SPORT
NASL, i NY Cosmos pronti a sfidare NYCFC e... Cuba
Scritto il 2015-05-29 da Dario Torrente su NASL USL PRO
Tweet

A New York, nonostante la gran pubblicità intorno alla nuova franchigia di proprietà dello sceicco Mansour e la presenza oramai quasi ventennale dei New York Red Bulls, Metrostars fino al 2006, sembra che calcisticamente parlando chi veramente incarna l'anima del soccer nella grande mela siano i New York Cosmos, che dopo un sonno quasi trentennale sono tornati ad essere realtà e non solo storia, e sebbene militino in una lega (per ora) minore che sebbene abbia grandi ambizioni a cominciare dal nome è classificata come una seconda divisione, hanno già vinto il titolo nazionale nel 2013 e l'anno seguente, sebbene la stagione sia stata deludente per i propri standard è comunque arrivata in semifinale ed ha ben figurato in Us Open Cup falciando i cugini New York Red Bulls per 3-0 ed uscendo a testa a alta in quel di Philadelphia per 2-1 ai supplementari complice anche un aribitraggio per usare un eufemismo non all'altezza della situazione.

Quest'anno, complice l'arrivo del fuoriclasse ex nazionale spagnolo Raul, coadiuvato dai nuovi arrivi Restrepo, Fernandes, Mkosana e Moffat, la squadra di Savarese sembra essere tornata lo spauracchio degli avversari e la più accreditata per vincere la Spring Season della Nasl, titolo che permetterebbe così a New York di disputare i play-off, anche se ancora non è una certezza e dobbiamo ricordare che lo scorso anno il titolo primaverile fu perso per un soffio complici la doppia sconfitta casalinga contro San Antonio, l'anno scorso la bestia nera dei Cosmos, e Carolina, unite ad un pareggio galeotto contro la matricola Indianapolis, e a nulla valse la vittoria all'ultima giornata contro Ottawa. Per la cronaca segnò Noselli che di lì a poco stracciò il contratto e tornò in Italia per ragioni familiari.

Quest'anno New York sembra rigenerata e dopo il pareggio in Carolina ottenuto in modo rocambolesco negli ultimi minuti come è oramai nello stile dei ragazzi di Savarese con la squadra sotto di due goal in uno WakeMed Park gremito in ogni ordine di posti (non dimentichiamo che fino ad ora i Cosmos avevano sempre perso in quel campo) e la vittoria casalinga per 3-0 contro San Antonio di fronte a 5000 spettatori ha onorato i propri impegni in Open Cup sbaragliando per 3-0 la compagine locale dei Jersey Express, militante nella PDL.

Nel piccolo Belson Stadium, già casa del fallimentare F.C. New York, dove lo scorso anno avevano avuto ragione per 2-0 dei Brooklin Italians, I Cosmos hanno presentato in campo una squadra mista tra titolari e riserve che spesso sgomitano per poter giocare nella squadra B, militante in NPSL, una quarta serie a stelle e strisce equiparata alla PDL ma con meno vincoli su età e provenienza dei giocatori. Lo spagnolo Raul non è stato impiegato nonostante avesse espresso pubblicamente la voglia di essere in campo, ma visti gli impegni imminenti il coach Savarese ha preferito risparmiarlo, mentre si è visto in campo il brasiliano naturalizzato spagnolo Marcos Senna, reduce da un lieve infortunio che gli aveva fatto saltare la partita casalinga contro i San Antonio Scorpions, ed ha subito dimostrato in campo di essersi pienamente ripreso e che nonostante gli anni, ora trentanove primavere, ha ancora classe e forza fisica da vendere.

Il primo goal è stato siglato dopo appena un quarto d'ora dal brasiliano in prestito dai Philadelphia Union Leo Fernandes, prodotto di un college locale di Long Island, su punizione come nel miglior stile carioca, ed è sempre Fernandes a fabbricare la palla goal per l'italo-uruguagio Sebastian Guenzatti al 40', che dopo aver eluso due difensori degli Express ha tirato in porta un siluro imparabile per il portiere Matthew Turner. Da segnalare sempre per dover di cronaca la presenza del difensore reduce da un lungo infortunio Hunter Freeman e l'esordio assoluto del diciassettenne nazionale Usa under 18 Haji Wright, partito da titolare e sostituito al '79 dal redivivo Stokkelien, quest'anno relegato in panchina. Il norvegese non si è fatto certo pregare ed all' 81 si è procurato un calcio di rigore, accompagnato dall'espulsione del difensore Sylvain N’guessan, e trasformato da Stokkelien stesso che ha così dimostrato a Savarese che nonostante tutto è presente. La scorsa stagione l'ex under 21 della nazionale norvegese era stato il capocannoniere sociale andando a segno otto volte più altre due in Open Cup, ed era stata una delle poche cose positive della stagione, ma quest'anno, complice forse l'arrivo di Raul e Mkosana il promettente giocatore sembra non rientrare più nei piani di Savarese, ma è ancora presto per parlare, perché la Spring Season non è ancora finita e la Fall Season che comincerà in Agosto sarà molto più lunga ed irta di ostacoli. Raul compierà presto 38 anni e in un campionato fisico come quello della Nasl, giocato per giunta in buona parte su campi di turf, il sintetico utilizzato negli Usa per i campi di baseball e football e spesso ancora in uso per le partite di soccer, gli infortuni sono frequenti. Ovviamente ci auguriamo che questo non avvenga ma in ogni caso Stokkelien rimane per la squadra di New York un'importante risorsa.

