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NY Cosmos, aggiornamenti su mercato e stadio
Scritto il 2014-12-20 da Dario Torrente su NASL USL PRO
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La campagna acquisti per la stagione 2015 dei New York Cosmos comincia ufficialmente il 9 Dicembre 2014 con la presentazione ufficiale del fuoriclasse spagnolo Raùl Gonzales Blanco, conosciuto ai più semplicemente come Raul. Quarto capocannoniere della liga spagnola di tutti i tempi e mietitore di trofei nazionali ed internazionali con il Real Madrid, carriera sfavillante alla quale poi hanno fatto seguito i trasferimenti allo Schalke 04 in Germania, dove la stella spagnola ha deliziato ancora gli amanti dello sport più bello del mondo di guizzi della sua classe cristallina, per poi finire attratto dai petroldollari in Qatar tra le fila dell’Al Sadd.

Il fuoriclasse spagnolo era nel mirino della società newyorkese fin dall’amichevole disputata in Spagna tra Villareal e Cosmos per dare la possibilità ai tifosi spagnoli di salutare Marcos Senna, e il corteggiamento è continuato per lungo tempo, con foto scattate negli Emirati Arabi con l’amico ed ex compagno di nazionale. Da quel momento le voci han cominciato a susseguirsi ma alcuni fattori imprevisti, primo tra tutti l’inaspettato passaggio del turno nella Coppa dei Campioni d’Asia dell’Al Sadd e le proposte dei qatarioti ma anche del Real Madrid come supervisore della “cantera” dove sono nate buona parte delle stelle dei merengues avevano fatto si che la trattativa si arenasse o perlomeno subisse dei rallentamenti.

La diplomazia dei Cosmos, unita al fascino della città di New York, armi quasi sempre efficaci fin dai tempi della Warner Bros, hanno fatto si che la squadra attualmente di proprietà della Sela Sports potesse portare a casa l’ambito trofeo di caccia, oggi più che mai indispensabile vista la duplice sfida contro New York Red Bulls, che orfani di Thierry Henry potrebbero presto mettere mano ad un nuovo Designated Player (si mormora Steven Gerrard) ma soprattutto contro la neonata franchigia satellite del Manchester City, vale a dire i N.Y.C.F.C. che hanno portato alla propria corte nientemeno che Frank Lampard e David Villa.

La conferenza stampa tenutasi al Four Season Hotel di New York è certamente lontana anni luce da quella che ufficializzò  l’arrivo di Pelé al Club 21 di Manhattan in quell’oramai lontano 1975, quando la Hunt’s Hall, omologata per 121 persone fu presa d’assalto da 300 giornalisti, ma sebbene molto più ordinata e meno caotica comparata a quell’evento oramai leggendario la sala del Four Season era gremita in ogni ordine di posti, e tra gli ospiti d’onore, oltre l’attaccante spagnolo, erano annoverati Giovanni Savarese, il quale ha rifiutato la panchina degli Houston Dynamo in MLS, Erik Stover e Seamus O’ Brien. Avrebbe dovuto esserci in qualità di presidente onorario Pelé, ma una brutta infezione alle vie urinarie che lo ha tenuto parecchi giorni in ospedale ha reso impossibile la sua partecipazione.

Raul ha ribadito che il motivo per cui ha accettato di firmare per New York è stata la passione che ha sentito dentro visionando i Cosmos sotto ogni aspetto e per il progetto stimolante di cui ha deciso di far parte, perché oltre a giocare, lo spagnolo sarà anche supervisore del settore giovanile, incarico che ricoprirà a tempo pieno non appena appenderà gli scarpini al chiodo. Ufficialmente gli anni di contratto da giocatore sono due, ma per stessa ammissione del giocatore potrebbero ridursi ad uno solo come aumentare a tre, tutto dipenderà dal suo stato fisico. Dopo aver reso ufficiale il suo doppio incarico l’ex attaccante del Real Madrid si è detto orgoglioso di appartenere ad un club conosciuto e blasonato a livello mondiale dove in passato han giocato fuoriclasse del calibro di Pelé, Giorgio Chinaglia, Franz Beckenbauer, Carlos Alberto e molti altri, e impressionato del livello di gioco dell’attuale Nasl, che a detta sua cresce quasi di giorno in giorno.

