Novità societarie per la AS Roma americana: l'assemblea dei soci ha approvato il nuovo cda, senza gli uomini di Unicredit, che in estate ha ceduto a James Pallotta le proprie quote, e a fortissima presenza americana, con i nomi di uomini d'affari, ex giocatori di hockey e donne manager anche nell'orbita del governo Bush.
Escono dal board giallorosso Claudio Fenucci e il protagonista della scalata alla AS Roma, Thomas R. DiBenedetto, ed entrano Mariel Margaret Hamm detta Mia, la calciatrice statunitense vincitrice di due Fifa World Player (2001 e 2002), ed una delle sole due donne incluse nella Fifa 100, la lista dei migliori 125 calciatori di tutti i tempi e Richard D'Amore, tra i soci che hanno aiutato DiBenedetto ad acquistare il club di Trigoria, e che era uscito a fine 2011.
Una sorpresa l'ingresso dell'ex calciatrice Usa Mia Hamm. Nazionale USA per 17 anni, in cui è diventata un'icona sportiva in un paese dove il calcio femminile è più seguito di quello maschile, solo qualche giorno fa aveva lanciato un indizio che pochi hanno colto durante la premiazione per il Golden Foot a Montecarlo. "La squadra che seguo maggiormente? La Roma. E il mio giocatore preferito è Francesco Totti".
Nata a Selma, in Alabama, nel 1972 ha iniziato la sua carriera da calciatrice nel North Carolina Tar Heels e dopo 103 reti in 95 presenze si è trasferita al Washington Freedom dove ha contato 25 gol in 49 partite. La sua leggenda è però legata alla maglia della nazionale: 275 partite e 108 reti, oro ai giochi olimpici di Atlanta 1996 e Atene 2004, argento a Sydney 2000 e coppa del mondo di calcio femminile nel 1999. Lo scorso 10 ottobre è stata premiata con il Golden Foot mentre ad oggi resta una delle due donne nella storia dello sport a far parte della FIFA 100, la lista dei migliori calciatori di tutti i tempi. Per comprendere il mito di Mia Hamm basti pensare che in Usa la Barbie versione calciatrice è ispirata a lei e che il simbolo della Women's Professional Soccer, il campionato femminile americano, è il disegno della sua silhouette.
Numerosi i contratti di sponsorizzazione che ha avuto in carriera,per marchi del calibro di Pepsi, Gatorade e Mattel, tanto per citarne alcuni. La Nike, nel 1999, le ha addirittura intitolato uno dei palazzi del suo quartier generale di Beaverton.
Ha vinto il FIFA World Player nel 2001 e 2002, prime due edizioni del riconoscimento internazionale. Negli anni passati è stata anche nominata “club ambassador” del Barcellona. E, infine, il riconoscimento più prestigioso: Pelè l’ha infatti inserita nella FIFA 100, la lista dei migliori 125 giocatori al mondo stilata in occasione del centenario della Fifa. Nell’elenco la Hamm è l’unica donna, assieme alla sua ex compagna di nazionale Michelle Akers.
Sposata, con tre figli (di cui due nati da un precedente matrimonio), la Hamm è attiva anche nel sociale: nel 1999, a seguito della morte del fratello adottivo per anemia aplastica, ha fondato la Mia Hamm Foundation, ONG che si occupa della raccolta di fondi a favore di famiglie in difficoltà.
Il cda presieduto da James Pallotta perde quindi quasi totalmente la sua impronta italiana (restano solo in tre: il dg Baldissoni con Navarra e Cambareri) e si avvolge di stelle e strisce aprendo le porte della ‘Magica’ a Charlotte Beers (ex sottosegretario di Stato degli Stati Uniti per la pubblica diplomazia e gli affari pubblici), John Galantic (presidente e direttore operativo di Chanel Usa, a capo delle operazioni commerciali e dello sviluppo strategico dei settori moda, cosmetica, orologi e gioielli negli Stati Uniti), Cam Neely (presidente della squadra di hockey dei Boston Bruins), e Barry Sternlicht (presidente e ad di Starwood Capital, azienda di investimenti privati da lui fondata nel 1991 che si occupa di mercato immobiliare globale e che affianca Pallotta nell’affare legato al nuovo stadio di Tor di Valle).
Il poker si va ad aggiungere al ceo Italo Zanzi, a Stanley Gold (presidente del Cda della Shamrock Holdings, società d’investimenti diversificati interamente di proprietà della famiglia Disney), e a Brian Klein, ex dirigente nella banca d’affari Goldman Sachs e presidente dello sviluppo della US Soccer Foundation.










