Rimanendo in tema Us Open Cup, da un po di anni oramai ribattezzata Lamar Hunt U.S. Open Cup in memoria dello scomparso magnate texano che tanto si spese per il soccer negli anni difficili della NASL, allora proprietario dei Dallas Tornado, e che volle crederci ancora quando nacque la MLS, bisogna dire ancora una volta che questa competizione è ancora spesso snobbata dalle compagini della MLS, ed è molte volte vista più come una seccatura che non un'opportunità per riempire la bacheca di un ulteriore prestigioso trofeo oramai centenario che garantisce tra le altre cose un accesso diretto in Concacaf Champions' League e che può salvare una stagione balorda come accadde al Washington D.C. durante il primo anno della gestione Tohir, attuale patron dell'Inter.

Per i New York Cosmos invece la Us Open Cup è l'unica opportunità per poter entrare in Champions' League e poter competere con le temibili compagini messicane e costaricensi, nonché con le squadre americane della MLS ridando così lustro internazionale al proprio blasone in una competizione finalmente ufficiale e dando così un sonoro schiaffo alla MLS ed al commissioner Don Garber e sconfessando tutti coloro che prendono con bonaria ilarità le parole del commissioner della Nasl Bill Peterson quando afferma che la squadre della propria lega potrebbero ben figurare nella Champions' League centro-nord americana. Se i Cosmos dovessero centrare questo difficilissimo ma non impossibile obbiettivo la storia gli darebbe ragione, ma indipendentemente da ciò bisogna ammettere che il dislivello tra Nasl ed MLS pur rimanendo evidente si è attenuato nel giro di pochi anni, e questo grazie soprattutto ai Cosmos che possono vantare un organico che non sfigurerebbe nella prima divisione Usa, ed a questo bisogna aggiungere che anche le altre franchigie, vuoi per inseguire la lepre biancoverde, vuoi per rendere più solido e credibile il progetto della Nasl di fronte allo strapotere della MLS e del suo modello di singola entità unico in tutto il mondo, hanno messo mano al portafoglio per aumentare il livello di gioco espresso sul campo.

Il paradosso della Major League Soccer, pur difendendone i grandissimi meriti, è che le spese per la costituzione ed il rafforzamento della rosa di una squadra sono tra quelle meno rilevanti rispetto alla tassa di iscrizione, oramai arrivata a cento milioni di presidenti morti e l'obbligo di presentare un progetto per un soccer specific stadium (ed anche qui Don Garber ha dimostrato alcune debolezze lasciando che il N.Y.C.F.C. potesse giocare per tre anni allo Yankee Stadium mentre per lo stesso motivo, ovvero la mancanza di un soccer specific stadium o il non poterlo costruire in tempi celeri, si è lasciato che la cordata di David Beckham si arenasse in quel di Miami dove nel frattempo è arrivata la Nasl) da costruire nel minor tempo possibile, il rigido salary cap permette una spesa di poco inferiore ai tre milioni di presidenti morti, anche se la Beckham rule sui cosiddetti designated player e i retention funds, soldi sbloccati su decisione della lega per far in modo che i giocatori americani non emigrino altrove e che quelli già in Europa possano tornare, ne hanno mitigato la durezza draconiana.

In ogni caso il paradosso per il quale si spenda meno per la cosa in realtà più importante rimane ed è stridente, e si spera che la concorrenza della Nasl possa cambiare in meglio le cose per il soccer Usa. D'altronde nel capitalismo la concorrenza aiuta a migliorarsi per spirito di sopravvivenza o per restare in pole position e questa regola vale più che mai nel paese del libero mercato per eccellenza, per cui una lega strutturata come la MLS è più che mai anacronistica, ovviamente per fare i dovuti cambiamenti ci vorrà tempo ma si spera che la presenza della Nasl velocizzi i tempi senza sfociare in una nuova soccer war, il vero male del soccer a stelle e strisce che si spera rimanga solo un brutto ricordo.

Tornando a parlare di scontri diretti, avendo eliminato i Jersey Express i Cosmos si ritroveranno a sfidare tra le mura amiche dell'Hofstra Stadium nientemeno che l'odiata squadra satellite del Manchester City, vale a dire il New York City F.C., che dopo le fanfare dell'esordio sta stentando in campionato dando non pochi grattacapi all'allenatore Jason Kreis che bene aveva fatto a Salt Lake City, segno che la lega ha oramai raggiunto livelli di competizione molto alti e che non basta comprare una lista di buoni giocatori e qualche campione aspettandosi che la loro classe possa ovviare alle carenze di amalgama che a dispetto di quanto pensasse il presidente storico del Catania Salvatore Massimino non si può comprare. In ogni caso la partita sarà molto più calda di quanto non sia stato lo scorso anno il derby tra Cosmos e Red Bulls, perché se allora salvo qualche sfottò un po sopra le righe si trattasse di una competizione sportiva, lo scontro diretto con la squadra dello sceicco Mansour ha più il sapore di una guerra, e questo per svariate ragioni, la prima in assoluto è che il Manchester Light, come viene sprezzantemente chiamata la franchigia satellite del City e non solo dai tifosi del Cosmos, ha scippato a questi ultimi il sogno di poter vedere la propria squadra in MLS anche se come sappiamo la colpa non è solo dello staff di Don Garber, la seconda è perché il N.Y.C.F.C. coi suoi grandi acquisti e la mirabolante campagna pubblicitaria vorrebbe prendere nell'immaginario del calciofilo newyorkese il posto della squadra storica di New York che fu della Warner Bros. Terzo ed ultimo motivo la nuova squadra della grande mela non ha nulla dietro se non il business ed una possibilità in più per il City di eludere il fair play finanziario e di far crescere giocatori che poi giunti a maturazione verrebbero convocati in Premier League a costo zero e sfruttare magari l'immagine di qualche campione sul viale del tramonto (Frank Lampard, David Villa) facendo guadagnare loro gli ultimi sostanziosi ingaggi. L'unica differenza tra i nuovi arrivati ed i New York Red Bulls è che una squadra è un veicolo pubblicitario di un brand calcistico internazionale e l'altra pubblicizza un soft drink, ma almeno i Red Bulls erano nati come Metrostars e sono presenti in città dall'oramai lontano 1996 per cui una reale connessione con la realtà calcistica locale, sebbene annacquata da tonnellate della terribile bevanda austriaca, mentre il N.Y.C.F.C. dà l'impressione di essere una squadra di plastica. Per queste ragioni lo scontro in campo si preannuncia molto caldo e ricco di spettacolo perché bisogna dire che nonostante i problemi dovuti all'assestamento della squadra l'organico della squadra allenata da Kreis è pregevole, in più consci della brutta figura rimediata lo scorso anno dai cugini al di là dell'Hudson, il New York City farà di tutto per evitare una simile ecatombe, e se Frank Lampard sarà già arrivato in America i valori espressi in campo, già alti, lieviterebbero ulteriormente per uno scontro a fuoco che farà parlare tv giornali ed internet per molto tempo.

