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Futuro con gli USA per il giovane Armenakas dell'Udinese?
Scritto il 2014-07-31 da Giacomo Costa su Yanks Abroad
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Panos Armenakas, un nome che a molti non dice nulla. Panos è una delle tante scommesse della famiglia Pozzo all'Udinese, un classe '98 prelevato dai "fratelli" del Watford. Ha firmato un contratto di 3 anni. Sul ragazzo c'erano anche squadre come Liverpool e Arsenal.

Armenakas è nato in California da madre statunitense e padre greco-australiano. Tuttavia è cresciuto in Australia e ha già avuto modo di allenarsi - in passato - con squadre come Milan e Barcelona. Prima ancora di firmare per il Watford anche il Manchester United era sulle sue tracce. Il ragazzo è stato comparato a Ronaldinho quando aveva 7 anni (e il ragazzo su Facebook si fa chiamare Panaldinho), e a Wayne Rooney da teenager. Centrocampista mancino, ha un ottima visione di gioco con notevoli capacità negli assist, dribblig ubriacante e tiro preciso.  Nel 2010, Armenakas ha anche indossato la maglia del Milan Under 12 (unico non italiano) in un torneo internazionale in Portogallo, segnando 8 reti in 7 partite.

Nonostante sia sceso in campo con l'Under 17 della Grecia, e in passato si sia parlato di una sua scelta pro Australia, Armenakas ha affermato al sito americano  owhentheyanks.com che la federazione USA lo ha già contattato e che considererebbe il fatto di giocare un giorno per la nazionale guidata dal CT Jurgen Klinsmann. Un altro talento da tenere d'occhio, magari con un futuro in Serie A.

È l’una di notte (ora italiana). Gli Stati Uniti escono da questi Mondiali. C’è pochissimo tempo per scrivere qualcosa. Inutile provare a scendere negli spogliatoi. Lo sguardo scorre d’istinto sui ranghi dei loro tifosi. Le ragazze in lacrime con i bikini a stelle e strisce, quelli con la maschera di Topolino che non ride più e quelli con il cappello storto del vecchio zio Sam, che ha preso un paio di brutte sberle. Le facce dei tifosi quando perdono sono sempre uguali: ma queste, forse, queste facce di tifosi yankee fanno più tenerezza del solito perché capisci che per la prima volta, per la prima davvero, hanno compreso quanto crudele e spietato può essere il calcio. È uno sport che non sapevano esistesse, ci sono finiti dentro con entusiasmo. Quando, venti anni fa, i Mondiali si tennero negli States, la gente andava allo stadio senza conoscere la  differenza tra un calcio d’angolo e un calcio di rigore. In tribuna con le maglie di Michael Jordan e i cappellini dei New York Yankees. Adesso sono qui tutti orgogliosi con le magliette di Bradley e Dempsey, che chiamano sotto le tribune, e si sono arrabbiati perché l’ultimo tempo supplementare poteva avere qualche minuto di recupero più: così contestano l’arbitro, lo fischiano, ma per buona parte della partita hanno intuito che il loro portiere, Tim Howard, si è sentito come il generale Custer a Little Big Horn. Oltre all’entusiasmo, cominciano a metterci un po’ di competenza. I tesserati sono 4 milioni e 100: la seconda forza al mondo dopo la Germania (6,5). Ormai ci sono rettangoli con le porte nel Queens e nell’ultimo paesino del Texas. Due anni fa, un sondaggio del sociologo Rich Luker stabilì che, negli Stati Uniti, nella fascia d’età tra i 12 e i 24 anni, il soccer è lo sport più  popolare dopo il football (americano). Usa-Portogallo, l’altro giorno, alla tv, meglio di una finale Nba: vista da 24 ,7 milioni di americani. Tra loro, anche il Presidente