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Mondiali U20 2015, Concacaf: qualificate USA, Messico, Panama e Honduras
Scritto il 2015-01-25 da Franco Spicciariello su Nazionale USA
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Era iniziato male per gli USA il torneo di qualificazione CONCACAF ai Mondiali U20 che si terranno in Nuova Zelanda a partire dal prossimo 30 maggio. Il team del CT Tab Ramos (ex Betis e NY MetroStars da calciatore) aveva infatti esordito con un 1-1 col Guatemala e con uno 0-1 con Panama.

Ma, una serie di quattro vittorie a riportato in alto gli americani, che battendo per 2-0 El Salvador nel playoff di ieri notte a Montego Bay (Giamaica) hanno conquistato un posto ai Mondiali.

Leggi:Il Brasile vince, l'Uruguay no. Ma la fase finale è decisa

I gol americani sono stati messi a segno da grazie ai gol da Ben Spencer (19, attaccante dei norvegesi del Molde) e da Paul Arriola (attaccante 19enne del Tijuana).

Ma il punto di forza della difesa USA in questo torneo è stata certamente la difesa composta da Shaquell Moore (FC Dallas), Matt Miazga (NY Red Bulls), Cameron Carter-Vickers (Tottenham), e John Requejo (Tijuana), oltre al portiere del Friburgo, Zack Steffen: un gruppo capace di subire solo due gol in tutto, di cui uno su un tiro incredibile al 93'.

Ad ottimi livelli anche, ma non è una sorpresa, l'accoppiata di centrocampo composta da Junior Flores (Borussia Dortmund II) e Emerson Hyndman (Fulham), quest'ultimo vero perno del gioco del gruppo di Ramos.

Appuntamento a maggio quindi per un gruppo da cui ci si attende novità anche in ottica Nazionali Olimpica e maggiore.

