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Cosmos, rush per i playoff con sguardo al futuro
Scritto il 2014-10-13 da Dario Torrente su NASL, USL, MISL
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La fine della stagione Nasl si avvicina, e i Cosmos seppure con qualche miglioramento dal punto di vista del gioco non hanno migliorato di molto la situazione, con il sesto posto in classifica e soli tre punti che li separano dal Fort Lauderdale Strikers, attualmente terzi alle spalle di San Antonio e Minnesota  e quattro partite di regular season da giocare, risultati altalenanti ed una classifica globale che li vede ancora al terzo posto con 37 punti ma tallonati da da Fort Lauerdale e Carolina rispettivamente a 34 e 33 punti ed una distanza di cinque punti dai vincitori della Spring Season, i Minnesota United.

Se la situazione rimanesse invariata a fine campionato i Cosmos potrebbero giocarsi le speranze di ripetersi ai play-off, ma per ora non c’è nessuna sicurezza in positivo o negativo, un passo falso potrebbe pregiudicare l’annata già di per se amara mentre uno scatto d’orgoglio potrebbe voler dire che i ragazzi di Savarese sono ancora papabili al titolo di campioni Nasl 2014.

Per ora risultati e prestazioni di gioco sono state altalenanti, e i Cosmos dopo aver vinto in casa il 6 Settembre contro i Fort Lauderale Strikers per 2-0 si sono sbarazzati nei minuti finali di gioco degli Atlanta Silverbacks per 3-2 ridando ossigeno ad una classifica anemica. Però è arrivata la sconfitta in casa dei Carolina Railhawks per 5-4 dopo che il primo tempo era finito a reti inviolate.

Pur perdendo la squadra di New York ha dimostrato carattere  anche se qualche domanda sulla difesa, l’anno scorso  perno e vanto dei Cosmos, quest’anno un po troppo allegra anche a causa delle assenze di Ayoze, a volte messo da parte da Savarese e Roversio, frenato da problemi col visto. Problemi anche a centrocampo, spesso orfano della stella Marcos Senna ma a volte piagato anche dal problemi dell’italo-uruguaiano Guenzatti, uno dei giocatori più in vista nella rosa, e spesso orfano anche di Connor Lade, prestito dei New York Red Bulls che gli han fatto fare la spola tra le due rive dell’Hudson, e ultimo ma non ultimo anche di Andre Flores, recentemente impegnato con la propria nazionale. In attacco come si era già scritto Noselli ha abbandonato la nave per problemi personali, con la speranza di rivederlo il prossimo anno, Diomar Diaz si è appena ripreso dall’infortunio ed ha segnato contro Ottawa ma bisognerà aspettare ancora un po’ prima che possa ancora integrarsi in geometrie e schemi di una squadra che nel frattempo ha aquisito nuovi giocatori ed è andata avanti senza di lui. Hans Denissen sembra aver smarrito la via del goal e per questo motivo è stato accantonato da Savarese, mentre il prestito dei Portland Timbers, il congolese Danny Mwanga sembra aver trovato la giusta intesa con Mads Stokkelien.

Tornando alla regular season in corso, dopo la sconfitta in Carolina, i Cosmos sono partiti alla volta di Edmonton con la speranza di portare tre punti in cascina ma purtroppo per loro al goal del centrocampista Dennis Szetela al 51’ minuto è seguito il pareggio dei canadesi solo dieci minuti dopo, e la squadra della grande mela complice il vento contro e l’assenza di Marcos Senna non è riuscita a  recuperare dovendosi così accontentare del pareggio e prendendo ancora una volta punti preziosi  vanificando così le speranze di essere ancora in lizza per vincere il titolo di campione estivo e/o di portare a casa la Woosnam Cup.