Barack Obama, padre di due ragazze che il soccer lo giocano al liceo, rapido a  infilarsi dentro al sogno collettivo. Si fa riprendere mentre guarda Usa-Germania a bordo dell'Air Force One, in volo verso il Minnesota. Poi, finita la partita, detta un comunicato che, ovviamente, fa il giro del pianeta: «Questo Mondiale possiamo vincerlo noi». Poi magari gli tocca incassare il tweet del collega belga Elio Di Rupo, che all’amico Barack riserva un «I told you so», te l’avevo detto, che riporta sulla terra Obama e il suo Air Force One. Magari quella del presidente statunitense sarà stata anche un botta d’entusiasmo. Ma anche la consapevolezza che questo nuovo sport è l’unico ad essere giocato in ogni continente. Ovvio che gli Stati Uniti debbano esserci. E non per partecipare. Però per vincere, nel calcio, i soldi e l’entusiasmo non bastano. Serve anche esperienza e talento ed è forse questa, stanotte, la più grande lezione per i tifosi americani: il calcio è come il basket, come il baseball, come l’hockey. Sì, serve tempo. Serviranno ancora molti anni per riuscire ad andare avanti in un torneo mondiale. È proprio una notte  tenera. Viene da citare Francis Scott Fitzgerald. Finire con una citazione, di solito, è una pessima soluzione. Ma per una volta forse ci sta. Fonte: Frabrizio Roncone - Corriere della Sera

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Errori sotto porta, brividi. Che fatica battere gli Usa per il Belgio. Gli States mandano a vuoto gli assalti di Hazard &C. e al 90’ sprecano un gol. Ai supplementari decidono De Bruyne e Lukaku.  Che partita! E che peccato per gli USA. Il Belgio domina, sbatte sullo strepitoso Tim Howard (almeno sei-sette parate super e e 16 totali, nuovo record dei Mondiali, quello precedente resisteva dal 1966), centra una traversa con Origi ma deve attendere l'arrivo dei supplementari, con l'ingresso di Romelo Lukaku (un gol e un quasi assist per De Bruyne) per piegare la resistenza degli Stati Uniti che, nonostante la chiara inferiorita' tecnica, escono dal Mondiale a testa altissima con un finale tutto orgoglio e la rete di Green che rende infernali gli ultimi minuti per i Diavoli Rossi. Sara' quindi il Belgio, quattro vittorie su quattro, a sfidare l'Argentina sabato a Brasilia in una partita dall'altissimo tasso tecnico. HIGHLIGHTS: Belgio vs. USA 2-1 Se il buongiorno si vede dal mattino, si capisce subito che per Howard sara' una partita luminosa: pronti-via e grande parata del numero 1 americano su Origi, preferito inizialmente dal CT Marc Wilmots a Lukaku, sull'imbeccata di De Bruyne. Jurgen Klinsmann sa che a livello tecnico la sua squadra non puo' competere con i Diavoli Rossi e schiera una formazione piu' accorta, un 4-1-4-1 con Cameron davanti alla difesa e Clint Dempsey unica punta. Proprio il capitano e' il primo a impegnare Courtois al 12'. Ma e' il Belgio - dopo l'invasione di campo con protagonista l'italiano Mario Ferri che espone una maglia con la scritta "Ciro vive" - a menare le danze: contropiede clamoroso ed errore di De Bruyne, che spreca davanti ad Howard. Sfonda ancora il Belgio sulla destra, da Eden Hazard a Vertonghen che la mette in mezzo per Origi, decisivo DaMarcus Beasley. Si fa male Fabian Johnson (coscia), al suo posto DeAndre Yedlin, che sistema il buco sulla fascia americana renendodis anche pericoloso con bei cross. Al rientro, Belgio in avanti con ancora maggiore convinzione: Origi lavora bene per De Bruyne, colpo di testa di Mertens e Howard attento in angolo. Sempre Belgio: Vertonghen mette in mezzo