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MLS, Dallas batte Seattle 3-1
Scritto il 2014-09-25 da Giacomo Costa su MLS
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Big match infrasettimanale nella Major League Soccer dove i texani di Dallas hanno battuto la capolista della Western Conference, i Seattle Sounders, per 3-1.

L'FC Dallas è passato in vantaggio all'8' con Texeira che su assist di Escobar ha battuto Frei con un bel destro. Nel secondo tempo è servito a poco il momentaneo pareggio di Lamar Neagle con un bellissimo destro, perché Texeira, prima, e Blas Perez, dopo, hanno fissato il punteggio sul 3-1.

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In classifica Seattle rimane a 54 punti, tanti quanti i LA Galaxy ma avanti per la differenza reti. Dallas sale a 48 punti.

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Bella vittoria in trasferta degli Stati Uniti di Jurgen Klinsmann sulla Repubblica Ceca nel primo impegno post Mondiale, che per ripartire punta su una squadra imbottita di giovani nell'ottica di un ciclo che si concluderà nel 2018 coi Mondiali in Russia, che saranno però preceduti dalla CONCACAF Gold Cup 2016, la Copa America Centenario 2016 e possibilmente dalla Confederations Cup 2017 (in caso di vittoria in Gold Cup). HIGHLIGHTS: Repubblica Ceca vs USA 0-1 Molte le novità interessanti in un undici assolutamente inedito, visto anche la pausa presa dal portiere Tim Howard e i giocatori MLS bloccati in patria dalla corsa ai playoff, visto che la lega ha deciso di giocare (stanotte tre match in campo) nonostante la data FIFA. Per l'occasione Klinsmann quindi schiera Brad Guzan in porta; una difesa con Fabian Johnson a destra, coppia centrale con Michael Orozco e il "tedesco" John Anthony Brooks (suo il gol vincente contro il Ghana in Brasile) e Timothy Chandler a sinistra. Centrocampo con Alejandro Bedoya (Nantes), Joe Corona (Tijuana) e Mix Diskerud (Rosenborg) a coprire e costruire. Trio d'attacco con Joe Gyau sulla destra, chiamato dopo l'ottima pre-season col Borussia Dortmund, centravanti Jozy Altidore, al rientro dopo l'infortunio ai Mondiali e per la prima volta capitano, e a sinistra Julian Green, reduce dall'esordio con gol mondiale contro il Belgio, e appena finito in prestito all'Amburgo. Dopo aver fallito la qualificazione a Brasile 2014, la Repubblica Ceca del neo CT Pavel Vrba punta a Euro 2016, dove per qualificarsi (non difficile con Europeo a 24) dovrà superare un girone con Olanda, Islanda, Kazakhstan, Lettonia e Turchia. Cechi in campo con Petr Cech (Chelsea) in porta, Kaderabek, Prochazka, Kadlec e Limbersky dietro; centrocampo con Darida, Jiracek e Thomas Rosicky a supporto di Pilar, Krejci e Vydra. A differenza dei Mondiali 1990 e 2006, in cui gli USA vennero schiacciati subito, gli americani stavolta partono senza paura, e i cechi ci mettono 15 minuti a prendere le misure agli avversari, lasciando sin troppo spazio agli uomini di Klinsmann. Qualche problema per Diskerud, che appare in difficoltà a giocare in profondità, molto bene invece Joe Gyau - all'esordio - che conferma uno splendido stato di forma con corse e bei tocchi. Al 30' il match inizia ad avere sommovimenti: occasione per Green, che spreca, mentre poi tre minuti dopo è Darida su assist di Rosicki a sbagliare a porta vuota. Ma al 39' proprio Darida compie un errore madornale perdendo una palla su cui si avventa Diskerud - in crescita col passare dei minuti - il cui tiro viene respinto da Cech, ma su cui Bedoya arriva e infila l'1-0. Per il centrocampista del Nantes è il secondo gol in Nazionale dopo quello segnato al Guatemala lo scorso luglio. VIDEO: il gol vittoria di Alejandro Bedoya Nel secondo tempo spazio per Nick Rimando (Real Salt Lake) in sostituzione di Guzan in porta, e ritorno del centrale del Bolton Tim Ream - mancava dal 2011 contro l'Ecuador - in sostituzione di Orozco. Gli USA continuano a spingere, senza però impegnare Cech. Klinsmann infila quindi l'ala sinistra Brek Shea e gli esordienti Alfredo Morales a centrocampo e il terzino sinistro Greg Garza, fuori Corona, Diskerud e Chandler. Cambi anche per Vrba, che spedisce in campo Petrzela, Vacha, Reznik e Vaclik. I cambi non modificano molto l'andamento del match, con gli USA che reggono bene il campo, anche grazie al lavoro sporco di Altidore, che però gioca forse troppo arretrato per rendersi pericoloso in attacco. Solo al 64' i cechi vanno vicino al gol: Reznik vede Limbersky sulla destra che supera Gyau (deve crescere nella fase difensiva) che manda in mezzo, ma Rimando è bravissimo ad anticipar edi un soffio la chiusura di Rosicki. Al 68' da annotare l'esordio del 18enne (è nato tre gionri dopo il primo storico match della MLS) regista e talento emergente Emerson Hyndman (Fulham) - nipote dell'ex coach di FC Dallas, Schellas Hyndman - al posto di Bedoya, uscito zoppicante. Con tanti giovani inesperti in campo la Repubblica Ceca si riprende la partita. e negli ultimi 15 minuti la pressione è continua, con Rimando a urlare per spronare i ragazzini a reggere, ma il match si chiude senza troppi problemi, e con l'inattesa vittoria degli USA. Gli Stati Uniti lasciano quindi Praga con un 1-0 che dà fiducia al gruppo di Klinsmann, che stasera ha messo in mostra alcune novità postiva. Innanzitutto Joe Gyau, che in avanti si è reso spesso pericoloso, aiutando anche un centrocampo apparso nel primo tempo nettamente superiore a quello di casa. Le sostituzioni hanno poi cambiato il match dal punto di vista tecnico, con Rosicky salito in cattedra per i cechi, ma le giovani promesse in campo hanno retto senza eccessivi problemi, sorrette da un Rimando apparso solido vice di Guzan, rimasto senza quasi nulla da fare nel primo tempo. _____________________________________________________ 3 settembre 2014 - Generali Arena, Praga (Repubblica Ceca) - Amichevole Repubblica Ceca vs. USA 0-1 Marcatori: USA - Bedoya 39' Repubblica Ceca - Cech, Kaderabek (Reznik 46'), Prochazka, Kadlec, Limbersky, Darida (Petrazela 46'), Jiracek (Vacha 46'), Rosicky, Pilar (Kolar 46'), Krejci, Vydra Non entrati: D. Bičík; Vaclík, Suchý, Mazuch, Hořava, Šura USA: Guzan (Rimando 46'), Chandler (Garza 63'), Brooks, Orozco (Ream 46'), Johnson, Diskerud (Shea 63'), Corona (Morales 63'), Bedoya (Hyndman 67'), Green, Gyau, Altidore Non entrati: Cropper; B.Wood, Rubin Ammoniti: Morales 90'