L'amichevole a Cuba

La ciliegina sulla torta è data dal fatto che comunque vada i New York Cosmos saranno già tornati dall'amichevole sul suolo dell'ex nemico cubano, ripercorrendo a distanza di quattro decenni il disegno dell'allora presidente dei Cosmos Clive Toye, ovvero quello di inserire lo sport mondiale considerato negli Usa ancora uno sport straniero e di nicchia assieme ad eventi diplomatici di caratura mondiale così che gli americani pian piano lo sdoganassero e psicologicamente lo inserissero assieme ai tradizionali Big Four americani.

Per questa ragione i Cosmos nel '77 effettuarono un tour in Cina sfruttando l'onda del disgelo tra Usa e l'impero cinese, ma a Cuba non furono i Cosmos ad andare bensì i Chicago Sting perché nel frattempo Toye, sollevato dalla carica di presidente dei Cosmos per volere di Chinaglia, si accasò a Chicago alla corte del magnate Lee Stern. Da quei tempi oramai lontani molte cose sono cambiate, e mentre l'amichevole tra la nazionale cubana e i pungiglioni di Chicago passò quasi in sordina negli Usa, quella tra Cuba e i Cosmos potrebbe essere il preludio al disgelo tra gli Stati Uniti e l'isola ribelle e in ogni caso i mass media daranno molto risalto alla partita facendo ancora una volta echeggiare il nome della squadra oggi di proprietà della Sela Sport nei quattro angoli del pianeta come ai tempi del circo mediatico-sportivo targato Warner Bros. A maggior ragione la città di New York, per quando estesa e divisa su più isole, non è abbastanza grande per due squadre, figuriamoci per tre, chi sarà il terzo incomodo? Questo lo sapremo nelle prossime puntate, da New York è tutto

A pochi giorni dall’inizio della stagione della Major League Soccer, l’ex leggenda del Chelsea, ora al New York City FC, Frank Lampard, in un’intervista esclusiva rilasciata ad Eurosport, che andrà in onda sabato 5 marzo alle 20:30 su Eurosport 1, loda il fantasista italiano Sebastian Giovinco: “E’ un fuoriclasse. Ha portato qui (negli States ndr) le sue qualità, di cui ero già a conoscenza avendolo incontrato in Champions League.” Giovinco, nominato Most Valuable Player (MVP) della scorsa stagione regolare della MLS, oltre che capocannoniere delle Lega con 22 gol e 16 assist, incassa anche i complimenti del suo ex compagno di squadra alla Juventus e in Nazionale, Andrea Pirlo: “Sono stato fortunato a giocare con lui in Italia. Conoscevo le sue potenzialità, aveva bisogno solamente di spazio e di fiducia in sé stesso, elementi che ha trovato qui, e ora sta dimostrando tutto il suo valore.” Coinvolto in prima persona, Giovinco ritorna a parlare della decisione di trasferirsi a Toronto: “Stavo già pensando di lasciare l’Italia; Toronto è stata la prima squadra a farmi una grande offerta e ho deciso di cogliere questa opportunità”. Ancora il fantasista di scuola Juventus ripercorre il finale della scorsa stagione, che ha visto il Toronto FC eliminato dai rivali di Montreal dopo aver dominato il match ad eliminazione diretta: “Quella partita è uno dei ricordi più brutti; dopo un gran primo tempo siamo andati sotto per 3-0. È il mio più grande rammarico. Il nostro obiettivo è fare meglio di quanto fatto nella scorsa stagione.” Per l’avvio della stagione della MLS, i canali Eurosport propongono, a partire da giovedì 3 marzo, una serie di speciali dedicati al meglio della scorsa stagione, alla presentazione della nuova annata e ad interviste esclusive con campioni del calibro di Lampard e Giovinco, e col nuovo allenatore del New York City FC Patrick Vieira. Domenica 6 marzo a partire dalle 19:30, invece, spazio alla prima giornata di regular season. Su Eurosport subito in campo il Toronto FC di Giovinco e il New York City FC di Pirlo, Lampard e Villa, oltre a Portland Timbers - Columbus Crew, rivincita della finale dello scorso anno. Poco prima di questo match gli spettatori potranno rivedere gli highlights delle MLS Finals e gustarsi uno speciale dedicato ai campioni in carica. Di seguito il dettaglio della programmazione dei canali Eurosport per la prima settimana della Major League Soccer: Giovedì 3 marzo 21:30 su Eurosport 1: Speciale - Il meglio della stagione 2015 Venerdì 4 marzo 19:00 su Eurosport 1: Speciale - Presentazione della stagione 2016 Sabato 5 marzo 20:30 su Eurosport 1: Interviste esclusive con Patrick Vieira (coach dei New York City FC), Frank Lampard (New York City FC) e Sebastian Giovinco (Toronto FC) Domenica 6 marzo 19:30 in diretta su Eurosport 1: New York Red Bulls - Toronto FC 19:45 in diretta su Eurosport 2: Chicago - New York City FC 22:00 su Eurosport 1: Speciale - MLS Finals 2015 22:15 su Eurosport 1: Speciale - Portland Timbers, Campioni MLS 2015 22:45 in diretta su Eurosport 2: Portland Timbers - Columbus Crew I canali Eurosport 1 ed Eurosport 2, per il secondo anno consecutivo, trasmetteranno in esclusiva fino a quattro partite della MLS in diretta ogni weekend. I canali Eurosport 1 ed Eurosport 2 sono disponibili su Sky, canali 210 e 211, e su Mediaset Premium, canali 372 e 373 Fino alla stagione 2018 compresa, Eurosport detiene i diritti televisivi e digitali per i match di regular season, per l'AT&T MLS All-Star Game, per i Playoff MLS e per la MLS Cup.

