SPORT
MLS Expansion Draft, le mosse di NYCFC e Orlando
Scritto il 2014-12-11 da Giacomo Costa su MLS
Tweet

L'esordio in MLS di New York City FC e Orlando City SC è lontano ancora più di tre mesi, ma hanno affrontato ieri la loro prima competizione, e il NYCFC sulla carta sembra aver avuto la meglio.

Il New York City FC ha infatti messo insieme una serie molto interessante di giocatori, un misto di veterani e di giovani di ritorno da infortuni che possono essere considerati un investimento, sicuramente superando Orlando City.

Il coach del NYCFC , Jason Kreis, ha voluto puntare su un paio dei suoi ex uomini Real Salt Lake: il muscolare Ned Grabavoy e Chris Wingert, entrambi titolari fondamentali ai tempi del RSL, e lo stesso dovrebbe accadere al NYC, dove in mezzo andranno a supportare la classe di Frank Lampard.

Anche l'Orlando City ha deciso di puntare su un paio di veterani come il portiere Donovan Ricketts (ex NYRB e Goalkeeper of the Year 2010 e 2013) - nonostante il recente ingaggio dell'infortunato Tally Hall - e il terzino sinistro Heath Pearce. Preso anche il veterano attaccante del Costarica, Jairo Arrieta, arrivato dal Columbus Crew, e il difensore Eric Gehrig (subito spedito al Chicago Fire in cambio di allocation money).

Dove il NYCFC ha certamente messo a segno un colpo è in attacco, in cui ha preso l'avanti del New England Patrick Mullins, tra i migliori rookie di questa stagione. Accanto a lui arriva anche l'ex nazionale USA Under 23 Tony Taylor, uno con esperienza anche in Portogallo, e da molti considerato ancora un ottimo prosepct. Andranno afare compagnia in attacco allo spagnolo David Villa.

Ma i veri affari potrebbero essere due. Il difensore, arrivato da Dallas, George John e Tommy McNamara, candidato a MLS Rookie of the Year col Chivas USA nella prima fase della stagione. Entrambi in fase di recupero da infortuni ai legamenti, se John - che fino a due anni fa era ricercato dal West Ham - e McNamara dovessero riprendersi sarebbero sicuramente titolari.

In realtà l'Orlando City non è molto preoccupato delExpandio Draft, dato che si era preoccupato di rinforzare la squadra ingaggiando i difensori Aurelien Collin (Sporting KC) - preso incambio di Janil Anniebaba - e Amobi Okugo (Philadelphia Union). Solo sfiorato invece l'acquisto del centrocampista Dax McCarty, che i New York Red Bulls no  hanno voluto cedere.

I Lions hanno a loro volta hanno chiamato l'ala, anche lui infortunatosi Tony Cascio, in corsa per il Rookie season before having nel 2014, e con il 23enne centravanti congolese Danny Mwanga, ex scelta numero 1 al Draft, che si affiancherà allo spagno David Villa (già arruolato ad agosto e attualmente reduce dal prestito al Melbourne City). Più in generale coach Kresi ha poi puntato su giocatori tecnici in mezzo, come il regista Mehdi Ballouchi, Sal Zizzo e il 23enne del TFC Daniel Lovitz (immediatamente riacquistato dal Toronto FC oin cambio di allocation money). Per Zizzo il futuro sarà però sì a NY, ma lato Red Bulls, dove è stato mandato dal NYCFC in cambio del portiere irlandese Ryan Meara.

Nonostante l'expansion draft, le rose dei due club sono di la dall'essere formate. Innanzitutto il NYCFC deve ancora ingaggiare un Designaed Player (si dà per certo l'arrivo del centrocampista colombiano Javier Calle) mentre Orlando ha ancora due spazi aperti.