Il gap coi San Antonio Scorpions è di ben tredici lunghezze ed anche la matematica in questo caso con sole quattro partite da giocare spegne queste speranze, l’unica speranza per i Cosmos di vincere un trofeo restano i play-off. Anche lo 0-0 casalingo contro la cenerentola Indy Eleven lascia ancora l’amaro in bocca ed aggiunge un altro tassello a quella che sembra essere la stagione dei rimpianti, Proprio contro Indianapolis i Cosmos con quel pareggio galeotto persero il titolo primaverile per un solo punto, ma oltre quello e questo ulteriore risultato ad occhiali fanno pensare i punti persi in casa e trasferta contro Edmonton, quel rigore sbagliato tra le mura amiche da Marcos Senna, il pareggio in Florida contro gli Strikers sotto di un uomo, il pareggio in Indiana dopo essere passati in vantaggio ed anche un po’ il mancato pareggio con Carolina che forse non avrebbe demeritato. Intanto in casa Cosmos il piangersi addosso non è mai stato ben visto e anche i rimpianti non godono di buona occhio, per cui le parole d’ordine di Joe Savarese sono mantenere la calma e focalizzarsi sui prossimi impegni, soprattutto la prossima partita in casa contro Ottawa, una delle piacevoli sorprese a livello di pubblico in questa nuova Nasl.

Un dato positivo in casa Cosmos è l’affluenza, quest’anno spesso anemica ma che ha registrato nell’ultima partita casalinga un rispettabile 6500 persone, il che fa ben sperare per il futuro.

Altro dato interessante e non trascurabile è che nel pubblico era presente lo spagnolo Raùl, a lungo desiderio proibito dei Cosmos che se avessero potuto beneficiare di lui durante questa stagione sicuramente avrebbero tratto gran beneficio dalla sua militanza in casacca biancoverde sia in termini di classifica e goal segnati che di presenze all’Hofstra Stadium, ma il destino quest’anno ha fatto di tutto affinchè lo spagnolo non vestisse la maglia dei Cosmos in tempo per la chiusura della finestra dei trasferimenti fissata alle ore cinque pomeridiane del 6 ottobre, lasciando così l’amaro in bocca ai tifosi dei Cosmos ed ai giornalisti che speravano di avere finalmente così materiale qualitativamente e quantitativamente pregiato da dare in pasto ai loro rotocalchi.

A quanto pare però le trattative tra il giocatore già stella di Real Madrid e Schalke 04 stanno continuando per la stagione 2015 e lo spagnolo si trova in questo momento con la famiglia a New York e discutere di un eventuale contratto per la prossima stagione. Quello che per ora divide la squadra da Raùl è la durata del contratto. Il giocatore vorrebbe fermarsi nella grande mela un solo anno per poter poi andare a fare il direttore tecnico nella sua adorata Madrid, vedremo se vincerà il cuore o il fascino della capitale mondiale e i dollari americani, uniti a un tocco di diplomazia internazionale, tanto marketing e magari confidando nella voglia di Mamez Sanz, ex modella e moglie del fuoriclasse di fermarsi a New York un anno in più rispetto a quanto vorrebbe il marito.

La chiusura della finestra ha fatto si che oltre Raùl i Cosmos non riuscissero a mettere sotto contratto un altro giocatore che in questo periodo si stava allenando a New York, vale a dire il centrocampista  finlandese Pekka Lagerblom, già nazionale del suo paese e con passata miltanza in squadre come Werder Brema, Norimberga, Colonia e seconda squadra dello Stoccarda. Ultimi domicili conosciuti il RB Leipzig, IFK Mariehamn, i norvegesi dell’HamKam, coi quali ha recisso il contratto per problemi familiari ed ora la quarta serie svedese con la maglia dell’IF Ange.

Sebbene sembri un giocatore con un gran futuro alle spalle l’ex nazionale finlandese ha 32 anni quindi nel campionato Nasl potrebbe sicuramente dire la sua, per questo motivo il giocatore, che può vantare anche un campionato tedesco  e una coppa di Germania vinti con la maglia del Werder Brema, e lo staff tecnico dei Cosmos si sono lasciati con buone parole ed una possibilità che il finlandese vesta la maglia dei Cosmos per la prossima stagione, stagione che vedrà sicuramente i Cosmos profondamente rinnovati.