Calcio - Socceritalia

DARIO TORRENTE Dopo un leggero sbandamento dovuto forse alla brutta sconfitta di Us Open Cup contro i cugini Red Bulls i Cosmos sembrano essere tornati il rullo schiacciasassi che tutti si aspettano. Certamente oramai le altre squadre conoscono il potenziale di New York e quando giocano contro la squadra allenata da Savarese danno il meglio di loro sia per avere speranze di poter disputare i play-off sia per avere notorietà visto che una sconfitta dei Cosmos fa sempre notizia. Dopo aver pareggiato due volte sia in casa che in trasferta contro gli Indy Eleven e perso in Florida sebbene immeritatamente contro la matricola Jacksonville, i ragazzi in casacca verde hanno ottenuto due vittorie casalinghe contro Fort Lauderdale e Minnesota si ritrovano ancora in Florida al Lockhart Stadium, casa degli Strikers battuti 2-0 tra le mura amiche dell'Hofstra Stadium ed assetati di rivincita sia per l'onore che per la classifica. Sotto una pioggia fastidiosa gli Strikers partono a razzo e già nei primi minuti Jimmy Maurer deve faticare non poco contro i tiri pericolosi di PC, Thomas, Freitas e Gabriel. Al 23' gli Strikers passano in vantaggio grazie ad un calcio di rigore trasformato da Gabriel. Fino alla fine del primo tempo i Cosmos sembrano non esistere e il portiere dei newyorkesi fa miracoli contro gli attaccanti di Fort Lauderdale. Tre minuti dopo l'inizio del secondo tempo la squadra di casa raddoppia grazie a Walter Ramirez. Pochi minuti dopo i Cosmos fanno entrare Mkosana e Moffat per Sztela e Wright ma la solfa sembra non cambiare, dopo dieci minuti gli Strikers segnano la terza rete sempre grazie a Walter Ramirez. La partita sembra decisa ma quando si parla dei Cosmos bisogna aspettarsi di tutto e gli avversari dovrebbero saperlo, così al 62' appena tre minuti dopo il terzo goal di Fort Lauderdale i Cosmos segnano accorciando le distanze grazie al brasiliano cresciuto a Long Island Leo Fernandes, il quale sfrutta un assist di Hunter Freeman. Quattro minuti dopo lo scozzese Moffat grazie a un potente tiro riduce ulteriormente lo svantaggio dei Cosmos. Da quel momento vi è un vero e proprio capovolgimento di fronte col portiere degli Strikers costretto a fare buona guardia sui tiri di Moffat e Raul, che riesce persino a farsi ammonire. Nel frattempo l'italo-uruguaiano Sebastian Guenzatti ha sostituito a centrocampo Walter Restrepo e il giocatore ringrazia l'allenatore Giovanni Savarese che lo ha fatto entrare in campo con una rete segnata all'ultimo minuti che gela i 5667 spettatori oramai sicuri di assistere a una vittoria della squadra di casa. Ancora una volta i “Cardiac Cosmos” si dimostrano all'altezza della propria fama, a dimostrazione che contrariamente al parere di giornalisti come Jim Rome e la sua pletora di epigoni frustrati come Ann Coulter e Dan Shaughnessy il soccer è uno sport pieno di suspence e adrenalina proprio come gli sport più genuinamente americani a dispetto del basso numero di punti segnati rispetto ai “Big Four”. Questo preziosissimo punto fa si che i Cosmos restino in carreggiata per il trofeo estivo e per la Woosnam Cup, equivalente del Supporters Shield della MLS. Il giorno di ferragosto invece i Cosmos hanno affrontato e battuto quello che lo scorso anno è stata la loro nemesi ovvero i San Antonio Scorpions, quest'anno l'ombra del team vincente e temibile dello scorso anno anche se in ripresa. L'unica nota negativa della giornata è stata ancora una volta la scarsa affluenza di pubblico, appena 4000 spettatori assiepati sugli spalti dell'Hofstra Stadium, ma dello scarso attaccamento degli sportivi di Long Island al soccer e di tutto ciò che ne consegue se ne è già abbondantemente parlato. Tornando a parlare di calcio giocato fino al 45' la partita è molto combattuta con un botta e risposta tra le due squadre con Jimmy Maurer che deve rendersi operoso per parare i tiri dell'ex Joseph Nane e di Khari Stephenson mentre Daniel Fernandes fa altrettanto contro lo spagnolo Raul e Lucky Mkosana. Il risultato a reti bianche viene schiodato negli ultimissimi minuti del primo tempo quando il solito Leo Fernandes sblocca il risultato, ma non c'è nemmeno il tempo di battere a centrocampo che San Antonio pareggia grazie ad una rete di Milton Palacios scaturito da un assist di Billy Forbes. Il tempo per Raul di tirare ancora una volta in porta e l'arbitro manda le squadre negli spogliatoi, ma pochissimi minuti dopo l'inizio del secondo tempo Brad Rusin con un maldestro autogoal ridà il vantaggio alla squadra