In altre parole, è chiaro essere troppo presto per inquadrare se alcuna delle due sqadre riuscirà ad imporsi dal primo anno, anche se le prime mosse suggeriscono un NYCFC più preparato, e ancor di più se si pensa che i rivali cittadini hanno perso Thierry Henry, e che il futuro di Bradley Wright-Phillips e Tim Cahill è ancora sospeso.

E' mia convinzione che ogni squadra MLS necessita di focalizzarsi su più cose insieme: vincere, coi veterani; costruire un'identità, coi giovani e con quelli in crescita nelle giovani. Del resto abbiamo un sistema di salra cap", ha dichiarato il coach del NYCFC Jason Kreis.

Ecco le rose delle due squadre al termine dell'Expansion Draft:

Orlando City SC

Portieri: Tally Hall, Donovan Ricketts*.
Difensori: Luke Boden, Aurelien Collin, Rafael Ramos, Tommy Redding, Tyler Turner, Jalil Anibaba*, Heath Pearce*, Eric Gehrig*.
Centrocampisti: Darwin Ceren, Estrela, Harrison Heath, Kaka, Kevin Molino, Amobi Okugo, Lewis Neal*, Tony Cascio*.
Attaccanti: Pedro Ribeiro*, Jairo Arrieta*, Danny Mwanga*, Mark Sherrod*.

New York City FC

Portieri: Josh Saunders.
Difensori: Jeb Brovsky, Kwame Watson-Siriboe, Josh Williams, Jason Hernandez*, George John*, Chris Wingert*
Centrocampisti: Matt Dunn, Andrew Jacobson, Frank Lampard, Ned Grabavoy*, Daniel Lovitz*, Mehdi Ballouchy*, Sal Zizzo*
Attaccanti: David Villa, Patrick Mullins*, Tony Taylor*, Thomas McNamara*.

*Chiamati nell'Expansion Draft

Secondo le regole MLS, ogni giocatore selezionato è già sotto contratto, e a quel punto il club si assume il contratto 2015. Se invece il giocatore non  è sotto contratto, ha il diritto di rinegoziare, a meno che non sia disponibile per il Re-Entry Draft.