Sebbene sia presto per parlare di calciomercato basti pensare che Flores, Mwanga, Lade e Ockford sono in prestito e molto probabilmente verranno richiamati dalle rispettive case madri per vestire la casacca della squadra o come ottimo materiale di scambio negli imminenti draft. Per quanto riguarda Flores la parola spetta al club che lo ha dato in prestito ai Cosmos, e difficilmente un club che ha per le mani un perno della nazionale del proprio paese che recentemente si è qualificata per la Gold Cup lo lascia andare, anche se bisognerà vedere quanti presidenti morti la squadra newyorkese sarebbe disposta a mettere sulla bilancia.

Tra i partenti potrebbe esserci anche l’olandese Hans Denissen che a New York non è riuscito a ripetere quello che aveva fatto vedere a San Antonio. In più c’è la grana Paulo Mendes da risolvere. Il brasiliano, dopo aver accettato un prestito nel campionato venezuelano ha stracciato il contratto ed è tornato a New York dove però al momento si trova fuori rosa. Aggiungiamo la speranza che Noselli torni negli Usa, gli anni di Marcos Senna   che già quest’anno si sono fatti sentire, l’interessamento di alcune squadre MLS nei confronti di Chirishan, l’anno prossimo la squadra al momento affidata a Savarese potrebbe venirne fuori radicalmente cambiata, ma ora non è tempo di pensare al futuro, bisogna che la squadra si concentri sulle prossime quattro partite.

Sarà soprattutto in questi scontri all’ultimo sangue che si vedrà il carattere della squadra e se questa stagione potrà infine essere raddrizzata oppure resterà agli annali come un annus horribilis. Per ora sembra che finalmente la catena di infortuni che ha creato non pochi problemi all’allenatore Savarese sembra essere finita, e se Diomar Diaz entrasse in forma proprio ora sarebbe un bel problema per le pretendenti al titolo Nasl 2014.

Il destino dei Cosmos non è ancora delineato e tutto può accadere, in più si aspettano ancora notizie per lo stadio di Belmont, progetto ancora al vaglio della contea forse più per motivi politici (a novembre si vota) che non di effettivo ostracismo da parte della comunità locale. Su questo versante il CEO Erik Stover si dice ottimista, e vista la prudenza che è diventata un pò il segno distintivo del presidente Seamus O’ Brien, sorella del trapattoniano “Non dire gatto se non l’hai nel sacco”, sicuramente c’è da credergli. Anche Savarese, di recente uscito da un meeting con gli alti papaveri della squadra si dice parecchio soddisfatto, evidentemente qualcosa finalmente comincia a muoversi.

Intanto dalla riva rivale dell’Hudson arriva una notizia che suscita pensieri indecenti. A quanto pare la Red Bull Gmbh, multinazionale produttrice della disgustosa bevanda energetica (scusatemi ancora ma non riesco proprio a berla –ndr-) vorrebbe disinvestire negli Usa di fronte a un potenziamento delle squadre ubicate in Brasile, dove i touros vermelhos hanno finalmente raggiunto la serie A brasiliana e l’RB Leipzig sta andando molto bene nella serie B tedesca e pare essere una tra le prossime neopromosse in Bundesliga.  A questo si erge il greve contrasto con il fallimento degli investimenti  con gli ex Metrostars ed un calo di consumo di Red Bull negli Usa. Gli austriaci vorrebbero vendere squadra e stadio per trecento milioni di presidenti morti, e allora perché non cogliere due piccioni con una fava?

I Cosmos prenderebbero i diritti dei Red Bulls e lo stadio spendendo meno di quanto invece farebbero costruendo un nuovo stadio e creerebbero un valido contraltare all’imminente strapotere del N.Y.C.F.C., opponendo un blasone storico ed una società con molta disponibilità economica, liberando così gli attuali Cosmos dall’incertezza di un futuro in una seconda divisione che deve lottare per sopravvivere e dando così ai disamorati tifosi dei Red Bulls una vera squadra per cui tifare e realizzando un sogno proibito degli allora Metrostars. Pochi sanno che in origine la franchigia allora di John Kluge and Stuart Subotnick avrebbe voluto chiamarsi Cosmos, ma l’allora proprietario del marchio, Peppe Pinton, rifiutò. Ciò non toglie che ai Metrostars rimase il desiderio mai realizzato di essere i Cosmos e richiamarne la storia, tangibile nell’assunzione come guida tecnica di Eddy Firmani, che putroppo non portò frutti, il giocare al Giants Stadium proprio dove i Cosmos vissero gli anni migliori della loro storia, e chiamare nelle proprie fila, ovviamente tenendo contro dei limiti imposti dal salary cap, giocatori di classe internazionale con un gran passato alle spalle.

