SPORT
Caribbean Cup, vittoria della Giamaica che vale anche la Copa America 2016
Scritto il 2014-11-18 da Franco Spicciariello su Concacaf
Tweet

La Giamaica si è aggiudicata per la sesta volta nella sua storia la Caribbean Cup battendo per 4-3 ai rigori Trinidad & Tobago (0-0 i tempi regolamentari) in quel di Montego Bay.

  • VIDEO: Giamaica vs. Trinidad & Tobago 4-3 (0-0 dts)

Protagonista della serata il portiere della Philadelphia Union, il rookie Andre Blake, autore della parata decisiva sul rigore del capitano dei Soca Warriors, Kenwyne Jones. Errore dal dischetto invece per il giovane attaccante del DC United Michael Seaton (visto nei mesi scorsi allenarsi ad Appiano gentile con l'Inter). In gol per i Reggae Boyz anche il difensore della Houston Dynamo Jermaine Taylor, mentre il centrocampista dell'Orlando City Kevin Molino ha convertito il proprio per T&T.

Oltre alla partecipazione alla Gold Cup, garantita alle nazionali che hanno raggiunto la partecipazione alla finale di Final Four (oltre alle due finaliste quindi anche Cuba e Haiti, mentre l'Honduras se la vedrà con la Guyana Francese per il quinto spot), la vittoria garantisce ai Reggae Boyz anche un posto nella Copa America Centenario 2016, che si giocherà negli Stati Uniti.

Nella finale di Cariebbean Cup erano molti i giocatori MLS presenti: oltre a Blake, Seaton e Taylor, nella Giamaica c'erano anche Alvas Powell (Portland Timbers), Je-Vaughn Watson (FC Dallas), Darren Mattocks (Vancouver Whitecaps) e il promettente Deshorn Brown (Colorado Rapids). Per T&T la MLS era rappresentata, oltre che da Molino, da Cordell Cato (San Jose Earthquakes) e Kevan George (Columbus Crew SC), e dall'ex difensore centrale dei Vancouver Whitecaps Carlyle Mitchell.

Capocannonieri del torneo sono stati Mattocks e Molino, entrambi con tre gol in quattro partite, a fianco dell'haitiano Kervens Belfort.