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Grande notte per le texane nella Major League Soccer. Houston ha battuto il DC United in casa per 1-0 grazie alla rete di Will Bruin (8° in stagione) al 90', regalato dal DC United che ha commesso un pasticcio difensivo. Vittoria, tutto sommato, meritata per la Dynamo. Ha esordito, dal primo minuto, DaMarcus Beasley come terzino sinistro. Mentre, nel DC United, 30' e 25' per Collin Martin (1994) e Michael Seaton (1996). Clicca per gli highlights. Con questa vittoria Houston prova a rilanciarsi in zona play off, a quota 27 punti. I texani ne hanno 22, ma hanno giocato un match in meno. Il DC United rimane al secondo posto con 37 punti in 21 partite. Dallas ha espugnato lo stadio del Chivas USA, che continua a essere il fanalino di coda in quanto a presenze. Poco più di 3mila, record negativo per la storia della MLS. Nel 2015 è previsto il rebranding della squadra. Dallas ha vinto 0-1 grazie alla rete di Akindele, 4° stagionale per il '92 canadese che sta vivendo un grande momento di forma. Bellissima la combinazione con Fabian Castillo. Clicca per gli highlights. Il Chivas scende all'ultimo posto in classifica (23 punti in 21 partite). Dallas è in piena lotta play off avendo totalizzato 33 punti in 22 partite. Clicca per la classifica.