Andandosene la Red Bull, si apre per i Cosmos e la MLS una nuova opportunità che fa saltare il banco. Sperando che questa volta, in cao la Sela Sport si intrufoli senza por tempo in mezzo nelle trattative di cessione con la Red Bull Gmbh, che sia la MLS che i Cosmos siano più lungimiranti e meno arroccati sulle loro posizioni, per il bene del soccer newyorkese ed americano. Chi vivrà vedrà….Intanto dopo la difficile vittoria tra le mura casalinghe a spese degli Ottawa Fury per 2-1 i Cosmos si portano al quarto posto in classifica ed al terzo nella corsa ai play-off. Se non vanificheranno nelle prossime partite il vantaggio acquisito potranno dare seri problemi a Minnesota e San Antonio, questo è l’avviso ai naviganti dei ragazzi di Savarese.

Il mese di agosto è passato e la situazione dei Cosmos è rimasta la stessa, punti persi per strada, possesso palla che non si concretizza, sviste arbitrali, un po di sfortuna, infortuni, i grossi nomi annunciati e non arrivati e una posizione in classifica inusuale per la squadra di Savarese, ovverosia il settimo posto, anche se nella classifica globale valida per i play-off New York è ancora saldamente al quarto posto con quattro punti di vantaggio sui diretti inseguitori, vale a dire i Tampa Bay Rowdies nonostante questi ultimi abbiano battuto i Cosmos in Florida per 3-1 in uno degli scontri più caldi e storicamente datati del soccer Usa. La settimana dopo all’Hofstra Stadium si sono presentati i campioni primaverili del Minnesota United e dopo che nei primi minuti di gioco il portiere Jimmy Maurer è stato espulso la squadra ha mostrato grande cuore riuscendo a pareggiare grazie al norvegese Mads Stokkelien e il risultato avrebbe potuto essere addirittura ribaltato se alcune occasioni non fossero state sprecate ma si sa il pallone è rotondo. I ragazzi allenati da Savarese hanno comunque dimostrato grande cuore e carattere e almeno dal punto di vista del gioco sembrano tornati ad essere ad alti livelli, ma i risultati stanno tardando ad arrivare, e un’altra volta ad Indianapolis che fatte le proporzioni sembra per i Cosmos quella che è stata per il Milan la fatal Verona New York ha sprecato un doppio vantaggio andato in fumo nei minuti di recupero, proprio quella Zona Cesarini che l’anno scorso aveva spesso fatto la fortuna della squadra, ma il karma impietosamente spesso si riprende quello che prima da in una sorta di legge del contrappasso dantesca. Per la cronaca i Cosmos erano andati in vantaggio con il giovane David Diosa al sesto minuto del primo tempo e allo scadere Stokkelien aveva firmato il raddoppio ma dopo la pausa tra i due tempi gli Indy Eleven han suonato la carica e dopo aver accorciato le distanze sono riusciti a trovare il pari al 93’ grazie ad una prodezza di Jermaine Johnson che ha così fatto perdere a New York la possibilità di salire vistosamente in classifica. Intanto lo stato fisico di Marcos Senna sembra essere continuamente precario. Il brasiliano naturalizzato iberico ha sofferto troppe volte quest’anno di problemi all’inguine e dopo essere stato convocato per la partita per la pace fortemente voluta dal Papa, e che ha sicuramente dato ai Cosmos un po di quella visibilità della quale han bisogno come il pane, ha ancora accusato quel tipo di dolori e non si sa se durante il prossimo match casalingo contro i Fort Lauderdale Strikers sarà presente in campo e se partirà titolare o meno. In più alla sua assenza e a quella, oramai annosa, di Diomar Diaz, si deve aggiungere la mancanza del neo acquisto salvadoregno Andre Flores, impegnato con la sua nazionale per la coppa Uncaf, competizione nata per determinare chi delle squadre centro americane potrà poi