Certamente il suo arrivo a New York è una grande scommessa per i Cosmos ma anche per la lega in generale, che se vorrà sopravvivere e continuare a crescere dovrà aumentare rapidamente il numero di franchigie, il livello di gioco, e migliorare qualitativamente e quantitativamente l’offerta televisiva, oggi scarsa e spesso di bassa qualità per tacere del fallimento dell’offerta in streaming, idea avveniristica, un po come quando la vecchia NASL scommise sulla tv via cavo nei suoi albori, ma sulla quale bisogna ancora lavorare per far si che non si blocchi di continuo facendo così infuriare i propri abbonati.

Seamus O’ Brien ha anche ampiamente discusso durante la conferenza sullo stato attuale dei Cosmos e della Nasl odierna, ribadendo che la sua compagine non è stata rigettata dalla MLS ma che la lega dove attualmente militano è il posto adatto per via della struttura differente rispetto alla MLS, che agisce come singola entità, ha salary cap molto esigui tanto che i giocatori meno quotati devono a volte lavorare oltre ad allenarsi, gestisce direttamente i trasferimenti dei giocatori e per mantenere la competizione equilibrata spesso costringe le franchigie a sbarazzarsi di alcuni atleti chiave o ne trasferisce altri nelle compagini meno quotate, come è successo quest’anno col caso di Jermaine Jones dirottato ai New England Revolution.

Tutto questo nella Nasl non accade e i proprietari possono costruire le proprie squadre in libertà secondo le proprie possibilità economiche ed abilità sul mercato, e gestire il proprio business senza rendere conto alla lega. O’ Brien ha inoltre affermato, chiosando l’attuale commissario tecnico della nazionale a stelle e strisce Jurgen Klinsmann, che la Nasl non è tecnicamente parlando una serie B americana ma è semplicemente un’altra organizzazione e che il livello di gioco si sta velocemente uniformando.

Certamente l’arrivo di Raul a New York ha fatto parlare ancora carta stampata e televisioni dei Cosmos dopo un apparente oblio tanto che qualche giornalista è arrivato al punto di domandarsi pubblicamente se Raul lo sa che i Cosmos non giocano in MLS. In ogni caso l’arrivo dello spagnolo, attualmente il terzo in quota oltre Senna, brasiliano di nascita ma naturalizzato cittadino iberico, ed Ayoze – il quale ha rinunciato alla maglia numero sette in favore del nuovo arrivato – non è l’unico movimento attualmente avvenuto in casa Cosmos.

E’ stato infatti acquistato dai rivali Tampa Bay Rowdies l’attaccante Luckymore Mkosana, originario dello Zimbabwe, ventitreesima scelta del Superdraft 2012 selezionato da Chicago che però non lo mise sotto contratto. Anche Mkosana si è detto entusiasta della sua nuova squadra sia per il blasone del club ma anche per l’attenzione allo sviluppo dei giovani talenti che viene data qui più che altrove, in più la squadra di Savarese dopo una trattativa serrata con i salvadoregni del Turin-Fesa è riuscita ad avere in via definitiva il centrocampista Andre Flores, arrivato durante la Fall Season e limitato lo scorso anno sia dagli infortuni che dalle convocazioni della sua nazionale per il torneo Uncaf, valevole per la qualificazione nella prossima Concacaf Gold Cup, obiettivo centrato da Flores ed i suoi compagni. La sua permanenza a New York è di vitale importanza per la sua squadra vista tra le altre cose la partenza di Connor Lade, richiamato dalla casa madre al di là dell’Hudson addirittura prima della fine del campionato e  la tegola imprevista della partenza del camerunense Joseph Nane, che sebbene spesso partisse dalla panchina era stato uno dei perni della squadra vincitrice del Soccer Bowl nel 2013 e durante la stagione appena conclusa aveva spesso sostituito Marcos Senna, quest’anno funestato da infortuni. Non era intenzione della società lasciarlo andare ma le parti non hanno trovato un accordo, a differenza di Chrishan, che si dice sia adocchiato da alcuni club della MLS, Freeman e Guenzatti.