un pallone al bacio, in ritardo Hazard, Origi non ci arriva e sfuma ancora un'azione per i Diavoli Rossi che all'11' centrano anche una traversa, con Origi di testa. E' assedio Belgio: Vertonghen, tra i migliori, ci prova due volte, senza particolare fortuna.Belgio travolgente: Origi fa fuori mezza difesa, cross in mezzo per Mertens che, prima di lasciare il campo a Mirallas, di tacco sfiora il gran gol. Una chance anche per Witsel: destro secco, fuori di poco. Sempre e solo Belgio, ma Howard mura ancora Origi e, soprattutto Mirallas, gli Usa se la cavano. Howard e' insuperabile anche quando ci provano ancora Hazard e il solito Origi, poi dall'altra parte e' clamoroso l'errore del MLS MVP 2012 Chris Wondolowski sottoporta che avrebbe mandato gli Usa in Paradiso. Insomma, servono i supplementari e Wilmots si gioca subito la carta Lukaku: mossa decisiva, il nuovo attaccante del Wolfsburg al primo pallone gestito vola via sulla fascia lasciando sul posto Matt Besler e serve De Bruyne, controllo su Gonzalez e diagonale sul quale nemmeno SuperHoward riesce a fare nulla. Lukaku prova a mettersi in proprio, ma Howard non ci sta e tiene in vita le speranze dell'America. Che, con orgoglio, si getta in avanti con Beasley: salva Van Buyten. Poi Mirallas e Howard dice no, quindi Lukaku chiude i giochi: sinistro chirurgico sull'assist di De Bruyne e il Belgio vola. Anche se in apertura di secondo tempo supplementare il giovanissimo centrocampista offensivo del Bayern Monaco Julian Green, appena entrato, brucia Toby Alderweireld sull'assist di Bradley e, soprattutto Courtois, riaprendo i giochi. Jones mette i brividi al Belgio poco dopo con una girata fuori di nulla. Quindi e' mostruoso Lukaku a far fuori Omar Gonzalez e Besley, c'e' pero' sempre il muro Howard. Partita splendida, anche Courtois diventa decisivo evitando il 2-2 uscendo a corpo morto su Dempsey ed e' la parata che mette la parola fine a una partita spettacolare e combattuta. La spunta, con merito, il Belgio, ma gli Usa hanno dimostrato tanto cuore e orgoglio, ed escono a testa alta dal Mondiale, a conferma della grande crescita del calcio statunitense. I commenti. Klinsmann: Abbiamo dato tutto, ma voglio una squadra più aggressiva "Per il mio cuore, per favore non fatemi più vivere partite come questa. Ora il Belgio può festeggiare". Così Marc Wilmots ha commentato la vittoria del Belgiosugli Stati Uniti dopo i tempi supplementari negli ottavi di finale della Coppa del Mondo. "Stasera abbiamo visto un Belgio con mentalità offensiva. Abbiamo effettuato 27 tiri in porta, il primo dopo solo due minuti e non abbiamo smesso di attaccare per i restanti 118 minuti", ha aggiunto. Poi il ct belga ha speso parole d'elogio per gli avversari: "Voglio congratularmi con Jurgen Klinsmann e la squadra degli Usa, soprattutto Tim Howard ha giocato una partita fantastica. Era in uno stato di grazia, ma alla fine penso che abbiamo meritato di vincere". “Penso che abbiamo dato tutto ai nostri tifosi, al pubblico", ha spiegato Klinsmann. “La partita è stata un vero thriller. Abbiamo avuto chance nel finale, e anche di infilarla prima. E' stata una partita giocata agli estremi. I giocatori hanno dato tutto, e hanno reso il loro paese orgoglioso. Quello che spero è che la squadra prenda l'esperienza dei Mondiali e capisca cosa voglia dire questo livello, l'intensità, la velocità, la richiesta... Non è solo allenarsi e giocare un match nel weekend. E' questione di stile di vita. E da parte nostra c'è ancora troppa deferenza. Perché non giocare vis a