competere nella più prestigiosa Gold Cup o Copa de Oro se alla lingua di Shakespeare si preferisce quella di Cervantes. ACQUISTI. Sul fronte dei nuovi acquisti e speranze dell’arrivo di un grosso nome che potesse dare lo stesso impulso, fatte le debite proporzioni, che Pelé diede alla squadra in quell’oramai lontano agosto del 1975, le notizie dell’arrivo di Raùl sembrano non aver avuto seguito nonostante il 26 Agosto l’Al Sadd è stata eliminata dagli arabi dell’Al Hilal. Forse l’ex stella del Real Madrid e dello Schalke 04 ha deciso sul serio di appendere gli scarpini al chiodo ed accettare l’incarico di dirigente a Madrid, per ora però non ci sono notizie ufficiali di alcun tipo, per cui potrebbe anche essere che le trattative siano ancora in corso, d’altronde come dicono gli americani no news good news, l’attesa per l’ex nazionale spagnolo potrebbe non essere stata vana come è stata invece quella per l’attaccante Roque Santa Cruz attualmente in forza al Malaga, anche se voci di corridoio danno la non riuscita dell’affare anche ad un parziale ripensamento dei Cosmos di fronte ad alcuni problemi fisici del giocatore che l’anno passato è andato in rete soltanto sei volte. Nei commenti rilasciati alla stampa l’allenatore Giovanni Savarese ha dichiarato recentemente che la squadra è ancora in cerca di un grosso nome, intanto in prestito dai Colorado Rapids è arrivato il congolese Danny Mwanga, classe 1991 prima scelta in assoluto del Superdraft 2010 tenutosi in quel di Philadelphia e messo sotto contratto dai neonati Union, dove aveva fatto vedere delle cose buone ma in seguito ai trasferimenti a Portland e Denver sembra aver smarrito la retta via, per cui i Rapids han deciso di cederlo in prestito ai Cosmos così come poco tempo fa hanno fatto la stessa cosa i New York Red Bulls con il centrocampista difensivo Connor Lade. Se i due ex ragazzi prodigio rifioriranno all’Hofstra Stadium così come è accaduto per Dennis Szetela, i Cosmos guadagnerebbeo la nomea di squadra panacea un po come quelle squadre di provincia dove nascevano i campioni che sarebbero poi andati a giocare nelle compagini più titolate ma dove venivano anche mandati dalla casa madre a farsi le ossa o per avere una seconda chance. Certamente i Cosmos ambiscono ad altro ma se vogliono sopravvivere nella realtà odierna diventare una squadra vivaio per la MLS con giovani di belle speranze coadiuvati da veterani della MLS e qualche stella internazionale al tramonto che miete trofei in seconda divisione e da filo da torcere alle squadre di MLS in US Open Cup sarebbe il miglior scenario possibile. Intanto Mwanga all’esordio ha confezionato l’assist con il quale Mads Stokkelien ha confezionato in quinto goal stagionale, e dovesse nascere la giusta intesa tra i due i Cosmos potrebbero finalmente aver risolto i problemi in fase offensiva, ma il campionato è ancora lungo e non si basa sui singoli episodi per cui è ancora presto da parlare ma l’interruzione del lungo digiuno di Stokkelien è una delle poche notizie positive per la squadra in questo periodo difficile. STADIO. In più, dopo mesi di silenzio finalmente si parla ancora dello stadio di proprietà che avrebbe dovuto essere pronto nel 2016, ma per via dell’arenarsi del progetto questa data non potrà essere rispettata, ma già che ancora se ne parli è positivo. Molti danno la colpa alle imminenti elezioni dello stato che si terranno in novembre ma Erik Stover, vice di Seamus O’ Brien, ha ammesso pubblicamente che in caso di vittoria di una fazione politica che dovesse osteggiare il progetto i Cosmos stanno già vagliando delle altre opzioni il che viene da pensare un po alla proposta del sindaco di Yonkers Mike