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MLS Cup 2014 Preview - LA Galaxy vs New England Revolution
Scritto il 2014-12-07 da Franco Spicciariello su MLS
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I Los Angeles Galaxy sono i chiari favoriti della finale di MLS Cup 2014 che si giocherà stasera (diretta h 21,20 su Fox Sports 2 HD e Fox Sports Plus) allo StubHub center di carson, California. Ma per il gruppo di Bruce Arena l'avversario non sarà certo una formalità, anzi. Jay Heaps ha infatti messo insieme un team compatto, capace di lottare e far male in velocità, illuminato dai lanci del finalista MVP Lee Nguyen e dalla grinta e l'esperienza dell'ex Schalke 04 Jermaine Jones.

Ma ancdiamo ad inquadrare le due avversarie reparto per reparto:

Portieri

New England Revolution: Bobby Shuttleworth. Quando il veterano Matt Reis (così veterano da essere stato in campo nell'ultimo scontro in finale tra Galaxy e Revs nel 2005) si è ritirato al termine della scorsa stagione - per andare a fare il preparatore dei portieri proprio a LA -  Shuttleworth si è guadagnato la promozione continuando a fare bene quello che aveva iniziatp l'anno precedente, sostituendo l'infortunato Reis. Con una difesa dei Revs apparsa un po' friabile negli ultimi match, Shuttleworth dovrà essere al top stasera.

LA Galaxy: Sulle spalle del portiere panamense Jaime Penedo c'è il brutto errore sul gol di Clint Dempsey nel ritorno delle finali di Conference. A difesa dell'ex cagliaritano però c'è la bassissima media gol subita (1,14 a partita) e le numerose parate decisive lungo tutta la stagione, tra cui quelle nell'andata contro i Sounders. Non è al livello di Rimando e Hamid, ma certamente Penedo è tra i portieri top della MLS, ma deve sicuramente migliorare coi piedi.

Difensori

Andrew Farrell
Andrew Farrell (a sinistra), in grande crescita quest'anno

NE Revolution: Con un ex difensore in panchib, non sorprende che Heaps abbia cercato di stabilizzare proprio la difesa una volta ingaggiato. Una difesa che è cresciuta, grazie anche alla solida leadership del difensore centrale e capitano Jose Gonçalves (MLS defender of the year 2013), ormai una certezza. O almeno lo era fino ai playoff, quando si è visto qualche errore di troppo. Sulle fasce il Andrew Farrell - al suo secondo anno da pro - sta crescendo velocemente, mentre a sinistra Heaps ha la possibilità di inserire Chris Tierney piazzandolo più avanti con alle spalle Kevin Alston. Un buon gruppo di difensori, ma "bucabile".

LA Galaxy: Le difese di successo dipendono molto dall'affiatamento, e quando AJ DeLaGarza e Omar Gonzalez - Designated Player da olte $1 milione annuo, ma autore di un paio di brutti errori contro Seattle - giocano insieme la differenza si vede. LA ha chiuso la stagione con la miglior difesa insieme al DC United. Le novità di quest'anno sono il nuovo ruolo di Robbie Rogers, ex ala di Columbus Crew e Leeds, trasformatosi in terzino arrembante, bravo a coprire come ad arrivare al cross, mentre l'ex  Toronto FC Dan Gargan si è conquistato un posto da titolare. Spesso però Arena è costretto ad alterare la linea inserendo il brasiliano Leonardo al centro, e i risultati non sono sempre prevedibili.

Centrocampisti

Lee Nguyen
Lee Nguyen è stato il migliore dei Revs nella seconda parte della stagione

NE Revolution: Jermaine Jones e Lee Nguyen sono probabilmente i due migliori giocatori del campionato nella seconda parte della stagione. Col suo arrivo Jones ha dato solidità ed esperienza a tutta la squadra, mentre Nguyen con passaggi, inserimenti e gol è stato il valore aggiunto dei Revs, come si è dovuta accorgere NY, che marcando stretto i due ha finito per lasciare spazio a Teal Bunbury, Charlie Davies e Tierney.

LA Galaxy: Nonostante i riflettori siano tutti per Landon Donovan quando si spegne lui si spegne anche la squadra - poca attenzione viene data all'accoppiata composta dai brasiliani Marcelo Sarvas e Juninho. Incredibilmente, Arena ha aspettato sino a dopo i Mondiali per ancorare il suo 4-4-2 su Sarvas e Juninho, e da quel momento anche Donovan ha dato il meglio di sé. I due brasiliani combinano tecnica e durezza a seconda del match e della situazione. Ai tre si è aggiunto quest'anno Stefan Ishizaki, bravo ad allargare il gioco sulla fascia. LA gioca una sorta di tiki taka californiano molto disciplinato e tecnico (55,4% di possesso palla, terza nella lega, ma prima nel numero di passaggi), ma non letale quanto il gioco verticale dei Revs.