Per Jurgen Klinsmann la Gold Cup 2015 era la priorità, ma gli USA sono andati malissimo La Gold Cup 2015 verrà ricordata come un vero e proprio fallimento per la Nazionale USA. Reduci da un Mondiale da cui è stata eliminata solo ai supplementari dal Belgio, gli Stati Uniti hanno invece messo in campo nel torneo continentale una serie di prove nettamente al di sotto delle possibilità del gruppo di giocatori a disposizione del CT tedesco. LEGGI: Gold Cup, USA eliminati dalla Giamaica Le recenti vittorie su Germania, Olanda e Messico avevano lasciato sperare in una crescita post Mondiale, dimostrandosi invece di aver unicamente nascosto una serie di problemi che gli USA si sono portati dietro nei 12 mesi post Mondiali. Un periodo fatto di ben 13 amichevoli, durante il quale gli uomini di Klinsmann poche volte hanno fatto vedere buone cose, a parte i flash europei e in Messico, sino alla meritata eliminazione in semifinale di Gold Cup contro la Giamaica, rafforzata dalla partecipazione alla Copa America. Nel torneo CONCACAF la Nazionale USA è apparsa assolutamente non pronta, iniziando ogni partita fin troppo lentamente (Cuba a parte, ma non fa testo), e di questo Klinsmann delle colpe le ha di certo, anche se difficilmente lo si sentirà fare autocritica. Autocritica che invece sarebbe utile anche per togliere un po' di pressioni dalle spalle dei giocatori. La "Pantegana" aveva dichiarato che il suo primo ciclo Mondiali avrebbe messo giù le fondamenta del suo programma, mentre in questo secondo avrebbe costruito. Oggi, più di un anno nel secondo ciclo, qualche dubbio invece inizia a sorgere, specie per alcune scelte del CT. DIFESA SBAGLIATA. A parte la porta, copertissima con Brad Guzan (Aston Villa) e il rientrante Tim Howard (Everton), la difesa è il problema. Klinsmann aveva chiarito prima del torneo che la coppia centrale in difesa sarebbe stata composta dal "tedesco" John Brooks e dal "messicano" Ventura Alvarado. Perché? Alvarado ha alle spalle un totale di 1.317 minuti nella Liga MX. Dopo aver esordito a marzo con gli USA, è stato spesso scostante nel rendimento, a parte la vittoria di aprile in Messico,  casa sua. Giocatore con potenziale, ma forse il suo lancio nel ruolo da titolare è stato troppo veloce, e la ragione non è affatto chiara. Il suo compagno Brooks, reduce da una Bundesliga con qualche ottima prova con la maglia dell'Hertha Berlino, anche lui in Nazionale è apparso spesso incerto, spaventando compagni e tifosi nei match ad esempio contro Danimarca, Olanda e Svizzera. Inoltre Brooks aveva alle spalle un solo match ufficiale da titolare, negli scorsi Mondiali, in cui era anche andato in gol. Alvarado non ne aveva nessuno, e anche a livello di club poca roba. Una coppia decisamente inesperta e probabilmente non del livello adeguato. Una scommessa persa per JK. A questo punto rimane l'interrogativo del perché Klinsmann proprio non creda nei centrali di casa, gli esperti Matt Besler (Sporting KC) e Omar Gonzalez (LA Galaxy), che bene avevano fatto ai Mondiali e in passato in CONCACAF, o anche Tim Ream del Bolton. CENTROCAMPO STANCO. A centrocampo il problema è stato un Kyle Beckerman apparso a 33 anni in netto calo. Da oltre un decennio leale guerriero al servizio dei CT USA, in Gold Cup si è trovato spesso in difficoltà contro avversari più giovani e veloci. A questo punto Klnsmann deve trovare un sostituto