Spano di qualche mese fa quando si era detto favorevole alla costruzione di un soccer specific stadium e consequenziale indotto nella sua municipalità. Sebbene non in città Yonkers fa comunque parte dello stato di New York il che toglierebbe ai maligni l’accusa del giocare nel New Jersey come i New York Red Bulls, e in più non essendoci in zona sodalizi pro sport titolati i Cosmos potrebbero presto diventare i beniamini della comunità locale e di qualche paese circostante lasciandosi così alle spalle l’apatia degli sportivi di Long Island e la concorrenza sia a livello pro sport che di entrateinment. Inoltre, con la costruzione dello stadio da 25000 posti e relativo indotto si verrebbero a creare almeno duemila posti di lavoro stabili, il che in una comunità di dimesioni più ridotte e più lontana dalla grande città avrebbe un maggior impatto e contribuirebbe notevolmente a fare si che la comunità sportiva ma anche la cittadinanza in generale si leghi ai Cosmos, che avendo lo stadio di proprietà potranno così organizzare eventi di richiamo come le amichevoli di lusso che li avevano resi famosi nel mondo durante la loro epoca d’oro ma anche negli ultimi tumultuosi anni di vita del sodalizio, quando con una media spettatori crollata a 12000 unità durante l’ultimo campionato NASL nel 1984, vide invece 31000 spettatori durante la finale di Transatlantic Challenge Cup vinta contro l’Udinese di Zico per 4-1. Nonostante il drastico calo di spettatori avvenuto durante la stagione in corso di cui si è parlato più volte il commissioner della Nasl Bill Peterson considera ancora i Cosmos una delle punte di diamante della lega e confida ancora molto in loro per la sopravvivenza, crescita e sviluppo della Nasl. Anche Erik Stover non sembra preoccupato dal calo delle presenze all’Hofstra Stadium e da la colpa a più fattori, la difficoltà del ripetersi, il cattivo tempo durante alcune partite, l’andamento non eccelso della squadra e la condivisione della struttura – della quale i Cosmos sono inquilini e non proprietari – con il college locale, il che condiziona non poco l’organizzazione delle partite specie quando la stagione sportiva del college ha inizio ed ovviamente essendo l’Hofstra Stadium di proprietà dell’ università, le attività sportive di quest’ultima sono per essa la priorità, senza contare il campo in turf e le righe per il lacrosse che fanno molto anni ’70 ma che per gli appassionati moderni di soccer non sono invitanti anche perché ricordano molto un periodo che molti non hanno vissuto e che i più attempati vorrebbero rimuovere. E non essendo i padroni dello stadio i Cosmos nemmeno possono organizzare quelle amichevoli che potrebbero sia rimpolpare le casse della squadra che aumentare notevolmente la visibilità e la popolarità della squadra facendo si che il pubblico si presenti numeroso ai tornelli. Certamente molto dipenderà dall’andamento della squadra e se raggiungerà i play-off,  in quel caso sicuramente le presenze aumenterebbero notevolmente, ma per ora nonostante le difficoltà la storia di questo campionato è ancora da scrivere e sia i Cosmos che i loro rivali lo sanno molto bene, e in più all’orizzonte ci potrebbero essere delle novità interessanti non di poco conto, per ora non c’è ancora niente di ben definito per cui Savarese e i suoi ragazzi consci di questo ed anche della situazione comunque difficile dovranno lavorare duro se vogliono conservare il quarto posto generale valido per i play-off che potrebbero essere la consacrazione e la conferma dei nuovi Cosmos, un ulteriore smacco ai detrattori vecchi e nuovi, ai tifosi dei New York Red Bulls ed un avvertimento ai neonati N.Y.C.F.C. chi vivrà vedrà….