Attaccanti

Gyasi Zardes
Gyasi Zardes (a sinsitra) è apparso in calo rispetto alla scorsa stagione

NE Revolution: I Revs hanno sicuramente cambiato ritmo con l'arrivo di Jones, che ha avuto un effetto liberatorio sulla fase offensiva di Nguyen. Ma la decisione chiave di Heaps di quest'anno sta nello schema. All'inizio ha puntato sul rookie Patrick Mullins, che aveva il ruolo di svariare su tutto il fornte dell'attacco per fare spazio agli inserimenti di Nguyen e degli altri. Doopo un buon inizio il ragazzo è però calato, e con lui tutta la squadra. Ma quando Charlie Davies è apparso in forma come non si vedeva da prima del terribile incidente d'auto di 5 anni fa, con lui Heaps ha trovato quella velocità capace di tenere impegnata i difensori avversari. E a segnare la resurrezione di Davies sono arrivati gol contro Columbus e New York (doppietta), mostrando di essere importante per la squadra almeno quanto Jones. E se Gonzales dovesse trovarsi uno contro uno con Davies o Bunbury, sarebbero guai.

LA Galaxy: Robbie Keane è stato votato MVP, e questo già dà l'idea del livello dell'attacco di LA. Descrivere Keane come semplice attaccnte sarebbe limitativo, vista la sua capacità sia di far salire la squadra che di fornire assist per Donovan. Ma la brillantezza di Keane sembra aver oscurato quello che era una volta il suo letale partner d'attacco, il 22enne Gyasi Zardes, autore di un solo gol nelle ultime 11 partite. Non che Zardes non faccia ciò che Arena gli dice, portandosi via gli avversari col suo movimento continuo, ma dopo l'ennesima partita sotto tono l'allenatore dei Galaxy potrebbe ripensarc.

Panchina

NE Revolution: La differenza tra le due squadre è notevole. Heaps qualche opzione ce l'ha, come Kevin Alston pronto alle spalle di Tierney, oppure Kelyn Rowe, capace di rendersi perifcoloso con le sue corse in mezzo, fino al giovane attaccante uruguayano Diego Fagundez, stellina espolsa lo scorso anno, ma un po' messo da parte nella seconda parte di stagione. Fors el'interesse di squadre come Fiorentina e AS Roma, e la convocazione nell'Under 20 della Celeste,, hanno un po' distratto il ragazzo.

LA Galaxy: I successi di LA in MLS negli ulti sei anni è in gran parte da attribuire alla capacità di Arena di costruire ogni anno una squadra con gli adeguati ricambi, tutta gente che potrebbe essere titolare altrove. In difesa Leonardo è un'ottima alternativa al centro, mentre Tommy Meyer e l'esperto Todd Dunivant lo sono sulle fasce. Qualcosa in meno a centrocampo, con i giovani prospect Kenney Walker e Jose Villarreal (tornato dal prestito ai messicani del Cruz Azul), mentre Baggio Husidic potrebbe giocare tranquillamente nell'undici inziale. Davanti infine c'è Alan Gordon, spesso fondamentale negli ultimi minuti delle partite in cui è entrato.

Allenatori

Jay Heaps of New England Revolution
Jay Heaps fa parte della nuova generazione di coach MLS

NE Revolution: Jay Heaps è uno dei migliori rappresentati della giovane generazione di quarantenni ex calciatori diventati allenatori in MLS, a fianco di gente come Ben Olsen (DC United) e Mike Petke (NY Red Bulls). Bravo a gestire la rosa, in questi tre anni ha mostrato grande capacità di creare un gruppo, mostrando grande acume tattico. Glia ggiustamenti fatti nel secondo tempo contro NY e la scelta di spostare Tierney avanti, possono sembrare cose piccole, ma si sono dimostrate decisive. Per lui stasera la sfida sarà contro quello che considera un maestro, lui come gran parte dei giocatori ed ex degli Stati Uniti.

LA Galaxy: Non c'è molto che Bruce Arena debba ormai dimostrare. Di MLS Cup ne ha già vinte 4 (due col DC United e due con i Galaxy), 3 Supporters Shield  (ancora due e due), i quarto di finale dei Mondiali con la Nazionale USA. A 61 anni è l'allenatore più anziano della lega, ma il suo gioco - un tiki taka California-style - e la sua capacità di gestione della squadra sono più moderni che mai, mentre - fortunatamente - è rimasto fedele a valori antichi come la lealtà (nei confronti dei suoi giocatori) e l'onesta (chiedere ai dirigenti della MLS, che lo hanno multato più volte). Arena non sarà certo paragonabile ai vari Ancelotti o Guardiola, ma di certo sa quello che serve per vincere in America.


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Calendario Serie A 2015/2016
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