di casa. Entrambe le squadre effettuano alcune sostituzioni, Giuseppe Gentile sostituisce Khari Stephenson per San Antonio e Marcos Senna entra in campo sostituendo Andre Flores. L'italo-americano Gentile si rende pericoloso e i Cosmos effettuano un'altra sostituzione facendo entrare Restrepo per Guenzatti. Sul finire della partita il francese Eric Hassli, già dei canadesi Vancouver Whitecaps, entra per sostiuire lo sfrortunato Brad Rusin mentre Josue Soto prende il posto di Cèsar Elisondo. Adam Moffat e Milton Palacio fanno ancora una volta botta e risposta, Joseph Nane riesce a farsi espellere, Raul tira ancora una volta in porta ma senza fortuna e viene sostituito proprio allo scadere da Dennis Sztela. Il tempo per Leo Ferandes di un ultimo tiro e l'arbitro decreta la fine della partita. Sabato 22 Agosto i Cosmos hanno affrontato in trasferta i Carolina Railhawks, squadra che per New York è stata spesso ostica, e sono riusciti a vincere per 3-1 dopo il vantaggio iniziale della squadra di casa scaturito al 16' del primo tempo dai piedi di Daniel Scott su assist del pericoloso Ty Shipalane. Nel secondo tempo però subito al 46' i Cosmos grazie al brasiliano Leo Fernandes hanno riportato il risultato in parità, ma non pago di questo ha confezionato al 54' l'assist per il goal di Luckymore Mkosana che torna a segnare dopo un periodo di magra. Tre minuti dopo New York segna il 3-1 grazie allo scozzese Adam Moffat su assist del salvadoregno Flores, e a nulla servono gli assalti all'Ok Corral di Nacho Novo, Daniel Scott e Jaime Dell, entrato nella metà del secondo tempo. Grazie a questa vittoria ottenuta peraltro su un campo difficile salgono al secondo posto a due punti dalla volpe Ottawa Fury . A classifiche congiunte invece i Cosmos balzano al primo posto, valevole per la Woosnam Cup, con ben sette lunghezze dai capitolini canadese, quest'anno sembra che le squadre del paese della foglia d'acero vogliano dire la loro, e lo scorso mercoledì New York ha pareggiato sul difficile campo dei Fury con un risultato ad occhiali mantenendo la situazione immutata, però domenica pomeriggio la squadra della grande mela ha vinto contro i Carolina Railhawks in maniera rocambolesca nel classico stile cardiac Cosmos. La squadra di casa era passata in vantaggio già al secondo minuto grazie a un goal del salvadoregno Flores su assist di Raul, vero deus ex machina della squadra, ma al 23' e al 42' su assist di Ty Shipalane Nazmi Albadawi porta in vantaggio gli ospiti, ma nel secondo tempo i Cosmos attaccano senza sosta e al 62' Raul riporta il risultato in parità. Ma la squadra di Savarese non è appagata e riesce all'85' a portarsi in vantaggio grazie a un goal di Lucky Mkosana grazie ad un assist del giovanissimo Haji Wright entrato solo quattro minuti prima. Grande prova di carattere della squadra salutata da 5257 spettatori. Intanto nello spogliatoio qualcosa si muove. I Cosmos hanno ufficialmente promosso in prima squadra la veloce ala spagnola Ruben Bover, che già si era messo in mostra nella squadra B ed ha contribuito non poco alla vittoria del titolo NPSL ed è stato anche nominato MVP della lega. In passato il ragazzo aveva militato in squadre minori inglesi e spagnole ed aveva fatto parte anche della seconda squadra dei New York Red Bulls. Vedremo se Bover diventerà col tempo un titolare inamovibile e se i Red Bulls si pentiranno della loro scelta di lasciarlo libero per giunta ad un'altra squadra della stessa città per giunta. Lascia invece New York il norvegese Mads Stokkelien, l'anno scorso capocannoniere sociale con 8 centri più la doppietta in Us Open Cup contro i New York Red Bulls, una delle poche note intonate durante lo scorso anno di stecche. Quest'anno però l'ex under 21 anche per via dell'arrivo di Mkosana ma soprattutto per via di Raul aveva perso il posto da titolare e veniva utilizzato per brevi scampoli di partita, da qui la decisione del giocatore accettata e compresa dalla società di migrare verso più verdi pascoli. Già alcune voci lo danno vicino a due squadre norvegesi, l'Ik Start ed il Viking FK, speriamo per lui che il ritorno in patria vero o presunto faccia si che Stokkelien riesca a guadagnarsi la maglia della nazionale maggiore e recuperare il terreno perso a causa di un brutto infortunio. Sicuramente i Cosmos resteranno una tappa fondamentale della sua carriera. La squadra di Seamus O' Brien però non è rimasta con le mani in mano, ed in tempi rapidissimi ha colmato la lacuna formatasi con la dipartita del norvegese ed ha portato