vis? E' qualcosa che dovremo affrontare. Non so quanti anni ci vorranno. Ho dovuto urlare come un pazzo per farli salire. E' qualcosa che deve entrare loro in testa. Anche contro squadre con più talento devono giocare più alti". Alla richiesta se resterà sulla panchina USA sino al 2018: "Penso di sì", convinto. Il contratto lo ha già firmato. ________________________________________________ Campionati del Mondo - Ottavi di finale Belgio vs. USA 2-1 dts (0-0) Marcatori: BEL - De Bruyne 3' pts BEL - Lukaku 15' pts USA - Green 2' sts BELGIO (4-3-3): Courtois 7.5; Alderweireld 6, Van Buyten 7, Kompany 6, Vertonghen 6.5; Witsel 6.5, Fellaini 6, De Bruyne 7.5; Mertens 6 (15'st Mirallas 5), Origi 7 (1'pts Lukaku 8), Hazard 6.5 (6'sts Chadli sv) In panchina: Mignolet, Bossut, Vermaelen, Lombaerts, Dembele, Januzaj, Ciman Allenatore: Wilmots 7.5 STATI UNITI (4-1-4-1): Howard 9; Johnson 5.5 (32'pt Yedlin 6.5), Besler 5.5, Gonzalez 6, Beasley 6.5; Cameron 5.5; Zusi 5 (27'st Wondolowski 5), Jones 6, Bradley 6.5, Bedoya 5.5 (17'pts Green 6.5); Dempsey 5.5 In panchina: Guzan, Rimando, Brooks, Johannsson, Diskerud, Davis, Beckerman, Altidore, Chandler. Allenatore: Klinsmann 6 ARBITRO: Haimoudi (Algeria) 6.5 NOTE: serata gradevole, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Cameron, Kompany. Angoli: 19-4 per il Belgio Recupero: 3'; 3'; 2'; 1'.

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Nel Mondiale dei numeri 10 (Messi, Neymar, James Rodriguez) il Belgio ha bisogno del suo "10", Eden Hazard. Lo chiede il ct Marc Wilmots alla vigilia della sfida degli ottavi di finale contro gli Usa a Salvador: chi vince potrebbe trovare sulla sua strada l'Argentina, a patto ovviamente che l'Albiceleste batta la Svizzera. E al Belgio la sfida con l'Argentina fa venire in mente il momento piu' alto della sua storia calcistica, con la semifinale persa 2-0 nel Mondiale di Messico '86. Fu decisiva una doppietta, guarda caso, del piu' grande numero 10 di tutti i tempi, Diego Armando Maradona. A Brasile 2014 ci potrebbe essere Messi, ma, per ora, l'attenzione di Wilmots e' tutta proiettata sugli Stati Uniti. Anche perche', sembrerebbe paradossale per chi, come l'Italia, e' gia' a casa, ma il commissario tecnico dei "Diavoli Rossi" ha dovuto rispondere alle critiche sulla qualita' del gioco della sua squadra. Nonostante le tre vittorie su tre nel girone H, nonostante la qualificazione agli ottavi ottenuta con una giornata d'anticipo e nonostante il primo posto nel raggruppamento. "Ma io penso che - ha risposto Wilmots - sia meglio giocare male e vincere sempre 1-0 e poi alla fine vincere la Coppa del Mondo e non il contrario. Il segreto del mio Belgio? Il turnover. Ho 23 giocatori - dice il ct -. Sarebbe stupido da parte mia non utilizzare quelli giusti a seconda dell'avversario. Il mio 11 iniziale non e' mai lo stesso, perche' l'avversario cambia sempre". ". Impossibile dargli torto, ma al tempo stesso e' arrivato il momento di alzare il livello di gioco di una squadra molto giovane ma in grado di fare molta strada. E per questo ci sara' bisogno di tutto il talento di Hazard. Soprattutto se dovesse mancare il capitano Kompany, a cui bisogna aggiungere la sicura assenza dello squalificato Defour (out per una giornata dopo l'espulsione per uno sciocco fallo a centrocampo contro la Corea del Sud). Dovrebbero essere invece regolarmente a disposizione gli acciaccati Fellaini e Vermaelen. Klinsmann: Spostate i voli Il dubbio piu' importante per il ct degli Usa, Jurgen Klinsmann, riguarda invece le condizioni