Altri partenti sebbene non di peso sono il terzo portiere Steven Diaz, mai sceso in campo ed il difensore Jimmy Nealis, utilizzato appena tre volte in un biennio, ma oltre i sopraccitati non torneranno a New York nemmeno Danny Mwanga e Jemal Johnson. Il primo, congolese arrivato in prestito dai Colorado Rapids aveva totalizzato otto presenze ed un goal con la maglia dei Cosmos, e sebbene anche lui frenato da infortuni, cosa un po’ comune a tutti durante questa stagione al punto di chiedersi se non sarebbe il caso di rivedere la preparazione atletica, forse avrebbe meritato di restare alla corte di O’ Brien un altro anno anche per dimostrare il suo valore, ma le scelte societarie sono state differenti e nonostante i Colorado Rapids avessero deciso di non rinnovare il contratto all’attaccante africano i Cosmos non si sono interessati all’acquisto così Mwanga è stato selezionato nell’expansion draft dai neonati (anche se esistenti da qualche anno in USL Pro) Orlando City S.C. Al giocatore vanno i nostri migliori auguri. Jemal Johnson era stato frenato lo scorso anno da un brutto infortunio ma durante la stagione 2014 aveva totalizzato diciannove presenze ed un goal ed il suo lavoro sulla fascia era stato spesso apprezzato ma infine è stato deciso altrimenti quindi auguriamo a Johnson di trovare presto un’altra squadra.

Un altro giocatore importante che non vedremo più con la maglia dei Cosmos è l’attaccante venezuelano Diomar Diaz, l’anno scorso capocannoniere sociale assieme a Marcos Senna, e quest’anno anche lui limitato molto dagli infortuni. Sul sito ufficiale della squadra un laconico comunicato recita che le parti non hanno trovato un accordo per cui il giocatore non fa più parte della rosa della squadra.

Al di là delle considerazioni tecniche e non solo, questo significa che si libera un altro slot disponibile per l’acquisto di un nuovo giocatore straniero, vedremo chi sarà il sostituto di Diaz, che sicuramente non farà fatica a trovare una nuova sistemazione. Per quanto riguarda la difesa, l’anno scorso roccaforte inespugnabile e un po’ troppo allegra durante la stagione appena conclusasi non è stato ancora deciso nulla a livello ufficiale anche se alcune voci danno in dubbio il difensore brasiliano Roversio, quest’anno anche lui impiegato a mezzo servizio sia per problemi fisici che di carattere burocratico riguardo il suo visto, mentre nulla si sa se il difensore Jimmy Ockford, che bene ha concluso la sua prima stagione da professionista e si è dichiarato entusiasta del suo anno a New York resterà ancora in forza ai Cosmos o tornerà a Seattle. Sicuramente visto quanto di buono fatto vedere sebbene non sia spesso partito da titolare sarebbe utile alla squadra di Savarese che il ragazzo potesse trascorrere un’altra stagione all’Hofstra Stadium, ma l’ultima parola spetta ai Seattle Sounders, che per ora non si sono espressi. Se Ockford rimanesse, o se venisse acquistato un nuovo terzino si potrebbe così riportare Ayoze al suo ruolo originario di centrocampista dando maggiore spinta anteriore e supporto agli attaccanti senza dover ricorrere a nuovi acquisti, ma ancora non è dato di sapere quali cambiamenti avverranno nelle retrovie.