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Ci sarà anche il centrocampista dei NY Cosmos Marcos Senna alla "Partita della pace". Il brasiliano naturalizzato spagnolo volerà a Roma dopo il match di domani contro l'Indy Eleven, e sarà in campo all'Olimpico lunedì alle 20.45 insieme a Lionel Messi, Javier Zanetti, Samuel Eto'o e tanti altri. Lo ha convermato lo stesso giocatore via Twitter: "Sono molto contento di partecipare al Match For Peace,". E' stata presentata ufficialmente ieri la Partita Interreligiosa Per la Pace che si giocherà lunedì 1° settembre 2014 alle ore 20.45 allo Stadio Olimpico di Roma. L'esibizione coinvolge un'ampia selezione dei migliori calciatori di oggi e di ieri a livello mondiale, in rappresentanza di culture e religioni diverse: buddista, cristiana (cattolica, protestante, evangelica), ebraica, induista, musulmana, shintoista. Un'occasione unica per dimostrare quanto lo sport, il grande calcio in particolare, possa veicolare un messaggio di fratellanza e condivisione che unisca tutti i popoli nel nome della Pace. I campioni impegnati sul campo daranno vita ad un'esibizione che unirà simbolicamente tutto il pianeta all'insegna del più autentico spirito sportivo dedicando al contempo un momento di riflessione sull'importanza della Pace nel mondo. Lo Stadio Olimpico di Roma sarà infatti collegato in diretta televisiva, web e radiofonica, ai media di tutti i continenti. I proventi dell'iniziativa - ispirata personalmente da Papa Francesco e organizzata da Scholas Occurrentes e Fondazione PUPI - sono destinati interamente al finanziamento del progetto 'Un'Alternativa di Vita' che offrirà a migliaia di bambini e ragazzi di Buenos Aires un sostegno concreto, strutturato e continuativo e promuoverà lo sviluppo della Rete delle Scuole per l'Incontro. I PROTAGONISTI Il neo tecnico della nazionale argentina Gerardo 'Tata' Martino e il manager dell'Arsenal Arséne Wenger avranno il compito di selezionare le due formazioni, partendo da una rosa di oltre 50 calciatori del presente e del recente passato: Andrea Ranocchia, Andrea Pirlo, il colombiano Fredy Guarìn, gli spagnoli Mikel Arteta e Andrés Palop Cervera, Andry Shevchenko, l'ex giocatore ed attuale allenatore argentino Antonio Mohamed, il brasiliano Marcos Antonio Senna Da Silva, il cileno Arturo Vidal, l'ex centrocampista colombiano di - in MLS - Miami Fusion, Tampa Bay Mutiny e Colorado Rapids, Carlos Valderrama, gli israeliani Yossi Benayoun, Dudu Aouate e Tomer Hemed, Damiano Tommasi, David Trezeguet, il capitano dell'Etiopia Degu Debebe Gebreyes, Diego Lugano, l'allenatore dell'Atlético Madrid Diego Simeone, l'islandese Emil Hallfredsson, gli argentini Mauro Icardi, Ricky Alvarez, il portiere Juan Pablo Carrizo, Esteban Cambiasso, Fernando Tissone, Ezequiel Schelotto, Ezequiel Lavezzi, Juan Iturbe, Lionel Messi, Javier Mascherano, Maxi Rodríguez, Cristian Ledesma. Ci saranno anche: Yuto Nagatomo, Ivan Zamorano, Ivan Córdoba, Roberto Baggio, Samuel Eto'o, Fernando Muslera, Filippo Inzaghi, Gabriel Heinze, Jose Chamot, Luca Toni, Lucas Podolski, Mesust Ozil, Nicola Legrottaglie, Radja Nainggolan, Ronaldinho, Stefano Mauri, Sulley Muntari e Belozoglu Emre. Le squadre avranno i nomi delle realtà promotrici della serata, PUPI e SCHOLAS, e saranno guidate da due campioni di eccezione: Javier Zanetti e Gianluigi Buffon, entrambi capitani delle rispettive selezioni nazionali.  