all'altezza, più atletico: Danny Williams o Perry Kitchen del DC United sono due dei nomi in cima alla lista. Per fortuna Michael Bradley continua a reggere a grandi livelli, mentre si spera che Jermaine Jones possa riprendersi dall'infortunio, anche se l'età non lo aiuterà di certo. ATTACCO ANEMICO. A parte i sei gol contro la povera Cuba, l'attacco americano si appoggiato totalmente sulle spalle di Clint Dempsey. Punto. L'attaccante dei Seattle Sounders ha segnato tutte le reti della squadra, a parte quella di Michael Bradley contro Panama, peraltro proprio su assist di Dempsey. Notevole la delusione per le prestazioni del centravanti Jozy Altidore, fuori forma e rispedito a Toronto prima del tempo. Meglio è andato l'avanti dell'AZ Alkmaar Aron Johannsson, che ha messo in mostra qualche flash, ma che non è riuscito ad infilare le reti necessarie nei momenti cruciali. Il problema è che Dempsey ha già 32 anni, e che in Russia ne avrà 35, con i due dietro che al momento non sembrano in grado di sostituirlo al meglio (si spera più in Johannsson che in Altidore ormai, troppo spesso deludente), e alle loro spalle a parte il 19enne Rubio Rubin dell'Utrecht sembra esserci poco altro.   POCO GIOCO. Nel fallimento complessivo è finito inevitabilmente anche il gioco. Mancano le ali. In Gold Cup Klinsmann ha cercato di supplire con Alejandro Bedoya (che gioca in mezzo al Nantes), Gyasi Zardes (attaccante nei LA Galaxy) e DeAndre Yedlin (terzino destro al Tottenham). Non sorprende che il risultato non sia stato un granché. Si spera nel rientro di Graham Zusi dello Sporting KC, ad oggi - almeno dal punto di vista tecnico-tattico - unico possibile erede di Landon Donovan. Rimane un mistero poi l'insistere sul terzino del Norimberga, Timothy Chandler. Fuori con la Giamaica per infortunio, è ancora lui il titolare a destra. Giocatore ormai esperto con 124 match in Bundesliga sulle spalle, in Nazionale non ha mai convinto pienamente, mentre gente quale Eric Lichaj (Nottingham Forest) non viene nemmeno messa alla prova. Ma ciò che preoccupa più in generale è l'assoluta mancanza di progressi dal Mondiale, sotto tutti gli aspetti, considerando che JK è anche direttore tecnico e pure le giovanili dei problemi li hanno messi in evidenza. IL FUTURO E' ADESSO. Klinsmann certamente non si muove dalla panchina, come confermato ufficialmente - e senza alcun dubbio - da parte del presidente della USSF, Sunil Gulati. La figura di JK è centrale ormai nella struttura del calcio americano. Del resto Gulati lo avrebbe voluto già nel 2006 (e forse anche prima), e in lui crede tantissimo per lanciare la Nazionale USA nell'empireo del calcio mondiale. Ad ottobre però arriverà un momento cruciale per Klinsmann e gli USA, che ad ottobre affronteranno il Messico vincitore della Gold Cup per conquistare il posto CONCACAF nella 2017 Confederations Cup in Russia; nello stesso mese l'U23 parteciperà alle Qualificazioni per le Olimpiadi di Rio 2016, dopo aver saltato Londra 2012. Dovessero portare a casa il risultato, allora la Giamaica sarà solo un brutto ricordo. Ma avendo considerato priorità top queste due competizioni, per Klinsmann la vera valutazione arriverà su queste. Un fallimento sarebbe pesante anche in ottica Mondiali, avendo molte meno possibilità di misurarsi al top nei prossimi anni, visto anche che la Copa America Centenario sembra ancora a rischio.