Intanto arriva la notizia, non particolarmente importante ma che va divulgata per dovere di cronaca, che il difensore nativo di Medford (NY), Jimmy Mulligan, ha ottenuto l’estensione del contratto per la stagione 2015. Durante la fine della Fall Season si era parlato del possibile arrivo dei centrocampisti Pekka Lagerblom ex nazionale finlandese in passato del Werder Brema e dell’olandese Demy De Zeeuw, ex AZ Alkmaar, Ajax , Spartak Mosca ed Anderlecht, ma non si ha più notizia riguardo alle possibili trattative, anche se l’arrivo di Raul ci ha insegnato che per questo genere di acquisti a volte bisogna avere molta pazienza, e il tempo a disposizione per (ri)costruire la squadra è ancora molto per cui sicuramente avverranno altri colpi di scena. Non si sa ancora cosa accadrà al deludente attaccante olandese Hans Denissen, se gli verrà data un’altra chance o se dovrà cercarsi una nuova squadra, e alcuni nuovi rumors, coadiuvati dalle dichiarazioni del CEO Erik Stover riguardo il bisogno di rinforzi per la squadra, specie a centrocampo, danno i Cosmos interessati all’acquisto del cileno Jaime Valdez, faro del centrocampo del Colo Colo di Santiago, con passata militanza nella Serie A italiana in forza a Bari, Fiorentina, Lecce, Atalanta e Parma ma anche in Portogallo prestando i suoi servigi allo Sporting Lisbona. Se il cileno dovesse arrivare sicuramente il livello di gioco e classe espressi in campo dai Cosmos, già di buon livello, si alzerebbero ulteriormente ma per ora sono solo appunto rumors.

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Lo stadio di Belmont Park

Altro fronte dal quale arrivano finalmente nuove notizie riguarda la costruzione dello stadio di proprietà a Belmont Park, progetto fermo da quasi due anni per via di lungaggini burocratiche ed elezioni locali. Il governatore Andrew Cuomo, italo-americano tra i pochi democratici sopravvissuti alla valanga repubblicana delle scorse elezioni e si è più volte detto favorevole, ed anche il senatore Jack Martins, repubblicano rieletto senatore dopo una strenua battaglia elettorale in uno stato tradizionalmente democratico appoggia il progetto proposto dai Cosmos, che vede oltre allo stadio la costruzione di alberghi, ristoranti ed altre attività commerciali con la nascita di duemila posti di lavoro stabili, ma la politica ha spesso tempi lunghi per cui se il piano di rilancio della contea di Elmont con conseguente costruzione dello stadio dovesse andare troppo per le lunghe, Seamus O’ Brien dovrebbe trovare un piano B, e le recenti dichiarazioni di Erik Stover vanno in quella direzione, ovverosia che se non arriverà in tempi accettabili una risposta la società prenderebbe in considerazione altri luoghi non tralasciando il vicino New Jersey, opzione che non deve suonare come una bestemmia visto che i Cosmos disputarono le loro stagioni più gloriose al Giants Stadium di Meadowlands, proprio nel New Jersey.

Prima verrà presa la decisione prima i Cosmos portranno finalmente andarsene dall’Hofstra Stadium, difficile da raggiungere, col manto artificiale e le righe del lacrosse, e di proprietà dell’Università con tutte le limitazioni che questo comporta, tra le quali la grande difficoltà nell’organizzare quelle amichevoli di lusso che avevano costituito l’immagine glamour della squadra americana più conosciuta al mondo ma anche per le partite di Us Open Cup, come quando durante la scorsa stagione per via dei campionati sportivi universitari, la squadra di Savarese dovette disputare la partita contro i Brooklyn Italians nel piccolo Belson Stadium, ed il problema si sarebbe ripresentato se i Cosmos avessero passato il turno contro i San Antonio Scorpions, perché sebbene in quel caso New York avrebbe avuto il diritto di disputare il Soccer Bowl in casa, non avrebbe potuto usufruire dell’Hofstra Stadium. Sperando che la situazione a tale riguardo si sblocchi il più presto possibile ed aspettando nuove mosse di mercato da New York sponda Cosmos è tutto