dell'attaccante Jozy Altidore, che finora, a causa di un infortunio, ha giocato solo il primo spezzone della gara di esordio contro il Ghana. In verita', Klinsmann, vera star della spedizione americana in Brasile, ha le idee molto chiare. E cosi' dopo aver chiesto ai datori di lavoro di permettere ai dipendenti di vedere le partite dell' "Us men's national team", adesso si e' rivolto ai parenti e ai famigliari dei suoi giocatori. "Dovete cambiare i voli di ritorno. Prenotate per il 14 o per il 15 luglio". Che vuol dire che Klinsmann crede nelle possibilita' degli Usa (secondi, a sorpresa nel girone H dietro la Germania e davanti al Portogallo e al Ghana) di arrivare fino alla finalissima del 13 luglio al Maracana' di Rio de Janeiro. "Abbiamo lavorato molto duramente per essere qui ma siamo ancora affamati, vogliamo di piu' - mette in chiaro il tecnico tedesco - Ho grande rispetto per il Belgio ma nessuna paura. Loro sono una squadra ricca di talento, sara' una partita difficile ma se giochiamo al meglio, possiamo farcela. Dobbiamo essere concentrati, prevedo una partita emozionante e divertente e le chance di passare sono 50 e 50". Gli Usa si sono piazzati al secondo posto in un girone di ferro che comprendeva Germania, Portogallo e Ghana "ma in una gara a eliminazione diretta le dinamiche sono diverse - avverte Klinsmann - Il Belgio, inoltre, e' una squadra che lotta fino all'ultimo minuto ed e' capace di segnare un gol decisivo nel recupero. Dovremo guardargli negli occhi e stare attenti dal primo all'ultimo secondo. Dovremo essere coraggiosi, attaccante ma concedere anche il minor numero di occasioni perche' se gliene lasci una, loro segnano due gol". Klinsmann non teme gli eventuali supplementari ("ci siamo preparati fisicamente per poter affrontare anche i 120 minuti, siamo pronti e freschi, abbiamo recuperato le energie e l'umore e' buono"), ne' i rigori e tesse le lodi del suo collega, Marc Wilmots. "Ammiro la sua personalita', il suo spirito - commenta - E' sempre pronto a scherzare, e' sempre allegro, come quando era calciatore. Quello che ha fatto con questi giocatori e' ammirevole, gli auguro il meglio". Klinsmann, pero', non manda giu' la designazione dell'algerino Djamel Haimoudi. "Parla francese e puo' rivolgersi ai belgi nella loro lingua, spero non rappresenti un problema - commenta - Ha fatto molto bene nelle due partite che ha arbitrato finora, ma non sono felice della sua designazione. Arriva da un Paese che era nello stesso girone del Belgio e che nello scorso Mondiale abbiamo eliminato. Gli lascio il beneficio del dubbio ma non capisco questa scelta della Fifa anche se so che e' difficile nominare l'arbitro giusto". Probabili formazioni di Belgio-Usa, ottavo di finale dei Mondiali di Brasile 2014 in programma domani, alle ore 22 italiane, a Salvador. Belgio (4-2-3-1): 1 Courtois, 2 Alderweireld, 15 Van Buyten, 18 Lombaerts, 5 Vertonghen, 6 Witsel, 8 Fellaini, 7 De Bryne, 10 Hazard, 14 Mertens, 9 Lukaku. (12 Mignolet, 13 Bossut, 3 Vermaelen, 4 Kompany, 21 Vanden Borre, 23 Ciman, 11 Mirallas, 19 Dembele, 20 Januzaj, 22 Chadli, 17 Origi). All: Wilmots. Usa (4-2-3-1): 1 Howard, 23 Johnson, 3 Gonzalez, 5 Besler, 7 Beasley, 15 Beckerman, 13 Jones, 19 Zusi, 4 Bradley, 14 Davis, 8 Dempsey. (12 Guzan, 22 Rimando, 2 Yedlin, 6 Brooks, 20 Cameron, 21 Chandler, 10 Disderud, 11 Bedoya, 16 Green, 9 Johannsson, 17 Altidore, 18 Wondolowski). All.: Klinsmann. Arbitro: Haimoudi (Algeria). Quote Snai: 1,90, 3,50, 4,00.

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