Calcio - Socceritalia

Sembrava che gli Stati Uniti fossero partiti lenti in questa Gold Cup, ma poi - specie dopo il 6-0 a Cuba - parevano ormai avviati verso la finale. Ma ieri notte un'altra partenza letta si è trasformata in un'eliminazione shock con la Giamaica Gli Stati Uniti sono stati infatti eliminati dalla CONCACAF Gold Cup mercoledì sera con due gol nel primo tempo al Georgia Dome di Atlanta. La squadra di Jurgen Klinsmann ha tirato fuori la faccia feroce nel secondo tirato, ma i Reggae Boyz - arrivati al torneo rafforzati dalla Copa America - hanno retto fino alla fine. Protagonisti della serata sono stati l'attaccante dei Vancouver Whitecaps Darren Mattocks e quello della Houston Dynamo (ed ex Liverpool) Giles Barnes, in gol a cinque minuti l'uno dall'altro nel primo tempo, contro cui non è bastato il gol di Michael Bradley nel finale agli USA - in shock per gran parte del tempo - per recuperare. Ancora una volta imbarazzante la difesa americana, con l'accoppiata John Brooks e Ventura Alvarado in difficoltà per gran parte del match. LEGGI: Copa America, Giamaica: il ritorno di Giles Barnes Il risultato non solo ha dato i giamaicani loro seconda vittoria contro gli Stati Uniti di tutti i tempi, ma li porta alla finale di Gold Cup per la prima volta nella storia del torneo. La Giamaica affronterà domenica il Messico, che ha battuto Panama nell'altra semifinale della notte, contro cui gli americani giocheranno invece per il terzo posto sabato. La sconfitta obbligherà gli Stati Uniti a giocare uno spareggio contro la vincitrice della Gold Cup il prossimo 13 ottobre per accedere al posto CONCACAF nella Confederations Cup 2017 in Russia. ________________________________________ U.S. Men’s National Team vs. Jamaica  1-2 Data:  22 luglio, 2015 Torneo:  2015 CONCACAF Gold Cup; Semifinals Stadio:  Georgia Dome; Atlanta, Georgia Marcatori: JAM – Darren Mattocks (Kemar Lawrence)         31 JAM – Giles Barnes                                               36 USA – Michael Bradley                                        48 USA: 1-Brad Guzan; 16-Brad Evans, 6-John Brooks, 13-Ventura Alvarado, 23-Fabian Johnson; 5-Kyle Beckerman (10-Mix Diskerud, 67) , 4-Michael Bradley (capt.), 20-Gyasi Zardes, 8-Clint Dempsey, 11-Alejandro Bedoya (2-DeAndre Yedlin, 78); 9-Aron Johannsson (26-Alan Gordon, 73) Non entrati : 12-Nick Rimando, 22-William Yarbrough; 3-Omar Gonzalez, 15-Tim Ream, 18-Chris Wondolowski, 19-Graham Zusi, 21-Timmy Chandler, 24-Joe Corona, 25-DaMarcus Beasley CT: Jurgen Klinsmann JAM: 23-Ryan Thompson; 19-Adrian Mariappa, 4-Wes Morgan, 3-Michael Hector, 20-Kemar Lawrence; 22-Garath McCleary, 17-Rodolph Austin (capt.), 10-Jobi McAnuff, 15-Je Vaughn Watson; 9-Giles Barnes (2-Christopher Humphrey, 85), 11-Darren Mattocks (18-Simon Dawkins, 57) Non entrati: 1-Andre Blake, 6-Lance Laing, 7-Andre Clennon, 8-Michael Seaton, 13-Dwayne Miller, 14-Allan Ottey, 16-Joel Grant, 24-Omar Holness, 25-Sean McFarlane CT: Winfried Schäfer Stats Summary: USA / JAM Tiri: 21 / 10 Tiri in porta: 10 / 3 Parate: 1 / 9 Corner: 11 / 8 falli: 13 / 10 Offside: 1 / 4 Ammoniti: USA – Kyle Beckerman     31 JAM – Garath McCleary   45+1 USA – DeAndre Yedlin     88 Arbitro: Ricardo Montero (CRC)