I giorni dell'entusiasmo, quelli dell'ingresso in MLS, dell'arrivo di Kakà, del Citrus Bowl pieno e della trattativa (saltata a luglio) per Ganso, sembrano ormai lontani. Tutto è evaporato con il mancato ingresso nei playoff, al termine di un campionato passato in gran parte sul lato giusto della classifica. Da allora a Orlando è iniziato un caos societario che al momento non sembra vedere soluzione immediata. Coi mancati playoff il primo a finire sulla graticola è stato inevitabilmente l'allenatore, l'inglese Adrian Heath, il costruttore della squadra capace prima di vincere per due volte il titolo di USL PRO e poi di ben presentarsi all'esordio in MLS, lanciando giovani come Cyle Larin. Confermato Heath, suona però strano che siano stati mandati via il suo vice di fiducia, Ian Fuller (già capitano dell'OCSC, da calciatore esordì con il New England Revolution nel 2002), e il direttore generale Paul McDonough, molto legato all'ex centrocampista dell'Everton. Scelte che ci possono anche stare, visto che - afferma il presidente Phil Rawlins - "Avevamo detto molto chiaramente che il nostro obiettivo era quello di fare i playoff. Siamo abituati a fare i playoff e vincere campionati. L'abbiamo fatto nelle serie minori e volevamo mantenere lo stesso livello e lasciare un segno a il nostro primo anno in MLS. Abbiamo avuto una buona prima stagione, ma non abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Vogliamo assicurarci di costruire per avere successo nel 2016". Parole che debbono aver convinto poco i tifosi dell'OCSC, che infatti lo scorso 18 dicembre hanno organizzato una protesta fuori dalla sede del club, con tanto di striscioni. Un segno (negativo?) che comunque il calcio in America sta diventando sempre più un qualcosa di estremamente serio. Strano è invece quanto successo dopo. A sostituire McDonough, GM molto rispettato nell'ambiente calcistico USA e subito assunto da Atlanta, è stato chiamato, con tanto di annuncio in pompa magna, Armando Carneiro, direttore del settore giovanile del Benfica (che lo ha sostituito con l'ex delle Fiorentina Nuno Gomes), di cui si diceva potesse passare al Manchester City. Uomo di grande esperienza e qualità, le uniche perplessità su Carneiro erano relative alla sua scarsa conoscenza dei complessi meandri della MajorLeague Soccer. Sulla scelta pare abbia influito molto la volontà di Flàvio Augusto da Silva, proprietario della squadra e amico di Carneiro, sempre più dentro le scelte tecniche, e che starebbe spingendo per una sempre maggiore "brasilianizzazione/portoghesizzazione" dell'Orlando City SC. Mai presentato alla stampa né mai avvistato a Orlando, ecco che pochi giorni il club viola annuncia le dimissioni di Carneiro per "motivi personali". Di più non è dato sapere. L'unica buona notizia è che il suo ruolo viene preso per il momento dallo stesso Phil Rawlins, che torna quindi ad occuparsi della squadra insieme a Heath come ai tempi della USL PRO. Nel frattempo, a meno di due mesi da via (il 6 marzo contro il Real Salt Lake), a Orlando il mercato langue. Sono arrivati i soli il portiere Joe Bendik da Toronto (in sostituzione del costoso e spesso infortunato Tally Hall) e il terzino ex Revs Kevin Alston. Per Ganso invece non ci sono novità: saltata la trattativa a luglio, il giocatore ha un contratto sino al settembre 2017 e il San Paolo non appare interessato a lasciarlo andare. Nulla è ancora successo per l'attacco, dove i soli Larin, Bryan Rochez e Pedro Ribeiro hanno mostrato di non poter reggere una stagione con continuità, e mancano ancora quattro posti in rosa da riempire. Non certo ciò che ci si aspettava da un club ambizioso ma rimasto fuori dai playoff, seppur anche a causa dei numerosi infortuni (a cominciare da quello del trinidegno Kevin Molino, che sarà pronto al via). Mancano due mesi però,e Rawlins e Heath hanno già mostrato di saper fare il proprio lavoro, ma il rischio di una contestazione di inizio stagione è più che reale.

Calcio - Socceritalia

Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

Calcio - Socceritalia

Prima che gli amici americani o i fans italiani ci saltino addosso, ci teniamo a ricordare che questo sito è il tifoso numero uno del soccer USA e della MLS. Del resto, come si fa a non amare quegli stadi, quelle atmosfere, tanto più che oggi c'è la possibilità di vedere i vari Kakà, Andrea Pirlo, Frank Lampard e Steven Gerrard? Purtroppo però, c'è ancora qualche soggetto limitato e pieno di pregiudzi che non prende il calcio americano seriamente. Ma anche se siamo in totale disaccordo con costoro, a volte la MLS certo non si aiuta... Specialmente quando i giocatori vengono spediti in campo con un kit di maglia incompleto! Orlando City's goalkeeper jersey is forgetting one crucial thing... #MLS #Football pic.twitter.com/EH74jlXshx— Luxbet (@luxbet) August 17, 2015 Esatto, guardate la maglia che il portiere dell'Orlando City, Tally Hall, ha indossato ieri sera contro Seattle Sounders. A meno che il team della Florida non abbia deciso di optare per un nuovo approccio minimalistico, comunque assente dalle maglie di Kakà e compagni, allora crediamo che oggi il magazziniere dell'Orlando avrà qualche problema. Tanto per la cronaca, il povero Tally Hall e Orlando ieri ne hanno presi quattro dai Sounders, giocando un match iù imbarazzante di quanto fosse la maglia del portiere.

Calcio - Socceritalia

Login
SOCCERITALIA
SPORT
Tweet di @MLSsocceritalia
Serie A: Calendario e Classifica del Campionato 2015-2016

 


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2016 Nanalab S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 09996640018