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A spasso tra tigri, bombe e il fuoco di Saigon L'articolo della Gazzetta dello Sport e la stessa storia raccontata da www.SoccerItalia.it a marzo 2014 Qualcuno ha il coraggio di lamentarsi dei faticosi ma remunerativi tour intercontinentali che vedono coinvolte le big d’Europa? Robetta da smidollati se paragonate a quanto fecero i Dallas Tornado nel 1967. Lì il problema non era il fuso orario e la mancanza di preparazione. Lì volavano pallottole, esplodevano aerei, ringhiavano le tigri e pure gli avversari a volte passavano alle vie di fatto brandendo le bandierine del calcio d’angolo come spade. La più folle preseason che sia mai stata organizzata ha per protagonista la squadra texana alla vigilia della nascita di quella Nasl (National American Soccer League) che in seguito, negli anni 70, con i Cosmos di Pelé, Chinaglia e Beckenbauer, fece vivere al soccer statunitense un primo, effimero momento di gloria. A Dallas bisognava costruire una squadra da zero: si affidarono al serbo Bob Kap, cresciuto calcisticamente in Ungheria all’ombra di Puskas. Kap fece incetta di giovani europei tanto che alla fine i Tornado disponevano in rosa di un solo americano, Jay Moore. Ma la follia fu che per reclutare giocatori e far fare le ossa a questa squadra internazionale e molto giovane i texani si imbarcarono in un tour lungo 7 mesi: percorsero 25mila miglia, toccando 26 Paesi e giocando 45 partite. Giocarono in Spagna contro il Real Oviedo e in Turchia contro il Fenerbahce di fronte a 25mila spettatori, sfidarono la nazionale giapponese a Tokyo e scesero in campo a Manila a Capodanno, ma soprattutto scamparono solo per un caso a un attentato terroristico a Cipro e si trovarono nel pieno della guerra del Vietnam. Bombe e sassi Fu una temeraria corsa ad ostacoli. Diretti a Cipro da Atene la squadra perse l'aereo e salvò la vita: 45 minuti dopo il decollo una bomba fece saltare in aria il velivolo uccidendo le 63 persone a bordo ma non l’obiettivo dei terroristi, il generale greco Georgios Grivas, che salì a bordo dell’aereo successivo insieme ai texani. Il viaggio proseguì nei monti dell’Iran, con interminabili ore di pullman, diretti in Pakistan e poi da lì in India. Non proprio una passeggiata. Il passaggio dal Pakistan all’India, dopo 4 ore a bordo di un vecchio pulmino, fu un altro momento da ricordare: al confine dovettero lasciare il mezzo e farsi un chilometro a piedi fino alla dogana tra ribelli insultanti. Non tutti ebbero il visto: un gruppo di giocatori dovette restare al confine due giorni, praticamente senza cibo, coi doganieri terrorizzati da un generale che li vessava e il pericolo delle tigri nei dintorni. A Calcutta dovettero restare chiusi due giorni in hotel per motivi di sicurezza. Ma andò ancora peggio a Singapore, dopo essere passati indenni dalla Birmania. Al grido di «Yankees go home» furono presi a sassate dai tifosi locali e pure gli avversari non furono morbidissimi visto che uno di loro brandì inacciosamente la bandierina del corner contro i Tornado. Stanchi ma felici Il clou del tour fu il match di Saigon, un 22 con la squadra locale con la tensione alle stelle: di lì a pochi ci sarebbe stata l’offensiva del Tet che modificò la storia della guerra in Vietnam. La squadra fece anche un tragitto a bordo di una cannoniera americana coinvolta in una sparatoria. A fine tour erano tutti «esausti, mentalmente e fisicamente», racconta uno dei reduci, Crosbie. Così esausti che nella prima partita della NASL persero 60 contro gli Houston Stars. Non andò meglio il resto della stagione: Dallas vinse 4 partite su 32, con 26 sconfitte e 81 di differenza reti. «Un folle viaggio che non si ripeterà mai piu», dirà ancora Crosbie. La Bbc ha riunito i superstiti di quella squadra per una trasmissione. Ma più che per un documentario, c’è materiale per un film di Hollywood. Fonte: @pavanti - Gazzetta dello Sport

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