Calcio - Socceritalia

Decisamente intensa la Week #17 della MLS, che si concluderà stanotte col derby fra New York City FC e New York Red Bulls, per la prima volta allo Yankee Stadium. Tante le partite della settimana, con movimenti importanti in particolare nella Western Conference, dove i Vancouver Whitecaps sono ora in testa (con una partita in più rispetto a Seattle) grazie ai tre punti conquistati a Boston, e lo Sporting KC e proprio lì dietro a 5 punti, ma con due match da recuperare. Si rivede inoltre in zona playoff San Jose, che ha battuto a sorpresa per 3-1 i Los Angeles Galaxy nel California Clásico. Sporting Kansas City 2 -- Colorado Rapids 0 | Highlights Fare sette tiri in porta e trasformarli in sette gol non è da tutti. Motivo per il quale sono molti ormai ad aver notato Krisztian Nemeth, l'attaccante nazionale ungherese dello Sporting KC, ancora in gol ieri al 32' grazie ad un assist di Chance Myers al rientro da un lungo infortunio al tendine d'Achille  subito il 23 marzo 2014. Il raddoppio dello Sporting arriva al 64' su autogol del centrocampista dei Rapids Sam Cronin. Per KC ora pausa sino al 12 luglio, data in cui previsto lo scontro con la capolista Vancouver, Per i derelitti Colorado Rapids, ultimi nella Western, sempre i Whitecaps, ma il 4 luglio in casa. Toronto FC 0 -- D.C. United 0 | Highlights Nulla da fare per il Toronto FC di Sebastian Giovinco, che impatta 0-0 col DC United, capolista della Eastern Conference. Unica vera occasione della serata proprio della formica atomica al 67', ma Bill Hamid è bravo a salvare il risultato in una serata ventosa e piovosa al punto da creare problemi nei passaggi. Se di per sé il risultato per il TFC è comunque valido, di certo è stata un'occasione mancata, visto che con la Gold Cup i Reds perderanno aper settimane Michael Bradley, Jozy Altidore e Jonathan Osorio. E ciò a cominciare da sabato prossimo, col difficile impegno in casa dei Los Angeles Galaxy. Nel mezzo, martedì, il D.C. United se la vedrà con la Philadelphia Union al PPL Park. Il TFC è ora terzo a 12 punti da DC, ma con 5 partite in meno. San Jose Earthquakes 3 -- LA Galaxy 1 |  Highlights Nono gol stagionale (tre dietro Kei Kamara, top scorer MLS al momento) per l'attaccante dei Quakes Chris Wondolowski - MVP 2012 e capocannoniere 2010 e 2012 - protagonista del California Clàsico contro LA, vinto dai ragazzi di Dominic Kinnear per 3-1. In 50.000 allo Stanford Stadium hanno applaudito i gol di Wondo, del difensore Clarence Goodson e di Cordell Cato - oltre ai due assist di Matias Perez Garcia - che hanno rovesciato un match apertosi col vantaggio dei Galaxy da parte del brasiliano Juninho dopo pochi minuti. La vittoria porta i Quakes al sesto posto nella Western, in zona playoff, mentre LA - terza ma con già 20 match giocati - inizia a guardarsi alle spalle dal ritorno di KC, Dallas (vincente giovedì) e proprio San Jose. I Galaxy saranno impegnati di nuovo a San Jose - stavolta all'Avaya Stadium - mecoledì per i sedicesimi di US Open Cup. Per i Quakes poi domenica trasferta a Portland, mentre sabato LA ospiterà Toronto. New England Revolution 1 -- Vancouver Whitecaps 2 | Highlights Serataccia per i Revs, che perdono l'occasione di accorciare su DC, venendo sconfitti per 2-1 in casa dai Vancouver Whitecaps, interrompendo così una serie positiva che al Gillette Stadium durava da 17 partite. 'Caps avanti al 18' con Cristian Techera. Al 31', errore di Andy Farrell in area, che atterra un avversario e si becca anche il rosso. Rigore di Octavio Rivero e 2-0. All'84' arriva l'inutile gol di  Teal Bunbury. Per entrambe prossimo impegno sabato: i Revolution volano a Dallas, mentre la capolista Vancouver ospita Colorado. Philadelphia Union 2 -- Montréal Impact 2 |  Highlights A salvare Philadelphia, in una serata rovinata da una tempesta, ci pensa l'ex Rangers Maurice Edu al 76', bravo ad infilare sulla respinta di Evan Bush. La Union era andata in vantaggio con Eric Ayuk Mbu (poi espulso dopo il pari di Edu) dopo otto minuti, ma prima l'ex Lecce Ignacio Piatti e poi il centravanti Jack McInerney avevano permesso al Montreal Impact - in dieci per l'espulsione di Patrice Bernier - di andare in vantaggio. Impact di nuovo in campo il 4 luglio contro il New York City FC, mentre la Union se la vedrà con DC martedì in US Open Cup prima di andare in pausa per l'Independence Day. Real Salt Lake 2 -- Columbus Crew SC 2 |  Highlights Per due volte il Columbus Crew recupera i gol del Real Salt Lake e strappa un punto al Rio Tinto Stadium. RSL avanti con Olmes Garcia su uno schema di punizione battuta dall'inglese Luke Mulholland al 36'. Pareggia sei minuti dopo Tony Tchani. Nel secondo tempo è l'ex attaccante dell'Argentinos Jr. Sebastian Jaime a piazzare il 2- dopo soli 25 secondi, ma al 62' arriva di nuovo il pareggio dei gialloneri di coach Gregg Berhalter grazie a Ethan Finlay sul solito bel cross di Federico Higuain. Al 77' il Real Salt Lake si ritrova anche in 10 per l'espulsione diretta a seguita di un'entrata durissima su Tchani, e dopo soli 10 minuti essere entrato, ma il gruppo di Cassa - pur non apparso al massimo - reggere comunque sino alla fine. Prossimi match per le due squadre in US Open Cup: Columbus scenderà in campo al Citrus Bowl martedì contro l'Orlando City, mentre il Real Salt Lake accoglierà Portland.    

Calcio - Socceritalia

Login
SOCCERITALIA
SPORT
Tweet di @MLSsocceritalia
Serie A: Calendario e Classifica del Campionato 2015-2016

 


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2016 Nanalab S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 09996640018