L'altra sera a Columbus (Ohio) è successo qualcosa che in Italia abbiamo visto forse solo con Roberto Baggio, campione che ha indossato le maglie di tante squadre (Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Inter, Bologna e Brescia), nella stagione dell'addio, con ovazioni in tutti gli stadi.
L'allenatore del Columbus Crew ha infatti chiesto che la società e il pubblico onorassero l'ultima partita al Columbus Crew Stadium di Landon Donovan, l'uomo che ha cambiato la storia del socccer USA, visto il ritiro annunciato per fine stagione. L'allenatore del Crew è Gregg Berhalter, ex compagno di Donovan nei LA Galaxy e con la Nazionale USA, era alla vigilia di un match molto importante per la corsa ai playoff, ma nonostante sia considerato un maniaco dei dettagli nel preparare un match ha voluto entrare completamente nell'omaggio a Donovan.
- Il video tributo del Columbus Crew per Landon Donovan
E' stato lui a scegliere la musica, particolarmente sentita vista l'importanza del momento, per il video di saluto; sempre lui si è occupato con la società del dono consegnato all'attaccante dei Galaxy: una lista dei match di Donovan al Crew Stadium accompagnata da una foto e da un pezzo della rete di porta del match vinto lo scorso settembre per 2-0 (con ultimo gol in nazionale di Donovan) dagli Stati Uniti sul Messico, vittoria che ha segnato la qualificazione ai Mondiali in uno stadio che è ormai considerato culla per i match più importanti degli USA.
A Columbus - primo vero stadio costruito solo per il calcio, nel 2002 - è infatti nata la leggenda del coro "dos a cero" che i tifosi americani cantano contro i messicani, e sempre a Columbus Donovan ha viinto la sua prima MLS Cup nel 2001 con San Jose, e nel 2005 per la prima volta l'All-Star Team ha battuto un team europeo, il Fulham.
“E' stata un po' la tempesta perfetta, visto che è stato mio compagno ed anche di Frankie [Hejduk] (dirigente del Crew) e Josh [Wolff] (assistant coach) per lungo tempo", ha dichiarato Berhalter. "Volevamo onorarlo nella maniera giusta”.
Donovan è apparso alquanto commosso dalla cerimonia, probabilmente la prima di una seria che lo accompagnerà fino al ritiro - a soli 32 anni - annunciato per fine stagione per mancanza di motivazioni. Ma Donovan è uno che ha sempre preferito fuggire i riflettori, e per lui non sarà facile gestire l'ulteriore pressione di quello che inevitabilmente diventerà il "farewell tour" di 15 anni di carriera in cui il calcio USA è finalmente espoloso dopo un secolo passato sotto la cenere.
Per Donovan le prossime trasferte saranno a Colorado, Montreal, San Jose, Dallas e Seattle, oltre agli eventuali playoff, e già gli Earthquakes - prima squadra MLS in cui ha giocato il californiano - hanno annunciato una cerimonia simile.
“E' fuor di dubbio che Donovan sia stato la faccia del calcio USA nell'ultima decade. E' stato la guida di tutto... Certo, ci sono stati Mondiali femminili del 1999 e Mia Hamm [con la famosa foto in top, NdR] e Landon subito dopo, uno con cui molti ragazzi possono identificarsi. Il movimento calcistico americano intero può identificarsi con lui", ha spiegato Berhalter.
Donovan ha certo avuto i suoi detrattori, ma è impossibile non ammettere il suo impatto sul calcio in America. Ha portato i tifosi statunitensi a gioire o ad arrabbiarsi. E' uno che ha scommesso sulla MLS. E ha persino salvato la lega, secondo alcuni giocatori del Columbus Crew: "Ha portato la MLS ed il calcio USA ad un livello dove non erano mai stati prima. E per molto tempo lo ha fatto da solo", ha spiegato il capitano del Crew, Michael Parkhurst, che ha avuto esperienze in Danimarca e in Bundesliga. “La MLS avrebbe potuto chiudere se lui si fosse trasferito in Europa. E' invece rimasto, ed il suo più grande lascito è quanto la lega sia cresciuta”, ha aggiunto Justin Meram.
"The best is yet to come" per il calcio americano, e sarà proprio grazie a Donovan.










