THIS IS COSMOS COUNTRY

Nell'annuale NSCAA Convention è andata in onda la Lectio Magistralis di Eric Wynalda, ex centravanti della Nazionale USA ai Mondiali 1990 e 1994, passato anche per Saarbrucken e Bochum prima di esordire coi San Jose Clash nella MLS segnando il primo gol di sempre della storia della lega. Chiusa la carriera nel 2008, è diventato allenatore - sedendo anche sulla panchina degli Atlanta Silverbacks della NASL - e principalemte uno dei più apprezzati commentatori televisivi, grazie alla sua competenza ed alla capacità di essere sempre molto diretto, specie nelle critiche. Tutte caratteristiche emerse nella convention riservata agli allenatori universitari, in cui ha messo nel mirino l'intero sistema calcistico americano: dalla US Soccer Federation a Klinsmann, passando per il ruolo della MLS e quello dei calciatori e dell'ambiente. Ecco gli estratti più interessanti: "Disfunzionale è la parola perfetta per descrivere la relazione tra la U.S. Soccer Federation e la MLS". Sulla stagione MLS che parte a marzo. "L'unica ragione per cui iniziamo a marzo e finiamo a dicembre è perché Bob Kraft [proprietario dei New England Revolution e dei New England Patriots della NFL] dice 'noi finiamo a febbraio, voi quando potete iniziare? Purtroppo siamo manipolati, ci sono dei poteri che non vogliono che il calcio abbia successo. A causa di queste date la MLS non riesce ad entrare nei grandi giri del mercato dei calciatori". Sull'organizzazione della lega. "Inoltre, siamo in piena stagnazione, mentre invece ci dicono che va tutto bene. la realtà è che la MLS perde $100 milioni all'anno. E ciò nonostante lo schema Ponzi [affermazione poi ritrattata, Ndr] creato da Don Garber, che costringe ogni club a pagare $100 milioni per entrare, e punta quota 32 club. Meglio questo sistema o uno di promozioni/retrocessioni? Pensiamo a ciò che è realistico, non siamo pronti per questo. In futuro sì, è il passo verso il livello successivo. Ma ricordate che senza le promozioni e le retrocessioni il Manchester United sarebbe il Chattanooga of America. Ma le cose si possono sistemare. Guardate la Premier League, sono i diritti televisivi a far andare bene le cose lì. Io lavoro per Fox, e posso dire che i miei capi vogliono vedere questo sport ad un altro livello. Perché quindi non cominciare dal cambiare il calendario, utile anche al mercato? Giocare d'estate serve solo per le amichevoli. E poi perché sino ad oggi la MLS ha bloccato ben 227 trasferimenti in Europa? Il salary cap è sbagliato, meglio il sistema di luxury tax della MLB". "Non è una lega professionistica, per definizione. Il problema è che in MLS i giocatori non sentono la sfida. Non per dare addosso a Landon Donovan, ma l'ho visto lasciare l'allenamento del mercoledì almeno 15 o 20 volte. Se non rendi i squadre e giocatori responsabili col rischio retrocessione non diventeremo mai una potenza calcistica". Sul CT USA Jurgen Klinsmann: "Non è colpa sua. E' l'intero sistema che non funziona.In questo clima per Klinsmann è impossibile lavorare. Lo appoggerò sempre, anche se non sa che Fabian Johnson non è un terzino destro e che Landon Donovan era tra i 23 migliori giocatori di questo paese". Su Merrit Paulson, il proprietario dei Portland Timbers che ieri ha dichiarato che "Klinsmann ha gettato merda [traduzione testuale di 'crapped on'] sulla MLS". "Paulson non sa le cose come stanno. Non gliele dicono". Sui coach della MLS: "Dominic Kinnear [San Jose Earthquakes, e due volte vincitore della MLS Cup con Houston, NdR] è il migliore che abbiamo, seguito da Jason Kreis. Il problema in MLS non sono i coach o i giocatori, ma il clima complessivo della lega". Sulla sua carriera. "Sono stato il primo americano ad andare a giocare in Germania. Avevo paura, perché nella mia testa stavo rappresentando il futuro di tutti i calciatori americani. Pensavo, 'se dovessi fare cazzate nessun altro verrà più qui. Ad alcuni compagni non piacevo forse proprio perché ero americano". Su Jordan Morris, che Klinsmann sta spingendo verso il Werder Brema e che invece la MLS vorrebbe a Seattle. "Volete tenere un ragazzo in una bolla per dirgli ogni giorno 'quanto se i bravo!'?. Seattle è sbagliata, la lega è sbagliata. Potrei parlare di Michael Bradley, ma è meglio di no. Bisogna lasciarsi alle spalle la mentalità NFL". Una serie di commenti da parte di uno dei nomi più noti del soccer USA e dei canali sportivi, che certo provocherà una reazione importante. Bisogna solo attendere.  