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A volte la storia è come nel film "Sliding doors". Cosa srebbe accaduto infatto al calcio americano di oggi se la FIFA non avesse assegnato al Messico ma agli Stati Uniti l'organizzazione dei Mondiali 1986. Ma quello è solo un lato della storia, e il difensore/centrocampista dei New York Cosmos anni '70/80, Carlos Alberto, ha recentemente deciso dio raccontare come sarebbero andate le cose con i Mondiali in America. “Nessuno qui sa del perché il calcio professionistico si è fermato nel 1985", ha spiegato Carlos Alberto al sito EmpireofSoccer.com." Ma io lo so, perché ci stavo dentro". Secondo Carlos Alberto, la china discendente per la NASL, e per il calcio in generale in America, non è stata dovuta alle spese eccessive dei Cosmos (e di qualche altro club che li inseguì), ma fu interamente dovuta all'aver preso i Mondiali 1986. Non una notizia, ma lo è invece la rivelazione di Carlo Alberto che ha spiegato come con i Mondiali alle porte i Cosmos e la Warner Communications sarebbero stati pronti a riversare milioni di dollari per rilanciare il campionato e anche Nazionale USA. Nel mezzo dl proprio successo, e con un forte supporto internazionale, ad inizio anni '80 la NASL e Steve Ross iniziarono a preparare il piano Mondiali, che dovevano rappresentare l'ultimo sforzo per lanciare il calcio in America. “Se avessimo avuto i Mondiali negli Stati Uniti nel 1986 invece del 1994... i Mondiali che gli americani avrebbero voluto vincee sono quelli dell'86- Se fossi stato lì, oggi sarei qui, non sarei mai tornato in Brasile", raccomta Carlos Alberto Torres, capitano del Brasile campione del mondo 1970. “Sapete perché? Perché Steve Ross e i Cosmos redigettero una lista dei migliori 26 giocatori al mondo, e io fui parte delle trattative  con alcuni. Il prezzo non era un problema per i Cosmos, avevano un sacco di soldi". La lista conteneva alcuni dei nomi più importanti della storia del calcio, come ad es. Maradona, Zico, Junior e Falcao per nominarne alcuni. Nel tipo stile Cosmos, gli americani erano già in contatto coi giocatori prima ancora di vedersi assegnato il Mondiale. “Fui io a contattare Falcao. Giocava per la AS Roma e lo chiamai. Potete immaginare i 26 migliori calciatori al mondo giocare a calcio negli Stati Uniti?" Il contatto con Falcao, con un'offerta da $3 milioni, in realtà fu rivelato all'epoca da Julio Mazzei, caoch dei Cosmos, al NY Times nell'aprile 1983 (giusto un mese prima dello Scudetto vinto dalla AS Roma), in occasione del ritorno di Beckenbauer ai Cosmos dopo l'esperienza all'Amburgo. “Sfortunatamente la FIFA decise di assegnare i Mondiali al Messico", dopo la rinuncia della Colombia. "Steve Ross [presidente dei Cosmos e CEO della Warner] era molto dispiaciuto, e disse 'E' finita tra me e il calcio, non voglio essere più coinvolto' - racconta Carlos Alberto - e così Steve Ross decise che non ci sarebbe stato più il clacio in America. lo racconto perché io c'ero!” Col suo sogno spezzato, Ross lascio la NASL morire lentamente. Carlos Alberto ricorda che i Cosmos richiamarono Franz Beckenbauer per il suo ultimo anno da calciatore, ma rifiutaronono di investire uteriormente su altri giocatori. Steve Ross aveva ormai perso ogni interesse, inziando anche a disertare i match dei Cosmos, lui che non si perdeva una partita. “Ecco cosa ha ucciso il calcio qui", spiega Carlos Alberto. "Non gli ingaggi, perché i soldi c'erano. Credetemi, questa è la ragione, Poche persone cononosco questa storia". In realtà già Giorgio Chinaglia in passato fece qualche riferimento a questo piano, ma a causa della sua storia coi Cosmos da dirigente, finita male, e dei suoi rapporti pessimi con i media USA, probabilmente non venne preso sul serio. “Sono triste, perché le persone che conoscono questa storia non l'hanno mai raccontata, ma io voglio farlo. Quando c'è qualcosa da dire, io lo faccio, non ho paura. E questa è la vera storia degli ultimi giorni del calcio negli Stati Uniti", spiega Carlo Alberto. Prima della rinascita iniziata coi Mondiali 1990.  

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