Ritorno a San Jose per l'allenatore di origine scozzese
Nei mesi precedenti l'annuncio del trasferimento dei San Jose Earthquakes a Houston, l'allora coach dei Quakes Dominic Kinnear espresse spesso la frustrazione derivante dall'incertezza connessa alle voci di relocation. "Vorrei che la questione si risolvesse presto, sì da tornare a casa con le idee chiare", disse Kinnear al tempo.
Ma nonostante il viavai in società, i rumors sul trasferimento, una serie di infortuni pesanti e la perdita di alcuni dei migliori giocatori della MLS di allora (incluso Landon Donovan), Kinnear fu capace di guidare quella squadra al Supporters Shield (con tanto di record di punti) venendo nominato Coach of the Year. Ecco quanto è bravo.
TANTI SUCCESSI
Alla fine i San Jose Earthquakes si spostarono a Houston, e nel gennaio 2006, pochi giorni prima dell'annuncio del nome della nuova franchigia, il club fece firmare a Kinnear un biennale. Ma mentre il nome scelto provocò un disastro, la conferma dell'allenaotre scozzese fu una delle migliori scelte nella storia dello sport di Houston.
Il nome scelto, Houston 1836, durò infatti solo sei settimane prima di essere convertito in Houston Dynamo. Kinnear è invece rimasto per 9 anni, e sarebbe potuto restare ancora se avesse voluto. Ma l'ex nazionale USA ha deciso di tornare a San Jose, per guidare la nuova versione degli Earthuqakes, tornati in MLS nel 2008, e a pochi minuti da Fremont, dove risiede la sua famiglia a quando si trasferì negli USA dalla Scozia quando aveva solo tre anni.
Con due MLS Cup vinte (entrambe contro il New England Revolution) e altre due finali raggiunte (e perse contro i LA Galaxy), e tanti altri bei momenti (tra cui le semifinali di CONCACAF Champions Cup), Kinnear lascia i tifosi di Houston con tanti bei ricordi e nessun rimorso. Col suo addio Houston perde un coach intelligente e di altissimo livello, i cui successi lo pongono nell'albo d'oro dei coach della città accanto a gente quale Rudy Tomjanovich (vincitore con gli Houston Rockets dell'anello NBA nel 1994 e 1995), Folksy Bum Phillips dei Luv Ya Blue Oilers, e Van Chancellor, l'allenatore più vincente della storia della WNBA.
Kinnear sbarcò a Houston senza alcun collegamento con l'area e senza lo charme da uomo del sud, ma facendo di Houston subito una squadra da titolo, in un'epoca in cui nessun'altro team locale nemmeno era in grado di competere ad alti livelli.
Da allora il soccer a Houston e non solo ha fatto passi da gigante, e altri ne deve fare. Ma ora il percorso è più corto grazie al lavoro di Kinnear con la Dynamo. "Bisogna riconoscergli il credito per tutto ciò che ha ottenuto", dichiarò l'ex presidente Oliver Luck nel 2009.
UN DURO
Lo stile di Kinnear, da giocatore difensore duro, per 54 volte nazionale USA negli anni '90, ha sempre puntato sulla forma fisica, senza dare grande spazio a fronzoli, e - va detto - non è che Houston abbia dato sempre spettacolo, anzi.
Onesto fino alla brutalità, ha sempre fatto capire ai giocatori qual'è il loro posto. Non è uno che la manda a dire o che cerca di addolcire la pillola. "Se non reggi finisci fuori", spiega Brian Ching, ex centravanti che per Kinnear ha giocato a San Jose e a Houston. "Prende solo giocatori che sa che possono gestire la sua durezza. Se vuoi vincere devi ascoltare quello che dice".
Questa stagione è stata dura per la Dynamo, fuori dai playoff dopo la sconfitta col DC United dello scorso 12 ottobre all termine di un campionato tra alti e bassi. L'eliminazione vuol dire la seconda volta fuori in 9 anni, non male come record per Kinnear, in particolare considerando che ogni anno ha visto il suo gruppo cambiare. L'addio è arrivato la settimana scorsa in casa contro i Revs (1-2 finale) - con tanto di standing ovation e saluto dei suoi giocatori - seguito da venerdì con la sconfitta in casa del Chicago Fire. Una chiusura non ideale per un vincente come Kinnear, ma per lui il posto è nella storia di Houston, e la nuova sfida sarà rilanciare San Jose.
A Houston sarà ora compito del CEO Chris Canetti trovare il sostituto adatto, ma ha già anticipato che ci vorrà un po' di tempo. Prima deadline: il 10 dicembre, data dell'expansion draft. Per chiunque arriverà sarà davvero dura.










































