattle Sounders 1-0

Torna alla vittoria con un gol al 93'  di Jason Johnson il Chicago Fire, che batte per 1-0 Seattle Sounders, che rimangono in testa alla Western Conference ma che ancora una volta dimostrano di non saper supplire alle assenze in attacco di Clint Dempsey (in nazionale) e Oba Oba Martins (infortunato).

  • HIGHLIGHTS - Colorado rapids vs. Real Salt Lake 3-1

Lo scontro tra le ultime due della Western Conference  al Dick's Sporting Goods Park si chiude con un gran finale con i Colorado Rapids ne infilano tre negli ultimi dieci minuti, battendo per 3-1 il Real Salt Lake 3-1 nel Rocky Mountain derby e accorciando le distanze dal RSL penultimo. Il team dello Utah era andato in vantaggio al 79' con l'argentino Sebastian Jaime. Il pari arriva all'81' col difensore Drew Moore tutto solo, mentre la successiva espulsione di Jaime apre le porte alla vittoria dei Rapids, che vanno in gol con Jared Watts e Juan Ramirez addirittura al 97'.

Classifica MLS 2015-07-12

Schermata 2015-07-12 alle 16.16.34

I giorni dell'entusiasmo, quelli dell'ingresso in MLS, dell'arrivo di Kakà, del Citrus Bowl pieno e della trattativa (saltata a luglio) per Ganso, sembrano ormai lontani. Tutto è evaporato con il mancato ingresso nei playoff, al termine di un campionato passato in gran parte sul lato giusto della classifica. Da allora a Orlando è iniziato un caos societario che al momento non sembra vedere soluzione immediata. Coi mancati playoff il primo a finire sulla graticola è stato inevitabilmente l'allenatore, l'inglese Adrian Heath, il costruttore della squadra capace prima di vincere per due volte il titolo di USL PRO e poi di ben presentarsi all'esordio in MLS, lanciando giovani come Cyle Larin. Confermato Heath, suona però strano che siano stati mandati via il suo vice di fiducia, Ian Fuller (già capitano dell'OCSC, da calciatore esordì con il New England Revolution nel 2002), e il direttore generale Paul McDonough, molto legato all'ex centrocampista dell'Everton. Scelte che ci possono anche stare, visto che - afferma il presidente Phil Rawlins - "Avevamo detto molto chiaramente che il nostro obiettivo era quello di fare i playoff. Siamo abituati a fare i playoff e vincere campionati. L'abbiamo fatto nelle serie minori e volevamo mantenere lo stesso livello e lasciare un segno a il nostro primo anno in MLS. Abbiamo avuto una buona prima stagione, ma non abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Vogliamo assicurarci di costruire per avere successo nel 2016". Parole che debbono aver convinto poco i tifosi dell'OCSC, che infatti lo scorso 18 dicembre hanno organizzato una protesta fuori dalla sede del club, con tanto di striscioni. Un segno (negativo?) che comunque il calcio in America sta diventando sempre più un qualcosa di estremamente serio. Strano è invece quanto successo dopo. A sostituire McDonough, GM molto rispettato nell'ambiente calcistico USA e subito assunto da Atlanta, è stato chiamato, con tanto di annuncio in pompa magna, Armando Carneiro, direttore del settore giovanile del Benfica (che lo ha sostituito con l'ex delle Fiorentina Nuno Gomes), di cui si diceva potesse passare al Manchester City. Uomo di grande esperienza e qualità, le uniche perplessità su Carneiro erano relative alla sua scarsa conoscenza dei complessi meandri della MajorLeague Soccer. Sulla scelta pare abbia influito molto la volontà di Flàvio Augusto da Silva, proprietario della squadra e amico di Carneiro, sempre più dentro le scelte tecniche, e che starebbe spingendo per una sempre maggiore "brasilianizzazione/portoghesizzazione" dell'Orlando City SC. Mai presentato alla stampa né mai avvistato a Orlando, ecco che pochi giorni il club viola annuncia le dimissioni di Carneiro per "motivi personali". Di più non è dato sapere. L'unica buona notizia è che il suo ruolo viene preso per il momento dallo stesso Phil Rawlins, che torna quindi ad occuparsi della squadra insieme a Heath come ai tempi della USL PRO. Nel frattempo, a meno di due mesi da via (il 6 marzo contro il Real Salt Lake), a Orlando il mercato langue. Sono arrivati i soli il portiere Joe Bendik da Toronto (in sostituzione del costoso e spesso infortunato Tally Hall) e il terzino ex Revs Kevin Alston. Per Ganso invece non ci sono novità: saltata la trattativa a luglio, il giocatore ha un contratto sino al settembre 2017 e il San Paolo non appare interessato a lasciarlo andare. Nulla è ancora successo per l'attacco, dove i soli Larin, Bryan Rochez e Pedro Ribeiro hanno mostrato di non poter reggere una stagione con continuità, e mancano ancora quattro posti in rosa da riempire. Non certo ciò che ci si aspettava da un club ambizioso ma rimasto fuori dai playoff, seppur anche a causa dei numerosi infortuni (a cominciare da quello del trinidegno Kevin Molino, che sarà pronto al via). Mancano due mesi però,e Rawlins e Heath hanno già mostrato di saper fare il proprio lavoro, ma il rischio di una contestazione di inizio stagione è più che reale.

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Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

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Subito fuori il Toronto di Michael Bradley, Sebastian Giovinco e Jozy Altidore. I canadesi, qualificati per la prima volta nella loro storia, hanno subito un secco 3-0 dall'altra squadra canadese: Impact de Montréal. Montréal in vantaggio già al 17' su una ripartenza nata da un anticipo su Giovinco, male la difesa dei Reds che si fa bucare da Bernier. Ancora male la difesa di Toronto al 32' quando Piatti realizza il 2-0, l'obiettivo della squadra dell'italiano Giovinco per la prossima stagione deve essere quello di rafforzare l'organico in difesa, altrimenti le fatiche fatte per i giocatori più offensivi saranno inutili. I giochi li ha chiusi Drogba al 37' su assist di Bernier. Montréal sfiderà il Columbus Crew. Clicca per gli highlights. Partita emozionante invece a Portland dove i Timbers hanno superato ai rigori lo Sporting Kansas City. Rodney Wallace ha portato i suoi in vantaggio al 57' rompendo gli equilibri. Verso lo scadere del tempo, all'87', Ellis su cross di Graham Zusi ha pareggiato i conti portando le due squadre ai tempi supplementari. Kansas City passa addirittura in vantaggio con Nemeth al 96' con un goal da posizione decisamente defilata. Questa volta, però, a segnare a 3 minuti dalla fine del tempo regolamentare è Portland che pareggia con Maxi Urruti. Dopo una lunga serie di rigori è la franchigia di Portland a spuntarla! La prossima sfida per la squadra di Porter saranno i Vancouver Whitecaps. Clicca per gli highlights.

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