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Il ritorno di Sandro Nesta dopo Montreal: vola in India!
Scritto il 2014-11-29 da SoccerItalia su Calciomercato
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Mentre l'Indian Super League raggiunge il milione di spettatori nelle varie partite disputate fin qui in stagione, il Chennaiyin dell'ex Inter è a un passo dal vecchio avversario di derby milanesi in Italia e Champions...

La certificazione la dà Cristian Brocchi, vecchio compagno di trionfi al Milan. Sandro Nesta è ormai a un passo dalla firma col Chennaiyin di Marco Materazzi. Ironico il tweet dell'amico, oggi tecnico della Primavera rossonera: "Se mi avessi detto che volevi giocare ancora ti avrei preso io! Posso usare un fuori quota". E così un altro grande ex campione italiano è pronto al salto nel calcio dell'altro mondo. "È fatta - ha detto poi Matrix - Sostituirà Mendoza ma non so ancora quando arriverà visto che ha bisogno del visto".

Nesta raggiungerà l'ex interista, fiero avversario in innumerevoli derby milanesi in Italia e Champions e compagno in Nazionale al Mondiale 2006. Obiettivo, rafforzare ancora di più la difesa in vista del rush finale di campionato che vede la squadra di Materazzi prima in fuga a +3 sull'Atletico de Kolkata. Il girone di ritorno è ancora lungo e serve esperienza dietro, Nesta, 38 anni, promette di darne a iosa dopo un anno pieno di inattività agonistica. Il suo ritiro dal calcio dopo l'esperienza canadese col Montreal Impact era infatti datato novembre 2013. [L'ultima volta che lo si è visto in campo è stata il 12 maggio 2014, in occasione della splendida festa dei tifosi laziali all'Olimpico tutto esaurito in occasione dei 40 anni dal primo Scudetto della SS Lazio, NdR].

Chennaiyin in festa ma è in generale tutto il movimento calcistico indiano a gioire. La neonata Indian Super League non ha fatto flop, anzi. Raggiunto col match Goa-Kerala Blasters (3-0 per la squadra allenata da Zico, in netta ripresa in classifica) il milione di spettatori alle partite di campionato. Mica male, quando in tanti scommettevano sul fallimento dell'operazione.

Fonte: Gazzetta dello Sport

Il commissioner della MLS, Don Garber, ha affermato di sperare ancora che Didier Drogba possa tornare al Montreal Impact e rinviare il suo ritiro, ma il futuro dell'ivoriano rimane ancora oscuro. Da settimane si parla ormai della voglia di Drogba di ritirarsi per entrare nello staff tecnico del Chelsea. La notizia del suo ritiro era stata resa pubblica dal francese L'Equipe, ma l'attaccante ha quindi smentito via Twitter. "E' una situazione in corso d'opera, e semplicemente non ho aggiornamenti", ha dichiarato ieri Garber durante l'MLS SuperDraft. "Chiunque può decidere di ritirarsi quando sente che è venuto il momento, ma lui ha un contratto, e speriamo possa tornare ad indossare la maglia, pronto per giocare" Le regole della FIFA stabiliscono comunque che, anche in caso di ritiro, nel caso Drogba accettasse un ruolo da tecnico, all'Impact sarebbe comunque dovuta una qualche forma di compensazione- Ma in ogni caso Garber ha tenuto a sottolineare che, nonostante sia stato poco in MLS, Drogba è stato "un grande ingaggio" da parte della lega. Visti i numeri in campionato dell'ivoriano, un punto difficilmente discutibile. Appena arrivato in MLS Drogba ha messo a ferro e fuoco le difese avversarie, trascinando il Montreal - che appariva ormai cotto - sino ai playoff (prima volta dal 2013) con 12 gol in 14 match. "Didier è stato incredibile, e ha fatto grandi cose per l'Impact. ma ha 38 anni, e se dovesse decidere di ritirarsi gestiremo la cosa di conseguenza. In ogni caso ha portato eccitazione nella lega, e sono sicuro che i tifosi del Montreal non lo dimenticheranno. Dovesse decidere, insieme all'Impact e a Joey Saputo [il presidente, Ndt] di andarsene, sono sicuro [i quebeçois] che si concentreranno sul portare comunque un grande giocatore".