alla corte di Savarese l'argentino Gaston Cellerino, cannoniere precedentemente in forza ai cileni del Santiago Wanderers e con esperienze passate, purtroppo non tutte andate a buon fine con Racing, Celta Vigo, Livorno e U. La Calera. Al momento il giocatore non è ancora disponibile per via di lungaggini burocratiche inerenti al visto et similia ma presto Savarese potrà contare su un nuovo attaccante. Onestamente viene da pensare che la montagna ha partorito il topolino dopo i nomi che erano stati fatti quali Hercules Gomez, che purtroppo ha scelto la via di Toronto, Enzo Maresca, l'ex laziale Ledesma ed il greco, peraltro free agent George Samaras. L'acquisto di Gaston Cellerino suona di ripiego, come un acquisto fatto per urgenza ma la notizia ha un che di delusione ed amarezza. Non è detto che l'argentino non porti un vistoso contributo all'attacco dei Cosmos ed al livello della lega in generale, ma visto il blasone della squadra e la recente difficoltà di portare gente allo stadio persino con Senna e Raul in campo, forse un nome più altisonante avrebbe fatto in modo ai aumentare le presenze all'Hofstra Stadium, in più c'è da dire che il campionato cileno non è tra quelli più titolati in America Latina, e le sue esperienze in Europa sono state deludenti, per cui ancora una volta i Cosmos hanno deciso di fare una scommessa, decisione che a volte ha portato a buoni frutti quali il ritorno ad alti livelli in campo per l'ex nazionale ed ex Brescia Dennis Sztela ma che altre volte ha portato ad amare delusioni come l'attaccante olandese prelevato dai San Antonio Scorpions Hans Denissen, acquistato ancora infortunato e che una volta tornato in campo non ha fornito il contributo che ci si aspettava. Vedremo se una volta disponibile l'argentino ex Livorno sarà in grado di fugare i dubbi di cui sopra e diventare un idolo dei tifosi nonché quel cannoniere che i Cosmos aspettano da troppo tempo. Speriamo di vedere presto Gaston Cellerino diventare un incubo per le difese avversarie ed un idolo dei tifosi, specie per gli ultras del gruppo denominato “La banda del Cosmos” composto per la quasi totalità da tifosi di origine latino-americana. Comunque con la dipartita di Stokkelien si è liberato un altro slot utilizzabile per tesserare un giocatore straniero e fonti autorevoli dicono che i Cosmos siano ancora sulla pista del greco Samaras, conteso anche dalla Sampdoria, vedremo chi la spunterà stavolta tra le due squadre. Un'ultima notizia molto dal sapore di vecchia NASL è quella che giovedì 22 Settembre, prima dello scontro cruciale contro i canadesi dell'Ottawa Fury, scenderanno in campo le vecchie glorie di Messico e Colombia per celebrare il legame sportivo e storico dei Cosmos con l'America Latina. Per la Colombia molto probabilmente scenderanno in campo Faustino Asprilla, già del Parma nei suoi anni d'oro, Adolfo Valencia soprannominato “El Tren” e il Gullit biondo Carlos Valderrama, che militò in MLS nei primissimi anni della lega. Per i messicani è quasi sicura la presenza di Luis Herandez, Jared Borghetti e il portiere Jorge Campos, anche lui non nuovo negli Usa. Per la modica somma di venticinque presidenti morti si potrà assistere a questa partita amichevole tra vecchie glorie e successivamente ad uno scontro di cartello per la testa della classifica Nasl. Ci si domanda però se queste mosse di marketing si rivelino poi veramente efficaci per attirare l'interesse dei latinos presenti a Long Island e poter aumentare così le presenze allo stadio, ai posteri l'ardua sentenza, intanto trapela la notizia che lo sconcertante silenzio sull'approvazione del nuovo stadio in quel di Belmont ha allarmato persino la confederazione sindacale dello stato di New York, tanto che Mario Cilento, presidente dell'AFL-CIO si è rivolto all'ESDC l'ente preposto, in questo tono: “Con rispetto vi chiedo che vi adoperiate in modo che questo progetto venga approvato, assicurando così alla comunità locale, ma anche alla squadra che New York tiene ai Cosmos”. L'interesse dei sindacati, che sebbene non siano così influenti come in Europa hanno comunque il loro peso, specie negli stati tradizionalmente democratici, è per via dei posti di lavoro che la costruzione del nuovo stadio porterebbe e dell'indotto che si verrebbe a creare una volta ultimato in una zona dello stato di New York povera di opportunità. Vedremo se questo aiuto inaspettato smuoverà l'ESDC dal torpore o se i Cosmos dovranno abbandonare i loro piani e ripiegare su un piano B, per ora da New York è tutto.