Il gruppo di nazionali che ogni anno si raduna a gennaio non è mai al completo, visto che gli americani che giocano in Europa e Messico sono impegnati nei rispettivi campionati, e che i club non li rilasciano non essendo date FIFA. Per questo il ritiro di Carson si appoggia principalmente sui giocatori MLS e su giovani prospect che altrimenti difficilmente vedremmo chiamati. Quest'anno il CT USA Jurgen Klinsmann ha spostato il concetto di "gruppo sperimentale" un passo più in là, lasciando fuori molto veterani e chiamando in ritiro 11 ragazzi dell'Under 23, che ha come obiettivo a marzo il playoff di qualificazione contro la Colombia per le Olimpiadi di Rio. Il gruppo che andrà in ritiro già da domenica prossima sarà composto da 23 giocatori con una media di 24 anni. Ben 10 dei chiamati non hanno ancora esordito in Nazionale. Altri giocatori verranno convocati nei prossimi giorni, e Klinsmann potrebbe chiamare alcuni veterani — quali Clint Dempsey, Kyle Beckerman, Brad Evans, Graham Zusi, Chris Wondolowski e Brek Shea — in vista delle due amichevoli dello StubHub Center del 31 gennaio contro l'Islanda e del 5 febbraio contro il Canada. , “Sarà più un campo per identificare nuovi ragazzi", ha spiegato Klinsmann. “Vogliamo dare a quei giocatori un buon via verso un impegnativo 2016, ma voglio anche far loro capre che è una grande opportunità per comprendere cosa serve per diventare un giocatore a livello internazionale”. E per aiutarli JK ha chiamato alcuni fedelissimi quali Michael Bradley, Jermaine Jones, Matt Besler, Jozy Altidore e Mix Diskerud. Tra i convocati i più giovani sono il promettentissimo difensore dei New York Red Bulls Matt Miazga e Kellyn Acosta del FC Dallas, entrambi ventenni. Sono tre, come previsto, i rappresentanti del Columbus Crew finalista di MLS Cup: Ethan Finlay, Wil Trapp e il naturalizzato (passaporto camerunense) Tony Tchani. A rappresentare i campioni in carica Portland Timbers c'è invece l'altro naturalizzato Darlington Nagbe, che ha debuttato con la maglia a stelle e strisce lo scorso novembre. L'unico chiamato dall'estero è l'attaccante Jerome Kiesewetter, che approfitterà della pausa invernale dello Stuttgart II, che milita nella terza divisione tedesca. In lista anche il talento della Stanford University l'attaccante Jordan Morris, che firmerà un ricco "homegrown contract" con i Seattle Sounders o volerà presto in Europa. Sia Morris (impegnato al Werder Brema) che Nagbe, arriveranno in ritiro più avanti. Due i portieri nella lista iniziale: dal D.C. United Bill Hamid, e sai New York Red Bulls Luis Robles, vincitore del premio di MLS Goalkeeper of the year, che torna in Nazionale dopo l'esordio del 2013. Un terzo portiere raggiungerà il gruppo più avanti, probabilmente Nick Rimando del Real Salt Lake o un giovane tipo Ethan Horvath, sorpresa col Molde in Europa League. La sorpresa negativa è invece Jesse Gonzalez del FC Dallas, che dopo aver dato la propria disponibilità ad accettare la chiamata ha fatto marcia indietro e ha optato per l'U23 messicana, lasciandosi però la porta aperta da regolamento. Che però si dubita che Klinsmann possa lasciargli aperta. Per l'occasione Klinsmann ha integrato i ragazzi dell'Under 23 che il 25 marzo a Barranquilla se la vedranno con la Colombia per l'andata del playoff olimpico, con ritorno il 29 negli Stati Uniti, nello stesso giorno in cui gli USA affronteranno il Guatemala per le qualificazioni mondiali a Columbus, Ohio. La lista dei convocati: Portieri: Bill Hamid (D.C. United), Luis Robles (New York Red Bulls). Difensori: Kellyn Acosta* (FC Dallas), Matt Besler (Sporting Kansas City), Matt Miazga* (New York Red Bulls), Eric Miller* (Montreal Impact), Tim Parker* (Vancouver Whitecaps), Marc Pelosi* (San Jose Earthquakes), Matt Polster* (Chicago Fire). Centrocampisti: Fatai Alashe* (San Jose Earthquakes), Michael Bradley (Toronto FC), Mix Diskerud (New York City FC), Jermaine Jones (senza squadra), Darlington Nagbe (Portland Timbers), Lee Nguyen (New England Revolution), Tony Tchani (Columbus Crew), Wil Trapp* (Columbus Crew). Attaccanti: Jozy Altidore (Toronto FC), Ethan Finlay (Columbus Crew), Jerome Kiesewetter* (VfB Stuttgart), Jordan Morris* (Stanford University), Khiry Shelton* (New York City FC), Gyasi Zardes (L.A. Galaxy). *nazionali under-23