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Il 2015 verrà ricordato l'anno dei grandi nomi per la MLS. Dopo Gerrard, Lampard e Pirlo, i tre principali colpi di questa estate, il campionato di calcio nordamericano si è assicurato anche Didier Drogba, che giocherà nel Montreal Impact. In Quebec, l'ivoriano troverà l'ex centrocampista di Napoli e Bologna Marco Donadel, arrivato in MLS ad inizio stagione. Drogba, così, completa il suo giro del Mondo in tre stagioni, che lo aveva portato, nel 2012, a vestire la maglia dei cinesi dello Shanghai Shenhua, nel 2013 quella del Galatasaray e nel 2014 quella del Chelsea, con cui ha vinto la Premier League quest'anno. LEGGI: Didier Drogba verso Montreal Il Montreal Impact, ex squadra dei virgulti laziali Marco Di Vaio e Alessandro Nesta, accoglie a braccia aperte il centravanti 37enne, che attualmente era svincolato, dopo aver acquisito per 250mila dollari i diritti del suo cartellino dai Chicago Fire (società che l'aveva opzionato precedentemente attraverso il sistema MLS del Discovery Process). Ad accogliere Drogba è direttamente Joey Saputo, presidente del club canadese (oltre che del Bologna FC): “E' un onore dare il benvenuto a Drogba qui agli Impact. Dalla prima volta che ci ho parlato, ho notato che lui voleva venire qui. E' uno dei giorni più importanti della storia per questa società, Didier porterà benefici sotto ogni aspetto". L'esordio dell'attaccante ivoriano, 37 anni, potrebbe avvenire già sabato 1 agosto, nella partita contro il New York City FC di Andrea Pirlo. Come scrive la Gazzetta, questa MLS sembra sempre di più la Champions League di 10 anni fa. DONE DEAL Didier Drogba is Bleu-blanc-noir >> http://t.co/GfQruB5ASm #IMFC #DrogbaWatchIsOver pic.twitter.com/FUjYsh2TsL — Impact de Montréal (@impactmontreal) 27 Luglio 2015

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Con molta classe Matteo Ferrari ha detto arrivederci ai tifosi dell’Impact, e si sottolinea con classe, perché lo scarno comunicato stampa del club non fa certo onore ai tre anni che il difensore italiano ha passato a Montreal. Ferrari ha preso l’iniziativa personale di convocare i media locali per esprimere il suo stato d’animo in seguito alla decisione del club di non esercitare l’opzione che il giocatore aveva per la stagione 2015, ma ci sarebbe magari voluto un po’ più di tatto per questo annuncio che ha scatenato i tifosi su Twitter, che si sono dimostrati nettamente in disaccordo con questa mossa del direttore del personale tecnico (nonché allenatore), Frank Klopas. Addio. “Ho chiesto molte volte un incontro col club, e mi hanno detto che non sapevano come sarebbe stata la prossima stagione". Venerdì Klopas ha incontrato Ferrari per informarlo che il club ha deciso di lasciarlo andare. "Non ho controllato l'orologio, ma non credo sia durata più di 10 minuti". E amaramente ha sottolineato il fatto che forse avrebbe meritato un addio migliore. Storia. “Sono qui dall'inizio. Tre anni sono tanti. Mi sento parte di questa squadra e di aver fatto un po' di storia, anche se tra alti e bassi. Il mio non è un addio facile. Non posso colpevolizzare Klopas, anche perché già tre mesi fa avevo  espresso i miei dubbi. A 35 anni non posso aspettare troppo che il club cresca. Durante la stagione mi ero informato e avevo chiesto di andare in una squadra che lottava per i playoff, ma l'allenatore non mi ha lasciato andare". Scelta strana quella di Klopas, visto che avrebbe potuto con la cessione di Ferari avviare il rinnovamento ottenendo qualcuno in cambio, oltretutto per un giocatore cui non è stato rinnovato il contratto citando proprio problemi di salary cap. Vai all'audio dell'intervista a Matteo Ferrari Leadership. "Problemi di leadership? Non credo. Ho visto grande attaccamento ed esempio da parte dei più anziani della squadra. Non credo sia stata la causa principale del tracollo. Abbiamo iniziato male, e cambiare tanti giocatori a stagione iniziata non è servito. Non hanno coperto i buchi che si erano creati in offseason". Va detto che durante la conferenza stampa Ferrari ha sottolineato una difficoltà: "Nel calcio o giochi per vincere o per evitare la retrocessione. In MLS invece succede che ti ritrovi a giocare sei mesi per il nulla", mettendo in risalto uno dei problemi principali della lega nordamericana, che non presenta un sistema di promozioni e retrocessioni. Futuro. "Fisicamente penso di poter giocare ancora. Non so cosa sarà domani e non ho fretta. Se ci sarà una bella situazione con una squadra che lotta per vincere sarà bello farne parte, ma non posso entrare in un progetto di lungo termine, vista la mia età. Ma Montreal rimarrà nel mio cuore. Ho tanti amici qui e spero di essere sempre il benvenuto".   Di fatto, si mette praticamente la parola fine a quell’accento italiano che la squadra aveva preso sin dal suo debutto in MLS e che aveva dato buoni risultati soprattutto nella prima parte dello scorso campionato, sotto la guida di Marco Schallibaum. Durante questi 3 anni si sono avvicendati tra gli altri: Corradi, Pisanu, Paponi lo stesso Ferrari e naturalmente Alessandro Nesta e Marco Di Vaio. La prossima stagione dovrebbe essere schierato a centrocampo Marco Donadel che si sta allenando a Bologna, ma di certo con questi presupposti i tifosi si aspettano anni di vacche magre e la fiducia nei mezzi della squadra di ben figurare nei quarti di Champions League a febbraio è praticamente ridotta i minimi termini. Ci vorrà una campagna acquisti per lo meno sontuosa per cercare di rimediare al pessimismo che pervade l’ambiente. Anche se l'impegno del proprietario Joey Saputo col Bologna potrebbe lasciare pensare che il Montreal Impact stia diventano secondario nelle strategie. Si ringrazia Gianni Cristiano e suo blog CalcioMLSMontreal.com

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