La Bild lo ha salutato così: "Danke, Captain!". Un titolo semplice, ma che fa capire il rispetto che il terzino american Steven Cherundolo si è conquistato nei 15 passati all'Hannover '96, in Bundesliga, antesignano di tanti suoi connazionali sbarcati in questi annin Europa.
La carriera di Cherundolo si è infatti chiusa ieri con un match tra vecchie glorie e poi con 4' in campo per il suo ultimo "vero" match, un'amichevole tra Hannover '96 e la SS Lazio di Miro Klose, anche lui festeggiatissimo quale fresco campione del mondo.
Arrivato ad Hannover nel gennaio 1999, Cherundolo non ha mai cambiato squadra, collezionando 454 presenze con il club, che gli permettono di essere il giocatore con più presenze in Bundesliga nella storia della società di cui è il capitano dal 2010. Formatosi alla University of Portland, probabilmente nessuno pensava cosa sarebbe diventato per l'Hannover '96 quel ragazzo che nel gennaio 1999 è apparso timidamente sui campi di allenamento del club della Bassa Sassonia, al punto di finire soprannominato il "sindaco di Hannover". Al suo arrivo faceva freddo ed era difficile farsi capire. "All'interno del team l'inglese era poco parlato". per capire quanta acqua sia passata sotto i ponti da llora, si pensi che l'attuale preparatore dei portieri dell'Hannover Jörg Sievers, l'allenatore del Wolfsburg Dieter Hecking e l'ex Amburgo Bastian Reinhardt, sono stati tutti suoi compagni di squadra.
Il debutto tedesco per lui arriva il 21 febbraio 1999 con l'Hannover II (in Germania ci sono le "seconde squadre"), vittoria 1-0 a Uerdingen. L'esordio in Bundesliga è invece di tre anni più tardi, sotto la guida di Ralf Rangnick, una sconfitta 1-2 contro l'Amburgo. Da allora diventa un titolare inamovibile dell'Hannover, posizionandosi come uno dei terzini più continui del campionato tedesco, ed entrando nel cuore dei tifosi locali per l'ardore e l'impegno messo in ogni partita, oltre alla fedeltà di 15 anni spesi con la stessa maglia.
- Video: Il saluto di Hannover a Steven Cherundolo
Sempre nel 2002 arriva anche la chiamata di Bruce Arena, che lo fa debuttare il 27 marzo 2002 a Rostock contro la Germania allora guidata da Rudi Völler, trovandosi contro gente come Oliver Bierhoff e Oliver Neuville.
Di quella Nazionale diventa poi capitano con Jurgen Klinsmann CT Cherundolo ha giocato in sei partite di qualificazione mondiale nel girone di semifinale, venendo poi frenato dall'infortunio che lo ha portato ad annunciare il ritiro lo scorso marzo. "Purtroppo, il mio ginocchio non ce la fa più", spiegò il 35enne, reduce da tre interventi chirurgici che non hanno però risolto il problema, costringendolo a lasciare dopo 87 match giocati per gli USA senza poter vedersi avverare il sogno di giocare il suo quarto mondiale dopo quelli del 2002 (Giappone/Corea del Sud) - dove venne chiamato all'ultimo per sostituire l'infortunato Chris Armas - 2006 (Germania) e 2010 (Sudafrica).
Proprio in Sudafrica forse gli americani - che non lo hanno mai potuto ammirare in MLS - impararono ad apprezzarne volontà e tecnica quando nel match d'apertura pareggiato contro l'Inghilterra il CT Fabio Capello fu costretto a sostituire James Milner, che sulla fascia era stato surclassato tutto il tempo da parte di Cherundolo. Una partita che insieme alla sua carriera in germania incornicia Cherundolo quale miglior terzino della storia del calcio made in USA. Mancherà a tutti.










































