Il CEO della Roma, Italo Zanzi, ha rilasciato una lunga intervista a Jonathan Tannenwald di Philly.com. Tra i temi affrontati anche i rapporti con la MLS e il calcio negli USA
Su l'AS Roma e gli Stati Uniti. "E’ un mercato molto importante per noi su tutti i livelli. Gli Usa sono un mercato chiave in crescita costante, e noi vogliamo aumentare i nostri tifosi qui in America. Il miglior modo per farlo è quello di mostrarci: siamo venuti tre anni di seguito per lanciare il marchio, lasciare bellissime esperienze e la voglia di continuarci a seguire. Rispetto allo scorso anno abbiamo migliorato le infrastrutture dal punto di vista mediatico, investendo tempo, denaro e risorse nel nostro piano. Abbiamo un accordo a lungo termine con Nike e stiamo continuando ad espandere quello con Disney. Abbiamo un ottimo rapporto con la MLS e continueremo ad incrementarlo. La MLS è un nostro alleato, abbiamo venduto giocatori (come Michael Bradley) e giocato l'All-Star Game l'anno scorso. Loro possono aiutarci e noi possiamo aiutare loro".
Sul portare un altro giocatore americano in giallorosso. "Sicuramente, potrebbe fare la differenza. Abbiamo sempre riguardo per queste opzioni, sia per giocatori che possano venire in Italia, che per quelli che possano andare negli Stati Uniti. È uno di quei benecifi reciproci che portano risultati positivi a breve e lungo termine".
Sulla sottovalutazione dei giocatori USA. "Direi che prima di tutto, i calciatori americani hanno difficolta pratiche a lasciare gli Stati Uniti, per i regolamenti relativi ai permessi di lavoro. Così come non è semplice dire se un determinato calciatore è abbastanza bravo per giocare in campionati Europei di serie A, B, C o D. Inoltre c'è un problema di visibilità, per il quale la MLS sta facendo un lavoro impressionante, facendo accordi televisivi negli Stati Uniti, e cercando di aumentare la visibilità anche al di fuori degli USA. Comunque è difficile competere contro campionati che esistono da tanto tempo. Se parliamo di sottovalutazione, possiamo definire due aspetti. Quello negativo è che forse i calciatori non attraggono investimenti come qualcuno vorrebbe. L'aspetto positivo è che il loro valore reale è molto più alto. Quindi è un processo di crescita, penso, sia per il sistema che per i giocatori. E non è relativo solamente a calciatori che lasciano gli USA per l'Europa, ma anche per i trasferimenti tra squadre dello stesso paese o della stessa lega. Un giocatore può giocare a un certo livello, con un allenatore in un paese, ma se gli viene data una differente opportunità, può fare molto meglio. Potrebbe non farlo. Stiamo cercando di ampliargli le opportunità. È molto più difficile da una prospettiva pratica, ma è qualcosa per la quale stiamo lavorando."










