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Grazie alla vittoria sugli USA per 3-2 ai tempi supplementari ieri notte al Rose Bowl di Pasadena, sarà il Messico a rappresentare la CONCACAF alla prossima Confederations Cup. Denominato CONCACAF Cup, il match di ieri era infatti lo spareggio tra le vincitrici delle ultime due Gold Cup per inviare la numero uno del continente a Russia 2017, per la gioia del pubblico messicano che occupava gran parte dello stadio teatro della finale mondiale 1994 persa dall'Italia ai rigori (errori di Franco Baresi e Roberto Baggio) contro il Brasile. Messico in vantaggio con l'attaccante del Wolfsburg Javier "Chicharito" Hernandez già al 10'. Passano solo cinque minuti e gli Stati Uniti pareggiano con il difensore dello Stoke City Geoff Cameron, di testa su un perfetto cross di Michael Bradley. Il Messico domina nel secondo tempo, riuscendo però a trovare il gol con Oribe Peralta nel primo tempo supplementare. A sorpresa arriva però il pari dell'attaccante USA Bobby Wood - subentrato ad un Jozy Altidore inesistente - su cross del terzino degli Spurs DeAndre Yedlin. Ma ad esultare per ultima è El Tri, che col terzino destro Paul Aguilar con un gran tiro al volo al 118' prenota il viaggio per la Russia, dopo che nelle ultime due edizioni era toccato agli USA rappresentare la CONCACAF. Olimpiadi 2016 a rischio La giornata di Klinsmann era iniziata male, con l'Under 23 guidata dal suo vice, l'austriaco Andreas Herzog, battuta per 2-0 dall'Honduras, una sconfitta che pone a serio rischio la qualificazione alle Olimpiadi 2016. Per volare a Rio infatti gli USA dovranno ora battere il Canada e poi nel caso vincere lo spareggio contro la Colombia a marzo. Una giornata nera quindi per il soccer USA e per l'ex attaccante di Inter e Samp, che è sia CT che direttore tecnico delle Nazionali statunitensi, su cui ormai da più parti piovono richieste di esonero immediato, al momento escluse dal presidente della US Soccer Federation, Sunil Gulati. _________________________________________________________ Rose Bowl, Pasadena (CA) - 10 ottobre, 2015 USA vs Messico 2-3 d.t.s. (1-1 rt) Marcatori: MES - Hernandez 10' USA - Cameron 15' MES - Peralta 96' USA - Wood 108 MES - Aguilar 118 USA -- Guzan; Johnson (Evans 111), Cameron, Besler, Beasley; Jones, Beckerman, Bradley, Zardes (Yedlin 78); Dempsey, Altidore (Wood, 98). MESSICO -- Munoz, Reyes, Layun, Aguilar, Moreno; Marquez (Rivas, 76), Herrera, Guardado (Guemez, 80); Peralta, Jimenez, Hernandez (Corona, 97). Arbitro: Joel Aguilar (El Salvador). Spettatori: 93,723.