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Non molte cose vanno come previsto nello sport.  Il Cosmos, tuttavia, hanno scritto una sceneggiatura perfetta per l'addio al calcio di due icone di questo sport, giunte all'ultima stagione di una splendida carriera. Parliamo di Raul , leggenda del Real Madrid, e Marcos Senna, due ex membri della squadra nazionale spagnola, che lasciano quindi il calcio come solo i campioni fanno: da vincitori. Risultato: la vittoria dei NY Cosmos nel NASL Soccer Bowl è stata nominata quale top story dell'anno da BigAppleSoccer. Inutile dire che Raul ha vissuto emozioni contrastanti nel dover lasciare il campo, chiudendo una carriera lunga quasi due decenni, passati a terrorizzare portieri e difensori avversari. "Questo è come un sogno, finire vincendo una finale", ha detto Raul, autore dell'assist per il terzo gol di Gaston Cellerino all'85', valso il 3-2 contro l'Ottawa Fury FC allo stadio Shuart lo scorso 15 novembre. "Sono molto felice e sono molto triste. Ho una parte del mio cuore è ormai dei Cosmos". Senna, autore del gol vittoria nel NASL Soccer Bowl vinto per 1-0 due anni fa contro gli Atlanta Silverbacks, valso ai Cosmos il primo titolo dopo 31 anni, era felice, e lo era ancor di più per aver chiuso insieme a Raul. "Vincere accanto a Raul era una situazione ideale", ha detto. "Gli sono grato di essere stato qui, di aver la differenza molte volte, segnando anche molti gol. Gol che oggi non ha segnato, ma ha piazzato l'assist della vittoria. E' sempre un game-changer". Entrambi i giocatori dovranno ora affrontare nuove sfide fuori dal campo. Senna non ha dettagliato i suoi piani, mentre Raul sarà parte del settore giovanile dei Cosmos, che lo hanno voluto fortemente. Le finali sono spesso noiose, ma il Soccer Bowl è stato pirotecnico, con cinque gol in 22 minuti e un cartellino rosso. Eroe della serata è stato l'attaccante argentino (passato anche a più riprese per Livorno tra il 2009 e il 2013), che in regular season aveva segnato solo una volta in 8 match, per poi diventare fondamentale con prima un gol nella semifinale vinta per 2-1 sui Fort Lauderdale Strikers. La stagione dei Cosmos ha visto il club di maggior successo della storia del calcio USA volare a Cuba per uno storico incontro con la nazionale cubana, con vittoria per 4-1, ma il punteggio finale non aveva importanza. Piuttosto, la diplomazia e la sportività legati al match sono parte del eprcorso di abbattimento delle barriere tra i due paesi. In "Lamar Hunt" US Open Cup i NY Cosmos hanno giocato il primo storico derby contro il New York City FC, battuti per 4-3 ai rigori - fondamentali le parate di un Jim Maurer tra i migliori dell'anno - dopo aver recuperato un deficit di due reti. Meno bene è andato il turno successivo, che ha visto i biancoverdi uscire sconfitti per 4-1 alla Red Bull Arena contro una delle squadre top della MLS 2015. Tra i successi dell'anno anche la full regular season (15-4-11), ottenendo così giocare in casa-campo durante i playoff. Tra i singoli, in evidenza - oltre agli spagnoli - il centrocampista Leo Fernandes, in prestito dalla Philadelphia Union, vera e propria rivelazione dell'anno: otto gol, come Raul, e tre assist nella regular season. In difesa invece la roccia rimane Carlos Mendes - primo giocatore ingaggiato dai Cosmos al loro ritorno in campo - nominato nei NASL Best XI. Lo sguardo però ora è rivolto al 2016, primo anno senza Senna e Raul, e coach Giovanni Savarese è già alla ricerca di sostituti adeguati ad una maglia storica indossata negli anni d'oro da campioni quali Pelé, Franz Beckenbauer, Giorgio Chinaglia e Carlos Alberto.  

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Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

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