Calcio - Socceritalia

Mai la Major League Soccer (MLS) aveva visto un'estate di fuochi d'artificio come quella del 2015 nemmeno nel 1996, al punto di attrarre l'attenzione di media e fans di tutto il mondo. Del resto se tutto insieme si vede scendere in campo gente quale i campioni del mondo Andrea Pirlo e David Villa (sbarcato già a febbraio), o quale gli ex capitani di Liverpool e Chelsea Steven Gerrard e Frank Lampard, il suo compagno di sempre nei Blues Didier Drogba (che esordirà a giorni), l'ex Pallone d'Oro rossonero Kakà (anche lui presente da inizio campionato), fino ad un giovanotto di 26 anni adorato dalle folle messicane quale Giovani dos Santos, allora qualcosa deve essere successo oltre oceano. LEGGI: Riuscirà Giovani dos Santos a far amare la MLS ai messicani? Mai si erano viste infatti per una città come New York tante magliette con sulle spalle nomi quali "Villa", "Lampard" e ora "Pirlo", tutti del New York City FC, laddove in precedenza né i NY MetroStars poi NY Red Bulls erano riusciti a sfondare (dura se ti chiami col nome di un energy drink) nonostante grandi quali Yuri Djorkaeff o Thierry Henry. A qualcuno questa lunga serie di sbarchi di nomi altisonanti farà certamente venire in mente la NASL degli anni '70, quando nel giro di due anni a NY si palesarono prima Pelé e poi Giorgio Chinaglia e i capitani campioni del mondo di Germania e Brasile, Franz Beckenbauer e Carlos Alberto, tutti in maglia Cosmos. A fianco a loro in quegli anni il pubblico americano poté ammirare quel che restava dei vari Johann Cruyff, George Best, Gerd Muller, Kazimierz Deyna, fino ai fantasisti inglesi negletti da Don Revie, quali ad esempio Rodney Marsh, Peter Osgood e Charlie George. Il primo della nouvelle vague dei grandi nomi MLS fu David Beckham nel 2007, che accese i riflettori sulla lega USA. Oggi Gerrard, Pirlo e Lampard non hanno certo il suo appeal, ma la strada è quella indicata dall'ex United e Real Madrid, il cui trasferimento a LA mentre era ancora in piena carriera rese "legittima" la MLS agli occhi dei suoi colleghi in giro per il mondo. E al primo giro Becks fu seguito dai vari Juan Pablo Angel (ex Aston Villa), il messicano Cuauhtemoc Blanco (capace di riempire solo lui lo stadio del Chicago Fire), il deludente brasiliano Denilson a Dallas, Guillermo Barros Schelotto protagonista nella MLS Cup vinta da Columbus, e altri, fino a Thierry Henry. LEGGI: Garber: Al top grazie a Beckham e ai fans Le cifre di oggi corrispondono a quelle guadagnate da Beckham, se non di più a livello base: Pirlo guadagnerà sugli 8,5 milioni più 2 di bonus; Lampard e Gerrad intorno ai 6. Tutte cifre extra salary cap, dato che ognuno di loro peserà massimo $436,250 sui $3.49 milioni assegnati ad ogni squadra per gli ingaggi. Il resto è paato dai titolari delle singole franchigie. Il timore di alcuni oggi è che la MLS possa essere avviata sullo stesso percorso che portò la NASL al fallimento a inizio anni '80, diventando una "retirement league". LEGGI: Stipendi MLS, Gerrard e Lampard giù dal podio. Kakà il più pagato Ma sarebbe un errore pensarlo, in quanto le condizioni e i tempi sono estremamente diversi rispetto ad allora. Innanzitutto in America è completamente cambiata la demografia, con una crescita esponenziale della popolazione di origine latinos. Inoltre, da oltre una decade il pubblico americano è sottoposto ad un bombardamento calcistico quotidiano, con centinaia di migliaia di persone che ogni sabato e domenica mattina si riversano nei pub per guardare i campionati europei o interrompono il lavoro per guardarsi un match di Champions League. L'opposto di quanto accadeva 30 anni fa, quando al massimo negli USA si riusciva a vedere qualche finale o un programma sulla Bundesliga sulla PBS, il servizio pubblico. E poi, altro punto fondamentale per un paese come gli Stati Uniti, c'è una Nazionale - guidata da un nome top come Jurgen Klinsmann, CT anche della Germania nel 2006 - sempre presente ai Mondiali dall'edizione 1990, giunta sino ai quarti nel 2002 e capace di creare ormai problemi a chiunque, con alcuni dei propri giocatori cresciuti nella MLS (ad es. Tim Howard, Clint Dempsey, Michael Bradley, ecc.) e poi protagonisti anche in Europa. In sintesi, è un altro mondo.   Altro mondo testimoniato anche dalla televisione. La MLS ha chiuso accordi per trasmettere i match di campionato in 86 paesi: dal Regno Unito all'Italia (Eurosport) e i nel resto d'Europa, arrivando sino ad Australia, Cina, Medio Oriente, Nordafrica e Brasile! Ma per riuscirci la MLS ha dovuto cambiare strategia negli ultimi anni. Dopo la crisi che portò nel 2002 alla chiusura delle franchigie di Miami e Tampa, la lega - sotto la guida saggia di Don Garber, ex capo di NFL Europe - ha avviato un processo di crescita lento ma costante, che dalle 10 squadre rimaste nel 2002 vedrà la MLS arrivare a 24 entro il 2020, e probabilmente ognuna col proprio stadio, dopo i primi anni in cui tutte erano costrette a giocare nei cavernosi stadi da football, con atmosfere totalmente diverse da quelle spettacolari (e televisive) di stadi come lo StubHub Center dei LA Galaxy, lo Sporting KC Park (considerato lo stadio più tecnologicamente avanzato al mondo) o la Red Bull Arena. LEGGI: Ultimissimo stadio: lo Sporting KC Park   Ma dopo aver portato la gente allo stadio negli USA e avviato due generazioni di calciatori, investendo poi pesantemente in centri di allenamento e academy, era arrivato il momento di costruirsi un profilo internazionale. Per questo, dopo aver riportato a casa alcuni dei migliori nazionali - Dempsey, Bradley, Jozy Altidore - strapagandoli anche per dare l'idea di una MLS quale "destination league" per i talenti nazionali, la lega ha deciso di puntare al top possibile. Un top che inevitabilmente non può che passare per giocatori con alle spalle il meglio della propria carriera, ma ancora in grado di dare qualcosa sul campo. Del resto Pirlo ha giocato la finale di Champions solo due mesi fa ed è (per ora) titolare