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Stanotte LA sarà impegnata a Dallas in uno scontro fondamentale per la conquista della testa della Western Conference, attualmente occuopata dai Vancouver Whitecaps. Tra i protagonisti più attesi della serata, oltre all'ex capitano del Liverpool Steven Gerrard, sicuramente l'attaccante messicano Giovani dos Santos, grande promessa di El Tri mai esplosa del tutta in Europa e da poco sbarcata (a caro prezzo) a LA. Uno sbarco avvenuto nel migliore dei modi, visti i due gol segnati nelle prime due partite tra CONCACAF Champions League e MLS. Dos Santos rappresenta per i LA Galaxy l'ennesimo tentativo di conquistarsi il pubblico ispanico: sono ben 9 milioni i Latinos, in gran parte di origine messicana, che vivono nelle cinque contee di Los Angeles. Il problema è che il 99% dei tifosi di calcio di origine ispanica rimane legato ai club che seguiva nel proprio paese o in quello dei propri genitori, come dimostra anche la scelta del Messico di giocare quasi tutte le amichevoli negli USA per sfruttare la passione locale e guadagnare un sacco di soldi. Ma con Dos Santos qualcosa potrebbe cambiare, almeno a livello di club. LEGGI: Ufficiale: Giovani Dos Santos ai LA Galaxy [VIDEO] “I tifosi messicani e messicano-americani non vedono l'ora di seguire Gio sul campo", ha dichiarato al LA Times un membro della LA Riot Squad, gruppo di tifosi "caldi" dei Galaxy. "Non molti dei miei amici messicani seguono la MLS e i Galaxy, ma penso che l'arrivo di Gio li attirerà, aumentando anche le presenze allo stadio". Il problema è che i messicani non vedono ancora la MLS come una lega di livello, principalmente perché seguono sempre i rispettivi club: dal Chvas de Guadalajara al Club America, passando per il Tigres finalista di Copa Libertadores sino al recente Club Tijuana, capace di attrarre tanti tifosi che vivono intorno al confine. LEGGI: Tijuana, terra di mezzo tra USA e Messico In passato, nelle prime 5 stagioni in MLS, i Galaxy hanno ingaggiato tre tra i più famosi calciatori della Nazionale di El Tri, ma senza ottenere risultati sul campo, come nemmeno in termini di seguito. In Messico qualcuno ha addirittura scritto "Galaxy, la tumba de mexicanos". Gli appassionati ricorderanno il coloratissimo (in termini di divise) portiere - che però voleva fare l'attaccante -Jorge Campos, primo straniero ingaggiato dalla MLS. Titolare col Messico ai Mondiali americani del 1994, giocò con i Galaxy nel 1996 e 1997, sbrigandosi però sempre a volare a casa durante la offseason per giocare nella LigaMX, fino alla cessione al Chicago Fire. Nel 1998 toccò all'attaccante Carlos Hermosillo, all'epoca capocannoniere del Messico, ma deludente in MLS con soli 14 gol nelle 34 partite giocate lungo due stagioni. A sua giustificazione le 34 primavere sulle spalle al momento del suo arrivo e una certa incompatibilità con l'ex nazionale USA e allora capitano dei Galaxy Cobi Jones, che lo limitava nel ricevere palloni adeguati per un attaccante delle sue caratteristiche. Terzo tentativo, ed ultimo fino a poco fa, Luis Hernandez, per la cui chioma bionda i Galaxy rinunciarono addirittura un paio di giocatori per farlo rientrare nel salary cap. Arrivato 32enne a LA nel 2000, dopo che solo due anni prima aveva messo a segno 4 gol ai Mondiali di Francia con la Nazionale, negli States di gol invece ne segnò 12, ma in tre stagioni in cui scese in campo solo 30 volte, con tanto di finale persa nel 2001 coi Quakes. E di lui a LA ricordano più le sue scorribande per locali che quelle in campo. Da allora, al termine della stagione 2002, i Galaxy non hanno più schierato giocatori messicani. “E' per questo motivo che molti messicani sono così distaccati da Galaxy", ha scritto Hoy, il settimanale in spagnolo del Los Angeles Times. “Ma un giocatore come Gio può attirarli. E' diverso da Campos, Hermosillo o Luis Hernandez, arrivati quando avevano già dato il meglio". Dos Santos ha infatti solo 26 anni  e già tanta esperienza. Per lui il top è ancora lontano, e i Galaxy sperano possa raggiungerlo a LA. Anche perché il messicano arriva poi a LA a tre anni di distanza dall'ingresso in MLS di un nuovo competitor, l'LAFC (ma il nome deve ancora essere scelto), che sostituirà l'ormai defunto Chivas USA, tentativo abortito di portare allo stadio tifosi messicani sfruttando il legame col solo Guadalajara. LEGGI: Addio al Chivas USA, la MLS cambia E ai Galaxy qualcuno è preoccupato dell'arrivo di un competitor dalla proprietà importante (Magic Johnson, il presidente del Cardiff City Vincent Tan, Mia Hamm, ecc.), al punto che c'è chi dice che l'LAFC potrebbe essere stato un fattore decisivo nel cambio di strategia dei Galaxy. Ma il presidente del club Chris Klein nega: "Non prendiamo decisioni basate sul marketing". Curiosa un'affermazione del genere fatta proprio da Klein, diventato il miglior amico a LA di David Beckham, il vero colpo di marketing oltre che calcistico (era ancora al top) che ha messo la MLS e i LA Galaxy sotto i riflettori del calcio mondiale. Colpo però reso un po' problematico dai due prestiti in offseason al Milan (dove si infortunò gravemente), ma valso due MLS Cup nelle ultime due stagioni prima dell'anno d'addio al PSG. E a LA tutti sperano che Giovani dos Santos, che ha ricevuto la "benedizione" di Becks la scorsa settimana allo StubHub Center di Carson, possa almeno replicare quei successi. Ma per arrivare ad essere "rispettati" dai tifosi di origine messicana, i LA Galaxy dovranno iniziare a battere con regolarità i club di oltre confine. E quindi, ancor più che ai tempi di Beckham, il vero obiettivo con l'arrivo di Giovani dos Santos a fianco di Steven Gerrad e Robbie Keane, deve essere la CONCACAF Champions League e il conseguente Mondiale per Club. Solo allora i bambini latinos probabilmente inizeranno a diventare tifosi dei Galaxy e a seguire con "rispetto" i club MLS.

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