nell'Italia, mentre Lampard e Gerrard sono stati comunque tra i protagonisti dell'ultima Premier League. E con loro la MLS si è lanciata definitivamente, come si può vedere anche dall'enorme interesse mediatico, con stampa e siti di tutti i paesi a coprire risultati e giocatori d'oltre oceano, quando - ad esempio in Italia - il solo www.SoccerItalia.it (in precedenza c'era solo una rubrica MLS su www.playitusa.com) se ne occupava fino a pochi anni fa. Del resto nel 2007 il Commissioner della MLS Don Garber disse allo scrivente: "Se un giorno acquistare Kakà o uno come lui dovesse per noi avere un senso dal punto di vista del business, non avremmo certo problemi a farlo. Basti dare un'occhiata agli azionisti della MLS titolari delle franchigie". E quel giorno è evidentemente arrivato. LEGGI: Garber e la MLS: i 15 anni del Don (SI.com) L'unico rischio per la MLS è che la mossa di investire sui grandi nomi possa identificarla troppo con una "retirement league", sul modello di quelle mediorientali tipo Qatar o Emirati, e ciò anche a causa di molti giornalisti che non conoscono o non capiscono regole e meccanismi. Per questo comunque la lega ha deciso di puntare anche su giovani ottimi giocatori quali Giovani dos Santos o Sebastian Giovinco, ad oggi vera stella del campionato, che sta illuminando con tutto il suo talento troppo spesso soffocato dai tattici allenatori italiani. E il mix sembra funzionare. Si prendano i LA Galaxy, dove accanto a due campioni un po' in la con gli anni quali Steven Gerrard e Robbie Keane (l'anno scorso miglior giocatore della lega), ecco una stellina come dos Santos e giovani promesse americane come Gyasi Zardes e Jose Villareal cresciute nell'Academy, o professionisti usciti dal Draft quali Omar Gonzalez (a suo tempo vicino anche alla AS Roma) e AJ De La Garza, o ottimi "lavoratori" del campo scovati in giro come Juninho (cresciuto nel Sao paulo) e Marcelo Sarvas. Non lo stesso si può dire ancora per il NYCFC, dove effettivamente a parte i gol di Villa, Pirlo è appena arrivato e Lampard è stato sempre infortunato, ma coach Kreis ha puntato anche sul giovane nazionale USA Mix Diskerud, su un veterano come Ned Grabavoy, e sta assistendo all'esplosione di Poku. Ma certo non è facile assemblare una squadra dal nulla. LEGGI: MLS MVP 2014: Robbie Keane (LA Galaxy) Nel mezzo di questa strategia qualche errore certo è stato fatto. Si pensi al Toronto, dove il management non è stato sempre il top. Prima il fallimento Danny Koevermans, poi l'arrivo stellare del cannoniere della nazionale inglese Jermain Defoe, immalinconitosi però dopo il cambio allenatore e ceduto al Sunderland. Mentre meglio è andata con Michael Bradley e, principalmente, Sebastian Giovinco, mentre Jozy Altidore si sta ancora riadattando dopo gli anni europei. Tutti nomi importanti, ma per Toronto e il calcio canadese e la MLS è forse ancor più importante l'investimento fatto da Toronto per la costruzione di un centro tecnico all'avanguardia affiancato da un'Academy considerata il futuro della squadra e della Nazionale della foglia d'acero (a fiabco dell'Academy dei Vancouver Whitecaps). Dal punto di vista del business le cose stanno andando sempre meglio per la MLS, anche se alcuni club,quelli senza stadio come il DC United, continuano a perdere soldi, ma la direzione imboccata è certamente quella giusta. Una direzione secondo alcuni simile - fatte le dovute distinzioni - a quella presa dalla Premier League. Fondata nel 1992, il calcio inglese era reduce dagli anni delle violenze degli hooligans, con anche l'addio al calcio europeo per i propri club. Per lanciare la Premier alcuni club puntarono proprio su grand giocatori, alcuni anche un po' in la con gli anni, in arrivo da quello che allora era il campionato top nel mondo la Serie A: ed ecco che per la prima volta sui giornali nostrani si iniziò a leggere delle vicende dei vari Paolo Di Canio, capace di appassionare i tifosi di Sheffield Wednesday, Celtic Glasgow, West Ham e Charlton (che lasciò insieme au milione e mezzo di contratto per tornare alla Lazio nel 2004), e grande rimpianto di Alex Ferguson allo United; Gianluca Vialli, Gianfranco Zola e l'ex laziale Roberto Di Matteo al Chelsea; Fabrizio Ravanelli al Boro; Attilio Lombardo; l'ex parmense Tino Asprilla; o anche gli olandesi Ruud Gullit, reduce dai successi col Milan di Sacchi, e Dennis Bergkamp, che invece all'Inter aveva fallito e che all'Arsenal cambiò la storia e l'immagine noiosa dei Gunners insieme a Thierry Henry, altro ad aver fatto male in Italia alla Juve, con Arséne Wenger in panchina. Grandi nomi accompagnati tutti da una rivoluzione iniziata da stadi nuovi (o rinnovati) e bellissimi, capaci di attrarre un pubblico grande ma diverso dal passato, senza più violenza. E così la Premier divenne un campionato di sapore internazionale dopo un secolo di quasi autarchia. Che la MLS possa essere destinata allo stesso futuro è forse improbabile, sia per ragioni storiche che finanziarie (lega chiusa, salary cap), oltre al fatto che per guadagnarsi davvero la rispettabilità nel mondo i suoi club dovrebbero iniziare a vincere la CONCACAF Champions League (e magari un giorno la Copa Libertadores, dove le messicane partecipano ma non vincono) e ben figurare nel Mondiale per Club. Realista peraltro Garber, che parla sempre di una lega nella top 10 mondiale nel 2020, ma non certo di più. Ma la differenza col resto del mondo è che la MLS può solo crescere, e che gli USA rimangono un'attrazione enorme per i giocatori di tutto il mondo come luogo per vivere e per pagare (meno) tasse sugli ingaggi. E già si parla dello sbarco di Zlatan Ibrahimovic nel 2016 e di Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney nel 2018. Sotto a chi tocca.

Calcio - Socceritalia

Login
SOCCERITALIA
SPORT
Tweet di @MLSsocceritalia
Serie A: Calendario e Classifica del Campionato 2015-2016

 


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2016 Nanalab S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 09996640018